Traggo da Tifonet, il quale a sua volta da un giornale locale:
Derby violento. Respinta dal Gip la richiesta di archiviazione per gli incidenti prima della partita a Teramo
Pestaggi, nei guai quattro poliziotti
Supplemento di indagini per fare chiarezza sul caso dei tifosi giuliesi picchiati
di FRANCO D’IGNAZIO
GIULIANOVA - Accolta l’opposizione alla richiesta di archiviazione del pubblico ministero David Mancini per quattro agenti del Reparto mobile 101 di Roma in relazione agli incidenti tra le tifoserie, prima del derby Teramo-Giulianova del 23 novembre 2002. Il Gip di Teramo, Antonella Di Carlo, ha disposto il supplemento di indagini. Il giudice, su richiesta dei legali delle parti lese, Rizzardo Cotantini e Tommaso Navarra, ha disposto altri 8 mesi di accertamenti, fissando il termine per il compimento di ulteriori accertamenti Al 30 novembre prossimo. La vicenda vede coinvolti come indagati quattro agenti del Reparto mobile e, come parti lese, tre tifosi giuliesi, i fratelli Cristiana e Jwan Costantini e Luigi D’Ascenzo. Per gli agenti erano ipotizzate le accuse di lesioni personali, danneggiamento e di abuso di ufficio. Secondo l’esposto, l’auto, una Peugeot 106, sulla quale, prima del derby, viaggiavano D’Ascenzo, i fratelli Costantini, insieme ad altri due giovani, venne presa di mira da agenti di Ps in assetto antisommossa, intervenuti a causa del lancio di sassi da parte di tifosi teramani. I poliziotti infrangevano il parabrezza anteriore della Peugeot, colpendo alla testa Luigi D’Ascenzo. L’automezzo, al centro della carovana giallorossa, veniva circondato dagli agenti e mentre alcuni di questi facevano scendere gli occupanti, picchiando duramente i fratelli Costantini e Luigi D’Ascenzo, con manganelli e calci di fucili; intanto, altri, con pistole in pugno, tenevano a bada i passeggeri dei veicoli che seguivano la Peugeot, intenzionati ad intervenire per porre termine al pestaggio. I tre giuliesi dovettero ricorrere alle cure dei sanitari. Pur riconoscendo che l’intervento della polizia di Stato «è stato eccessivo quanto ad uso della forza», che «i querelanti erano stati inutilmente picchiati» e che «la loro auto era stata gravemente danneggiata», il Pm Mancini aveva chiesto l’archiviazione. Il rappresentante della pubblica accusa aveva sostenuto che, in sede penale, non poteva essere il Reparto mobile nel suo insieme a rispondere di quanto accaduto, nè il suo dirigente per una sorta di responsabilità oggettiva, il quale, tra l’altro, non appena resosi conto dell’accaduto era intervenuto, anche con l’uso della forza, nei confronti dei propri sottoposti, al fine di bloccare l’azione violenta. Per tutto ciò, anche ritenendo fondate le doglianze dei querelanti, a causa della mancata individuazione dei diretti responsabili dei colpi inferti, il Pm aveva proposto l’archiviazione.
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Ahi, ahi, ahi, e mò per i celerini saranno notti insonni...
Però, guarda tu il PM, zitto-zitto, pur riconoscendo TUTTE le accuse aveva chiesto l'archiviazione lo stesso...è proprio vero che "cane non mangia cane"...![]()
Manuel, stai leggendo, vero?![]()
Curioso poi il passaggio in cui si affermava (molto illogicamente, fra l'altro...se ci sono dei capi, la responsabilità dei sottoposti è loro) da parte del PM che il Reparto non può essere tenuto a rispondere per il fatto di alcuni suoi membri...col cavolo, la responsabilità per fatto di sottoposti qua c'è eccome!! Sennò i comandanti che ci stanno a fare, a giocare a briscola?




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). Lo fece tempo fa e parlò effettivamente di addestramento che ti porta a diventare una sorta di bestia.