M’accingo a scrivere: < Cos’è l’ANIMA?>
…non posso non ricordare coloro che hanno lasciato un impronta di Pensiero cos’è l’ANIMA:
( i numeri in parentesi significa che avallano la mia intuizione…ma devo “spiegarla” ad ampio raggio)
L’idea d’Anima come principio di Vita è collegata all’origine con l’idea del respiro (1-Soffio di Vita)
Il latino Anima -Animus significa aria, soffio, respiro, Principio della Vita
In greco thymos…ha l’origine dal latino fumus, principio del Pensiero…
Nei primi filosofi greci, per esempio Anassimene identificava l’Anima, il soffio della respirazione: quando un corpo smette di respirare l’Anima vola (2-nell’Eterno Presente).
È interessante la tesi di Filolao, secondo cui l’Anima è l’armonia degli elementi corporei (3-base per “realizzarsi”…).
La concezione spiritualistica dell’Anima “sostanza immateriale e immortale che si distingue dalla realtà corporea fu espressa da Platone; costituì la base di tutte le ulteriori trattazioni filosofiche sull’Anima.
A tale concezione spiritualistica si contrappose un’idea materialistica dell’Anima che apparve in Democrito,
poi ripresa da Epicuro e Lucrezio, secondo cui l’Anima è una sostanza materiale, costituita da atomi (4-Regno Minerale) …
Aristotele, in prima fase del suo pensiero accettò la tesi Platonica poi si pose il problema tra l’Anima e il corpo e definì: l’Anima è la forma dell’essere vivente (5-i tre Regni), il principio che determina la struttura e il movimento (6-Principio o…), ne costituisce la perfezione e l’attualità.
Aristotele pose una gerarchia d’anime: l’Anima vegetativa comune al Regno vegetale; l’Anima sensitiva del Regno animale; e l’Anima Intellettiva, che è propria dell’uomo.
Tommaso D’Aquino pur accettando la dottrina aristotelica, ammise l’immortalità dell’Anima umana.
I Neoplatonici posero il problema dell’origine dell’Anima, la quale ha carattere divino e deriva dall’Uno, ossia da “DIO” in un processo d’Emanazione. A questa dottrina dell’Emanatismo si contrappone il Traducianismo di Tertulliano, quindi l’Anima è generata dai genitori nell’atto del concepimento e il creazionismo, accettato dalla teologia cattolica, perciò ogni Anima individuale è creata direttamente da “DIO”…
Il Cristianesimo affermò la spiritualità, la semplicità e l’immortalità dell’Anima, specialmente da S. Agostino.
Duns Scoto negò che si possa dimostrare razionalmente che l’Anima è immortale.
Guglielmo D’Occam affermò che l’immortalità dell’Anima è materia di Fede ma, mise in dubbio la stessa sostanzialità dell’Anima.
Nel Rinascimento i platonici sostennero l’immortalità dell’Anima con Marsilio Ficino, gli aristotelici, seguendo l’interpretazione naturalistica di Alessandro di Afrodisia con Pietro Pomponazzi la negarono a livello di ragione anche se avvertirono un profumo d’immortalità…
Cartesio nel suo sistema dualistico contrappone le due sostanze esistenti nell’Universo: lo spirito e la materia, la sostanza pensante (res cogitans) e la sostanza estesa (res extensa); l’uomo, è costituito di un corpo materiale, esteso, che vive meccanicamente, e di un Anima spirituale, che egli solo possiede, mentre l’animale è semplicemente corpo e meccanismo (teoria dell’animale macchina)
In Cartesio, il concetto di sostanza pensante è diverso da quello tradizionale, non è il riconoscimento di un generico sostrato, ma è il pensiero stesso (io penso) …io vivo!
Spinoza, nel tentativo di superare il dualismo cartesiano considerò lo spirito e la materia come attributi dell’unica sostanza “DIO”, unica realtà!
Leibniz fini per spiritualizzare tutta la realtà come atomi spirituali o monadi…
David Hume nell’alveo dell’empirismo rigetta la nozione dell’Anima come sostanza. Scrisse: < Come la nostra idea
di un corpo, è soltanto l’idea di certe qualità particolari, gusto, figura, grandezza... così, la nostra idea di uno spirito è soltanto nei particolari percettivi, senza idea di tutto quanto è detta sostanza.
Pertanto lo spirito umano non è altro che l’insieme delle diverse percezioni di fatti e d’eventi psichici…
Kant, a questa critica humiana si riallaccio pur ammettendo l’unità e l’attività della coscienza come condizione della possibilità d’ogni esperienza, dichiarando inconoscibile la realtà in sé dell’Anima, che è un noumeno, e quindi oggetto della metafisica. Questa posizione kantiana si ritrova in quasi tutte le correnti della filosofia contemporanea…
Il concetto d’Anima nella sua significazione tradizionale rimane quasi esclusivamente patrimonio del pensiero religioso e delle correnti filosofiche neoscolastiche…
Prefazione …
Il Poeta