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Discussione: Trotskij

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    Predefinito Trotskij

    Da www.pclavoratori.it

    LA VITA - L'ATTIVITA' RIVOLUZIONARIA
    I PARTE - 1879/1922

    Sono passati ormai più di 60 anni da quando Trotsky è caduto sotto i colpi di un sicario di Stalin.
    Il trascorrere di tutto questo tempo dal tragico giorno della sua morte ha reso forse possibile una onesta rivalutazione, estranea, dunque, a schematiche contrapposizioni ideologiche, di una personalità straordinaria almeno quanto la sua vita…
    Trotsky, tragico destino il suo: quello del massimo protagonista, con Lenin, della rivoluzione d'Ottobre, il quale ben presto inviso a un apparato di partito dominato da Stalin e dai suoi lacchè, viene illegittimamente sconfitto, prima in patria e poi fuori in esilio, divenendo il profeta di una rivoluzione internazionale che non verrà.
    *Lev Davidovic Bronstein, il futuro Trotsky, nasce a Janovka in Ucraina il 25 ott nove 1879
    Al congresso del 24/6/1879 della Volontà del popolo, organizzazione terroristica animata fino a quel momento da sentimenti populisti, si consuma una importante scissione: si distacca un gruppetto animato da Plechanov, Aksel'rod, Zasulic, Deutsch che avrebbe costruito il primo gruppo di marxisti Russi.
    *Nella casa di David Leontevic Bronstein e di sua moglie Anna nascono otto figli. Ne sopravvivono quattro: Aleksndr, Liza, Lev e Olga. Nella prima infanzia Trotsky vive con la sua famiglia a Janovka ove i Bronstein gestiscono una azienda agricola.
    *Nel 1884 entra nella scuola elementare nella colonna ebraica di Gromokleja, ove troverà ospitalità presso lo zio Abraham e la zia Rakhil. Studierà il russo, l'aritmetica e la bibbia in ebraico.
    *Nel 1887 conosce per caso suo cugino M.F.Spenser, 28enne, venuto dagli zii per motivi di salute, il quale preparerà ed aiuterà il giovane Trotsky ad entrare nella scuola secondaria: la Realshule, ad Odessa, dalla famiglia Spenser.
    Dal primo giorno all'ultimo della scuola secondaria Trotsky veste il ruolo di “primo” della classe ma non del più “tranquillo”. Il giovane ribelle rischia l'espulsione per difendere un suo compagno dalle gratuite accuse di un insegnante.
    *Nel 1895 Trotsky si trasferisce a Nikolaev per finire la Reals., ovvero l'ultimo anno scolastico di cui Odessa é sprovvista, che concluderà nel 1896. Qui fa conoscenza con alcuni elementi del populismo russo, e qualche marxista (si tratta soprattutto di deportati sottoposti a residenza sorvegliata). Trotsky, in un primo momento, nei confronti dei populisti e marxisti resta sulla difensiva, interessato solo alle questioni scientifiche..
    Importanti in questo periodo, per il futuro capo della Armata rossa, sono due persone: il vecchio libraio Galckij, che gli procurerà libri “proibiti”, ed un fratello di un suo compagno di classe, F.Svingvskij, giardiniere gran divoratore di opuscoli rivoluzionari russi e tedeschi.
    Legge con passione la logica di S.Mill, Lippert, divora le opere di Cernysevskij, padre del populismo russo, Mignet e la sua rivoluzione francese, poi ancora Bebel e Richeter.
    *Nel 1896 si ha un risveglio politico di tutte le università. Gli studenti, costretti a giurare fedeltà allo zar Nicola II, si sollevano nel maggio del '96 in contemporanea ad uno straordinario, quanto inedito, sciopero di tremila operai a S.Pietroburgo, nel quale si fa già sentire l'influenza dell'Unione della lotta per l'Emancipazione della classe operaia, da poco fondata da Lenin e Martov.
    Nel gruppo di studenti ed operai che frequenta Trotsky, vi è una sola persona vicina alle idee del marxismo: Aleksandra L'vovna Sokolvskaja, la stessa persona capace di condurre il giovane Trotsky, fino a quel momento simpatizzante del populismo, alla dottrina di Marx ed Engels.
    Ben presto l'organizzazione avverte l'esigenza di avere proprie pubblicazioni. Comincia dunque a produrre volantini e un foglio poligrafato in due-trecento esemplari, intitolato “Nase delo” (la nostra causa). Il compagno Trotsky è ormai un marxista convinto.
    Purtroppo nell'arco di un breve periodo la polizia zarista viene a conoscenza della linea politica dell'organizzazione di cui Trotsky fa parte ed iniziano le persecuzioni, che portano all'arresto suo e dei suoi compagni, tra cui la sua prima moglie Aleksandra Sokolvskaja.
    *Arrestato il 28/01/1898, diventa un “criminale di Stato”; Lev Davidovic in nove mesi è riuscito ad organizzare più di duecento operai in città (attraverso la “Unione dei Lavoratori della Russia Meridionale”, che egli stesso ha provveduto a fondare) , venti dei quali sono in carcere con lui e con sei intellettuali.
    Il regime di Nicola II lo costringe ad una carcerazione caratterizzata da numerosi pellegrinaggi in diverse prigioni; in queste condizioni trova il tempo necessario allo studio di Plechanov e Labriola e la possibilità di legarsi in matrimonio ad Aleksandra, da cui riceverà presto a distanza di due anni l'una dall'altra due figlie, dai nomi di Zinajada e di Nina.
    *Il primo marzo del 1898 apprende dalla prigione la nascita del Partito Operaio Socialdemocratico Russo ad opera di nove delegati, poco dopo tutti arrestati dalla polizia.
    Curiosa è la descrizione che ne fa di lui un suo compagno di carcere, di nome Ziv, futuro s-r di destra ed oppositore dei bolscevichi: “Era caloroso , affettuoso, addirittura tenero nei confronti dei compagni, galante e premuroso nei confronti delle donne, tanto da dare l'esempio rammendando da solo la propria biancheria, mentre gli altri spesso e volentieri lasciano questo compito alle compagne donne. Era anche coraggioso e orgoglioso e organizzatore di proteste in carcere”.
    Intanto in carcere riceve alcuni opuscoli, tra cui “CHE FARE?” di Lenin, dalla cui lettura resta entusiasmato, così com'è positivamente colpito dal giornale londinese “ISKRA” (la Scintilla). L'Iskra era nata dall'incontro di due diverse generazioni del marxismo russo: la prima, quella del gruppo dell'Emancipazione del Lavoro fondato da Plechanov, Zasulic e Aksel'rod; la seconda, quella della Lega per l'Emancipazione della Classe Operaia fondata da Lenin e Martov.
    *1900. Trotsky, sempre relegato in detenzione, collabora con un giornale di sinistra, “Vostocnoe Obozrenie” (Rassegna d'Oriente): il successo è tale da indurre la redazione ad offrirgli anche un salario fisso. Ma presto il regime sospende la pubblicazione del giornale.
    Questo lavoro lettererario è interrotto solo da un breve viaggio ad Irkutsk, condotto insieme con altri deportati, ove incontra Urickij, che in seguito gli sarà molto vicino, e Dzerzinskij, futuro capo della CEKA (polizia sovietica).
    *Nel 1902 l'esilio gli va stretto; la stessa moglie lo spinge verso la fuga, ed i compagni d'Irkutsk organizzano l'evasione procurandogli abiti nuovi e un passaporto sul quale Lev Davidovic porrà un nome che sarà poi tra i più conosciuti (e tra i più scomodi) nella storia del marxismo: “TROTSKY”. Ziv ha sostenuto che quel nome non sia stato frutto di fantasia, ma sia appartenuto ad un secondino della prigione d'Odessa (sulla questione “Trotsky”non si è pronunziato).
    Arriva a Samara, dove lo attende un organizzatore dell'Iskra, Krzizanoviskij, detto Clair, molto vicino a Lenin. La strada dell'emigrazione è ormai aperta dinanzi a lui.
    Poco dopo il suo stazionamento a Samara, gli giunge un messaggio urgente da parte di Lenin, il quale chiede al futuro presidente dei Soviet un immediato incontro. Logica, a questo punto, è per Trotsky una spedita e rilevante tappa a Londra ove, appunto, viene a stretto contatto per la prima volta col rivoluzionario che lo accompagnerà nel 1917 verso l'assalto al cielo più significativo della storia dell'umanità: la Rivoluzione Russa.
    Dopo un viaggio travagliato che vede i due dirigenti del movimento operaio russo impegnati in uno scambio d'opinioni su alcuni lavori filosofici di Bogdanov (dirigente bolscevico), Trotsky giunge a Londra.
    *I novembre 1902. Compare il primo articolo di Trotsky sull'Iskra; il giovane Lev continua i suoi studi e durante le sue letture, sfogliando una rivista intitolata “Zaria”, scopre la penna di un uomo che in futuro sarà molto importante per lui, ossia Parvus Gel'fand, dallo pseudonimo di “Molotov”( nulla a che fare con il ben noto “ministro degli esteri” dell'era stalinista) .
    Condivide il suo alloggio con i grandi maestri del marxismo russo (Plechanov, Zasulic, Martov). Oramai Trotsky (definito da Max Bauer più avanti “un organizzatore militare e un dirigente nato”) è entrato a pieno diritto nei grandi del marxismo rivoluzionario russo.
    Nello stesso anno gira per l'Europa mostrando le sue grandi doti d'oratore. Le sue tappe sono Parigi, la Svizzera, e in particolare Heidelberg, in Germania, dove polemizza con lo studente populista Avksent'ev che, nel 1917, in quanto ministro del governo provvisorio, lo farà trarre in arresto.
    *2 Marzo 1903. Lenin, in una lettera rivolta a Plechanov nella quale propone di cooptare Trotsky nel comitato di redazione dell'Iskra, traccia della giovane e audace “penna” un ritratto elogiativo: “Pero (Trotsky) scrive da più di un mese in ogni numero. Egli lavora per l'ISKRA con la massima energia e tiene discorsi (con grande successo). Per articoli e notizie sulle questioni di ogni giorno non ci è solo utilissimo, ma indispensabile. E', senza dubbio, un uomo convinto ed energico, di attitudini straordinarie che potrà fare molta strada. Può far molto comodo anche con traduzioni e nel campo della letteratura popolare” 1
    La cooptazione non avviene per il veto contrario del solo Plechanov.
    E' comunque chiaro che Lenin è deciso a vincere il II secondo congresso del POSDR, i cui i preparativi si stanno svolgendo, e considera Trotsky un elemento essenziale.
    Ritenendo pertanto inevitabile la scissione rispetto al Bund (corrente del POSDR legata agli operai ebraici), Lenin sottopone al nucleo dirigente dell'Iskra un piano di battaglia nello scontro triangolare tra Iskristi bundisti ed Economisti (tendenza del POSDR economista).
    *Luglio-agosto 1903, Bruxelles-Londra. Inizia lo scontro nel Posdr. La prima questione precipua è quella relativa ai criteri di direzione del partito, ovvero il problema del dualismo tra le strutture dell'organo centrale, composto dall'Iskra, e il Comitato centrale. Lenin non riesce a convincere i compagni dei propri propositi. La seconda questione riguarda le condizioni di appartenenza al partito: Lenin considera particolarmente importante accogliere nel partito “…chi accetta il programma del partito e lo sostiene tanto materialmente, quanto partecipando di persona ad una delle sue organizzazioni”.
    Trotsky si schiera in un primo momento con Lenin per la strutturazione del partito, tanto che un noto economista definirà Trotsky “il randello di Lenin”. 2
    La divisione momentanea tra Trotsky e Lenin si effettua rispetto allo Statuto. In questo caso Trotsky sostiene attivamente le posizioni di Martov, cioè dei menscevichi, che possono contare sul sostegno degli economisti, mettendo la corrente bolscevica in condizioni di minoranza.
    Per Trotsky inizierà un periodo di allontanamento -politico e non- da Lenin che però cesserà definitivamente già dai primi giorni del 1917.
    Trotsky dopo lo scontro con Lenin collabora alla nuova Iskra a conduzione menscevica, ma ben presto è costretto a lasciarla per i diversi attriti politici che vengono a cristallizzarsi tra lui e Plechanov.
    Fino al 1917, dunque, Trotsky non entra attivamente nelle file del partito di Lenin. Egli diverrà ben presto una sorta di tiratore franco all'interno del partito, seguendo la politica di conciliazione, quindi il tentativo ossessivo di riunificazione del Posdr (sarà Parvus a tenergli compagnia in questa battaglia). Ciò nonostante, resta vicino ai bolscevichi sulle questioni politiche più importanti.
    *Nel 1905, venuto a conoscenza delle grandi ondate di scioperi che ricoprono la Russia, decide di ritornare in patria. Trotsky è uno dei primi a giungere in Russia fra i grandi dirigenti.
    È questo il periodo del Manifesto dello zar (17/10/1905) e della concessione di quest'ultimo di alcune libertà alla popolazione oppressa.
    Lev Davidovic collabora a Kiev con Krasin, bolscevico conciliatore. Proprio grazie a lui, Trotsky può trasferirsi a Pietroburgo, ove il fermento popolare è di grande intensità.
    Intanto la moglie di Trotsky, N.Ivanovna (Sedova), viene arrestata (è il 01/05/1905). Di conseguenza Trotsky decide di nascondersi per qualche tempo in Finlandia, sotto lo pseudonimo di Peter Petrovic.
    Inconsapevolmente i compositori della tipografia di Sytin di Mosca, sospendendo le proprie fatiche il 19 settembre del 1905 per ottenere una diminuzione dell'orario di lavoro e un aumento salariale, innescano la miccia dello sciopero generale politico in tutta la Russia.
    *Il 9 ottobre una riunione di delegati dei ferrovieri, astenutisi dal lavoro, decide di telegrafare a tutti i depositi le parole d'ordine dello sciopero: giornata lavorativa di otto ore, libertà civile, amnistia, Assemblea costituente.
    *Il 10 ottobre si moltiplicano ovunque assemblee e manifestazioni di massa. In molte città, tra cui Odessa, i lavoratori innalzano barricate per difendersi dalle cariche della polizia.
    In questa atmosfera nasce il Soviet di S.Pietroburgo, Consiglio degli operai e dei deputati della capitale, costituito su iniziativa del gruppo menscevico.
    *La prima assemblea ha luogo il 13 ottobre e vi partecipano solo alcune decine di delegati, per lo più del distretto di Neva.
    *È la sera del 15/28 ottobre, quando all'assemblea del Soviet, convocata presso l'istituto di tecnologia, partecipano parecchie centinaia di delegati eletti all'incirca dalla metà dei lavoratori della capitale.
    *Il 13/26 ottobre i bolscevichi snobbano inizialmente il soviet e non vale a nulla la pressione di Krasin (diretta dietro le quinte dallo stesso Trotsky) al comitato centrale bolscevico per una adesione al Soviet più profonda…
    Contemporaneamente all'emanazione dello zar del manifesto, che dovrebbe garantire una maggiore libertà di diritti alle masse, il viceministro dell'interno, il generale Trepov, ordina ai suoi uomini di non risparmiare le cartucce e continuare la politica di repressione, chiudendo i luoghi di riunione dei lavoratori e vietando lo svolgimento del Soviet. Le masse, però, reagiscono a questa violenza e proprio Trotsky dall'alto del balcone dei Soviet agita il manifesto dello zar esaltando e infiammando le masse. E. Wilson ne tratteggia le doti di oratore impareggiabile: “Egli era diventato un eccellente oratore, sia per la forma sia per l'efficacia degli argomenti e, quali che fossero le sue manchevolezze nei suoi rapporti individuali, aveva l'arte di imporsi alle masse…”. 3
    Nello stesso anno Trotsky trasforma il giornale “Russkaja Gazeta” in “Nachalo”, organo popolare, rivoluzionario, viene eletto nell'Esecutivo del Soviet e ne diventa il vero ispiratore.
    L'atmosfera di Pietroburgo durante il processo rivoluzionario spinge i menscevichi verso sinistra; per questo motivo e proprio tramite l'influenza di Trotsky, i menscevichi e i bolscevichi fondano il 17 ottobre un “consiglio federativo unificato”.
    Nel frattempo continuano le lotte dei Soviet, in particolare con lo sciopero convocato a novembre contro la repressione. Un ammutinamento viene duramente represso nella base navale di Kronstadt; a quest'ultimo avvenimento segue la proclamazione dello “stato di assedio”.
    A Pietroburgo s'innalzano nuovamente forti proteste per la richiesta della giornata lavorativa di otto ore. Purtroppo gli operai di Pietroburgo non ottengono la diminuzione della giornata lavorativa perché privi dell'aiuto dell'intero paese.
    Quel che caratterizza Trotsky in contrapposizione ai menscevichi è la convinzione che i liberal-borghesi si sarebbero inevitabilmente coperti sotto la gonna della monarchia per paura di un processo rivoluzionario.
    *Il 27 novembre la vita del Soviet è agli sgoccioli, la sua fine è prossima. Trotsky ne diventa il presidente. Cominciano gli arresti, che colpiscono ancora una volta il rivoluzionario russo.
    Grazie alla sua azione nel Soviet, per usare le parole di Lenin, Trotsky conquista “con la sua opera brillante e instancabile” un ruolo di primissimo piano agli occhi del movimento operaio.4
    *1906. E' tempo di bilanci. Trotsky, in questo contesto, comincia a sviluppare la teoria della “Rivoluzione permanente”, condizionato dall'indubbia influenza di Parvus.
    Passa poco tempo prima del processo che lo vede condannato alle prigioni per la seconda volta. In questa situazione di “isolamento politico” esplica alcuni brani politici di grande rilevanza e intuizione politica. Nel lavoro intitolato “Bilanci e prospettive. La forza motrice della rivoluzione” 5, Trotsky afferma: “Il proletariato cresce e si rafforza con lo sviluppo del capitalismo. In questo senso lo sviluppo del capitalismo è lo sviluppo del proletariato verso la dittatura. Ma il giorno e l'ora in cui il potere passerà nelle mani della classe operaia dipendono non da il livello di sviluppo delle forze produttive, ma dai rapporti della lotta di classe, dalla situazione internazionale e, infine, da una serie di fattori soggettivi: le tradizioni e la combattività degli operai.”
    Individuando l'internazionalismo come arma del proletariato, continua così: “Senza il diretto appoggio statale del proletariato europeo, la classe operaia russa sarà incapace di restare al potere e di trasformare il suo dominio temporaneo in dittatura socialista durevole.”
    *1907. Dopo una fuga a dir poco fiabesca, con una slitta trainata da cani, e dopo mille peripezie di viaggio tra treni e confini ostili, raggiunge Londra ove si tiene il congresso del partito unificato. Senza saperlo incontra Stalin per la prima volta.
    Il clima del congresso diviene presto pesante; la questione più spinosa tra quelle affrontate riguarda i “Bojeviki”, militanti controllati dai bolscevichi, che stanno effettuando, armi alla mano, le cosiddette “espropriazioni”, ossia assalti a banche e convogli, tesi a finanziare l'attività rivoluzionaria. Trotsky non appoggia questa politica, causando forse il primo dei tanti dissidi che lo divideranno da Stalin.
    Dopo il congresso Trotsky e N.Sedova prendono la via di Berlino, ove rivedono Parvus e col quale partiranno per le vacanze estive in un villaggio Boemo. Inoltre cercano invano di convincere Rosa Luxemburg ad unirsi a loro.
    Trotsky inizia poi un lungo pellegrinaggio tra Europa e Usa, che gli permetterà di collaborare con i “grandi maestri” del marxismo classico, come Kautskij, Bebel, Ledebour, Bernstein, ecc.
    *1908. Trotsky comincia a stampare in Austria il bimestrale “Pravda” (La verità), che in Russia riscuote subito un discreto successo.
    Allo stesso tempo continuano le battaglie interne alla socialdemocrazie tra bolscevichi e menscevichi e le loro diverse tendenze in seno ai due gruppi.
    Trotsky mantiene sempre la posizione conciliatrice, seppur non condividendo le analisi del gruppo menscevico.
    *Nel 1912 decide di accettare l'offerta del giornale “Kievskaja Mysl” come corrispondente di guerra nei Balcani, forse anche a causa delle sconfitte subite all'interno del Posdr da parte dei conciliatori. A questa esperienza deve l'avvicinamento ad un uomo, un compagno che si legherà a lui per diverso tempo e che con lui condividerà gran parte del percorso politico: C.Rakovskij.
    *Nel 1914 è di nuovo in Europa. Prende vita, per sua volontà, il giornale proletario internazionalista “Nashe Slovo”.
    È il periodo della fine dello sviluppo relativamente non-violento del capitalismo, è il tempo del tradimento della socialdemocrazia tedesca che vota i crediti di guerra, sostenendo la propria borghesia nel conflitto mondiale. Trotsky, come tutti i comunisti internazionalisti, resta indignato ed incredulo nei confronti di tale atto.
    La seconda internazionale è oramai uno strumento asservito alle borghesie nazionali. Entra in gioco, a questo punto, l'assoluta necessità di legare al più presto i quadri militanti di tutto il mondo sotto una nuova bandiera dell'internazionalismo. La conferenza internazionale di Zimmerwald è il primo passo verso questo obiettivo.
    *La conferenza si tiene dal 5 al 9 settembre del 1915 nel villaggio di Zimmerwald, a 10 chilometri da Berna. Quattro vetture bastano a trasportare tutti i delegati.
    Zimmerwald si trasforma nella messa in pratica di una svolta decisiva. La conferenza dà nuovo slancio al movimento che si sta sviluppando in tutta l'Europa. Ovviamente la conferenza accelera anche significative rotture e riavvicinamenti politici. I rapporti tra Lenin, che ha votato il testo redatto da Trotsky, e lo stesso L.Davidovic cominciano ad incanalarsi verso la convergenza. Lenin pensa di riuscire a inserire un cuneo tra gli internazionalisti che circondano Trotsky e i menscevichi più o meno difensivisti, con i quali egli non ha ancora rotto.
    Trotsky per cause politiche è costretto ora ad un nuovo pellegrinaggio, che lo induce a visitare i territori della Francia, della Spagna (fa “visita” anche alle sue carceri!), degli Usa, prima di far ritorno in Russia per l'ultima ondata rivoluzionaria, che porterà il partito bolscevico alla conquista del potere.
    *1917 Negli Usa incontra Bucharin, col quale viene a contatto varie volte in biblioteca a New York e col quale collabora alla redazione del “Novy Mir”.
    Trotsky, sotto la spinta del processo rivoluzionario, decide di rientrare in Russia; l'ansia di essere al più presto nella patria natia lo tormenta. Dopo lunghe fatiche e prigionie, si accinge a far rientro nella futura URSS, dove svolgerà un ruolo fondamentale per il movimento operaio internazionale e per la madre di tutte le rivoluzioni. A proposito il bolscevico Raskolnikov ha scitto: “Lev Davidovic non era formalmente un membro del partito, ma nei fatti lavorò al suo interno dal suo arrivo dall'America; ad ogni modo, immediatamente dopo il suo primo discorso nel soviet, lo considerammo uno dei nostri dirigenti”. 6
    Tornato in Russia, Trotsky spiegherà di essere stato convinto della necessità di entrare nei ranghi bolscevichi sin dal suo arrivo, ma di aver giustamente atteso il tempo necessario per convincere l'Organizzazione interdistrettuale (mezrocjanca): “Lavoravo assieme al partito bolscevico. C'era un gruppo a Pietrogrado che aveva lo stesso programma dei bolscevichi, ma era organizzativamente indipendente. Consultai Lenin sull'ipotesi di entrare subito nel partito o se era meglio che entrassi con questa valida organizzazione operaia che aveva tre o quattromila militanti rivoluzionari”.7
    *Il 7/20 maggio del 1917 sono comunque le due organizzazioni a preparare congiuntamente la riunione di benvenuto a Trotsky, nel corso della quale egli esprime la propria totale ostilità alla riunificazione con i menscevichi; riunificazione la cui prospettiva non è stata ancora abbandonata da una frazione consistente della direzione bolscevica.
    *Il 10/23 maggio del 1917 vi sarà una nuova riunione comune per studiare i problemi della fusione.
    Per la prima volta dopo Zimmerwald, Trotsky rivede Lenin, venuto in compagnia di Zinoviev e Kamenev. Lenin è convinto che lavoreranno insieme, infatti, ha già proposto che a Trotsky venga affidata la direzione della “Pravda”, giornale oramai organo dei bolscevichi. Questo tentativo di Lenin è però respinto dalla direzione.
    Al primo congresso panrusso dei soviet, che si apre ai primi giorni di giugno, Trotsky è uno dei principali oratori del blocco formato da bolscevichi e O. Interdistrettuale.
    Dopo le giornate di luglio e l'incriminazione di Lenin, Zinoviev e Kamenev, Trotsky dinanzi all'Esecutivo del Soviet di Pietrogrado del 17/30 luglio assume le difese dei compagni accusati, affermando: “Lenin si è battuto per la rivoluzione per trent'anni. Anche io ho lottato per vent'anni contro l'oppressione delle masse popolari. Non possiamo che nutrire un odio profondo contro il militarismo tedesco. Chi afferma il contrario non ha la minima idea di chi sia un rivoluzionario.” 8
    Trotsky viene imprigionato nuovamente, ma, quando il generale Kornilov avanza verso Pietrogrado, la resistenza operaia si fa forte e le celle di prigionia si aprono. Contemporaneamente va in scena il primo congresso del partito bolscevico, al quale Trotsky non può partecipare. Stalin presenterà una relazione al suo posto, e Trotsky verrà eletto nel comitato centrale.
    *Liberato su cauzione il 4/17 settembre, riprende il ciclo delle riunioni e delle assemblee. La situazione è capovolta: lo slancio rivoluzionario oramai è inesorabile.
    *Il 25 Settembre-8 ottobre del 1917, Trotsky a distanza di 12 anni torna ad essere il Presidente del Soviet di Pietrogrado.
    I menscevichi sono sempre più distorti nella loro politica. Essi si limitano a controllare l'attività di Kerenskij, facendo pressione sul governo e predicando la rivoluzione borghese.
    *Il 12/25 ottobre, sotto la pressione di Trotsky, il comitato esecutivo dei Soviet di Pietrogrado prende una decisione d'importanza capitale: la costruzione sotto il proprio controllo di un comitato militare rivoluzionario, comprendente il Presidium del Soviet e quello della sua sezione dei soldati, marinai, ferrovieri, ecc.
    Il dualismo di potere tra il governo provvisorio e i Soviet si sta risolvendo a favore del potere sovietico.
    *Il 23 ottobre/5 novembre al comitato militare rivoluzionario è stato messa all'ordine del giorno la questione del controllo della fortezza, la presa del Palazzo d'Inverno. A.Ovseenko (bolscevico) propone di prenderla d'assalto a sorpresa. E Trotsky risponde che non è necessario: basterà convocare un'assemblea per convincere la guarnigione. Presentatosi davanti a Pietro e Paolo accompagnato dal solo Lasevic (bolscevico), ottiene la convocazione dell'assemblea, prende la parola nella stessa circostanza e convince i soldati. La truppa si mette a disposizione del comitato militare rivoluzionario.
    Intanto Zinoviev e Kamenev hanno fatto circolare la lettera “Sul momento presente” contro la decisione di preparare l'insurrezione. Lenin li accusa di “crumiraggio”e chiede la loro espulsione.9 La strada dell'espulsione viene poi abbandonata.
    *Il 24 ottobre/6 novembre allo Somol'nyj, Trotsky incontra Flerovskij, il dirigente bolscevico dei marinai di Kronstadt, invitandolo a rientrare prontamente nella guarnigione, dove troverà l'ordine di marciare su Pietrogrado all'alba del 25/7 ott-nov. Verso le due del mattino cominciano i movimenti delle truppe che precedono le operazioni militari. Secondo Dan (menscevico) portare avanti una insurrezione sarebbe soltanto follia allo stato puro e segnerebbe inevitabilmente la fine della rivoluzione.
    *Il 25 ottobre/ 7 novembre. Verso mezzogiorno numerosi soldati e marinai occupano l'ingresso del palazzo di Marinskij, dove è riunito il preparlamento, che decide immediatamente di sospendere la propria attività. Trotsky presenta al Soviet un rapporto sull'insurrezione, nel quale sottolinea che l'insurrezione sta dando gli esiti sperati, senza alcun spargimento di sangue.

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    Predefinito Rif: Trotskij

    Si apre la seduta al II congresso panrusso dei Soviet, che si riunisce per la prima volta allo Soml'nyj. I menscevichi e gli altri gruppi conciliatori fanno ostruzionismo contro la presa del potere proposta dai Bolscevichi. Trotsky risponde in questo modo a tale accusa: “L'insurrezione non ha bisogno di giustificazioni. Ciò che è accaduto è un'insurrezione non una congiura. Noi abbiamo temprato l'energia rivoluzionaria degli operai e dei soldati di Pietroburgo. Abbiamo forgiato apertamente la volontà delle masse per l'insurrezione non per una congiura . Le masse popolari seguono la nostra bandiera e la nostra insurrezione ha vinto. Adesso si dice: rinunciate alla vostra vittoria, fate concessioni, venite a compromessi. Con chi? Io mi domando con chi dovremmo venire a compromessi? Con quei miserevoli gruppetti che hanno lasciato il congresso o che avanzano questa proposta? Ma li abbiamo conosciuti bene. Nessuno in Russia più li segue.10
    Sospesa la seduta per due ore e mezzo, nel momento della riapertura Kamenev può annunciare la presa del Palazzo d'Inverno e l'arresto di tutti i ministri di Kerenskij,11
    Per oltre mezzo secolo, in Urss, i dirigenti, servendosi di tutti i mezzi forniti dallo Stato, hanno fatto tutto ciò che era possibile per cancellare persino il nome di Trotsky dalla Rivoluzione russa, raggiunta anche grazie alla sua regia. Trotsky stesso nella sua “Storia della rivoluzione Russa”minimizza il suo ruolo per far risaltare quello di Lenin e delle masse che avevano rispettivamente concepito e riportato la vittoria.
    Ci sembra giusto aggiungere a questo lavoro alcune frasi di uno dei migliori storici del periodo sovietico, A. Rabinowitch, che nel 1980, a conclusione di un intervento su Lenin e Trotsky nella rivoluzione di ottobre, affermava:
    “Se Trotsky non fosse stato presente a Pietrogrado e se non fosse intervenuto assieme ad altri dirigenti locali sostanzialmente d'accordo con le posizioni di Lenin, ad adattare le direttive di Lenin alla situazione politica reale, è molto probabile che i Bolscevichi si sarebbero politicamente suicidati.(…) se si pone mente alla stretta collaborazione realizzatasi tra Lenin e Trotsky nel corso della rivoluzione d'ottobre diventa piuttosto difficile contestare l'affermazione di Lenin risalente ad una settimana dalla presa del potere e relativa al comportamento di Trotsky dal momento del rientro in Russia dall'emigrazione. Da quel momento - disse Lenin di aver costatato - non c'è stato bolscevico migliore di lui”.
    Incredibile a dirsi, ma proprio Stalin, principale nemico e mandante dell'ignobile omicidio di Trotsky in Messico, in occasione del primo anniversario della rivoluzione d'Ottobre, si esprime in questi termini: “Tutto il lavoro pratico connesso con l'organizzazione dell'insurrezione fu svolto sotto la direzione del compagno Trotsky, presidente del soviet di Pietrogrado. Si può affermare con certezza che il partito deve principalmente e in primo luogo al compagno Trotsky la rapida conquista della guarnigione al soviet e il modo efficiente in cui il lavoro del comitato militare rivoluzionario fu organizzato”.
    Il potere è preso, ora il problema è estenderlo in tutta la Russia e portare avanti la battaglia internazionalista. Tutti i bolscevichi sono coscienti del suddetto problema, lottano per l'edificazione socialista a livello planetario e con questo atteggiamento politico affrontano le vicende politiche future.
    In poco tempo la rivoluzione vince in quasi tutta la Russia, senza particolari episodi di violenza, tranne a Mosca ove i bolscevichi incontrano la resistenza dei liberali.
    *1918. La Russia attraversa un momento difficile, costretta a fronteggiare l'avanzata controrivoluzionaria dei Bianchi (monarchici-borghesi) e a trattare con le borghesie imperialiste europee per una soluzione pacifica del conflitto mondiale.
    Anche in queste circostanze si vede la grandezza politica di Trotsky, che riesce a portare la Russia alla pace Di Brest-Litovsk nel marzo del 1918.
    E dal nulla mette su la famosa “Armata rossa”. Con poche migliaia di soldati e con la intelligente politica degli “specialisti”, Trotsky forgia una Armata di più di cinque milioni di uomini pronti a difendere la rivoluzione. Mandato al fronte orientale, incredibilmente torna vittorioso da Kazan, poi da Simbirsk, dalla regione del Volga, affronta i vari Kornilov, Wrangler di turno, portando la Russia alla completa vittoria della guerra civile. Passa alla storia con il suo famoso treno, nel quale era presente praticamente ogni cosa: dalle truppe speciali d'assalto fino all'ufficio stampa. Trotsky usa soprattutto il treno per spostarsi nei vari focolai della guerra civile, incitando, galvanizzando con il suo unico carisma l'armata alla lotta rivoluzionaria.
    Per chiarire un'ultima volta il suo ruolo nella rivoluzione civile e nella rivoluzione russa, lasciamo spazio al veterano bolscevico, primo commissario sovietico per l'istruzione e per la cultura, A. Lunaciarskij: “Sarebbe errato immaginarsi che il secondo grande dirigente della rivoluzione russa sia inferiore al suo collega (Lenin) in tutto; ci sono, ad esempio, aspetti in cui Trotsky lo sorpassa incontestabilmente, è più brillante, ha un miglior eloquio ed è più dinamico. Lenin è adatto come nessun altro a fare il presidente del consiglio dei commissari del popolo e a guidare la rivoluzione mondiale col tocco del genio, ma non avrebbe mai potuto addentrarsi nella missione titanica che Trotsky si è preso sulle spalle, con quegli spostamenti lampo da un posto all'altro, quei discorsi tuonanti, gli incitamenti sul campo, il ruolo di motore instancabile di un esercito indebolito, ora in un posto ora in un altro.
    Non c'è un uomo sulla terra che avrebbe potuto sostituire Trotsky in questo aspetto. Ogni volta che arriva una grande rivoluzione, un grande popolo trova il giusto protagonista per ogni parte e uno dei segni della grandezza della nostra rivoluzione è il fatto che il Partito comunista ha tratto dalle sue file o da altri partiti e ha incorporato nel suo organismo sufficienti personalità eccezionali, adatte ad adempiere a qualsiasi funzione politica a cui erano chiamate. I due, più forti di tutti, totalmente identificati con il loro ruolo, sono Lenin e Trotsky”.12
    *Nei mesi successivi, Trotsky porta avanti la politica della Nep con Lenin, col quale condivide tutto il periodo che va dal '17 al '24, ovvero finchè la vita del compagno Lenin non si spegne. Sarà proprio Lenin a proporre a Trotsky un blocco contro Stalin e la burocrazia del partito, ma questo sarà argomento sarà affrontato nella II parte.

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    Predefinito Rif: Trotskij

    “Il compagno Stalin, divenuto segretario generale, ha concentrato nelle sue mani un immenso potere, e io non sono sicuro che egli sappia servirsene sempre con sufficiente prudenza…”. “Stalin è troppo grossolano, e questo difetto, del tutto tollerabile nell’ambiente e nei rapporti tra noi comunisti, diventa intollerabile nella funzione di segretario generale. Perciò io propongo ai compagni di pensare alla maniera di togliere Stalin da questo incarico e di designare a questo posto un altro uomo che, a parte tutti gli altri aspetti, si distingua dal compagno Stalin solo per questa migliore qualità, di essere cioè più tollerante, più leale, più cortese e più riguardoso verso i compagni, meno capriccioso, ecc.”
    Siamo nel dicembre del 1922, quando Lenin, costretto dalla sua malattia ad un riposo forzato, si rende conto definitivamente di quanto siano gravi i pericoli che minacciano dall’interno il partito, nonché la vitalità del processo rivoluzionario stesso.
    Stalin, messo da Lenin a capo della Rabkrin (Ispettorato operaio e contadino) qualche anno prima per un mero ruolo di organizzazione e sorveglianza, sfrutta al meglio le sue ambizioni personali, diventando contemporaneamente anche membro del CC e del Politburo, Orgburo e Segretariato, rafforzando gradualmente la propria posizione dl rappresentante-capo della burocrazia nella direzione del partito. Nessuno dà realmente rilevanza all’ascesa politica di un uomo sconosciuto alle masse e noto nel partito soprattutto per le sue difficoltà con la lingua russa; l’unico in grado di percepire i rischi del carattere e dei nefasti progetti di Jozif Vissarionovic Dzugasvili è, ancora una volta, il compagno Lev Trotsky, che già nel 1920 mette in chiaro le sue perplessità rispetto al lavoro della Rabkrin.
    Lenin, preoccupato più di ogni altra cosa a salvaguardare l’unità dell’organizzazione bolscevica, non dà inizialmente peso alle critiche rivolte contro Stalin (che col passare del tempo trovano espressione attraverso le stesse parole della fedele compagna di Vladimir Ilic, Nadezda Krupskaja). Sarà poi il peggioramento della sua malattia a complicargli fino alla completa evidenza dei fatti la comprensione della gravità della situazione. A questo proposito va aggiunto, però, un ulteriore fattore d’analisi: negli anni che precedono la morte di Lenin, Stalin è precipuamente attento a non accelerare le proprie velleità termidoriane, così come è furbo a moderare le polemiche con Trotsky, prendendo in un paio d’occasioni addirittura le difese di quest’ultimo. La questione sembra ironica ed essenzialmente di poco conto, ma non è così.
    Prima della risoluzione del 5 dicembre 1923, ultimo atto della commedia che vede Stalin e il triumvirato in accordo comune con Trotsky per evitare il pericolo di una scissione tra i dirigenti, l’astuto georgiano, come replica a qualcuno che ha attribuito al fondatore dell’Armata rossa la definizione del partito come di “un’unione volontaria di persone aventi le stesse idee”, dichiara di non credere che Trotsky abbia impiegato una frase del genere descritto, perché conosce lo stesso Trotsky quale “uno dei membri del Comitato Centrale che maggiormente pongono in rilievo l’aspetto attivo del lavoro di partito”. E’ dunque evidente la volontà staliniana di non forzare i tempi, di non rivelare il proprio gioco, e di ingannare quanti, come Lenin, credono ancora fiduciosi nella quasi totale trasparenza delle azioni di tutti i membri del partito.
    Tuttavia, la serietà degli avvenimenti non tarda a raggiungere anche la persona del malato Lenin, che, almeno fino a quell’apoplessia del 9 marzo 1923 che gli renderà impossibile l’uso della parola, riesce a spendere le sue preziose (e, purtroppo, ultime) energie, attraverso la formazione di un blocco con Trotsky, teso ad arginare, prima, e sconfiggere, poi, il potere di Stalin in seno al partito. L’ultima battaglia di Lenin, quella appunto contro Stalin, forse la più importante della sua vita politica, sarà vana a causa della sua morte prematura. Trotsky si troverà, almeno all’inizio, da solo nella lotta contro l’immenso apparato sovietico, in quella che sarà un’instancabile lotta allo stalinismo e una coerente e profonda difesa dei principi basilari del marxismo rivoluzionario.
    *Nel dicembre del ‘22 così Trotsky descrive il suo incontro con Lenin: “Lenin mi spiegò il suo progetto con passione e fervore (…) Bisogna (interviene Lenin) che lei sia il mio sostituto. Date le circostanze dobbiamo fare un rimpasto radicale”.
    Lenin e Trotsky si scontrano duramente con la Troika di Stalin, Zinoviev e Kamenev su tutte le questioni più importanti che si sviluppano nei primi anni venti in Urss, come quella del monopolio del commercio estero, della Georgia, come il problema dell’ispezione operaia e contadina ed infine sul censimento dei funzionari sovietici.
    Lenin spinto dalle pressanti forze burocratiche del partito decide di preparare quella “bomba politica” (già menzionata nell’introduzione a questa seconda parte), nota volgarmente come il “Testamento di Lenin”, nel quale prevede anche il futuro (e decisivo) scontro tra Stalin e Trotsky (quest’ultimo definito come “uno che ha una eccessiva sicurezza di sé e una tendenza eccessiva a considerare il lato puramente amministrativo dei problemi (l’identica critica è rivolta a Piatakov), ma anche come “il più capace tra i membri del CC”. Questo documento resterà a lungo nascosto e troverà pubblicazione ufficiale solo nel 1956, nelle pagine della rivista Kommunist n. 9.
    Trotsky non usa in tempo dovuto il testamento di Lenin trincerandosi in un particolare silenzio.
    *Nel 1923 la situazione economica della Russia volge in condizioni disastrose a causa della cosiddetta “crisi delle forbici” (divario crescente tra i prezzi industriali in aumento e quelli agricoli in diminuizione), dovuta alla NEP alla quale Trotsky contrappone l’economia pianificata.
    Nel frattempo la situazione interna del partito mostra sempre più i segni tangibili di un processo di deformazione, tanto che il capo della GPU Dzerzinskij afferma: “Lo scadimento del partito, l’impoverimento della sua vita interna, il prevalere del metodo della nomina su quello dell’elezione, possono diventare un pericolo politico e paralizzare l’opera di direzione politica della classe operaia del nostro partito”.
    *Il 6 marzo del 1923, in seguito all’ennesimo incidente fra la Krupskaja e Stalin, Lenin invia una drastica lettera di rottura a quest’ultimo.
    *L’8 ottobre dello stesso anno vede Trotsky denunciare, in una lettera al Comitato Centrale, la burocratizzazione dell’apparato del partito e reclamare una svolta nella vita interna dello stesso.
    *Il 15 ottobre del 1923 quarantasei vecchi bolscevichi presentano all’ufficio politico una dichiarazione comune nella quale si critica severamente la politica economica, e specificamente il regime interno del partito.
    Il clima nel PC russo è sempre più teso; Trotsky parte all’offensiva politica promuovendo una linea di rigenerazione nelle strutture bolsceviche. E’ il 5/12/23 quando, di conseguenza, è adottata una risoluzione votata all’unanimità, che prende il nome di “nuovo corso”: “A queste tendenze vanno ricondotti il forte divario nelle condizioni materiali dei membri del partito, a seconda delle diverse funzioni da essi svolte e i “cosiddetti”eccessi; l’aumento dei rapporti con elementi borghesi e la loro influenza ideologica (…); il pericolo che si perda la prospettiva d’insieme dell’edificazione socialista e delle rivoluzione mondiale (…); la burocrazia degli apparati del partito e la conseguente minaccia di un distacco del partito dalle masse.”
    Trotsky vede nel processo degenerativo del partito la sua ultima composizione; non a caso parla “dell’aumento eccessivo, nel partito, del numero di funzionari, siano o no di origine proletaria”.
    * 25-27 ottobre. Seduta plenaria del Comitato centrale e della Commissione di controllo. La lettera di Trotsky viene qualificata alla stregua di “gesto frazionistico”, e la dichiarazione condannata come “atto di divisione”.
    *Il 16/01/1924 si apre a Mosca la XII Conferenza. La campagna contro il “trotskismo” (l’invenzione di questo termine porta il segno di Zinoviev) ha già preso piede, i giochi sono conclusi da tempo e il libero dibattito che inizialmente si esprime per mezzo della stampa si trasforma, nel giro delle settimane, nel fastidioso monologo della denuncia dei “deviazionisti”, degli “anarco-menscevichi” e, logicamente, dei “trotskisti”.
    Stalin prende letteralmente in giro l’opposizione, che per bocca di Preobrazenskij (bolscevico aderente all’opposizione di sinistra), è decisa a ritornare a quella che è stata la vita del partito nel 1917: “Un partito così diviso, com’è stato detto senza la minima ironia, le cui difficoltà arriveranno sino a procurare delle crisi gravi”
    Le accuse destinate a Trotsky continuano senza mezzi termini, con una violenza unica e del tutto gratuita. Per chiarire meglio lo stato dei rapporti nel partito, è possibile citare la lettera del giovane bolscevico V.B.Elcin, il quale ricorda un incontro, avvenuto durante gli anni dell’opposizione unificata, proprio tra Trotsky e Zinoviev. Trotsky chiede spiegazioni rispetto alla discussione sul “trotskismo”; gli interessa sapere se tali accuse avrebbero potuto trovare manifestazione anche senza la pubblicazione delle Lezioni d’Ottobre. A proposito Zinoviev risponde: “Certamente, ci sarebbe stata (questa discussione), perché è gia stato deciso in precedenza di dare inizio a tale discussione, e ci si aspettava solo un pretesto”.
    Nei giorni successivi, Stalin e i suoi lacchè continuano la guerra all’Opposizione di Sinistra, accusando i suoi aderenti e Trotsky di frazionismo e di indisciplina.
    * Luglio del 1924. Suvarin, che ha difeso Trotsky al V congresso dell’Internazionale comunista e tradotto il Nuovo corso, è escluso dal partito.
    *Nella Pravda del 24 dicembre 1924 Stalin si pronuncia a favore della “costruzione del socialismo in un solo paese”, del quale ha fatto già menzione il famigerato Rykov nel mese di ottobre. Con questa “aberrazione” teorica, la reazione piccolo-borghese contro l’Ottobre e contro i presupposti rivoluzionari del leninismo può esser considerata avviata a tutti i livelli.
    Trotsky pubblica le Lezioni dell’Ottobre, prefazione al terzo volume dei suoi Scritti e Discorsi dedicato al 1917. Trotsky ricorda gli avvenimenti del 1917 e trae insegnamenti dalla sconfitta della rivoluzione tedesca del 1923.
    *Nel gennaio del 1925 Trotsky, sotto pressioni del partito, si dimette da comandante in capo dell’Armata rossa (già da tempo era stato esautorato dal suo controllo).
    Nello stesso anno e contro ogni previsione, Zinoviev e Kamenev cominciano a prendere le distanze da Stalin; la straordinaria novità scaturisce proprio dalla questione economica, derivante dalla nefasta formula del socialismo in un solo paese. Tale rottura, è opportuno ricordare, è preceduta da sette mesi di conflitti, rilevati solo dai rapporti e dai dibattiti del XIV Congresso, dietro le quinte dell’apparato.
    Il re è nudo, allora: Zinoviev infuria sulla nuova teoria, targata Stalin-Bucharin, del socialismo in un solo paese, e, servendosi di un numero considerevole di citazioni di Lenin, nel XIV Congresso, definisce la NEP come la creazione di un capitalismo di stato legato ad una ritirata, che non implica affatto la fine della lotta di classe; implica invece a suo avviso la lotta più accanita contro i kulaki (contadini ricchi), con i quali “non può esserci né pace (…) né via di mezzo” in quanto si tratta dei “nemici implacabili del regime sovietico” . Grazie a queste parole, possiamo assistere al preludio di un avvicinamento tra Trotsky e Zinoviev.
    * 8 gennaio del 1926. Trotsky propone a Bucharin di formare un “blocco” contro Stalin per una vera democrazia nel partito; Bucharin non saprà prendere una decisione.
    *Nel mese di aprile del 1926 Trotsky appoggia in una riunione del CC un emendamento di Kamenev alla risoluzione di Rykov (bolscevico di destra, già citato, vicino a Bucharin) sui problemi economici
    I rapporti politici e gli incontri tra Trotsky e Zinoviev si susseguono fino a fondersi in una nuova opposizione al regime che prenderà il nome di “Opposizione Unificata”.Trotsky ricorda: “La protesta di classe dei lavoratori concordava con la fronda privilegiata di Zinoviev. Nacque così la nuova Opposizione (…) Con meraviglia di tutti e specialmente di lei stessa, Zinoviev e Kamenev furono costretti a ripetere in parte la critica dell’Opposizione del ‘23 e passarono dunque per trotskisti. Non c’è da stupirsi se nei nostri circoli l’unione con Zinoviev e Kamenev appariva perlomeno paradossale (…) le questioni di questo genere non si risolvono però con considerazioni psicologiche, ma politiche. Zinoviev e Kamenev riconobbero che i trotskisti avevano avuto ragione nella lotta del ‘23 contro di loro. Essi accolsero i nostri principi. In tale circostanza non potevamo rifiutare il blocco con loro.”
    Nella seconda metà del 1926 Zinoviev mette in guardia Trotsky sui metodi di “lotta di Stalin”: “Lei crede che Stalin non abbia preso in considerazione la sua oppressione fisica? Ci ha pensato molte volte. L’unica considerazione che lo ha trattenuto dal metterla in pratica è stata che i giovani ne avrebbero imputato la responsabilità al triunvirato, e forse a lui in persona (…) Il suo odio contro di noi, soprattutto contro Kamenev, si spiega col fatto che sappiamo troppe cose su di lui.”
    La situazione evolve sempre più verso nuovi drammi politici, ma Trotsky può contare su personalità notevoli, che restano al suo fianco. Attorno al “Vecchio” c’è la miglior leva dei vecchi bolscevichi, tra cui figurano la Krupskaja (ormai vedova di Lenin), Sokolnikov, Smilga , Serge, Radek, Rakovskij e molti altri. Proprio la Krupskaja, durante una riunione dell’Opposizione, commenta con amarezza : “Se Vladimir Ilic fosse ancora vivo, sarebbe in prigione”.
    L’opposizione unificata continua la sua lotta, ma nel periodo compreso negli 1925-1926 subisce un periodo di riflusso, interrotto soltanto dal processo rivoluzionario cinese, che darà nuovo respiro all’opposizione allo stalinismo. Inizia un’aspra battaglia sul campo internazionale e, come naturale che sia, proprio la Terza Internazionale diventa la tribuna di uno scontro feroce.
    Stalin e Bucharin applicano alla questione cinese la vecchia formula algebrica della “dittatura democratica degli operai e dei contadini”, e, a quanto pare, senza rendersene conto, la teoria menscevica della “rivoluzione a tappe”, di cui si fa portavoce proprio l’ex menscevico Martynov.
    La risposta spetta a Trotsky, costretto nuovamente alla critica della linea della maggioranza del partito. Il suo compito è ora quello di smascherare l’asservimento degli stalinisti al Kuomitang, e la frittata politica della collaborazione di classe. L’opposizione è convinta che la direzione staliniana dia prova di un opportunismo sistematico, che indebolisce la posizione internazionale dell’Urss, così come quella dell’Internazionale comunista e dei partiti che ad essa aderiscono, che a breve può portare all’implosione del movimento rivoluzionario in Cina… Tragica previsione!
    *3 aprile del 1927. Trotsky in una lettera (non pubblicata) denuncia la mancanza di informazioni sulla Cina in U.R.S.S., e il rischio di un colpo di stato di Chiang Kai-shek, “novello Pilsudski”. Rivendica inoltre l’indipendenza del partito comunista cinese.
    *Nel maggio del 1927, la repressione della burocrazia muove i suoi primi passi, colpisce inizialmente sotto la formula dei “trasferimenti” e dei “nuovi incarichi” per i militanti dell’Opposizione, e, naturalmente, sempre in nome della logica d’inoppugnabili “esigenze di servizio”. Il bilancio è gia pesante in questo mese: Pjatakov, Prebrazenskij, Kosior, Antonov-Ovseenko, Kamenev, Safarov e tanti altri. Parte l’inarrestabile processo di epurazione politica, che assumerà negli anni trenta la forma di una vera e propria eliminazione fisica.
    *20-26 maggio. All’VIII plenum dell’esecutivo dell’Internazionale comunista a mosca, Trotsky chiede di nuovo l’indipendenza politica e organizzativa del partito comunista cinese e la formazione di soviet. Stalin replica che non è opportuno creare soviet poiché (sic!) esiste il Kuomitang e i governo di Wuhan è il “centro rivoluzionario”.
    *Maggio-giugno. Alla stazione di Jaroslavl (URSS) migliaia di oppositori manifestano la loro simpatia e la loro solidarietà a Smilga, che è stato destinato a Kara-Bogaz-Gol (Kamenev, Pjatakov, Antonov-Ovseenko sono stati destinati all’estero). Trotsky e Kamenev, in questa circostanza, prendono la parola per invitare alla calma.
    *Nello stesso mese di giugno del 1927 Trotsky reagisce così alle epurazioni: “Noi dichiariamo che continueremo a criticare il regime staliniano sin quando non ci avrete imbavagliato fisicamente (…) Noi criticheremo questo regime che reca in sé la rovina di tutte le conquiste dell’Ottobre (…) Noi criticheremo il regime staliniano come un regime d’incapacità, di cedimento, di debolezza ideologica, di corte vedute e di mancanza di perspicacia.”.
    23 ottobre 1927. In occasione del Plenum del C.C. e della commissione centrale di controllo, Stalin rilancia l’offensiva con l’obiettivo di ottenere l’espulsione di Trotsky e Zinoviev dallo stesso Comitato Centrale. Trotsky fa urlare di rabbia gli avversari e li sfida: “Il proletariato pensa lentamente ma inesorabilmente .La nostra piattaforma accelererà il processo .In ultima analisi è la linea politica a decidere ,non il pugno di ferro burocratico. L’Opposizione è invincibile. Potete espellerci oggi come avete espulso ieri Serebrjakov e Preobrazenskij e come ne avete arrestati tanti altri. La nostra piattaforma farà la sua strada.”
    Il 14/11/1927 Trotsky e Zinoviev sono espulsi dal partito bolscevico, con l’accusa di aver creato attività controrivoluzionaria. Svernik sostituisce Lev Davidovic alla testa dei sindacati.
    Dopo circa dieci anni dall’Ottobre, Stalin ha compiuto il passo decisivo per lo strangolamento della rivoluzione..
    *Gennaio del 1928. Trotsky viene spedito in esilio prima ad Alma-Ata, poi all’estero. Non farà più ritorno nella terra, al quale, insieme con Lenin, aveva regalato i fasti del primo atto di una rivoluzione mondiale tragicamente “evitata”.
    Solo uno stolto può credere nella cessazione del suo impegno socialista. Il primo compito che Trotsky si prefissa nel suo primo esilio all’estero (Prinkipo) è quello di costruire, con i connotati politici della miglior tradizione del marxismo conseguente, l’Opposizione su scala internazionale. In questo periodo Trotsky pubblica l’Internazionale comunista dopo Lenin, lavoro compiuto nel 1928, teso alla definizione dei compiti dell’Opposizione sulla base di un'analisi minuziosa della politica mondiale.
    *Febbraio del 1929. La Pravda annuncia l’arresto di diversi trotskisti in tutta la Russia.
    *Luglio del 1929. Comincia la pubblicazione del “Bollettino dell’Opposizione”. Trotsky non nutre nessuna illusione nel futuro: “Ci incamminiamo verso tempi talmente difficili che ogni amico ideale e anche ogni possibile amico ideale è prezioso per noi. Sarebbe un errore imperdonabile scoraggiarne anche uno solo e a maggior ragione tutto un gruppo, con una valutazione imprudente, una critica parziale o un'esagerazione delle nostre divergenze”.
    Il giorno 14 del suddetto mese capitolano Radek, Preobrazenskij e Smilga, seguiti dopo qualche giorno da Drobnis e Serebriakov.
    * A novembre viene escluso dal partito comunista cinese l’ex segretario generale Ch’en Tu-hsiu, che decide di unirsi all’opposizione trotskista.
    *Siamo negli anni trenta, e la situazione più critica si trova in Germania con l’esplosione del nazismo. Trotsky già nel 1930 aveva intuito questo pericolo e le sue logiche conseguenze, scrivendo un opuscolo memorabile dal titolo “La chiave della situazione internazionale è in Germania”. In questa opera, fondamentale per l’analisi del suo pensiero, egli afferma: “Se i dirigenti della socialdemocrazia e un sottilissimo strato dell’aristocrazia operaia preferiranno in ultima analisi la vittoria del fascismo alla vittoria rivoluzionaria del proletariato, l’approssimarsi di tale scelta crea nella socialdemocrazia eccezionali difficoltà nelle sue file. Di qui la necessità per il partito comunista di proporre e di dare impulso al Fronte Univo operaio contro il fascismo, tradotto con la formula “Marciare separati, Colpire insieme"
    *Nell’aprile del 1930 si riunisce una conferenza preparatoria dell’Opposizione internazionale di sinistra che comprende gruppi provenienti dalla Francia, dall’America, dalla Germania, dal Belgio, dalla Spagna, dalla Repubblica Ceca, dall’Ungheria , dall’Austria (due gruppi) e un gruppo ebraico francese. La sessione nomina un segretariato provvisorio composto da Rosmere, Kurt Landau e Leon Sedov (famoso ed abile figlio di Trotsky), incaricato di pubblicare un bollettino di collegamento, di convocare una conferenza plenaria e di assicurare il coordinamento amministrativo. L’editoriale del numero del “Bollettino dell’Opposizione numero 1, intitolato “Un passo avanti”, commenta così questa decisione: “Così come la formazione di frazioni di opposizione non significava la creazione di secondi partiti, allo stesso modo l’unione di queste frazioni nazionali non significa che ci orientiamo verso la creazione di una IV internazionale. L’Opposizione di sinistra si considera una frazione del comunismo internazionale e agisce come tale (…) Il fine dell’opposizione di sinistra è la rinascita dell’internazionale comunista su basi leniniste.”
    *Gennaio 1931. In Cina la conferenza di unificazione (ispirata da Trotsky) dei gruppi di oppositori comunisti elegge un Comitato di nove membri tra cui Peng Shu-chi e Ch’en Tu-hsi.
    *Marzo del 1932. Trotsky, dall’esilio, propone con forza di rimuovere Stalin.
    *Ottobre dello stesso anno. I dirigenti trotskisti cinesi (Ch’en tu-hsiu, Peng Shu-chi) vengono arrestati e condannati da Chiang kai-shek.
    *Dicembre del 1932. Si dà vita ad un arresto di massa in URSS di ex oppositori tra cui Smilga e Smirnov. Kamenev e Zinoviev sono espulsi per la seconda volta dal partito in seguito all’affare Rjutin, uomo dell’apparato di Mosca che ha fatto circolare un documento in cui si denuncia Stalin, si invita alla reintegrazione di tutti gli oppositori, compreso Trotsky, e si propone infine un’alleanza Trotsky-Bucharin.
    Ben presto la situazione internazionale precipita, come previsto da Trotsky e le epurazioni all’interno dei partiti stalinisti sono sempre maggiori. Trotsky come sua consuetudine si immerge in nuovo lavoro di analisi sociale rivedendo almeno in parte le sue posizioni politiche sul processo degenerativo dei partiti comunisti, comprendendo l’impossibilità di una correzione “entrista” dei partiti comunisti.
    Ormai il processo termidoriano pùo dirsi giunto in una fase irriformabile. Per Trotsky e l’avanguardia più cosciente del movimento di sinistra mondiale è opportuno creare una nuova internazionale, un nuovo partito comunista fondato sul metodo di analisi e strategico di V. Lenin, R.Luxemburg e K.Liebnecht (in questo senso s’intende l’Internazionale delle “tre L”, come sarà definita da Trotsky in un articolo).
    In contemporanea ad un'iniziativa a Copenaghen, che vede la partecipazione straordinaria di Trotsky, sotto invito degli studenti socialisti danesi una preconferenza che riunisce delegati di sei paesi prepara una conferenza plenaria, che si svolge nel febbraio del 1933 e che definisce una piattaforma politica avanzata, articolata in undici punti. Sono queste le undici condizioni di adesione all’Opposizione di sinistra (il cui preambolo tiene anche a precisare che l’Opposizione “si pone sul terreno dei primi quattro congressi dell’Internazionale comunista”), note, appunto, in questa maniera:
    1 ) Indipendenza del partito proletario comunque e sempre.
    2) Riconoscimento del carattere internazionale e quindi permanente, della rivoluzione proletaria.
    3) Riconoscimento dello stato sovietico come stato operaio, nonostante le crescenti deformazioni del regime burocratico.
    4) Condanna alla politica economica della frazione staliniana, sia per quanto riguarda il periodo dell’opportunismo economico del 1923-1928, sia per il periodo dell’avventurismo economico (1928-1932).
    5) Riconoscimento della necessità di un lavoro comunista sistematico nelle organizzazioni proletarie di massa.
    6) Rifiuto della formula “dittatura democratica degli operai e dei contadini”.
    7 )Riconoscimento di mobilitare le masse su parole d’ordine provvisorie.
    8 )Riconoscimento della necessità di una vasta politica di Fronte unico.
    9) Rifiuto della teoria del socialismo in un paese solo.
    10) Riconoscimento della necessità della creazione di un’Internazionale comunista autentica capace di applicare i principi sopra enunciati.
    11) Riconoscimento della democrazia nel partito nei fatti,e non a parole.
    (Il decimo punto sulla costruzione di una nuova internazionale fu emendato ad agosto del 1933).
    *Luglio del 1934. Trotsky propone alla Izquierda comunista (che rifiuterà), di entrare nel partito socialista.
    *Agosto. I “bolscevico-leninisti” (trotskisti) entrano nel partito socialista.
    *Nel dicembre del 1934 In Urss viene assassinato uno dei maggiori collaboratori di Stalin, Sergej Kirov (la faccenda tutta conserva ancora oggi molti lati oscuri). Stalin, a quanto pare diretto organizzatore di tale attentato (al XXII congresso del partito, nel 1961, Chruscev lo accusa esplicitamente come mandante), attribuisce l’omicidio ai trotskisti per procedere verso i famigerati processi di Mosca. E’ la strada che conduce tutti i migliori bolscevichi, i collaboratori di Lenin, i rivoluzionari più arditi e temprati, verso la fine –stavolta non soltanto politica- della propria vita. Coloro i quali hanno per lunghi anni combattuto l’orrore zarista, prima, e quello, borghese, poi, sono oggi schiacciati dalla macchina termidoriana di Stalin, creatura squallidamente sbucata dal progetto più ambizioso di liberazione dell’uomo dallo sfruttamento secolare. Menti eccezionali come quelle di Zinoviev, Kamenev, Bucharin e tanti altri periscono sotto i colpi del fucile della burocrazia; la storia di questi rivoluzionari è tragica come tragiche sono le loro confessioni. Costretti a dichiararsi colpevoli di azioni e delitti mai commessi, ormai stremati dalla fame, dalla rabbia e dal rancore, dopo lunghe torture firmano fogli di capitolazione nella misera speranza di salvare almeno i loro familiari. Stalin, come prevedibile nella psiche di un pazzo furioso, non ha pietà di nessuno dai parenti più stretti; fratelli, cugini, cognati, nipoti e amici dei rivoluzionari vengono massacrati, imprigionati e poi uccisi sotto l’accusa di “nemici del popolo”.
    Trotsky non si dà però per vinto, e, per difendersi dalle stesse accuse, nomina una commissione, un contro-processo mettendo a disposizione il suo archivio e il suo tempo per qualsiasi tipo di domanda. Ben presto tale commissione gli dà ragione, sgretolando nei fatti i processi farsa di Mosca come il frutto di un'orrenda macchinazione.
    *Maggio del 1936, periodo di consistenti scioperi, mobilitazioni (e tradimenti) in Francia e in Spagna. Marceau Pivert, leader della “sinistra rivoluzionaria” del partito socialista francese scrive nel “Populaire” che “tutto è possibile”. Marcel Gitton, per il P.C.F., gli risponde il 29 maggio: “Non tutto è possibile”, denunciando “i tentativi compiuti dai nostri peggiori nemici e anche dai trotskisti per cercare di trascinarci in azioni sconsiderate”.
    * 2 Giugno. In Francia i trotskisti fondano il Parti Ouvrier International (P.O.I.).
    *11 giugno. Durante un comizio, il segretario generale del partito comunista francese Thorez si pronuncia a favore della sospensione di un vasto sciopero operaio, dichiarando “bisogna saper finire uno sciopero”. L’indomani, il giornale dei trotskisti “La lutte ouvriere” , che contiene un articolo di Trotsky invocante la formazione di “soviet”, viene sequestrato dal governo Blum. I dirigenti della C.G.T., del P.C.F. e del P.S.F., nonostante fortissime resistenze, riusciranno a far riprendere il lavoro.
    *17 dicembre. Riferendosi all’esclusione del P.O.U.M. (Partito Operaio di Unificazione Marxista, che, nonostante tanti buoni propositi, non ha voluto sviluppare una battaglia conseguente contro la politica dei fronti popolari, entrando, anzi, nel governo antioperaio della Catalogna, accettando la ritirata decisa dalla dirigenza anarchica nelle giornate rivoluzionarie del maggio ’37 a Barcellona, mettendo a tacere la sinistra –questa sì trotskista- e le sue rivendicazioni leniniste ) dal Consiglio della Generalitat di Catalogna, la Pravda annuncia l’epurazione degli anarcosindacalisti e dei trotskisti che, essa dice, “sarà condotta con la stessa energia che nell’Unione Sovietica”.
    *17 maggio 1937. In Spagna, Largo Caballero, che ha rifiutato ai comunisti lo scioglimento del P.O.U.M. e l’arresto dei suoi dirigenti, viene sostituito da Negin il quale costituisce un governo formato da socialisti di destra, comunisti, repubblicani e nazionalisti baschi.
    La C.N.T. e l’U.G.T. rifiutano di associarvisi. L’insediamento del nuovo governo segna l’inizio della repressione contro gli anarchici e i trotskisti e l’instaurazione di uno Stato forte.
    *16 giugno. Tutti i membri del Comitato esecutivo del P.O.U.M. vengono arrestati. Andres Nin sarà torturato e assassinato in una delle prigioni private dell’N.K.V.D.

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    Predefinito Rif: Trotskij

    * Il 16 febbraio del 1938 é assassinato a Parigi il figlio di Trotsky, Leonid Sedov, ricoverato per un’appendicite. Compagno arguto, sensibile e politicamente instancabile (ricorda V.Serge nelle sue Memorie), sempre al fianco del padre, punto fisso di riferimento per Trotsky, soprattutto per i contatti in Russia e in tutta l’Europa, ha giocato un ruolo chiave nell’opposizione di sinistra internazionale. L.Sedov non è la sola persona a perdere la vita cara al “Vecchio”. Negli anni che precedono la sua morte, Trotsky assiste anche alla scomparsa di Sergei (figlio minore, politicamente inattivo per giunta, fucilato a quanto pare in segreto per aver rifiutato di accusare il padre), al massacro di quasi tutti gli amici e i collaboratori personali, all’inatteso suicidio della figlia Zinaida. Alexandra Sokolovskaja (morta qualche tempo dopo nei campi staliniani) commenta così, in una lettera disperata all’ex marito Trotsky, questi tragici avvenimenti: “I nostri figli sono condannati. Non credo più alla vita; non credo che diventeranno adulti. Aspetto sempre un nuovo disastro (…) Ho avuto difficoltà a scrivere e a spedire questa lettera. Scusami per questa crudeltà verso di te, ma devi sapere tutto sulla tua famiglia.”
    Non di minore pesantezza è il colpo che Trotsky subisce alla notizia della condanna di Rakovskij al terzo processo di Mosca. . Con queste parole commenta l’accaduto: “Rakovskij era praticamente il mio ultimo contatto con la vecchia generazione rivoluzionaria. Dopo la sua capitolazione non ne è rimasto alcuno. Anche se la mia corrispondenza con Rakovskij si è fermata, a causa della censura, al tempo della mia deportazione, comunque l’immagine de Rakovskij rimaneva un legame simbolico col mio vecchio compagno in armi. Ora non rimane nessuno. Da molto tempo ormai non posso soddisfare la mia necessità di scambiare idee e discutere problemi con altri. Sono ridotto a dialogare con i giornali, o piuttosto attraverso i giornali con i fatti e le opinioni. Eppure penso che il lavoro in cui sono impegnato, nonostante la sua natura estremamente insufficiente e frammentaria, è il lavoro più importante della mia vita, più importante del 1917, più importante del periodo della guerra civile o di qualsiasi altro.
    *Giugno 1938. I militanti della “sinistra rivoluzionaria” francese fondano il partito socialista operaio e contadino (P.S.O.P.), che si fonderà nel febbraio del 1939, con la minoranza del P.O.I. trotskista.
    *Novembre 1938. Il Comitato centrale del partito comunista cinese denuncia l’aggressione giapponese e il “pericolo trotskista”.
    Trotsky procede nel frattempo nel suo lavoro letterario e costruttivo della Quarta Internazionale, che vede la sua data fondativa nella giornata del 3 settembre dello stesso 1938, in quel di Parigi. La conferenza, riunitasi per ventiquattro ore a casa di Alfred Rosmer, proclama la nascita della IV Internazionale, ne approva il programma, il famosissimo “Programma di transizione”, vota un manifesto destinato ai lavoratori di tutto il mondo.
    Trotsky saluta la conferenza con la seguente predizione, esaltata dalla costituzione del S.W.P negli USA: “Da questo momento la IV Internazionale ha di fronte a sé i compiti di un movimento di massa”.
    Per Trotsky, di fronte ad una guerra incombente, dopo vent’anni di sconfitte successive del proletariato che hanno causato questa nuova conflagrazione, bisogna prendere tutte le adeguate contromisure politiche, che, nel momento della sua morte –considerata prossima già allora- possano assicurare la trasmissione dell’eredità del bolscevismo attraverso una avanguardia unita su un programma, per limitata che sia, cioè attraverso un’organizzazione internazionale coerente fondata sugli obiettivi del marxismo rivoluzionario Bisogna, secondo il “Vecchio”, ricordare le lezioni della Prima Guerra Mondiale, quando il solo partito bolscevico ha portata sulle spalle i compiti di una Internazionale rivoluzionaria, creata troppo tardi; ora non si può attendere la fine della Seconda Guerra Mondiale per chiamare il movimento operaio sparpagliato a stringere le file.
    *A partire dal novembre del 1938, Trotsky si dedica essenzialmente alla organizzazione della IV Internazionale.
    Una delle sue ultime opere, “In difesa del marxismo”, esprime, in un'unica raccolta, l’insieme delle sue analisi rivolte al problema della scissione del gruppo dei trotskisti americani. Trotsky si cimenta in una opera filosofica d’immenso spessore, mostrando per l’ennesima volta la grandezza della sua analisi e la capacità di usare lo strumento della dialettica marxista, applicandola alla realtà.
    Trotsky vuole innanzitutto educare politicamente un buon numero di quadri, per renderli, in particolar modo, capaci di superare il macello planetario e allo scopo di permettere nel domani la vittoria delle masse insorte contro l’imperialismo e lo stalinismo.
    Il suo lavoro politico, come scontato, viene bruscamente spezzato e interrotto (come il suo ultimo libro: sferzante accusa nei riguardi del boia che gli toglie la vita, “Stalin”) , dalla sua morte prematura.
    Trotsky muore il 21 agosto del 1940 a Coyoacan (Città del Messico) sotto la “scure” di R.Mercader e dopo un giorno intero di agonia.
    Il suo assassino, riuscito a farsi accettare come amico di famiglia e quale simpatizzante della Quarta internazionale, servendosi anche di un nome falso (Frank Jacson), riesce a colpire il rivoluzionario nel suo studio, servendosi di una piccozza da alpinista, abilmente nascosta nella fodera di un impermeabile.
    Stalin, grazie al boia addestrato per anni dalla N.K.V.D. e dalla intera rete dei servizi segreti, si libera così del suo nemico più scomodo: un uomo che per una vita intera ha fatto sue le parole d’ordine, e non solo, del marxismo conseguente (mai prostituito sotto l’ottica di ambizioni personali), arricchendo le stesse di preziosi contributi teorici validi nei nostri giorni quanto allora e forse più d’allora.
    Alle porte di una nuova guerra mondiale, il rischio di un ritorno alle idee del bolscevismo più puro e di una sensibilizzazione decisiva delle masse attorno ai progetti della Quarta Internazionale, viene completamente evitato.
    La salma di Trotsky, avvolta in una bandiera rossa, viene trasportata al Pantheon di Città del Messico per essere esposta nella camera ardente. Joseph Hansen dirà, al momento della cremazione, che “il numero delle persone che avevano sfilato davanti al feretro venne valutato a trecentomila. Si era trattato per lo più di povera gente affaticata dal lavoro, che nella maggior parte indossava abiti sdruciti e camminava a piedi nudi”.
    Questa ultima immagine deve necessariamente restare impressa nelle nostre menti, così come le ultime parole pronunciate da Trotsky ai suoi sostenitori –e non solo- prima di chiudere gli occhi e abbandonare definitivamente l’attività politica:
    “Sono sicuro della vittoria della Quarta Internazionale, andate avanti”.
    Nonostante gli infausti errori, le clamorose inesattezze teoriche messe in campo dal pablismo e dai suoi eredi (coloro i quali nel tempo si sono espressi in una squallida subordinazione nei confronti dei vari Gomulka, Ben Bella, Ingrao, Ortega di turno…fino ad arrivare oggi a vere e proprie dichiarazioni di fedeltà nei riguardi di un improbabile “bertinottismo rivoluzionario” e ad una inclinazione politica evidentemente legata alla collaborazione di classe), il terreno della Quarta Internazionale, la cui RIFONDAZIONE è oggi indispensabile, resta l’unico sul quale i comunisti, i lavoratori, i giovani e l’umanità tutta devono porsi per abbattere l’orrore senza fine del capitale e costruire quell’altro mondo possibile, quella nuova società senza classi e ingiustizie sociali che la maggior parte della popolazione mondiale sogna da lunghi anni.
    Roma, 04/04/2003
    NOTE
    Lenin, “Lettera al congresso – continuazione degli appunti”, scritto sotto dettatura da M.V. il 24/12/1922.
    Lenin, “Lettera al congresso - aggiunta alla lettera del 24 dicembre 1922”, scritto sotto dettatura da L.F. il 04/01/1923.
    Trotsky – “La mia vita”.
    “Pravda” - 13/12/1923..
    “Pravda” - 7/12/1923.
    Trotsky -“Nuovo corso”.
    “Pravda” - 22/0/1924.
    Zinoviev – “Le lèninisme”.
    Trotsky – “La mia vita”.
    Trotsky – “Episode significatif”.
    Trotsky –“La revolution dèfigureè”.
    Trotsky – “De la Rèvolution”.
    Numero zero del Bollettino dell’Opposizione
    Vedi il testo de “In difesa dell’Ottobre”.
    Citato in Deutscher, op.cit.
    Si individua l’anno della morte di Rakovsky nel 1942. Tuttavia si ignora quale sia stata la sua sorte reale.
    Trotsky – Diario d’esilio
    Ramon Mercarder, ennesimo carnefice della rivoluzione, processato da un tribunale messicano e condannato a venti anni di detenzione, ottiene oltretutto una pena “di privilegio”, grazie ai cinque milioni di dollari stanziati dalla Russia staliniana. Non bastasse tutto questo, una volta scarcerato, trascorre felici giornate (è il 1960) a Cuba, con una straordinaria accoglienza offerta dal “compagno” Fidel Castro. Nel 1961 Krusciov gli conferisce la stella di “Eroe dell’Urss”, gli mette a disposizione un appartamento “di buon livello”. Nel giugno del 1897 il KGB ha eretto sulla sua tomba un monumento con l’iscrizione “All’eroe dell’Unione Sovietica Ramon Ivanovich Lopez”, suo nome russo.
    Il suo stesso nome è scolpito a caratteri dorati sulla lapide degli eroi all’ingresso d’onore del KGB.
    Si sta parlando dei rappresentanti del Segretariato unificato della IV Internazionale, al quale si rifà in Italia Bandiera Rossa e l’attuale rivista “Erre”.
    Interessante a proposito la lettura dell’ultimo libro di L.Maitan “La strada percorsa”
    TESTI CONSULTATI:
    “La rivoluzione perduta, vita di Trockij” - P.Brouè, Bollati, Boringhieri.
    “Trotsky” - di R.Massari, Erre emme.
    “La lunga marcia del Trotskismo”- Dario Renzi, Prospettiva edizioni.
    “Opere scelte di Trotsky, Gli anni formativi” - Prospettiva edizioni.
    “L’assassinio di Trotsky”- Centro studi Pietro Tresso
    “La morte di Lenin” – di E.Carr.
    “Il profeta armato” di I. Deutscher.
    “Vita e morte di Trotsky” - V.Serge, edizioni Laterza.
    “Trotsky, La mia vita”- Oscar Mondadori
    “In memoria di Lev Trotskij” - Alan Woods.

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    Predefinito Rif: Trotskij

    E' pieno di invenzioni. La fonte e l'autore chi sono se posso?

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    Predefinito Rif: Trotskij

    Ah ho capito: Ferrando. repapelle: iaociao:

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    Predefinito Rif: Trotskij

    Sinceramente non mi interessano le dispute tra stalinisti e trozskisti che restano dispute di carattere prettamente storico, quello che mi sta a cuore invece è il tema del lavoro e il partito di Ferrando lo ha sempre portato avanti con forza e inoltre Ferrando, nonostante non condivida tutto del suo pensiero, l'ho sempre reputato un ottimo oratore hefico:
    Ultima modifica di Italicvs; 19-10-09 alle 15:02
    PATRIA E SOCIALISMO

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    Predefinito Rif: Trotskij

    troppo lungo , ora non ho tempo.leggerò tra qualche giorno
    -Ma dai, sarà la bora..
    -Ma non siamo a Trieste!

  9. #9
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    Predefinito Rif: Trotskij

    Citazione Originariamente Scritto da Stalinator Visualizza Messaggio
    Ah ho capito: Ferrando. repapelle: iaociao:

    Prima di postare faresti bene a leggere i post. Se lo avessi fatto avresti letto le fonti
    L'autore sta scritto sul titolo del topic, ma probabilmente non hai letto nemmeno quello e nonostante ciò scrivi che il testo è pieno di invenzioni. iaociao:


    TESTI CONSULTATI:
    “La rivoluzione perduta, vita di Trockij” - P.Brouè, Bollati, Boringhieri.
    “Trotsky” - di R.Massari, Erre emme.
    “La lunga marcia del Trotskismo”- Dario Renzi, Prospettiva edizioni.
    “Opere scelte di Trotsky, Gli anni formativi” - Prospettiva edizioni.
    “L’assassinio di Trotsky”- Centro studi Pietro Tresso
    “La morte di Lenin” – di E.Carr.
    “Il profeta armato” di I. Deutscher.
    “Vita e morte di Trotsky” - V.Serge, edizioni Laterza.
    “Trotsky, La mia vita”- Oscar Mondadori
    “In memoria di Lev Trotskij” - Alan Woods.
    Ultima modifica di Kta; 19-10-09 alle 22:57

 

 

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