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  1. #1
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    Thumbs up Nasce il Partito della Bellezza

    [mid]http://xoomer.virgilio.it/francesco.rinaldi29/KAR_ITALIANE/De Gregori/De_Gregori_-_Titanic.mid[/mid]

    da "Il Sole 24 Ore" del 1° dicembre 2002
    ----------------------------------------------------------------------------------
    Un pandemonio per il "Patrimonio"

    di Giorgio La Malfa

    Il recente libro di Salvatore Settis denuncia i rischi che corre il patrimonio storico e artistico italiano per effetto di un'attività legislativa concettualmente confusa , dominata da slogan improvvisati e frettolosa nella stesura. Il tono aspro è quello di una requisitoria, ma le questioni poste da Settis meritano una riflessione approfondita da parte del Governo e del Parlamento.

    I rilievi di Settis investono in primo luogo alcune norme varate dall'attuale maggioranza, fra cui due in particolare: l'articolo 33 della legge finanziaria per il 2002, che prevede la possibilità di affidare la gestione dei "servizi di fruizione pubblica" dei beni culturali a "soggetti diversi dallo Stato", fra cui i privati; la legge 15 giugno 2002, n. 112, che istituisce le società Patrimonio Spa e Infrastrutture Spa alle quali possono essere trasferiti, per essere eventualmente alienati, dati in concessione e comunque utilizzati da un punto di vista economico, tutti i beni dello Stato, con il solo vincolo, per i beni di "particolare" valore artistico e storico, dell'assenso del Ministro per i Beni e le attività culturali (dove – fra l'altro – non si capisce che cosa renda "particolare" il valore artistico e storico di un bene culturale e chi sia chiamato a attribuirgli questa caratteristica).

    Settis osserva, tuttavia, che le norme varate dall'attuale maggioranza si iscrivono in una linea di tendenza ben presente fin dall'inizio degli anni '90 e cita, fra i vari provvedimenti: una legge del ministro Ronchey (n. 4 del 1993), la legge costituzionale n. 59 del 1997, un decreto legislativo del ministro Veltroni (n. 112 del 1998) che rendeva possibile il trasferimento a regioni ed enti locali della gestione e valorizzazione dei Beni culturali, ed infine la legge costituzionale del 2001 che riscrive l'articolo 118 della Costituzione e prevede "forme di intesa e coordinamento [fra Stato e Regioni] nella materia della tutela dei beni culturali".

    "Lo Stato – scrive amaramente Settis - ha cominciato a cedere terreno, quasi contemporaneamente, su due fronti. Da un lato, predisponendo devoluzioni riluttanti e parziali alle Regioni e agli enti locali, e dall'altro aprendo le braccia ai privati" (p. 108). Aggiunge che tutto questo riflette "un profondo mutamento di cultura istituzionale e civile che ha coinvolto ministri ‘di destra' e ‘di sinistra' (…) senza sostanziali soluzioni di continuità" (p.5) e conclude che "i distruttori della propria memoria storica (… ) siamo tutti noi, se non riusciremo a provocare una riflessione istituzionale, un'inversione di tendenza" (p. 6).

    Il punto di partenza per questa "inversione di tendenza" non può che essere una riconsiderazione della distinzione - sulla quale poggiano le innovazioni legislative di questi anni – fra tutela, conservazione, valorizzazione e gestione dei beni culturali. Scrive Settis che "nel caso dei beni culturali questa distinzione è falsa e dannosa, perché tutela e gestione non si possono separare: sono due momenti intimamente connessi di un processo unico. Sia la tutela che la gestione germogliano infatti dalla conoscenza del patrimonio, hanno senso solo se alimentate e ispirate da un momento unificante strettamente indispensabile: la ricerca conoscitiva sui beni da tutelare e gestire. (…) Conoscenza-tutela-gestione-fruizione nel contesto culturale del territorio: è questo, preziosa eredità del nostro secolare sistema museale e della nostra cultura istituzionale e civile, un circolo che sarebbe dannoso spezzare" (p. 90).

    Personalmente ritengo che questa considerazione sia esatta e che dunque si debbano ricondurre (anche a costo di correggere il nuovo testo dell'articolo 118 della Costituzione) tutti gli aspetti della conservazione dei beni culturali alla responsabilità dello Stato, valorizzando e rafforzando il corpo dei funzionari del ministero per i Beni e le attività culturali e in particolare le sovrintendenze. Questo non vuol dire che tutte le attività in questo campo debbano essere condotte da impiegati pubblici: vi sono attività – e lo stesso Settis ne è consapevole – nelle quali il privato può integrare efficacemente l'azione pubblica. Ma il punto di fondo è che la responsabilità complessiva di tutti gli aspetti dei beni culturali è una funzione rigorosamente pubblica.

    Il libro di Settis contiene una denuncia e lancia un allarme. Per rimettere ordine in questa materia, anche alla luce della nuova articolazione dello Stato prevista dalle leggi costituzionali, la strada migliore sarebbe quella che il Governo affidasse a una commissione autorevole di studiosi – costituzionalisti, amministrativisti e storici dell'arte – il compito di ripensare correttamente il problema del patrimonio storico e artistico italiano e del modo di tutelarlo efficacemente. Se il Governo non fosse disponibile, dovrebbe allora, forse, entrare in campo il Parlamento istituendo una commissione d'inchiesta su questi argomenti cruciali per il nostro futuro.

    Giorgio La Malfa

    -------------------------

    Salvatore Settis, Italia S.p.A., Einaudi, Torino 2002, €8,80

  2. #2
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    Predefinito il problema del patrimonio culturale...

    .....le preoccupazioni che giungono da varie parti per la legge che mira a tutelare e a gestire in modo più efficente ed efficace il nostro immenso patrimonio culturale, sono tutte preccupazioni valide e con fondamenti solidi di perplessità.

    Tuttavia io penso che hanno fatto bene ad avviare una nuova legislazione
    primo perchè così finalmente qualcuno ha affrontato il problema,
    secondo perchè tutto è rivedibile in materia,
    terzo perchè è ora di prendere delle decisioni e , semmai di risponderne al popolo.

    Temo invece che l'istituzione di un'ennesima commissione per studiare il problema sia un po' come affossarlo, anche perchè così ci hanno abituato i precedenti governi:_ quando vuoi affossare un problema fai una commissione di studio!-

    Vedrei bene una iniziativa parlamentare portata avanti dai partiti tramite i loro rappresentanti
    sarebbe l'ora che si lavorasse seriamente e che si usassero i soldi pubblici anche per pagare qualche parere di autorevoli studiosi.
    Penelope

  3. #3
    Anita
    Ospite

    Predefinito

    La tua proposta mi sembra molto simile a quella di una "Commissione" che approfondisca ed analizzi.
    Dove differisce ?

  4. #4
    Vittima del proporzionale
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    Predefinito Nasce il Partito della Bellezza

    Da "Nuova Agenzia Radicale"

    Il cabaret italiano punta a Strasburgo

    Domenica 4 aprile a Roma, presso l’ex cinema Etoile in Piazza San Lorenzo in Lucina, si è svolta la prima assemblea nazionale del Partito della Bellezza.
    Il Partito della Bellezza è la lista composta dal Partito Repubblicano Italiano e dai Liberal che fanno capo a Vittorio Sgarbi.
    Il Segretario del PRI Francesco Nucara coordinava il dibattito e introduceva gli ospiti, senza esprimere il proprio parere quasi come la cosa gli fosse estranea e priva di interesse (del resto Nucara ha da fare essendo anche Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente e Direttore responsabile de “La Voce Repubblicana”); ha voluto solo precisare che il gruppo parlamentare a Strasburgo di questa componente sarà senza dubbio l’ELDR,il Partito Liberal-Democratico Europeo. Numerosi erano gli ospiti, tra cui spiccavano Giorgio Forattini ( forse il PRI gli ricorda la sua storica caricatura a Spadolini) e Piero Chiambretti, che si è chiesto come mai un Partito della Bellezza ha fra i suoi fondatori Giorgio La Malfa.
    Ha aperto la discussione politica Ernando Buccieri, dei Liberal Sgarbi, che ha fatto notare come ci siano tante liste civiche che si rifanno all’ideologia Liberal-Democratica e come il compito della lista sia il dare voce a livello nazionale a queste realtà locali.
    Il discorso di Sgarbi, all’inizio, si è incentrato sullo sfottò agli altri partiti, in particolare modo alla Margherita, e successivamente ha toccato il problema federalista. Sgarbi, infatti, si è meravigliato dell’immediato bisogno del federalismo da parte di tutte le forze politiche. Ha continuato il discorso (dopo aver fortemente criticato il tetto della casa di De Mita) con la sua concezione della bellezza: essere belli è capire il bello e non vuol dire essere belli in senso estetico. Ha concluso con un ragionamento sul pubblico e sul privato per quanto riguarda il patrimonio artistico italiano. Alla fine si contavano più risate che applausi.
    La Malfa, forse accorgendosi dell’aria da cabaret, ha svolto un brevissimo discorso, sapendo, forse, di non essere un ottimo comico.

    Livio Ricciardelli

    http://www.quaderniradicali.it/agenz...p=read&nid=758
    Livio

  5. #5
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    Predefinito Grazie

    di riaverci portato coi piedi per terra ricollocandoci nella CDL.
    Siamo in linea col premier.
    Lui ha promesso di farci divertire col Milan.
    Il PRI promette di farci divertire con Sgarbi.
    Tex Willer

  6. #6
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    Predefinito

    La cosa comica mi sembrano soprattutto il disagio e il distacco dei repubblicani, La Malfa e Nucara in testa. Sembra un po' un matrimonio di convenienza, in cui la sposa (La Malfa), acquisiti i diritti sul patrimonio (i voti), già si proietta al divorzio.
    D'altronde vivo l'alleanza del Mre con la Lista Unitaria con lo stesso opportunismo, vi capisco benissimo.

  7. #7
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 6 aprile 2004

    Sgarbi e La Malfa presentano il partito della bellezza

    RAVENNA - Mentre la direzione provinciale dell’Edera in programma per domani sera dovrà esprimere il suo parere sulla candidatura alle Europee del vicesindaco Giannantonio Mingozzi nelle fila del Partito della bellezza e della ragione, quest’oggi i due promoter dell’“alleanza”, Vittorio Sgarbi e Giorgio La Malfa saranno a Ravenna per una doppia presentazione.Il critico d’arte e il presidente nazionale del Partito repubblicano saranno prima a Ravenna, al motel Romea, dove, alle 18, in anteprima romagnola, si svolgerà la seconda convention - dopo quella di domenica scorsa nella capitale - del nuovo soggetto politico.Alle 20,30 la “strana coppia” si sposterà al Club Madame de Roumbuillet di Milano Marittima per una replica.Si concretizza così l’idea di mettere insieme liberal e repubblicani. Un’idea maldigerita dalla maggioranza dei vertici del Pri ravennate, che dal congresso di Bari in poi ha scelto la strada dell’opposizione interna. Proprio dell’Edera ravennate è stata l’opposizione più decisa al progetto del nuovo partito votato sabato scorso a Roma nell’ultima seduta del consiglio nazionale. Solo il portavoce provinciale Giannantonio Mingozzi e il segretario comunale Giancarlo Cimatti hanno infatti scelto, in linea con la minoranza interna, di astenersi sulla proposta di adesione del Pri alla lista. Il resto della delegazione locale ha preferito uscire dall’aula al momento del voto, in polemica con i vertici nazionali, mentre l’assessore provinciale Eugenio Fusignani e la consigliera regionale Luisa Babini hanno invece votato contro. Se il Pri ravennate fatica a digerire l’alleanza con un personaggio come Sgarbi, quello cervese al contrario sembra essersene fatto una ragione. Ma lo si capirà appunto questa sera, quando, nell’esclusivo club della “città giardino”, verrà illustrato il progetto elettorale in chiave europea.Il nuovo partito però, sorto per difendere i monumenti e l’ambiente dagli scempi, non potrà esimersi dall’affrontare un tema “scottante” come quello del magazzeno Darsena. Il critico d’arte Sgarbi approverà l’introduzione, nella struttura settecentesca, di un centro commerciale? La Malfa sarà d’accordo con lui o si allineerà alle scelte dell’Edera cervese? Si preannuncia dunque, dopo un pomeriggio animato, una serata altrettanto vivace; il “Roumbuillet” però, con il suo clima ovattato, dovrebbe favorire il confronto “soft”.

    ro. em m.p.

  8. #8
    Araldo
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    Predefinito Re: Grazie

    Originally posted by Texwiller
    di riaverci portato coi piedi per terra ricollocandoci nella CDL.
    Siamo in linea col premier.
    Lui ha promesso di farci divertire col Milan.
    Il PRI promette di farci divertire con Sgarbi.
    Tex Willer
    Mi auguro che i risultati del gioco con due punte siano differenti da quelli spagnoli...e non certo per amor del Milan.

  9. #9
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    Predefinito

    Caro Arsena,
    con l'alleanza PRI-Liberal Sgarbi si vota il simbolo (storico e unico) dei repubblicani.
    Nella lista unitaria non ho ancora capito cosa si vota.
    Con la lista PRI-LIberal Sgarbi si vota chiaramente per l'ELDR, nella lista unitaria non so cosa si sceglie.
    Con la lista PRI-liberal Sgarbi si rafforza una posizione chiara su alcuni temi importanti: politic estera, riforma dello stato, politica economica etc.
    Con la lista unitaria non so quale politica estera si scelga...
    Va bene l'opportunismo....ma almeno si deve essere consapevoli di cosa si vota. Nel listone a sinistra non mi pare che ci sia chiarezza su nulla (salvo che sul simbolo).

  10. #10
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    Predefinito

    Caro Stars.

    prima di fare certe temerarie affermazioni su ciò che sconosci dovresti documentarti meglio e magari fare lo sforzo leggere il Manifesto per l'Europa, nel qualte troverai la risposta a tutte le tue curiosità.

    Per quanto riguarda la chiarezza della vostra listina sui temi importanti la hai capita solo tu.

    Io ad esempio non ho ancor capito se la posizione del PRI sull'Euro e sull'Europa coincida con quella di Berlusconi, che considera l'Europa una palla al piede e i suoi componenti dei lumaconi, oppure con quella del Presidente Prodi.

    E non dirmi che la posizione sull'euro è secondaria alle elezioni europee.

    Il caos regna sovrano nel Partito della Bellezza, e questo è un fatto.

    A proposito, mi spiace che il cantante Morgan abbia rifiutato la candidatura. Sarebbe stato un ottimo parlamentare.

 

 
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