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LA VITA - L'ATTIVITA' RIVOLUZIONARIA
I PARTE - 1879/1922
Sono passati ormai più di 60 anni da quando Trotsky è caduto sotto i colpi di un sicario di Stalin.
Il trascorrere di tutto questo tempo dal tragico giorno della sua morte ha reso forse possibile una onesta rivalutazione, estranea, dunque, a schematiche contrapposizioni ideologiche, di una personalità straordinaria almeno quanto la sua vita…
Trotsky, tragico destino il suo: quello del massimo protagonista, con Lenin, della rivoluzione d'Ottobre, il quale ben presto inviso a un apparato di partito dominato da Stalin e dai suoi lacchè, viene illegittimamente sconfitto, prima in patria e poi fuori in esilio, divenendo il profeta di una rivoluzione internazionale che non verrà.
*Lev Davidovic Bronstein, il futuro Trotsky, nasce a Janovka in Ucraina il 25 ottnove 1879
Al congresso del 24/6/1879 della Volontà del popolo, organizzazione terroristica animata fino a quel momento da sentimenti populisti, si consuma una importante scissione: si distacca un gruppetto animato da Plechanov, Aksel'rod, Zasulic, Deutsch che avrebbe costruito il primo gruppo di marxisti Russi.
*Nella casa di David Leontevic Bronstein e di sua moglie Anna nascono otto figli. Ne sopravvivono quattro: Aleksndr, Liza, Lev e Olga. Nella prima infanzia Trotsky vive con la sua famiglia a Janovka ove i Bronstein gestiscono una azienda agricola.
*Nel 1884 entra nella scuola elementare nella colonna ebraica di Gromokleja, ove troverà ospitalità presso lo zio Abraham e la zia Rakhil. Studierà il russo, l'aritmetica e la bibbia in ebraico.
*Nel 1887 conosce per caso suo cugino M.F.Spenser, 28enne, venuto dagli zii per motivi di salute, il quale preparerà ed aiuterà il giovane Trotsky ad entrare nella scuola secondaria: la Realshule, ad Odessa, dalla famiglia Spenser.
Dal primo giorno all'ultimo della scuola secondaria Trotsky veste il ruolo di “primo” della classe ma non del più “tranquillo”. Il giovane ribelle rischia l'espulsione per difendere un suo compagno dalle gratuite accuse di un insegnante.
*Nel 1895 Trotsky si trasferisce a Nikolaev per finire la Reals., ovvero l'ultimo anno scolastico di cui Odessa é sprovvista, che concluderà nel 1896. Qui fa conoscenza con alcuni elementi del populismo russo, e qualche marxista (si tratta soprattutto di deportati sottoposti a residenza sorvegliata). Trotsky, in un primo momento, nei confronti dei populisti e marxisti resta sulla difensiva, interessato solo alle questioni scientifiche..
Importanti in questo periodo, per il futuro capo della Armata rossa, sono due persone: il vecchio libraio Galckij, che gli procurerà libri “proibiti”, ed un fratello di un suo compagno di classe, F.Svingvskij, giardiniere gran divoratore di opuscoli rivoluzionari russi e tedeschi.
Legge con passione la logica di S.Mill, Lippert, divora le opere di Cernysevskij, padre del populismo russo, Mignet e la sua rivoluzione francese, poi ancora Bebel e Richeter.
*Nel 1896 si ha un risveglio politico di tutte le università. Gli studenti, costretti a giurare fedeltà allo zar Nicola II, si sollevano nel maggio del '96 in contemporanea ad uno straordinario, quanto inedito, sciopero di tremila operai a S.Pietroburgo, nel quale si fa già sentire l'influenza dell'Unione della lotta per l'Emancipazione della classe operaia, da poco fondata da Lenin e Martov.
Nel gruppo di studenti ed operai che frequenta Trotsky, vi è una sola persona vicina alle idee del marxismo: Aleksandra L'vovna Sokolvskaja, la stessa persona capace di condurre il giovane Trotsky, fino a quel momento simpatizzante del populismo, alla dottrina di Marx ed Engels.
Ben presto l'organizzazione avverte l'esigenza di avere proprie pubblicazioni. Comincia dunque a produrre volantini e un foglio poligrafato in due-trecento esemplari, intitolato “Nase delo” (la nostra causa). Il compagno Trotsky è ormai un marxista convinto.
Purtroppo nell'arco di un breve periodo la polizia zarista viene a conoscenza della linea politica dell'organizzazione di cui Trotsky fa parte ed iniziano le persecuzioni, che portano all'arresto suo e dei suoi compagni, tra cui la sua prima moglie Aleksandra Sokolvskaja.
*Arrestato il 28/01/1898, diventa un “criminale di Stato”; Lev Davidovic in nove mesi è riuscito ad organizzare più di duecento operai in città (attraverso la “Unione dei Lavoratori della Russia Meridionale”, che egli stesso ha provveduto a fondare) , venti dei quali sono in carcere con lui e con sei intellettuali.
Il regime di Nicola II lo costringe ad una carcerazione caratterizzata da numerosi pellegrinaggi in diverse prigioni; in queste condizioni trova il tempo necessario allo studio di Plechanov e Labriola e la possibilità di legarsi in matrimonio ad Aleksandra, da cui riceverà presto a distanza di due anni l'una dall'altra due figlie, dai nomi di Zinajada e di Nina.
*Il primo marzo del 1898 apprende dalla prigione la nascita del Partito Operaio Socialdemocratico Russo ad opera di nove delegati, poco dopo tutti arrestati dalla polizia.
Curiosa è la descrizione che ne fa di lui un suo compagno di carcere, di nome Ziv, futuro s-r di destra ed oppositore dei bolscevichi: “Era caloroso , affettuoso, addirittura tenero nei confronti dei compagni, galante e premuroso nei confronti delle donne, tanto da dare l'esempio rammendando da solo la propria biancheria, mentre gli altri spesso e volentieri lasciano questo compito alle compagne donne. Era anche coraggioso e orgoglioso e organizzatore di proteste in carcere”.
Intanto in carcere riceve alcuni opuscoli, tra cui “CHE FARE?” di Lenin, dalla cui lettura resta entusiasmato, così com'è positivamente colpito dal giornale londinese “ISKRA” (la Scintilla). L'Iskra era nata dall'incontro di due diverse generazioni del marxismo russo: la prima, quella del gruppo dell'Emancipazione del Lavoro fondato da Plechanov, Zasulic e Aksel'rod; la seconda, quella della Lega per l'Emancipazione della Classe Operaia fondata da Lenin e Martov.
*1900. Trotsky, sempre relegato in detenzione, collabora con un giornale di sinistra, “Vostocnoe Obozrenie” (Rassegna d'Oriente): il successo è tale da indurre la redazione ad offrirgli anche un salario fisso. Ma presto il regime sospende la pubblicazione del giornale.
Questo lavoro lettererario è interrotto solo da un breve viaggio ad Irkutsk, condotto insieme con altri deportati, ove incontra Urickij, che in seguito gli sarà molto vicino, e Dzerzinskij, futuro capo della CEKA (polizia sovietica).
*Nel 1902 l'esilio gli va stretto; la stessa moglie lo spinge verso la fuga, ed i compagni d'Irkutsk organizzano l'evasione procurandogli abiti nuovi e un passaporto sul quale Lev Davidovic porrà un nome che sarà poi tra i più conosciuti (e tra i più scomodi) nella storia del marxismo: “TROTSKY”. Ziv ha sostenuto che quel nome non sia stato frutto di fantasia, ma sia appartenuto ad un secondino della prigione d'Odessa (sulla questione “Trotsky”non si è pronunziato).
Arriva a Samara, dove lo attende un organizzatore dell'Iskra, Krzizanoviskij, detto Clair, molto vicino a Lenin. La strada dell'emigrazione è ormai aperta dinanzi a lui.
Poco dopo il suo stazionamento a Samara, gli giunge un messaggio urgente da parte di Lenin, il quale chiede al futuro presidente dei Soviet un immediato incontro. Logica, a questo punto, è per Trotsky una spedita e rilevante tappa a Londra ove, appunto, viene a stretto contatto per la prima volta col rivoluzionario che lo accompagnerà nel 1917 verso l'assalto al cielo più significativo della storia dell'umanità: la Rivoluzione Russa.
Dopo un viaggio travagliato che vede i due dirigenti del movimento operaio russo impegnati in uno scambio d'opinioni su alcuni lavori filosofici di Bogdanov (dirigente bolscevico), Trotsky giunge a Londra.
*I novembre 1902. Compare il primo articolo di Trotsky sull'Iskra; il giovane Lev continua i suoi studi e durante le sue letture, sfogliando una rivista intitolata “Zaria”, scopre la penna di un uomo che in futuro sarà molto importante per lui, ossia Parvus Gel'fand, dallo pseudonimo di “Molotov”( nulla a che fare con il ben noto “ministro degli esteri” dell'era stalinista) .
Condivide il suo alloggio con i grandi maestri del marxismo russo (Plechanov, Zasulic, Martov). Oramai Trotsky (definito da Max Bauer più avanti “un organizzatore militare e un dirigente nato”) è entrato a pieno diritto nei grandi del marxismo rivoluzionario russo.
Nello stesso anno gira per l'Europa mostrando le sue grandi doti d'oratore. Le sue tappe sono Parigi, la Svizzera, e in particolare Heidelberg, in Germania, dove polemizza con lo studente populista Avksent'ev che, nel 1917, in quanto ministro del governo provvisorio, lo farà trarre in arresto.
*2 Marzo 1903. Lenin, in una lettera rivolta a Plechanov nella quale propone di cooptare Trotsky nel comitato di redazione dell'Iskra, traccia della giovane e audace “penna” un ritratto elogiativo: “Pero (Trotsky) scrive da più di un mese in ogni numero. Egli lavora per l'ISKRA con la massima energia e tiene discorsi (con grande successo). Per articoli e notizie sulle questioni di ogni giorno non ci è solo utilissimo, ma indispensabile. E', senza dubbio, un uomo convinto ed energico, di attitudini straordinarie che potrà fare molta strada. Può far molto comodo anche con traduzioni e nel campo della letteratura popolare” 1
La cooptazione non avviene per il veto contrario del solo Plechanov.
E' comunque chiaro che Lenin è deciso a vincere il II secondo congresso del POSDR, i cui i preparativi si stanno svolgendo, e considera Trotsky un elemento essenziale.
Ritenendo pertanto inevitabile la scissione rispetto al Bund (corrente del POSDR legata agli operai ebraici), Lenin sottopone al nucleo dirigente dell'Iskra un piano di battaglia nello scontro triangolare tra Iskristi bundisti ed Economisti (tendenza del POSDR economista).
*Luglio-agosto 1903, Bruxelles-Londra. Inizia lo scontro nel Posdr. La prima questione precipua è quella relativa ai criteri di direzione del partito, ovvero il problema del dualismo tra le strutture dell'organo centrale, composto dall'Iskra, e il Comitato centrale. Lenin non riesce a convincere i compagni dei propri propositi. La seconda questione riguarda le condizioni di appartenenza al partito: Lenin considera particolarmente importante accogliere nel partito “…chi accetta il programma del partito e lo sostiene tanto materialmente, quanto partecipando di persona ad una delle sue organizzazioni”.
Trotsky si schiera in un primo momento con Lenin per la strutturazione del partito, tanto che un noto economista definirà Trotsky “il randello di Lenin”. 2
La divisione momentanea tra Trotsky e Lenin si effettua rispetto allo Statuto. In questo caso Trotsky sostiene attivamente le posizioni di Martov, cioè dei menscevichi, che possono contare sul sostegno degli economisti, mettendo la corrente bolscevica in condizioni di minoranza.
Per Trotsky inizierà un periodo di allontanamento -politico e non- da Lenin che però cesserà definitivamente già dai primi giorni del 1917.
Trotsky dopo lo scontro con Lenin collabora alla nuova Iskra a conduzione menscevica, ma ben presto è costretto a lasciarla per i diversi attriti politici che vengono a cristallizzarsi tra lui e Plechanov.
Fino al 1917, dunque, Trotsky non entra attivamente nelle file del partito di Lenin. Egli diverrà ben presto una sorta di tiratore franco all'interno del partito, seguendo la politica di conciliazione, quindi il tentativo ossessivo di riunificazione del Posdr (sarà Parvus a tenergli compagnia in questa battaglia). Ciò nonostante, resta vicino ai bolscevichi sulle questioni politiche più importanti.
*Nel 1905, venuto a conoscenza delle grandi ondate di scioperi che ricoprono la Russia, decide di ritornare in patria. Trotsky è uno dei primi a giungere in Russia fra i grandi dirigenti.
È questo il periodo del Manifesto dello zar (17/10/1905) e della concessione di quest'ultimo di alcune libertà alla popolazione oppressa.
Lev Davidovic collabora a Kiev con Krasin, bolscevico conciliatore. Proprio grazie a lui, Trotsky può trasferirsi a Pietroburgo, ove il fermento popolare è di grande intensità.
Intanto la moglie di Trotsky, N.Ivanovna (Sedova), viene arrestata (è il 01/05/1905). Di conseguenza Trotsky decide di nascondersi per qualche tempo in Finlandia, sotto lo pseudonimo di Peter Petrovic.
Inconsapevolmente i compositori della tipografia di Sytin di Mosca, sospendendo le proprie fatiche il 19 settembre del 1905 per ottenere una diminuzione dell'orario di lavoro e un aumento salariale, innescano la miccia dello sciopero generale politico in tutta la Russia.
*Il 9 ottobre una riunione di delegati dei ferrovieri, astenutisi dal lavoro, decide di telegrafare a tutti i depositi le parole d'ordine dello sciopero: giornata lavorativa di otto ore, libertà civile, amnistia, Assemblea costituente.
*Il 10 ottobre si moltiplicano ovunque assemblee e manifestazioni di massa. In molte città, tra cui Odessa, i lavoratori innalzano barricate per difendersi dalle cariche della polizia.
In questa atmosfera nasce il Soviet di S.Pietroburgo, Consiglio degli operai e dei deputati della capitale, costituito su iniziativa del gruppo menscevico.
*La prima assemblea ha luogo il 13 ottobre e vi partecipano solo alcune decine di delegati, per lo più del distretto di Neva.
*È la sera del 15/28 ottobre, quando all'assemblea del Soviet, convocata presso l'istituto di tecnologia, partecipano parecchie centinaia di delegati eletti all'incirca dalla metà dei lavoratori della capitale.
*Il 13/26 ottobre i bolscevichi snobbano inizialmente il soviet e non vale a nulla la pressione di Krasin (diretta dietro le quinte dallo stesso Trotsky) al comitato centrale bolscevico per una adesione al Soviet più profonda…
Contemporaneamente all'emanazione dello zar del manifesto, che dovrebbe garantire una maggiore libertà di diritti alle masse, il viceministro dell'interno, il generale Trepov, ordina ai suoi uomini di non risparmiare le cartucce e continuare la politica di repressione, chiudendo i luoghi di riunione dei lavoratori e vietando lo svolgimento del Soviet. Le masse, però, reagiscono a questa violenza e proprio Trotsky dall'alto del balcone dei Soviet agita il manifesto dello zar esaltando e infiammando le masse. E. Wilson ne tratteggia le doti di oratore impareggiabile: “Egli era diventato un eccellente oratore, sia per la forma sia per l'efficacia degli argomenti e, quali che fossero le sue manchevolezze nei suoi rapporti individuali, aveva l'arte di imporsi alle masse…”. 3
Nello stesso anno Trotsky trasforma il giornale “Russkaja Gazeta” in “Nachalo”, organo popolare, rivoluzionario, viene eletto nell'Esecutivo del Soviet e ne diventa il vero ispiratore.
L'atmosfera di Pietroburgo durante il processo rivoluzionario spinge i menscevichi verso sinistra; per questo motivo e proprio tramite l'influenza di Trotsky, i menscevichi e i bolscevichi fondano il 17 ottobre un “consiglio federativo unificato”.
Nel frattempo continuano le lotte dei Soviet, in particolare con lo sciopero convocato a novembre contro la repressione. Un ammutinamento viene duramente represso nella base navale di Kronstadt; a quest'ultimo avvenimento segue la proclamazione dello “stato di assedio”.
A Pietroburgo s'innalzano nuovamente forti proteste per la richiesta della giornata lavorativa di otto ore. Purtroppo gli operai di Pietroburgo non ottengono la diminuzione della giornata lavorativa perché privi dell'aiuto dell'intero paese.
Quel che caratterizza Trotsky in contrapposizione ai menscevichi è la convinzione che i liberal-borghesi si sarebbero inevitabilmente coperti sotto la gonna della monarchia per paura di un processo rivoluzionario.
*Il 27 novembre la vita del Soviet è agli sgoccioli, la sua fine è prossima. Trotsky ne diventa il presidente. Cominciano gli arresti, che colpiscono ancora una volta il rivoluzionario russo.
Grazie alla sua azione nel Soviet, per usare le parole di Lenin, Trotsky conquista “con la sua opera brillante e instancabile” un ruolo di primissimo piano agli occhi del movimento operaio.4
*1906. E' tempo di bilanci. Trotsky, in questo contesto, comincia a sviluppare la teoria della “Rivoluzione permanente”, condizionato dall'indubbia influenza di Parvus.
Passa poco tempo prima del processo che lo vede condannato alle prigioni per la seconda volta. In questa situazione di “isolamento politico” esplica alcuni brani politici di grande rilevanza e intuizione politica. Nel lavoro intitolato “Bilanci e prospettive. La forza motrice della rivoluzione” 5, Trotsky afferma: “Il proletariato cresce e si rafforza con lo sviluppo del capitalismo. In questo senso lo sviluppo del capitalismo è lo sviluppo del proletariato verso la dittatura. Ma il giorno e l'ora in cui il potere passerà nelle mani della classe operaia dipendono non da il livello di sviluppo delle forze produttive, ma dai rapporti della lotta di classe, dalla situazione internazionale e, infine, da una serie di fattori soggettivi: le tradizioni e la combattività degli operai.”
Individuando l'internazionalismo come arma del proletariato, continua così: “Senza il diretto appoggio statale del proletariato europeo, la classe operaia russa sarà incapace di restare al potere e di trasformare il suo dominio temporaneo in dittatura socialista durevole.”
*1907. Dopo una fuga a dir poco fiabesca, con una slitta trainata da cani, e dopo mille peripezie di viaggio tra treni e confini ostili, raggiunge Londra ove si tiene il congresso del partito unificato. Senza saperlo incontra Stalin per la prima volta.
Il clima del congresso diviene presto pesante; la questione più spinosa tra quelle affrontate riguarda i “Bojeviki”, militanti controllati dai bolscevichi, che stanno effettuando, armi alla mano, le cosiddette “espropriazioni”, ossia assalti a banche e convogli, tesi a finanziare l'attività rivoluzionaria. Trotsky non appoggia questa politica, causando forse il primo dei tanti dissidi che lo divideranno da Stalin.
Dopo il congresso Trotsky e N.Sedova prendono la via di Berlino, ove rivedono Parvus e col quale partiranno per le vacanze estive in un villaggio Boemo. Inoltre cercano invano di convincere Rosa Luxemburg ad unirsi a loro.
Trotsky inizia poi un lungo pellegrinaggio tra Europa e Usa, che gli permetterà di collaborare con i “grandi maestri” del marxismo classico, come Kautskij, Bebel, Ledebour, Bernstein, ecc.
*1908. Trotsky comincia a stampare in Austria il bimestrale “Pravda” (La verità), che in Russia riscuote subito un discreto successo.
Allo stesso tempo continuano le battaglie interne alla socialdemocrazie tra bolscevichi e menscevichi e le loro diverse tendenze in seno ai due gruppi.
Trotsky mantiene sempre la posizione conciliatrice, seppur non condividendo le analisi del gruppo menscevico.
*Nel 1912 decide di accettare l'offerta del giornale “Kievskaja Mysl” come corrispondente di guerra nei Balcani, forse anche a causa delle sconfitte subite all'interno del Posdr da parte dei conciliatori. A questa esperienza deve l'avvicinamento ad un uomo, un compagno che si legherà a lui per diverso tempo e che con lui condividerà gran parte del percorso politico: C.Rakovskij.
*Nel 1914 è di nuovo in Europa. Prende vita, per sua volontà, il giornale proletario internazionalista “Nashe Slovo”.
È il periodo della fine dello sviluppo relativamente non-violento del capitalismo, è il tempo del tradimento della socialdemocrazia tedesca che vota i crediti di guerra, sostenendo la propria borghesia nel conflitto mondiale. Trotsky, come tutti i comunisti internazionalisti, resta indignato ed incredulo nei confronti di tale atto.
La seconda internazionale è oramai uno strumento asservito alle borghesie nazionali. Entra in gioco, a questo punto, l'assoluta necessità di legare al più presto i quadri militanti di tutto il mondo sotto una nuova bandiera dell'internazionalismo. La conferenza internazionale di Zimmerwald è il primo passo verso questo obiettivo.
*La conferenza si tiene dal 5 al 9 settembre del 1915 nel villaggio di Zimmerwald, a 10 chilometri da Berna. Quattro vetture bastano a trasportare tutti i delegati.
Zimmerwald si trasforma nella messa in pratica di una svolta decisiva. La conferenza dà nuovo slancio al movimento che si sta sviluppando in tutta l'Europa. Ovviamente la conferenza accelera anche significative rotture e riavvicinamenti politici. I rapporti tra Lenin, che ha votato il testo redatto da Trotsky, e lo stesso L.Davidovic cominciano ad incanalarsi verso la convergenza. Lenin pensa di riuscire a inserire un cuneo tra gli internazionalisti che circondano Trotsky e i menscevichi più o meno difensivisti, con i quali egli non ha ancora rotto.
Trotsky per cause politiche è costretto ora ad un nuovo pellegrinaggio, che lo induce a visitare i territori della Francia, della Spagna (fa “visita” anche alle sue carceri!), degli Usa, prima di far ritorno in Russia per l'ultima ondata rivoluzionaria, che porterà il partito bolscevico alla conquista del potere.
*1917 Negli Usa incontra Bucharin, col quale viene a contatto varie volte in biblioteca a New York e col quale collabora alla redazione del “Novy Mir”.
Trotsky, sotto la spinta del processo rivoluzionario, decide di rientrare in Russia; l'ansia di essere al più presto nella patria natia lo tormenta. Dopo lunghe fatiche e prigionie, si accinge a far rientro nella futura URSS, dove svolgerà un ruolo fondamentale per il movimento operaio internazionale e per la madre di tutte le rivoluzioni. A proposito il bolscevico Raskolnikov ha scitto: “Lev Davidovic non era formalmente un membro del partito, ma nei fatti lavorò al suo interno dal suo arrivo dall'America; ad ogni modo, immediatamente dopo il suo primo discorso nel soviet, lo considerammo uno dei nostri dirigenti”. 6
Tornato in Russia, Trotsky spiegherà di essere stato convinto della necessità di entrare nei ranghi bolscevichi sin dal suo arrivo, ma di aver giustamente atteso il tempo necessario per convincere l'Organizzazione interdistrettuale (mezrocjanca): “Lavoravo assieme al partito bolscevico. C'era un gruppo a Pietrogrado che aveva lo stesso programma dei bolscevichi, ma era organizzativamente indipendente. Consultai Lenin sull'ipotesi di entrare subito nel partito o se era meglio che entrassi con questa valida organizzazione operaia che aveva tre o quattromila militanti rivoluzionari”.7
*Il 7/20 maggio del 1917 sono comunque le due organizzazioni a preparare congiuntamente la riunione di benvenuto a Trotsky, nel corso della quale egli esprime la propria totale ostilità alla riunificazione con i menscevichi; riunificazione la cui prospettiva non è stata ancora abbandonata da una frazione consistente della direzione bolscevica.
*Il 10/23 maggio del 1917 vi sarà una nuova riunione comune per studiare i problemi della fusione.
Per la prima volta dopo Zimmerwald, Trotsky rivede Lenin, venuto in compagnia di Zinoviev e Kamenev. Lenin è convinto che lavoreranno insieme, infatti, ha già proposto che a Trotsky venga affidata la direzione della “Pravda”, giornale oramai organo dei bolscevichi. Questo tentativo di Lenin è però respinto dalla direzione.
Al primo congresso panrusso dei soviet, che si apre ai primi giorni di giugno, Trotsky è uno dei principali oratori del blocco formato da bolscevichi e O. Interdistrettuale.
Dopo le giornate di luglio e l'incriminazione di Lenin, Zinoviev e Kamenev, Trotsky dinanzi all'Esecutivo del Soviet di Pietrogrado del 17/30 luglio assume le difese dei compagni accusati, affermando: “Lenin si è battuto per la rivoluzione per trent'anni. Anche io ho lottato per vent'anni contro l'oppressione delle masse popolari. Non possiamo che nutrire un odio profondo contro il militarismo tedesco. Chi afferma il contrario non ha la minima idea di chi sia un rivoluzionario.” 8
Trotsky viene imprigionato nuovamente, ma, quando il generale Kornilov avanza verso Pietrogrado, la resistenza operaia si fa forte e le celle di prigionia si aprono. Contemporaneamente va in scena il primo congresso del partito bolscevico, al quale Trotsky non può partecipare. Stalin presenterà una relazione al suo posto, e Trotsky verrà eletto nel comitato centrale.
*Liberato su cauzione il 4/17 settembre, riprende il ciclo delle riunioni e delle assemblee. La situazione è capovolta: lo slancio rivoluzionario oramai è inesorabile.
*Il 25 Settembre-8 ottobre del 1917, Trotsky a distanza di 12 anni torna ad essere il Presidente del Soviet di Pietrogrado.
I menscevichi sono sempre più distorti nella loro politica. Essi si limitano a controllare l'attività di Kerenskij, facendo pressione sul governo e predicando la rivoluzione borghese.
*Il 12/25 ottobre, sotto la pressione di Trotsky, il comitato esecutivo dei Soviet di Pietrogrado prende una decisione d'importanza capitale: la costruzione sotto il proprio controllo di un comitato militare rivoluzionario, comprendente il Presidium del Soviet e quello della sua sezione dei soldati, marinai, ferrovieri, ecc.
Il dualismo di potere tra il governo provvisorio e i Soviet si sta risolvendo a favore del potere sovietico.
*Il 23 ottobre/5 novembre al comitato militare rivoluzionario è stato messa all'ordine del giorno la questione del controllo della fortezza, la presa del Palazzo d'Inverno. A.Ovseenko (bolscevico) propone di prenderla d'assalto a sorpresa. E Trotsky risponde che non è necessario: basterà convocare un'assemblea per convincere la guarnigione. Presentatosi davanti a Pietro e Paolo accompagnato dal solo Lasevic (bolscevico), ottiene la convocazione dell'assemblea, prende la parola nella stessa circostanza e convince i soldati. La truppa si mette a disposizione del comitato militare rivoluzionario.
Intanto Zinoviev e Kamenev hanno fatto circolare la lettera “Sul momento presente” contro la decisione di preparare l'insurrezione. Lenin li accusa di “crumiraggio”e chiede la loro espulsione.9 La strada dell'espulsione viene poi abbandonata.
*Il 24 ottobre/6 novembre allo Somol'nyj, Trotsky incontra Flerovskij, il dirigente bolscevico dei marinai di Kronstadt, invitandolo a rientrare prontamente nella guarnigione, dove troverà l'ordine di marciare su Pietrogrado all'alba del 25/7 ott-nov. Verso le due del mattino cominciano i movimenti delle truppe che precedono le operazioni militari. Secondo Dan (menscevico) portare avanti una insurrezione sarebbe soltanto follia allo stato puro e segnerebbe inevitabilmente la fine della rivoluzione.
*Il 25 ottobre/ 7 novembre. Verso mezzogiorno numerosi soldati e marinai occupano l'ingresso del palazzo di Marinskij, dove è riunito il preparlamento, che decide immediatamente di sospendere la propria attività. Trotsky presenta al Soviet un rapporto sull'insurrezione, nel quale sottolinea che l'insurrezione sta dando gli esiti sperati, senza alcun spargimento di sangue.




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