CHIEDO TROPPO?
di Cino Casson



Dopo la vittoria – imprevista e inaspettata – di Zapatero e del PSOE, molti hanno rifiutato di attribuirne la motivazione all’ondata di emozione scatenata dalla strage di Madrid e dalla conseguente improvvida – e menzognera – gestione dell’informazione da parte del governo Aznar, preferendo vedervi una grande ripulsa popolare contro la scelta di aderire alla “coalition of willings” e l’invio di truppe in Iraq. Vi è stato chi ha voluto leggervi il soffio potente di un vento pacifista, che avrebbe investito, dopo Aznar, Blair e Berlusconi: un desiderio che, per quanto riguarda il nostro paese, è del tutto condivisibile, ma che altri eventi politici mettono, quanto meno, in dubbio. In Francia, infatti, la sinistra ha battuto la destra alle elezioni regionali; e Chirac è stato, fin dall’inizio, il più fermo oppositore della guerra in Iraq e ha rifiutato di mandare truppe anche per operazioni di “peace-keeping”. In Grecia, viceversa, ha vinto la destra, sicuramente più filoamericana dei socialisti di Papandreu; in Polonia il governo “amico” di Bush è in crisi; in Germania il “pacifista” Schroeder inanella vistose batoste e in Inghilterra il “bellicista” Blair non se la passa tanto meglio … Allora non sarebbe opportuno che si considerassero altre ragioni per spiegare risultati elettorali e tendenze politiche tanto diversi? Non sarebbe opportuno che gli “zapateri” – o “zapatisti”? – di casa nostra la smettessero di denunciare la “criminalità politica” dei riformisti (che, poi, hanno le stesse posizioni di Zapatero?) e non pretendessero di fare dell’argomento “senza se e senza ma” la discriminante anche sul fronte delle politiche interne? È assurdo che proprio coloro che più avversano Berlusconi, di fatto diano meno importanza alle nefandezze che questo governo perpetua verso i cittadini italiani di quanta ne diano a slogan e sventolii di bandiere arcobaleno. Una politica economica che danneggia sempre più pesantemente i ceti bassi e medi ( se n’è accorto perfino Fini che la riduzione dell’aliquota del 46 al 33 per cento è un regalo ai più ricchi) non dovrebbe indurre i “comunisti” a lasciar perdere le divergenze in politica estera per coalizzarsi al fine di cacciare la destra? Glielo deve dire un “liberale” come me, che questo è un governo “classista”? E l’ineffabile Pecoraro Scanio lo sa che senza una solida alleanza con i “delinquenti” Fassino, Rutelli & C., governeranno ancora i Lunardi delle “grandi opere” e i Tremonti del condono edilizio e della vendita dei beni monumentali? Glielo deve dire chi “verde” non è, che questo è un governo distruttore dell’ambiente? E i variopinti girotondi giustizialisti dei D’Arcais – e dei Di Pietro – si rendono conto che senza i voti dell’”inciucista” D’Alema rischiamo di ritrovarci ancora Castelli (se non Previti!) ministro della giustizia? Che vantaggi pensa di ricavare Diliberto, confermando che, sì, esiste un sondaggio che dà la Lista Unitaria in flessione? Pensa, forse, che un rapporto di 3 a 28 per cento tra PcdI e Lista Prodi lo farebbe contare di più in un futuro governo di centrosinistra piuttosto che un 2 a 35? Chiedo troppo, se invito ad usare un po’ di modesta logica? Lo so, la logica non si vende al supermercato (e se qualcuno la mettesse in vendita, rimarrebbe sugli scaffali), ma, almeno, potremmo smetterla di fare regali alla destra? Il bene della pace è cosa troppo seria per usarlo come arma – che paradosso! – contro gli unici possibili alleati.