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  1. #1
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    Predefinito Così muore un italiano.

    Fabrizio Quattrocchi ha pagato purtroppo con la vita la sua scelta di un lavoro rischioso, magari ben pagato (ma esiste una cifra che valga la vita di un essere umano?) ma tremendamente rischioso.
    Ha riscattato una scelta per noi assurda, con una morte forse degna di un eroe di altri tempi.
    In un'epoca in cui vengono innalzati a "simboli" personaggi come Carlo Giuliani o Cesare Battisti (e mettiamoci pure Sofri), l'esempio di un uomo che ha scelto la via + rischiosa per risolvere i suoi problemi, che poi sono i problemi quotidiani di noi tutti, deve essere un esempio per tutti.
    Un esempio dell'assurdità delle guerre e dei terrorismi, ma anche un esempio di come nel momento finale, pur rendendosi conto che è l'ultimo istante della propria vita, un uomo riesca a tirare fuori il meglio di se, e muoia addirittura schernendo i suoi carnefici.

  2. #2
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    Predefinito Re: Così muore un italiano.

    Originally posted by ataturk
    Fabrizio Quattrocchi ha pagato purtroppo con la vita la sua scelta di un lavoro rischioso, magari ben pagato (ma esiste una cifra che valga la vita di un essere umano?) ma tremendamente rischioso.
    Ha riscattato una scelta per noi assurda, con una morte forse degna di un eroe di altri tempi.
    In un'epoca in cui vengono innalzati a "simboli" personaggi come Carlo Giuliani o Cesare Battisti (e mettiamoci pure Sofri), l'esempio di un uomo che ha scelto la via + rischiosa per risolvere i suoi problemi, che poi sono i problemi quotidiani di noi tutti, deve essere un esempio per tutti.
    Un esempio dell'assurdità delle guerre e dei terrorismi, ma anche un esempio di come nel momento finale, pur rendendosi conto che è l'ultimo istante della propria vita, un uomo riesca a tirare fuori il meglio di se, e muoia addirittura schernendo i suoi carnefici.

    nel dramma e senza entrare nel merito delle scelte mi ha colpito la dignità di italiano in un paese che non ha dignità di patria.

    L'altro

  3. #3
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    Predefinito condivido i due interventi!

    vi ricordate tutti quegli aneddoti patrottici che ci insegnavano una volta a scuola?
    " chi per la patria muor vissuto è assai"
    I martiri : Cesare Battisti, Tito Speri, i fratelli Bandiera,
    ecc... e poi quelli dell'antica Roma : Muzio Scevola, Tiberio e Caio Gracco, lo stesso Bruto, Publio Scipione l'africano, ecc...ecc..
    Poi sono diventati pura retorica nei nostri insegnamenti
    e sono addirittura spariti dai libri di storia......troppo smelenzi!
    E intanto ci siamo tuti rammolliti: guai a toccarci il quieto vivere ,
    vogliamo dormire sogni tranquilli ,
    ma ci dimentichiamo una vecchia lezione che i Romani conoscevanolto bene:

    si vis pacem para bellum

    Purtroppo!

  4. #4
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    Predefinito

    Ho profondo rispetto della vittima, profondo rispetto del suo lavoro che era un lavoro come un altro sebbene denso di rischi che dovevano esser preventivati. Mi dispiace che si riesca sempre a trasformar tutto in una sceneggiata napoletana, dove per due giorni l'italiano (perchè se fosse stato spagnolo sarebbe forse comparso nelle notizie "brevi") è eroe, modello, esempio laddove alla fine fu un rispettabile e dignitoso lavoratore che cercava di sbarcare un lunario più gratificante. Fra tre giorni, come da tradizione, anche quest'uomo sarà dimenticato dall'incalzare delle notizie, consegnato alla semplice, vera e non ipocrita memoria dei suoi familiari e dei suoi amici che forse comprenderanno, a freddo, come l'unico responsabile di questa morte , oltre ai carnefici, sia stata la sua incoscienza, o forse il suo coraggio, e non il sistema che costringe ad andare all'estero per lavorare. Riguardo alla frase pronunciata, credo che si abbia in questo paese maggior bisogno di persone che dicano "vi faccio vedere come vive un uomo libero", ma non voglio far polemica, anzi: morire con dignità è onorevole a prescindere.

  5. #5
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    Predefinito

    Originally posted by ZENA
    Ho profondo rispetto della vittima, profondo rispetto del suo lavoro che era un lavoro come un altro sebbene denso di rischi che dovevano esser preventivati. Mi dispiace che si riesca sempre a trasformar tutto in una sceneggiata napoletana, dove per due giorni l'italiano (perchè se fosse stato spagnolo sarebbe forse comparso nelle notizie "brevi") è eroe, modello, esempio laddove alla fine fu un rispettabile e dignitoso lavoratore che cercava di sbarcare un lunario più gratificante. Fra tre giorni, come da tradizione, anche quest'uomo sarà dimenticato dall'incalzare delle notizie, consegnato alla semplice, vera e non ipocrita memoria dei suoi familiari e dei suoi amici che forse comprenderanno, a freddo, come l'unico responsabile di questa morte , oltre ai carnefici, sia stata la sua incoscienza, o forse il suo coraggio, e non il sistema che costringe ad andare all'estero per lavorare. Riguardo alla frase pronunciata, credo che si abbia in questo paese maggior bisogno di persone che dicano "vi faccio vedere come vive un uomo libero", ma non voglio far polemica, anzi: morire con dignità è onorevole a prescindere.
    In questo mondo senza valori, un uomo che nel momento cruciale non piange (come sarebbe ovvio), ma anzi trova la forza di sfidare i carnefici, credo sia di lezione per tutti noi. Esistono molti altri esempi di persone eroiche che muoiono magari per aiutare qualcun'altro. Certo hai ragione fra pochi giorni ce ne dimenticheremo e il dolore diverrà solo un fatto privato della famiglia e degli amici più cari. E' positivo che questo fatto ci abbia anche solo per un attimo emozionato e ci abbia fatto riflettere su tutto quello che sta accadendo.
    Chissà forse siamo anche noi migliori di quello che crediamo.

  6. #6
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    Predefinito

    Originally posted by ataturk
    In questo mondo senza valori, un uomo che nel momento cruciale non piange (come sarebbe ovvio), ma anzi trova la forza di sfidare i carnefici, credo sia di lezione per tutti noi.
    Quante persone, quotidianamente e anonimamente, sfidano costantemente piccoli e grandi carnefici, che possono essere malattie, drammi o tragedie personali, difficoltà impreventivabili? Per trovare esempi o modelli non serve morire fucilato da un mujaheddin invocando la patria, per la quale del resto non si stava compiendo nessun servigio. Non serve invocare ciò che storicamente (non solo l'Italia, ma lo Stato nazionale in sé) è simbolo di morte e asservimento di individui, comunità, popoli. Se avessi un figlio preferirei insegnarli, ripeto, non a morire da italiano, ma a vivere da uomo libero.

    Saluti

  7. #7
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    Predefinito onore...

    caro ataturk, belle e giuste parole...ma evitiamo inutili e discutibili paragoni...onore e rispettoso silenzio...

  8. #8
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    Predefinito rispetto per il dolore, ma qualche domanda

    di fronte alla morte e al dramma dei rapiti il rispetto è doveroso, ma contesto il candore del ministro Giovanardi che afferma ciascun italiano è libero di andare dove vuole.

    naturalmente ciò è vero per il turista o per il lavoratore all'estero e in tanti altri casi, ma per andare in iraq a fare il "vigilante "ci vorrà pure un visto sul passaporto o non è neppure necessario il passaporto?

    Quanti sono i vigilantes italiani in iraq ? il governo lo sa?

    per quali canali arrivano lì?
    c'è qualcuno che lucra?




  9. #9
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    Predefinito L'amor di patria non c'entra.

    Originally posted by ZENA
    Quante persone, quotidianamente e anonimamente, sfidano costantemente piccoli e grandi carnefici, che possono essere malattie, drammi o tragedie personali, difficoltà impreventivabili? Per trovare esempi o modelli non serve morire fucilato da un mujaheddin invocando la patria, per la quale del resto non si stava compiendo nessun servigio. Non serve invocare ciò che storicamente (non solo l'Italia, ma lo Stato nazionale in sé) è simbolo di morte e asservimento di individui, comunità, popoli. Se avessi un figlio preferirei insegnarli, ripeto, non a morire da italiano, ma a vivere da uomo libero.

    Saluti
    Non fraintendermi, non volevo citare l'amor di patria o altri valori che con l'episodio c'entrano poco. Solo l'esempio di grande dignità e coraggio che, ripeto, oggi più che mai crediamo ci manchino, ma che all'improvviso magari escono in circostanze drammatiche come questa. Hai perfettamente ragione molte volte queste doti si scoprono nei momenti più bui (una malattia o un dramma familiare) poco cambia. La mia speranza è quella di scoprire che forse siamo migliori di quanto pensiamo.

  10. #10
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    Predefinito anch'io.....

    da ZENA

    " Se avessi un figlio preferirei insegnarli, ripeto, non a morire da italiano, ma a vivere da uomo libero."

    però può succedere che tu debba difendere la tua libertà dall'aggressione dell'altro
    ed allora cosa fai?

 

 
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