Movimento Nazional Popolare
Collegio Unità per la Costituente
Direzione Nazionale
Cari camerati,
Ancora una volta la situazione è a un punto morto e di grave confusione.
Non per colpa nostra, non per colpa dei militanti.
Noi del MNP avevamo lanciato delle proposte. Proposte serie.
Avevamo detto che gli accordi dovevano essere aperti a tutta l'area. Non siamo stati ascoltati.
Alla lettera nella quale chiedevamo se l'accordo fosse "chiuso" o "aperto" a tutte le energie
disponibili anche fuori dai quattro gruppi del cartello, lettera che inviammo a Fiore, Mussolini, Tilgher e Romagnoli, rispose solo Luca Romagnoli ((bisogna dargliene onestamente e lealmente atto) che si disse favorevole al coinvolgimento di tutti i gruppi, allargando l'accordo a tutta l'area antagonista e aprendo subito il tavolo unitario antagonista. Fiore rispose per telefono. Nella sostanza era d'accordo anche lui.
Adriano Tilgher e Alessandra Mussolini non hanno mai dato risposta. Hanno ignorato il problema. Fatto significativo per chi sa pensare. Qualcuno che ha ricevuto la lettera si giustificherà dicendo che non l'ha mai ricevuta. Come al solito.
Avevamo detto già in precedenza che le varie questioni concernenti il cartello avrebbero dovuto essere affrontate in via preliminare, prima di qualunque conferenza stampa. Era una cosa ovvia. La prima cosa che si fa quando si stipula un accordo.
E stiamo ancora qui domandarci come non vi abbiano pensato.
Se avessero avuto questa lieve illuminazione, i militanti non starebbero ora ad amareggiarsi.
Nel nostro documento politico, fatto circolare al momento del varo del cartello, avevamo proposto la costituzione di un Comitato dei Garanti, proprio perchè ci fosse equità e giustizia negli accordi e nella formulazione delle liste.
Anche questa proposta è stata ignorata. Ecco i risultati davanti agli occhi di tutti.
Hanno continuato a litigare, emanando in modo improvvido e superficiale comunicati politici di una gravità inaudita che non hanno saputo, che non sanno valutare.
Hanno concepito il cartello come un affare privato. Hanno concepito il cartello come "fatto di vertice". Il solito errore. Il solito grave errore.
Oggi siamo dunque ad un punto morto.
Che fare dunque ?
Noi del MNP lo ribadiamo ancora una volta:
Ripartire da zero e con un altro spirito
Pertanto:
1) Riunire un tavolo unitario invitando le altre componenti dell'area finora escluse
2) Nominare un Comitato dei Garanti per la formulazione delle liste, realmente efficaci perchè rappresentative di tutta l'area e per dirimere con discernimento ogni altra questione
3) Avviare da subito un progetto operativo per il dopo 13 giugno, per la convocazione di un Congresso Unitario che aiuti la Fiamma ad accantonare definitivamente il nefasto riposizionamento di Montesilvano voluto da Rauti e gettare le fondamenta per la costruzione di un unico grande Movimento di TUTTI.
4) Scatenare finalmente la campagna elettorale. IN FRETTA. Siamo in ritardo. Siamo in maledetto ritardo.
Se questa strada non verrà seguita, se tutto dovesse fallire, ognuno dovrà assumersi la responsabilità dei propri errori e della propria miopia. Non è in gioco il seggio di Tizio o di Caio ma l'avvenire delle nostre idee per le quali sono caduti tanti camerati cui va adesso come sempre il nostro pensiero.
In alto i cuori !
MNP/Collegio Unità per la Costituente


Rispondi Citando

) avere respiro solo con l'affermazione chiara di un percorso federativo per il "dopo".
