L'ornitopenia, come deficienza di fallo e di pace...
(tanto per adeguarmi al nuovo linguaggio filosofico).

Il disprezzo per il fallo e per il suo atteggiamento di eccesso nel dare porta a distruzione. Quando invece la sua forza viene onorata, allora diventa fonte stabile di prosperità.
C'è una storia (nei Shiva Purana) che narra con particolare efficacia del rischio distruttivo dell'atteggiamento virtuoso e di come rimediarvi. Vi si racconta di come "saggi" maledissero un uomo dalla condotta licenziosa: "Hai agi-to con perversità" - gli dicono, maledicendolo - "Che il tuo fallo si stacchi e ti cada per terra". E così avvenne. Quell'uomo, però, era Shiva, e il suo fallo caduto cominciò ad bruciare tutto dinanzi a sé e a consumare ogni cosa. "Si sposta-va negli inferni, nel cielo, sulla terra. Non stava mai fer-mo. I mondi e i loro abitanti vivevano nell'angoscia. Gli dei e i saggi vivevano nell'angoscia...". Perciò il disprezzo gratuito, il disprezzo del fallo, trasforma in incendiari destabilizzatori del mondo e naturalmente ciò produce angoscia in tutti. Ma bisogna avere speranza, perché "è il bene chevvince... è 'l male chepperde", diceva Verdone.
I saggi si recarono infatti dal creatore, Brahma, che li insultò: "Siete dei cretini, dei veri imbecilli; l'uomo dal sesso eretto, o razza di im-potenti, era Dio in persona". E proseguì: "Fino a quando quel fallo non si stabilizza, nulla di buono può accadere". Dopo di che, impartì lo-ro le istruzioni per onorare il fallo, calmare Shiva, e riportare la pace nel mondo. L'angoscia, fin dai miti di origine del mondo è infatti vista come il risultato di un destabilizzarsi della forza fallica, non adeguatamente riconosciuta e onorata.
La malattia occidentale generata da tale destabilizzazione potrebbe chiamarsi oggi ORNITOPENIA, che significa alla lettera "carenza di uccello". Non è uno scherzo. Il fallo, come Shiva, è essenzialmente dono, piacere del do-no, godimento profondo nel dare se stessi, fino all'estasi. Dal punto di vista psicologico, infatti, il nucleo centrale del dono è costituito da un'azione, un dare, che va dal soggetto verso l'esterno, non per "dover essere", ma per libertà del dare.
Quando l'azione dei "malati ornitopenici" impedisce tale libertà donativa, l'ORNITOPENIA, rompendo a più riprese le scatole degenera in ORCHICLASTIA (che letteralmente si traduce con "rottura di testicoli"), tipica degli impotenti nel pensiero.
A costoro, bisognerebbe dire: non disperatevi, vedrete che prima o poi, anche voi, mediante il l'uso del vostro onanismo che attribuite ad altri, convertirete la direzione del moto del vostro pensare... e diventerete sempre più spassosi, fino alla meritata felicità del dono gratuito.
Io purtroppo mi accorgo di migliorare ogni giorno che passa, pur sperando di peggiorare e diventare imbecille e... meno povero. L'imbecille infatti non ha bisogno di rispondersi sul perché della vita. Se no che imbecille è? E purtroppo io miglioro sempre più, e ogni giorno divento sempre più povero. Oggi sono molto triste e mi viene da vomitare, perché il tragico nell'imbecillità è che l'imbecille, quando parla con un non imbecille, non può saperlo: non lo sa, e non può capirlo, convinto com'è di parlare con un imbecille pari suo, ed anzi, a volte cerca di correggerlo, dandogli consigli! Viceversa, quando il non imbecille vuole dire all'imbecille che è imbecille, non può. Egli sa che è un'operazione "impossible". Quindi in verità, siamo vittime dell'imbecillità, e la persona intelligente è destinata a soccombere sempre più nella misura in cui, comprendendo l'imbecille, è poi costretto ad accettarlo, democraticamente e pacatamente. Tra l'altro, il mio nuovo sport è star male terapeuticamente, e questa passione è cosa seria, che potrebbe essere sintetizzata in una domanda sull'arte. Si tratta di una domanda seria, che rivolgo non solo a coloro che apprezzano il mondo della sovvenzione europea dell'arteterapia, i vari formatori dell'AUSL, dell'ARCI o dell'UE, ma proprio a tutti gli esseri umani pensanti del globo: premesso che Van Gogh era ai suoi tempi sconosciuto a tutti, tranne che a qualche avido mercante d'arte, e che conduceva una vita priva del necessario, quanti Van Gogh, quanti Beethoven sono nascosti tra gente che non ha né il tempo né la possibilità di esprimersi nella pittura o nella musica? Quando fu dipinto, "I girasoli" di Van Gogh non aggiunse nulla al Prodotto Interno Lordo del suo paese (a parte il fatto che allora, nel 1888, stava ad Arles in Francia), eppure egli ha dato un contributo unico all'umanità. Che poi, qualche anno fa, all'asta da Sotheby's il quadro sia stato venduto a trenta miliardi (e in quel caso il PIL degli Usa, dove è avvenuta l'asta, si è arricchito dell'importo corrispondente alle commissioni della casa d'aste, alle percentuali sull'affare ecc.), non ci dice assolutamente nulla sulla sua bellezza o importanza per tutta l'umanità. Lo stesso per molti altri. Per esempio, proprio la prima edizione del Capitale di Marx stampò mille copie, che rimasero in buona parte invendute, e fu inseguito per tutta la vita dai suoi creditori. Eppure, nessun altro libro, a parte la Bibbia, ha così profondamente influenzato l'umanità, determinandone la vita e le scelte, fino a qualche anno fa. Ciò nonostante, l'unica cosa veramente importante che disse non fu però mai presa in considerazione dai suoi seguaci, oggi fattisi quasi difensori dei banchieri (vedi per es. il dialogo fra Tremonti e Bersani nella trasmissione "Ballarò" del 30/03/04 sera). Il primo a denunciare la truffa non è stato Marx? Ed ecco la sacra parola: "Fin dalla nascita le grandi banche, agghindate di denominazioni nazionali, non sono state che società di speculatori che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipare loro (cioè "PRESTARE"; n.d.r.) denaro (DOVUTO; n.d.r). Quindi l'accumularsi del debito pubblico (PAGATO CON I PRELIEVI FISCALI; n.d.r) non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui sviluppo risale alla fondazione della Banca d'Inghilterra (1694). La Banca d'Inghilterra cominciò col prestare il suo denaro al governo all'otto per cento, contemporaneamente era autorizzato dal Parlamento a battere moneta con lo stesso capitale tornando a prestarlo un'altra volta al pubblico in forma di banconota. Non ci volle molto tempo perché questa moneta di credito fabbricata dalla Banca d'Inghilterra stessa, diventasse la moneta con la quale la banca stessa faceva prestiti allo Stato e pagava per conto dello Stato gli interessi del debito pubblico. Non bastava però che la Banca desse con una mano per averne in restituzione di più con l'altra, ma, proprio mentre riceveva, rimaneva creditrice perpetua verso la Nazione, fino all'ultimo centesimo che aveva dato ("PRESTANDO" IL DOVUTO; n.d.r)" ("Il Capitale", libro I, cap. 24, paragrafo 6, Edizioni Riunite, Roma 1974, pp. 817-818).
Beethoven morì sordo e poverissimo, nonostante fosse acclamato da mezza Europa come grande musicista. Paradossalmente il brano musicale che gli rese di più in termini economici fu la sonata "Per Elisa" che è probabilmente la sua peggiore, mentre la sonata in sol minore op. 111, che è un grandissimo capolavoro, vendette pochissime copie. La maggior parte dei grandi artisti o filosofi dell'umanità, tranne rare eccezioni (che erano però la regola nell'antica Grecia), è stata costretta a sostentarsi, barattando buona parte del proprio genio per un pezzo di pane, e riuscendo ad esprimersi solo grazie ad un'indomita forza di volontà. L'ornitopenia, dunque, come deficienza di fallo e di pace, è davvero preoccupante.
O uomo senza fallo credente nei sindacati, che da questi ultimi ti fai "mettere assieme" ad altri uomini senza fallo, per scendere in piazza a muggire invano, fattelo dire dal tuo bancario di fiducia: che il suo stipendio è automaticamente ancorato al tasso REALE di inflazione.
E fagli la seguente domanda: perché voi dipendenti delle banche avete un contratto particolare per cui il vostro stipendio viene AUTOMATICAMENTE adeguato (cioè senza bisogno di fare alcuna manifestazione, sciopero, lotta, ecc.) non all'inflazione fittizia riportata dall'Istat, ma a quella REALE?
Certamente, il banchiere mentirà, e ti dirà che il suo contratto di lavoro è un normale contratto di lavoro.
Allora tu, o uomo senza fallo, presentagli un testo qualsiasi del loro contratto, per esempio il testo sintetico di un contratto "PER LA VALORIZZAZIONE DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI IN UNA BANCA ETICAMENTE E SOCIALMENTE RESPONSABILE"

http://www.cgil.it/fisac.firenze/Rin...aformaCCNL.htm

che dice esattamente: "Al salario professionale si affiancano il recupero del potere di acquisto in base all'inflazione REALE pregressa e attesa ed il salario variabile (premio aziendale, sistemi incentivanti, premi per campagne-prodotto) legato agli andamenti aziendali".
E chiediti, se è vero che non manchi di fallo: come mai i sindacati si lasciano sfuggire questo momento storico (pieno di scioperi cosiddetti illegali e pieni di problemi di controllo delle banche) per promuovere la PARIFICAZIONE DEL CONTRATTO DI LAVORO DI TUTTI I LAVORATORI PRENDENDO COME PROTOTIPO QUELLO DEI DIPENDENTI BANCARI?
Anzi chiedilo ai sindacati.
Ma poiché la risposta alla domanda è che SONO LE EMISSIONI BANCARIE A DETERMINARE INFLAZIONE O DEFLAZIONE, i sindacati non si muoveranno mai in quella direzione... e preferiranno il malinteso, la rimozione del giudizio critico... l'omertà...
E intanto le varie TV trasmettono palle di sinistra e palle di destra, mentre i risparmi di tutti sono praticamente in rosso, dimezzati, o massimamente diminuiti, esattamente come il loro fallo.