Da Liberazione
Cinque in carcere a Perugia: tra gli arrestati un militante del Dhkp
e Moreno Pasquinelli, accusato di favoreggiamento
Terrorismo turco, blitz contro gli antimperialisti
Cinquantasemila ore di intercettazioni telefoniche, 10.000 ore di intercettazioni telematiche, 5.000 ore di intercettazioni ambientali, 3.000 ore di riprese filmate, 2.500 ore di appostamenti: tutto questo lavoro - assai più dispendioso di quello che occorreva alla Nsa (New security agency) per intercettare le comunicazioni della flotta sovietica nella sterminata regione artica - è stato compiuto dal Ros per arrestare un turco - Er Avni, il suo nome - residente a Perugia, sospettato di diffondere le rivendicazioni degli attentati compiuti in Turchia dal Dhkp, un partito accusato di combattere a suon di bombe contro le pratiche repressive del governo di Ankara. Il ministro Pisanu ha fatto i complimenti al Ros per l'immane fatica. Non sono stati trovati armi ed esplosivo. Sono stati coinvolti anche tre cittadini italiani: la moglie del turco, Maria Grazia Ardizzone, e gli «antimperialisti» Moreno Pasquinelli e Alessia Monteverdi, sua compagna. Gli analisti matrimoniali del Ros sospettano che le nozze tra Maria Grazia e Er Avni potrebbero aver svolto una funzione di copertura giuridica per consentire al militante del Dhkp di ottenere un regolare permesso di soggiorno. In carcere anche una cittadina turca, residente a Foligno: Kilic Zeynep.
Moreno Pasquinelli e la sua compagna Alessia Monteverdi sono stati molto attivi nell'organizzazione di campagne contro la guerra in Iraq e contro la repressione in Turchia. Il loro circuito ha organizzato nell'agosto scorso un «campo antimperialista» che ha ospitato anche il turco del Dhkp: era in programma un altro campo, la prossima estate, con la partecipazione di militanti «antimperialisti» turchi. Alcune iniziative di Pasquinelli, nonostante fossero isolate nel movimento pacifista (perché c'erano delle divergenze di ordine politico), hanno avuto una ribalta sulla stampa, e soprattutto alla trasmissione "Porta a Porta".
In Italia, dall'inizio della Repubblica si sono fatte campagne di solidarietà internazionale e raccolte di fondi per movimenti di guerriglia e di resistenza operanti in Paesi oppressi da poteri dispotici e da domini coloniali: Algeria, Cuba, Bolivia, Cile, Sahara francese, Palestina, Messico, Turchia (per la questione curda) sono i primi nomi che ci vengono in mente. Non sappiamo quali siano gli addebiti specifici per Pasquinelli e la sua compagna: nei comunicati dei carabinieri si parla genericamente di fiancheggiamento, un termine molto vago: il fiancheggiamento può essere politico, può assumere forme di ospitalità o di sovvenzione. Per considerarlo un reato non basta essere esecutori della linea Bush: bisogna dimostrare che ci sia in concreto un favoreggiamento di attività criminali. Si fa un cenno, nelle notizie di agenzia, ad alcune sim card: è possibile che gli «antimperialisti» abbiano fornito ad Er Avni una o più sim card per attivare i suoi telefoni cellulari quando non poteva procurarsele perché non aveva ancora il permesso di soggiorno. Ma che c'entra questo con gli atti di terrorismo del Dhkp in Turchia? Oltretutto il turco di Perugia non era ricercato dalla polizia turca, non c'erano né mandati di cattura, né richieste di estradizione. I carabinieri lo hanno sospettato negli ultimi mesi, probabilmente su segnalazione dei servizi segreti di Ankara, e solo nel febbraio scorso si sono convinti che aveva a che fare con le rivendicazioni degli attentati. Se veramente aveva avuto un ruolo di telefonista, che ragione avrebbe avuto di comunicarlo ai quattro venti in «un campo antiperialista»? Dice Mauro Pasquinelli, fratello dell'arrestato: «Col compagno comunista turco arrestato, esule da cinque anni a Perugia, abbiamo avuto solo rapporti di solidarietà. Abbiamo fatto collette per i militanti del Dhkp che stanno in carcere e fanno lo sciopero della fame: 47 di loro sono stati lasciati morire. E tutto questo lo abbiano fatto apertamente perché la solidarietà internazionale non è reato. L'arresto di mio fratello, di Alessia e della Ardizzone è frutto della campagna di criminalizzazione contro chi sostiene le lotte dei popoli che si oppongono all'imperialismo americano».
La sera prima di essere arrestati Pasquinelli e la Monteverdi erano andati con un gruppo di antimperialisti a occupare «simbolicamente» la sede romana del Corriere della Sera per protesta contro una serie di articoli, firmati da Magdi Allam, che, subito dopo la strage di Madrid, avevano ripetutamente indicato il circuito europeo del «campo antimperialista» come un tassello del terrorismo internazionale. Gli ordini di carcerazione contro gli antimperialisti erano stati richiesti fin dal 23 febbraio, 17 giorni prima della strage di Madrid. E' ovvia la domanda: le fonti giornalistiche che chiamavano in causa gli «antimperialisti» erano a conoscenza che c'erano indagini su quel gruppo, che c'era un piano per arrestarli?
Si è aspettato fino a ieri per far scattare gli arresti contemporaneamente in vari Paesi europei: Turchia, Italia, Belgio, Olanda. Gli arrestati sarebbero 41 secondo l'agenzia di stampa turca. In Turchia uno dei ricercati è stato ucciso.
Annibale Paloscia




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