Il commissario Marco Toschi era un giovane dallo sguardo acuto e penetrante. Dotato di grande cultura, intuito ed intelligenza, aveva ben capito che la signora Rosa Bovarini aveva inteso coprire qualcuno, e indagò con grande cura ed attenzione, ma il suicidio era ben evidente da sé, e non ritenne di tener conto che ella volesse coprire Ruggero Bonfanti, di cui sapeva che viaggiava in quella carrozza, grazie ad una soffiata del cocchiere. Ora il suo interesse era chiarire se si trattasse o no di un suicidio... a Ruggero Bonfanti avrebbe pensato dopo.
- Commissario - gli disse l'attore - ho qui con me un foglio che spiega tutto, eccolo -
E gli mostrò la poesia.
- Era un giovane di talento... ma non ha retto una delusione amorosa, povero ragazzo -
- Non è così ! -
Tutti si voltarono allibiti verso la giovane che aveva parlato
- Mariuccia è stata con lui negli ultimi momenti, quando ancora non si sapeva che si sarebbe sparato, e forse sa qualcosa che noi non sappiamo. -
- Parli, dunque, signorina Mariuccia, se ha qualcosa da dire -
La ragazza scoppiò in lacrime, e ci volle del buono e del bello per calmarla, ma alla fine, tra singhiozzi e pianti, raccontò quel che sapeva.
- Ha voluto portarmi in riva al Montone, perché andava sempre lì con lei, Elisabetta, una giovane di una bellezza, mi ha detto, straordinaria -
- Colei che, a sentir la poesia, l'ha lasciato -
- Leggete i versi con attenzione, e capirete che non si è trattato di un amore respinto -
- No ? -
- Lei lo amava molto, e lui molto amava lei -
- E allora, perché... cosa vuol dire "invano" ? -
- Elisabetta era molto malata, di un male sconosciuto e mortale. Di un male maligno ed odioso, che la faceva soffrire disperatamente -
- Oh povera ragazza ! -
- Ma quando lui andava a trovarla, lei voleva che lui non si rattristasse, e si tirava su, fingeva di star meglio, nascondeva i lancinanti dolori in una finzione pietosa, che aveva sempre più difficoltà a reggere a lungo. -
- Lui non se ne era accorto ? -
- Certo che se n'era accorto, e aveva rispettato questa sua finzione, fingendo egli stesso di credere alle sue pretese di star meglio... poi, quando usciva dalla stanza, piangeva. -
- E com'è finita ? -
- Come finiscono queste storie - ed abbassò il capo tristemente.




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