E io che pensavo venisse dal Mauriziocostanzosciò, lo Sgarbi.
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E io che pensavo venisse dal Mauriziocostanzosciò, lo Sgarbi.
Costanzo era uno dei suoi consiglieri.
Documento della lista Pri-Liberal Sgarbi: la futura collocazione in Europa, i temi che verranno sviluppati, il superamento laici-cattolici/Il "Partito della Ragione" di Giovanni Spadolini si allea col "Partito della Bellezza". Un appello agli elettori che ritengono che nessuno dei due poli abbia mantenuto le sue promesse
Integrare le classiche posizioni repubblicane con la tutela del nostro patrimonio artistico
- 1. L'idea di una lista comune
L'idea di una lista comune fra i repubblicani e i liberali di Sgarbi da presentare alle elezioni europee è nata da colloqui di Giorgio La Malfa e di Vittorio Sgarbi con il Presidente emerito della Repubblica, Senatore Francesco Cossiga. Il progetto è di integrare le tradizionali posizioni del Partito Repubblicano Italiano in tema di politica estera e interna, di politica economica, di difesa intransigente dei diritti civili con le battaglie a tutela del patrimonio storico, artistico e ambientale italiano che costituiscono il marchio della politica di Vittorio Sgarbi in modo da costituire un solidissimo punto di riferimento per il rilancio della cultura e del pensiero liberaldemocratico nel nostro paese. Si tratta inoltre di superare, in questa sintesi, la tradizionale distinzione fra laici e cattolici che non ha più senso nell'Italia di oggi. In questa impostazione è esplicita una critica al bipolarismo italiano, dominato a destra come a sinistra da posizioni populistiche. Ci auguriamo che personalità politiche sensibili a queste tematiche e scontente della loro attuale collocazione vogliano unirsi a noi.
Mettendo insieme un motto coniato da Giovanni Spadolini - "Il PRI come Partito della Ragione" - con l'idea di Sgarbi della necessità di creare in Italia, in ragione della straordinaria concentrazione di beni storici, artistici e ambientali che ne costituisce la peculiarità, "Il Partito della Bellezza", l'alleanza si presenta come "il Partito della Ragione e della Bellezza".- 2. La nostra collocazione nel Parlamento Europeo
Gli eletti del Partito della Bellezza e della Ragione si collocheranno nel gruppo Liberale, Democratico, Riformatore Europeo - ELDR. Nella maggior parte dei paesi dell'Unione Europea sono presenti partiti di ispirazione liberaldemocratica, in alcuni di questi paesi alleati con le forze di centro-destra, in altri con il centro-sinistra; in altri, infine, autonomi, come in Gran Bretagna. Occorre anche in Italia riprendere e rilanciare la tradizione che fu del PRI e del PLI e rafforzare una posizione democratica e liberale nettamente distinta da quella delle forze che fanno riferimento al Partito Popolare Europeo ed al Partito Socialista Europeo - raggruppamenti l'uno e l'altro pieni di contraddizioni interne su tutti i temi politici ed istituzionali e privi di una chiara visione del ruolo e del futuro dell'Europa.- 3. A chi chiedere il voto
Oltre che agli iscritti ed ai simpatizzanti del PRI e del Movimento Liberal Sgarbi, in ragione della tematica specifica che intendiamo sviluppare, il nostro appello va in primo luogo a coloro che, indipendentemente dalle loro scelte politiche generali, di centro-sinistra o di centro-destra, ritengono che il patrimonio storico, artistico, ambientale e paesaggistico italiano costituisca un valore assoluto che va difeso e promosso in Italia e in Europa.
L'appello si rivolge inoltre agli elettori che nelle ultime elezioni hanno votato per i due poli e che debbono constatare che né l'uno né l'altro schieramento ha mantenuto fino in fondo i suoi impegni e le sue promesse sia di politica generale, sia nel campo specifico delle politiche culturali. A destra, risulta evidente una incertezza nell'azione del Governo e, spesso, una paralisi decisionale. A sinistra si avverte lo scivolamento di questo schieramento su posizioni sempre più massimalistiche e populistiche.
Ci rivolgiamo poi con attenzione particolare a quella parte crescente di elettorato che cogliendo l'improduttività dell'attuale fase della vita politica italiana tende a rifugiarsi nell'astensione e nel non-voto. A questa componente, che spesso comprende gli elettori più giovani, intendiamo offrire attraverso il nostro impegno politico e programmatico un voto chiaramente e nettamente utile.
Un risultato elettorale significativo nelle elezioni europee per il Partito della Ragione e della Bellezza, riverbererebbe i suoi effetti sulle ormai vicine scadenze elettorali nazionali, sulle elezioni regionali del 2005 e le elezioni politiche generali del 2006. Di fronte a un risultato significativo, ambedue gli schieramenti saranno disponibili verso le proposte specifiche e le posizioni politiche più generali espresse da questo nuovo raggruppamento che è solidamente collocato al centro della vita politica italiana.- 4. I principali temi che svilupperemo sul piano europeo e internazionale
Sui temi di politica estera affermiamo due direttive di fondo: l'impegno costante e coerente in favore dell'integrazione politica dell'Europa, la convinta riaffermazione dei legami di amicizia e di solidarietà fra Europa e Stati Uniti. In un mondo minacciato dalla diffusione del terrorismo, deve esistere e manifestarsi dalle due sponde dell'Atlantico una volontà comune di riaffermare insieme i valori di democrazia e di libertà. Non ha senso immaginare un'Unione europea contrapposta agli Stati Uniti, secondo il vecchio schema gollista riprodotto oggi dalla Francia di Chirac, così come avrebbero torto – ed hanno avuto torto nei mesi scorsi - gli Stati Uniti nel pensare di poter affrontare i problemi mondiali senza un raccordo pieno ed effettivo con l'Europa.
La stessa esigenza di unità fra Europa e Stati Uniti si pone di fronte al problema israelo-palestinese. Contribuisce a mantenere l'instabilità dell'area l'idea che gli Stati Uniti sostengano comunque Israele, mentre l'Europa sia dalla parte dei palestinesi. Sosteniamo il progetto della coesistenza di due Stati indipendenti e sovrani in Palestina, ma riteniamo che per l'esiguità della popolazione e del suo territorio, debba essere assicurata ad Israele una garanzia effettiva di sicurezza come base di qualsiasi soluzione dei problemi dell'area.
Siamo stati e siamo favorevoli all'allargamento della Comunità, strumento di consolidamento della democrazia dei paesi del Centro ed Est europeo. Riteniamo tanto più necessaria, dopo l'allargamento, la rapida approvazione del progetto di Costituzione europea elaborato dalla Convenzione, in quanto le attuali regole istituzionali non sono in grado di dare alla nuova Unione a 25 membri una efficacia operativa. In questo senso riteniamo che la riforma più significativa e urgente sia l'adozione del voto a maggioranza nel maggior numero dei casi possibile restringendo così gli ambiti nei quali ancora vige il principio dell'unanimità.
Circa la politica economica europea, nel ricordare che l'originario obiettivo di Jaques Delors, che ne fu l'ideatore, fu la creazione di una Unione Economica e Monetaria, ribadiamo che l'UME, così come essa è delineata nel Trattato di Maastricht, è una costruzione incompleta, poiché essa prevede soltanto le istituzioni di una politica monetaria comune e non quelle che possono rappresentare i cardini necessari per una politica di sviluppo economico che consenta all'Europa di crescere e di diffondere lo sviluppo in maniera omogenea in tutte le aree che appartengono all'Unione. Riteniamo squilibrato l'impianto attuale dell'Euro. La modifica del Patto di Stabilità e la creazione di una responsabilità politica europea per la politica economica ci appaiono indispensabili e urgenti.
Proponiamo che venga istituito, in analogia a quanto fatto in altri campi della vita europea, uno spazio europeo dei beni culturali. Riteniamo che debba essere considerato patrimonio fondante e comune dell'Europa tutto ciò che ne rappresenta la fisionomia, la storia, l'eredità culturale. Riteniamo che spetti all'Italia, che è massima detentrice in Europa di questo patrimonio, assumere un'iniziativa in tal senso. Lo spazio europeo dei beni culturali avrà non solo il compito di introdurre norme omogenee di tutela dei beni culturali dell'Europa unita, ma anche quello di promuovere programmi in questo campo rivolti ai paesi dell'area del Mediterraneo, al Medio Oriente e alle aree che si collocano ad Est degli attuali confini dell'Unione.- 5. Le principali posizioni sui problemi italiani
Affermiamo in primo luogo la netta contrarietà al modo disordinato e contraddittorio con il quale si è proceduto nella precedente legislatura e si procede nell'attuale alla riforma della Costituzione italiana. La Carta Costituzionale del 1948 fu largamente condivisa dalle forze politiche che realizzarono la Repubblica. Per questo essa ha servito bene il paese per mezzo secolo. Ogni riforma significativa della Costituzione dovrebbe riflettere una visione altrettanto largamente condivisa. Per queste ragioni, ed anche per ragioni di merito, non votammo a favore della riforma affrettata del Titolo V operata dalla maggioranza di centro-sinistra al termine della scorsa legislatura. Per le stesse ragioni siamo orientati a votare contro la riforma attualmente all'esame del Parlamento.
Nel merito, riteniamo che il testo di riforma costituzionale licenziato dal Senato costituisca un ibrido tra il modello presidenziale americano e il modello parlamentare tradizionale del nostro paese con l'aggiunta e l'aggravante di un Senato le cui prerogative sono destinate a determinare una sostanziale difficoltà di governo. Come tale, questo testo costituzionale rischia di avere effetti devastanti sulla governabilità del nostro paese. Esprimiamo inoltre una duplice preoccupazione sul tema della cosiddetta devoluzione: che essa possa determinare una lesione del principio dello Stato unitario e che essa inoltre si riveli estremamente costosa e tale dunque da aggravare le già difficili condizioni della finanza pubblica.
Circa la situazione economica del paese, siamo disponibili ad esaminare in concreto la proposta del Governo di ridurre significativamente il prelievo fiscale per sostenere la ripresa della domanda ed eventualmente ad appoggiarla qualora essa sia strutturata in modo da alleggerire il carico fiscale soprattutto sui redditi medio-bassi. Riteniamo però che meriti un attento esame comparativo una diversa strada che potrebbe essere perseguita per sostenere la ripresa economica, alternativa alla riduzione del prelievo fiscale. Tale strada è costituita dall'aumento delle risorse destinate a promuovere la scuola pubblica, a rafforzare l'Università, la ricerca scientifica, l'innovazione tecnologica e gli investimenti.
Circa il rispetto dei parametri di finanza pubblica fissati nel Trattato di Maastricht e nel Patto di Stabilità, problema esistente in ambo i casi, visto che Francia e Germania hanno registrato disavanzi superiori al 3% negli ultimi anni, l'Italia, che finora si è mantenuta al di sotto di questo limite, può permettersi un scostamento per un tempo limitato (più breve del triennio sperimentato dai due paesi vicini, data la consistenza del nostro debito pubblico), per stimolare la ripresa economica.
Valutiamo criticamente il ruolo che il sistema bancario ha svolto nelle presenti circostanze dell'economia Italiana. In troppe occasioni è emersa un'incapacità di discernere tra il sostegno ad imprese sane e produttive e il supporto ad imprese incapaci di reggere il mercato, come mostrano i casi Cirio e Parmalat. Questo problema è aggravato dal fatto che le banche nella propria funzione di veicoli per gli investimenti dei risparmiatori troppo spesso abbiano indotto questi ultimi ad impieghi del risparmio che oggi si rivelano disastrosi. Abbiamo concorso ad evitare che le responsabilità in questo campo venissero insabbiate e concorriamo a definire un nuovo sistema di controlli sui mercati finanziari in linea con le esigenze di tutela del risparmio.
Siamo favorevoli alla più ampia privatizzazione delle imprese tuttora sotto il controllo dello Stato ed anche alla vendita del patrimonio immobiliare pubblico, con assoluta esclusione dei beni artistici, monumentali e di valore culturale. Chiediamo una revisione della legislazione in questa materia che riaffermi il valore pubblico del patrimonio culturale italiano e impedisca i rischi di una dispersione di esso.
Proponiamo una svolta radicale nella impostazione della politica dei beni culturali del nostro paese. L'Italia deve proteggere e valorizzare in modo prioritario il proprio patrimonio artistico, culturale e museale. Questo è il senso dello slogan che caratterizza la nostra lista come espressione della difesa della Ragione e della Bellezza. Evitare che si distrugga in modo dissennato e che si costruisca in modo altrettanto dissennato, o si restauri trasformando chiese e palazzi in allegorie di zucchero colorato. Proteggere la bellezza riprendendo temi che appartengono da sempre alle posizioni del Partito Repubblicano e che riguardano la difesa del grande patrimonio culturale del paese, che possiede il più grande e trascurato museo all'aperto, e dei suoi valori paesistici ed ambientali. Ricordiamo che la costituzione del Ministero per i Beni Culturali si deve a Giovanni Spadolini, che Italia Nostra fu fondata da Giorgio Bassani ed Elena Croce, ambedue appartenenti al PRI, e che le nostre battaglie in questo campo sono di grande importanza nella storia del vero ambientalismo.
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Il Partito della Bellezza candiderà nella circoscrizione delle Isole Pietro Paolo Mennea.
Sgarbi presenta Partito bellezza
"Vernice" a Roma per la nuova lista
E' una via di mezzo tra l'area liberal di Vittorio Sgarbi e i repubblicani di Giorgio La Malfa. Il partito della bellezza è stato presentato all'hotel Hilton di Roma. Per le Europee il critico d'arte conta di raccogliere il 3-4 per cento dei voti. Alla presentazione della lista presenti anche alcuni candidati: il velocista Pietro Mennea, il verde Carlo Ripa di Meana e la giornalista televisiva Maria Emma Galbassini .
Non poteva che essere nella 'Terrazza delle Arance' del lussuoso Hotel Hilton a Monte Mario, con belle signore elegantemente ingioiellate e vestite Dior, la presentazione ufficiale delle liste del Partito della Bellezza, che vede per le europee di giugno il connubio tra i liberal di Vittorio Sgarbi e i repubblicani di Giorgio La Malfa, con l'aggiunta dell'ex ministro dell'ambiente Carlo Ripa di Meana. Foto di gruppo dei candidati sulla terrazza con la madrina, la bellissima modella slovacca Silvia Valcikova (che aveva preso parte al 'Dopofestival' di Sgarbi su La7) e poi lettura delle liste e istruzioni di Sgarbi ai candidati per la campagna elettorale con la quale la nuova formazione politica punta a portare tre candidati all'europarlamento.
Una campagna "alla Oliviero Toscani", che punti a cogliere l'attenzione degli elettori con slogan originali, come quello "A noi il lifting non serve" coniato dall'ex sottosegretario in riferimento al premier Berlusconi. Di qui l'idea di mandare il libro di Sgarbi sul 'Partito della Bellezza' a tutti i centri estetici e i parrucchieri italiani. E di qui l'idea di candidare una fioraia di Forlì che si chiama Giovanna Lasagna "perché - dice Sgarbi - vota Lasagna suona benissimo...".
Pochi i repubblicani e molti i liberal presenti in sala, con Giorgio La Malfa che ha voluto sottolineare che il partito è quello della bellezza "e della ragione" e, pur restando nell'ambito della battuta, ha un po' rimarcato la propria distanza (o complementarietà) rispetto a Vittorio Sgarbi.
Nel nord-est e nel nord-ovest il capolista è Sgarbi, mentre al centro è Carlo Ripa di Meana, al sud il sottosegretario all'Ambiente Francesco Nucara (del Pri) e nelle isole Giorgio La Malfa. Torna a candidarsi il corridore ed eurodeputato Pietro Mennea (ex-Lista Di Pietro) e con la lista Sgarbi-La Malfa corrono anche la giornalsta televisiva Maria Emma Galbassini, l'ex presidente del Napoli e proprietario di Telemarket Giorgio Corbelli e "il venditore più amato di Telemarket", Paolo Frattini. E poi Nicholas Farrell, autore dell'intervista 'senza reti' di quest'estate a Silvio Berlusconi, Andrea Mieli, esponente della comunità gay e Fausto Guareschi, monaco buddista di Fidenza. In lista anche la principessa Immacolata Gargiulo. Le donne candidate dovrebbero essere poco meno di un terzo.
...... Vernice di gran lusso, con contorno di elegantissime signore, per la
presentazione all’Hotel Hilton di Monte Mario delle liste del ”Partito
della bellezza” di Vittorio Sgarbi . E ”della ragione” ha tenuto ad
aggiungere il partner di questa nuova avventura politica Giorgio La Malfa
. Il «realistico obiettivo» di eleggere tre europarlamentari sarà
inseguito dallo storico dell’arte e dal leader repubblicano alternandosi
alla guida delle cinque circoscrizioni con l’ex leader dei Verdi Carlo
Ripa di Meana , candidato al Centro, e il sottosegretario all’Ambiente
Francesco Nucara al Sud. Altro candidato di spicco l’ex primatista dei 200
Pietro Mennea . E, novità assoluta nella storia elettorale italiana, un
disc jockey, Fernando Proce , di Radio 105 che intende «risolvere i
problemi dei giovani che vivono la notte». .......
I rapporti tra Ambiente, Bellezza e Ragione nell'accordo Pri-liberal Sgarbi/I repubblicani hanno inventato nel dopoguerra la politica dei Beni culturali e ambientali
Fattori che rappresentano risorse per il Paese
L'alleanza con Vittorio Sgarbi è un'occasione di confronto fra due modi diversi di intendere la politica. I valori di base sono comuni, i percorsi di comunicazione e di affermazione sono differenti ma sinergici e trovano efficace sintesi nelle parole dello slogan: "bellezza" e "ragione". In tema di Ambiente, ad esempio, ad un approccio dal lato della bellezza, proposto da Sgarbi, il Partito Repubblicano propone quello dal lato della ragione.
Il PRI, che con Galasso e Spadolini può vantarsi di avere introdotto, nel dopo guerra, la politica dei Beni Culturali in Italia, oggi, sottolinea la dimensione più ampia della questione ambientale e le sue implicazioni sulle politiche di sviluppo economico. I beni culturali ed ambientali costituiscono una parte (risorse di paesaggio e svago) dei servizi di valore economico forniti dall'ambiente, il quale fornisce, inoltre: la base di risorse naturali (rinnovabili e non rinnovabili); la capacità di assimilazione dei rifiuti; il sistema di sostegno alla vita.
La questione ambientale ha fatto irruzione nei sistemi economici in soli 30 anni. La reazione, caratterizzata da un approccio demagogico, repressivo ed anti capitalistico, si è dimostrata insufficiente ad evitare il degrado ed ha costituito un freno allo sviluppo.
D'altro canto, con l'attuale modello, l'aumento della ricchezza tradizionale (PIL) comporta un degrado dell'ambiente non sostenibile soprattutto dai sistemi più "saturi"; le stesse politiche di sviluppo (la vana ricerca di soluzioni che realizzino improbabili "scossoni" ne è una conferma) non producono più i risultati desiderati: saturazione fisica, limiti ambientali e competizione globale stringono i sistemi economici maturi verso tassi di crescita endemicamente sotto l'unità. Solo una progressiva trasformazione del modello economico in direzione della "sostenibilità" può ridare fiato alle economie caratterizzate da alta densità di ricchezza (PIL per unità di superficie). Il processo di trasformazione - che dovrà essere sostenuto con l'impulso della ricerca scientifica e delle innovazioni tecnologiche – fornirà gli sbocchi produttivi e le opportunità occupazionali che l'attuale modello consumistico non può più dare a causa della saturazione dei sistemi fisici che lo dovrebbero supportare. E' chiaro, quindi, che sviluppo economico e conservazione dell'ambiente dovranno essere affrontati in modo unitario.
La nostra economia di mercato è come un aeroplano, che deve sempre mantenere la velocità per non precipitare, ma con una rotta diretta contro il limite della sostenibilità: al pilota automatico dell'approccio liberista bisognerà sostituire, in questa fase di "transizione", strategie di governo dell'economia per realizzare la "virata" senza perdere la portanza. Il PRI possiede un bagaglio di storia e di esperienze che gli derivano dagli insegnamenti di Ugo La Malfa che negli anni sessanta elaborò principi di politica economica (la "programmazione democratica") ancora attuali per orientare in direzione della "sostenibilità" lo sviluppo economico. Le "strategie" individuate dal Governo devono essere sviluppate fino a diventare una vera e propria "programmazione":
a) sostenuta da appropriati Organismi (un "Ministero della programmazione dello sviluppo sostenibile" che dovrebbe coordinare competenze oggi sparse fra numerosi dicasteri);
b) concertata con le forze economiche e sociali (non solo le imprese e i sindacati dei lavoratori) ma anche le associazioni di cittadini (consumatori, ambientaliste, ecc.);
c) mirata ad affrontare i nodi strategici per il futuro del Paese, che sono: l'energia e i trasporti (e i connessi impegni sulle emissioni di gas "serra"); l'assetto del territorio (paesaggio, beni culturali, qualità della vita urbana); l'acqua; i rifiuti.
Gli strumenti e le linee di azione della nuova programmazione dovranno essere:
- l'eliminazione dei sussidi perversi;
- la semplificazione della legislazione ambientale, e l'inasprimento delle sanzioni anche penali;
- la riforma in senso ecologico del sistema fiscale, con un progressivo spostamento dall'uso del lavoro (risorsa rinnovabile e socialmente necessaria) al prelievo di risorse naturali;
- la promozione degli strumenti di certificazione dell'efficienza ecologica (EMAS);
- il coinvolgimento dei cittadini - consumatori attraverso le etichette ecologiche ed energetiche, la formazione e l'informazione ambientali;
- il rafforzamento della ricerca scientifica e tecnologica da coordinare ed indirizzare verso: la sostituzione delle risorse non rinnovabili (usi energetici ed idrici); i materiali e processi produttivi eco efficienti; la qualità della vita.
Giovanni Pizzo
Con Sgarbi nel Partito delle belle
URL: http://www.panorama.it/italia/indisc...-A020001024610
Anche una principessa, la napoletana Immacolata Gargiulo, candidata tra le file dei repubblicani.
Una principessa, la napoletana Immacolata Gargiulo, candidata dai repubblicani. È una delle (tante) curiosità messe in campo dal Partito della bellezza inventato per le elezioni europee da Vittorio Sgarbi e dal segretario del Pri Giorgio La Malfa. Una strana coppia che, con la nuova sigla, punta a una percentuale di voto tra il 2 e il 4 per cento. E anche su un mix di candidature trasversali.
Oltre alla principessa (messa in lista da Sgarbi), da segnalare l'ex ministro dell'Ambiente Carlo Ripa di Meana, capolista al Centro, l'ex recordman dei 200 metri Pietro Mennea, il giornalista inglese Nicholas Farrell (quello che nell'estate scorsa raccolse in Costa Smeralda le dichiarazioni di Silvio Berlusconi su Benito Mussolini), la vedova di Lucio Colletti, Fauzia Gavioli, il prorettore dell'Università di Milano, Lilia Alberghina, e Andrea Mieli, che dice di puntare ai voti «dei gay che non sono di sinistra».
Sgarbi fa sapere che manderà un suo scritto a tutti i parrucchieri e gli estetisti italiani, che considera evidentemente il primo target del Partito della bellezza. La cui madrina è la bellissima modella slovacca Silvia Valcikova. (S.V.)
Prove di sindaco per Sgarbi a Pompei: Potrebbe diventare la seconda Capri
“Pompei è come Roma, ma per fortuna è più piccola. Potrebbe essere la seconda Capri". Insistendo su un “marchio” che funziona in tutto il mondo, Vittorio Sgarbi, ieri a Napoli insieme con Giorgio Corbelli, ha presentato la sua candidatura a sindaco della città Vesuviana. La candidatura a Pompei affianca quella al parlamento europeo, dove Sgarbi insieme con Corbelli si candida con il partito Repubblicano proponendo un nuovo partito della bellezza. Puntando ad un 16% di elettorato incerto (che proverrebbe in parte da Forza Italia, dal partito di Pannella e dalla Lega, "in evaporazione") Sgarbi lancia un'alternativa per "far diventare l'Italia il primo paese del mondo, la più grande potenza attraverso le energie più straordinarie che esprime: la bellezza, troppo volte fraintesa da speculatori ed amministratori".
Arriva Sgarbi per sostenere Cicchetti e Saletti
TERNI - Il taccuino elettorale di oggi prevede l’arrivo alle 17,30 al Circolo di
lettura di Vittorio Sgarbi che parteciperà alla manifestazione della lista
Pri-i Liberal Sgarbi che appoggia la candidatura alla presidenza della
Provincia di Antonio Cicchetti . Oltre a Sgarbi, ci saranno Ettore Saletti
, unico candidato reatino alle elezioni europee, Antonio Cicchetti e David
Festuccia , candidato al Consiglio provinciale nei collegii Rieti 2 e 6.
Nell’occasione saranno presentati i candidati al Consiglio provinciale
della lista Pri-i Liberal Sgarbi.
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