L'A. C. Milan spa del Presidente del Consiglio appare macchina di straordinaria efficienza. Sportiva e societaria. Così suggeriscono le fortune personali del suo presidente Silvio Berlusconi. Così indica il patrimonio netto della società che, al 30 giugno 2003, registra 78 milioni 38 mila 836 euro. 78 milioni di euro sono molti. Vediamo ora cosa ne resta rettificandoli alla luce del rapporto della "Practice Audit". Il Milan si "libera" nell'esercizio 2003 di una consistente voce nella colonna delle perdite attraverso una doppia operazione: la svalutazione del valore della propria "rosa" calciatori, quindi la distribuzione del suo ammortamento nell'arco dei successivi dieci anni. Glielo consente la legge "salva calcio". L'artificio provoca un effetto rigenerante sulle casse e i conti del club.
Svalutando la sua rosa calciatori per un valore di 242 milioni di euro, che sono e restano una perdita patrimoniale secca, e distribuendola nel tempo, il Milan ottiene infatti un beneficio lordo sul suo risultato di esercizio e sul suo patrimonio netto di 54 milioni e 305 mila euro, e conti rossi diventano neri. Non solo. Nel 2003, per la prima volta, Adriano Galliani decide di capitalizzare, come già fanno la maggior parte dei club, i costi del "vivaio". Si tratta di sottrarre le voci che attengono al settore giovanile al normale conto economico del club per iscriverle all'attivo patrimoniale. Per dirla in altro modo, dalla voce costi quegli importi finiscono tra le voci dell'attivo. Il che significa attribuire al valore di una giovane "promessa" (che forse sarà mantenuta o forse no), come al lavoro di un addetto alle pulizie degli spogliatoi dei "pulcini" un impatto sui risultati del club identico a quello prodotto dalla prima squadra. E' un bel risparmio: 3 milioni 659 mila euro.
Quella sul "vivaio" è una scommessa sul futuro, come tale imponderabile. Ma nel futuro il Milan crede, come il suo Presidente. Anche quando decide di iscrivere tra gli attivi del bilancio 12 milioni e 808 mila euro di crediti verso il Fisco a titolo di "imposte anticipate". Annota il rapporto "Practice Audit": "L'ammontare delle imposte anticipate deve essere rivisto ogni anno, in quanto occorre verificare se continua a sussistere la ragionevole certezza di conseguire in futuro redditi imponibili fiscali e, quindi, la possibilità di recuperare l'intero importo dalle imposte anticipate". Domanda: e se quegli utili non si produrranno? "Occorre monitorare, perché nel caso di previsioni di perdite, questi 12 milioni e 808 mila euro dovrebbero essere stornati dall'attivo e portati a perdita nel conto economico".
Tiriamo allora una linea e leggiamo le conclusioni del rapporto: "Il patrimonio netto al 30 giugno 2003 del AC Milan, ricalcolato al netto dell'effetto prodotto dalla svalutazione dei giocatori e dalla capitalizzazione dei costi del vivaio ha un saldo negativo di 142 milioni 693 mila euro". I 78 milioni da cui siamo partiti sono dunque solo un numero. Non esistono. Al loro posto, è un buco di 142 milioni 693 mila euro.




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