Psd’Az-Uds, accordo possibile
Sanna: nel Terzo polo c’è spazio. Ma Soru non molla
L’accordo Psd’Az-Sardigna Natzione indipendentzia è cosa fatta. Ma nel Terzo polo «c’è spazio anche per altre forze politiche», dice il leader sardista Giacomo Sanna. Forse per l’Uds orfano del centrodestra e in cerca di un approdo elettorale? Tampinato dai partiti dell’Ulivo che credono ancora che sul no a Soru ci siano margini di trattativa, Sanna annuncia novità su possibili nuove alleanze, ma in chiave nazionalitaria. Il numero uno del Psd’Az non cita l’Uds, ma sono in tanti a ritenere che, superata la boa di Ghilarza, il progetto nazionalitario e quello di Sardegna libera, sposato da Sanna e non considerato da Renato Soru, possano dirsi sì. Il segretario sull’argomento è ermetico e Mario Floris non si pronuncia, ma è noto che ambisca a un accordo con i nazionalitari. Chi altro, del resto, potrebbe essere il possibile alleato di Quattro mori e Sni? Difficilmente Indipendentzia Repubrica de Sardigna, la formazione politica di Gavino Sale, ex compagno di battaglie di Bustianu Cumpostu che nei giorni scorsi si è contrapposta con decisione a Psd’Az e Sni? Il mondo nazionalitario finisce qui, almeno quello organizzato. Dunque: Uds, con cui Sanna proprio assieme a Cumpostu ha avuto frequenti contatti, o, più difficilmente, Irs.
In attesa di sviluppi (la settimana prossima saranno presentati nome e simbolo del Terzo polo), “Sardegna libera con Renato Soru” continua a dialogare con esponenti sardisti.
Soru: «con me molti sardisti»Dai microfoni di Radiolina, dove ha partecipato al programma “A tu per tu” condotto da Nicola Scano, ieri il lader del centrosinistra ha detto di essere fiducioso sulla ricucitura. «Con molti sardisti non c’è stato nessuno strappo», ha detto. «Sono fiducioso perché so che il nostro programma corrisponde in tanti punti al loro, si tratta di attuarlo e farne azioni di governo. Sono certo che molti sardisti mi daranno fiducia».
Il pressing suscita la rabbia di Sanna che conferma l’unità del suo partito. «Non capisco perché continuino a pressarci», ha detto ieri. «Il consiglio nazionale, certo dopo una lunga e sofferta discussione, ha detto no all’accordo col centrosinistra e chi crede che ci possano essere ripensamenti avrebbe dovuto assistere mercoledì alla riunione della federazione di Cagliari, una di quelle che spingevano per l’accordo con Soru, per capire quanto le cose si siano ricomposte. I consiglieri hanno ricevuto i complimenti della gente per avere salvaguardato la loro autonomia, si sono ricreduti». Comunque andrà a finire, quella con i sardisti per Progetto Sardegna sarà «una separazione provvisoria», è scritto sul sito internet del movimento di Soru.
Conflitto e collegialitàSempre da Radiolina, Soru ha ribadito che prima delle elezioni sarà solo azionista di Tiscali. «Ma per non lasciare il minimo dubbio farò subito una proposta di legge sul conflitto di interessi di tutti, presidente, giunta e consiglieri». Sul presunto strapotere che la legge darebbe al governatore, il leader ha chiarito che «si governa bene solo con buone leggi» e che «una giunta che non ha il sostegno di un’assemblea che legifera bene non può governare». Soru ha anche definito «un pazzo senza scrupoli» chi dice in giro che Tiscali stia per licenziare mille persone ed ha chiarito che «gli ospedali più piccoli saranno riqualificati per far sì che il livello di assistenza sia uguale a quello degli ospedali più grandi».
«Il capolavoro della mia vita»«Chi me lo ha fatto fare a candidarmi? Me lo sono chiesto tante volte, ha detto Soru. «La risposta è che la vita è breve e io ho deciso di realizzare il mio capolavoro: mettere cinque anni della mia vita a disposizione della Sardegna perché so di poter fare bene».
Fabio Manca




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