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Discussione: Che succede al Sole?

  1. #1
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    Predefinito Che succede al Sole?

    E' stranamente attivo, molto + del suo storico.

    Ci hanno sempre detto che è una stella con una vita di circa 10E9 anni, ora dovrebbe averne 5E9.

    Ma che ne sappiamo in fondo, se si spegne di colpo? Se esplodesse?

    OK, non potremmo farci niente, resta il fatto che anche se gli scienziati lo sapessero, non avrebbero motivo per dircelo.
    There are only 10 types of people in the world: those who understand binary and those who don't

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  2. #2
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    Predefinito

    Perchè sei così preoccupato?
    Il Sole ha da sempre (almeno da epoche remote) un'attività ciclica, i cui effetti sono abbastanza complessi.
    L'aspetto più appariscente di questa attività sono le macchie solari, facilmente visibili da chiunque con un normale telescopio.
    Il ciclo di attività è undecennale, a cui si sovrappone (mi pare) un altro ciclo di 25 anni. (secondo il libro IL SOLE, di Giorgio Abetti, ex direttore della torre solare di Arcetri).


    Ti riporto qualcosa dal Web:



    L'irraggiamento solare

    L'energia totale irraggiata dal Sole è determinata tramite la costante solare, che è la quantità di energia che nell'unità di tempo colpirebbe l'unità di area posta perpendicolarmente al Sole, nell'ipotesi che l'atmosfera fosse completamente trasparente alla radiazione di qualunque lunghezza d'onda. La costante solare viene misurata tramite attinometri, o pireliometri, operando a quote differenti ed estrapolando i valori così ottenuti fuori dell'atmosfera. Il valore attuale della costante solare è di 1,374×kW×m-2. Le osservazioni da satellite hanno mostrato che la costante solare presenta piccole oscillazioni di poche unità percentuali attorno al valore riportato. Per quanto piccole, queste variazioni potrebbero avere effetti rilevanti sulla Terra e potrebbero essere anche state responsabili dell'avvento di alcune ere glaciali. Il Sole irraggia quindi 3,86´1033 erg s-1 (di cui solo una parte su due miliardi viene ricevuta, ma non utilizzata completamente, dalla Terra). Ogni centimetro quadrato della superficie del Sole irraggia quindi 6,35´1010 erg s-1.


    L'attività ciclica solare

    Ogni descrizione, anche sommaria, di modelli capaci di giustificare i multiformi aspetti della fenomenologia solare, non può prescindere da due circostanze: la presenza di un campo magnetico generale, e l'esistenza di una rotazione di tipo differenziale della massa dell'astro (che non riguarda soltanto le variazioni in latitudine, ma anche quelle in profondità). In più, c'è da tener conto che esiste, sul Sole, un gradiente termico meridiano, in ragione del quale la temperatura scende dai poli verso l'equatore. Diversi astrofisici, quali W. Bjerknes, H. Alfvén, C. Walén, H. Babcock, hanno variamente proposto meccanismi perturbativi basati sostanzialmente sullo sviluppo ciclico di turbolenze in seno al plasma solare che le correnti ascensionali, dalla zona convettiva, farebbero affiorare in fotosfera mentre il gradiente termico meridiano spingerebbe a discendere di latitudine, in conformità alla legge di Spörer sulla formazione delle macchie. Lo schema più condiviso dei meccanismi che presiedono allo sviluppo dell'attività undecennale del Sole, è il seguente. L'astro, in fase quiescente (a causa dei campi indotti dal rimescolamento delle cariche elettriche presenti nel plasma gassoso della regione convettiva) può venir assimilato a una sfera magnetizzata, attraversata da linee di forza secondo il piano dei meridiani. L'intensità del campo è piuttosto debole, aggirandosi intorno a 1 gauss. Il plasma presenta la proprietà di "congelare" le linee magnetiche nel proprio flusso; cosicché esso le trascina con sé nel corso della risalita in fotosfera attraverso i sistemi di celle. L'assetto iniziale del campo subisce perciò una prima deformazione nella sua sezione verticale. Nel contempo, agiscono gli effetti di attrito della rotazione differenziale i quali, amplificati dalla viscosità interna del plasma, producono turbolenze ad andamento orizzontale, nel senso dei paralleli. Gradualmente, a una certa latitudine eliocentrica, vengono a formarsi due primi sistemi toroidali di perturbazioni (una in ciascun emisfero) entro i quali il campo imprigionato si intensifica fortemente. Questa sorta di "tubi magnetici" sono sottoposti alle deformazioni verticali prodotte dalle correnti convettive ascensionali; esse finiscono perciò con l'assumere un profilo più o meno sinuoso, nel quale alcune anse raggiungono la fotosfera, emergendovi sezionate in due punti, ove danno luogo all'apparizione di gruppi bipolari di macchie. Le aree di sezionamento dei vortici magnetici subfotosferici appaiono più oscure in quanto, nei vortici, l'energia termica è parzialmente compensata da quella magnetica. Al di sopra della fotosfera la densità dei gas è tanto bassa da non consentire oltre il congelamento magnetico; perciò l'energia (magnetica) contenuta nel tubo subfotosferico affiorato si libera (talvolta in modo anche molto brusco) in cromosfera e nella corona, destando in tali regioni tutta la nota e complessa fenomenologia violenta che è loro propria. Nel corso del ciclo undecennale, le zone di affioramento dei vortici subfotosferici migrano in latitudine poiché questi ultimi vengono lentamente trascinati alla volta delle regioni equatoriali per effetto del gradiente termico meridiano; con loro migra anche tutta la fenomenologia associata. Ci si può domandare come mai, a un certo momento del ciclo, non appaiono ulteriori perturbazioni alle alte latitudini. La risposta sta nel fatto che il campo magnetico generale del Sole manifesta un andamento ciclico, nell'intensità e nella polarità e, in fase di declino, l'energia magnetica contenuta nelle cinture di turbolenza si indebolisce in concomitanza. Per quanto riguarda la sorgente del magnetismo solare, anche se il globo dell'astro non può venir assimilato a un dipolo ma, piuttosto, a un multipolo magnetico, la maggioranza degli astrofisici si trova d'accordo nel ricercare le fonti a profondità che non superano il confine della zona convettiva. È infatti necessario che sussista adeguata mobilità nel plasma gassoso affinché possano stabilirsi quelle correnti capaci di attivare un meccanismo sul genere della dinamo autoeccitata di Bullard alla quale ricorrono gli studiosi per rendere ragione dei campi magnetici planetari. Nel caso del Sole, il meccanismo verrebbe complicato dalla rotazione differenziale. Lo schema più ragionevole è quello di due dinamo accoppiate per mutua induzione, in ognuna delle quali una determinata polarità del campo è generata in funzione dell'entità di variazione che si produce nell'altra. Cosicché, quando l'energia magnetica sviluppata da una delle due dinamo finisce di accrescersi (a causa delle ovvie resistenze e dissipazioni elettriche del plasma) l'altra inizia a sviluppare un campo contrario che va a indebolire – fino ad annullare – quello associato alla prima, innescando un processo a spirale. È in tale momento che il campo del Sole si inverte – e così pure quello delle macchie – finendo poi con il raggiungere un maximum di segno opposto a quello del ciclo precedente. Il lasso di tempo che intercorre per il ripristino di ogni ciclo magnetico risulta perciò doppio di quello undecennale delle macchie.

  3. #3
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    Predefinito Re: Che succede al Sole?

    In Origine Postato da Oli
    Se esplodesse?
    Non ti preoccupare, sarebbe indolore per tutti, visto che non ci accorgeremo neppure di non esistere più.
    Triste è l'uomo che conosce a priori il suo destino.
    A proposito, ciao amico Orso, non si scambiano pensieri da tempo, ma continuo a seguirti in giro.
    Spira il vento.

  4. #4
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    Predefinito Re: Re: Che succede al Sole?

    In Origine Postato da Creso
    Non ti preoccupare, sarebbe indolore per tutti, visto che non ci accorgeremo neppure di non esistere più.
    Triste è l'uomo che conosce a priori il suo destino.
    A proposito, ciao amico Orso, non si scambiano pensieri da tempo, ma continuo a seguirti in giro.
    Ciao amico Creso, hai comunque sempre la mia stima.

  5. #5
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    Predefinito Re: Che succede al Sole?

    In Origine Postato da Oli
    E' stranamente attivo, molto + del suo storico.
    Appena andrà via il temporale, lo guarderò col mio cannocchiale e poi ti saprò dire quante macchie... Insomma, quelle che riuscirò a distinguere...
    Lasciamo perdere le facole, i brillamenti, le protuberanze, le tempeste, ecc.: bisogna accontentarsi...

    L'altra sera ho potuto ammirare, subito dopo il crepuscolo, sia la Luna che Venere e Saturno (Marte e Giove sono meno suggestivi se non si dispone di molti ingrandimenti)
    La luna era bellissima perchè appena crescente, con la falce sottile. Il vantaggio di osservarla nella zona interna alla falce appena formata (zona del tramonto o dell'alba) è quello di vedere meglio le ombre delle montagne e la conformazione della superficie. Col mio cannocchiale il diametro apparente è di circa in metro. Potrei ingrandire molto di più, ma non mi conviene perchè dispongo di un cannocchiale a movimento manuale e, più si ingrandisce, più aumenta anche la velocità dell'astro osservato ed il tremolio dell'immagine, per cui si richiedono troppi e continui aggiustamenti di puntamento.
    Venere, luninosissima, mi appariva grande come un quarto di luna visto ad occhio nudo: non si riesce a notare particolari, tranne che la forma a quarto di luna, appunto.
    Saturno mi appariva bellissimo con i suoi anelli, leggermente rossastro, grande come una palla da tennis o poco più. A prima vista ricorda molto un cappello da prete sulle 23 (forse più sulle 22 o 21.30 )

  6. #6
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    Oggi il cielo è limpido ed il Sole è quasi perfettamente osservabile.
    In questo momento, sull'emisfero rivolto verso la terra (il Sole gira intorno a se stesso in circa una settimana) è possibile notare due grandi macchie già in prossimità dell'equatore: una a nord e l'altra a sud.
    Entrambe le macchie hanno dimensioni valutabili in parecchie volte la proiezione della superficie terrestre. La loro forma non è più tondeggiante come alla loro nascita (che aviene lontano dall'equatore e più verso i poli), ma stanno già dividendodosi in una miriade di altre macchie più piccole: ciascuna delle due macchie è seguita da uno sciame di altre macchie figlie persino centinaia di volte più piccole ed appena visibili.
    Di solito una macchia si evolve dividendosi in due macchie più piccole e così via, fino a frantumarsi completamente e scomparire.

  7. #7
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    Il Sole come appariva a ferragosto 2002



    N.B.: L'equatore solare sta tra le due file di macchie, le quali, durante il loro movimento si avvicinano ad esso senza mai lambirlo o, tantomeno, passare dalla parte opposta.


    Il sole in data odierna 02 maggio 2004
    La macchia che si vede è ciò che rimane dell'evoluzione di una delle due grandi macchie da me precedentemente osservate. L'altra è tramontata da qualche giorno. Il Sole gira con movimento (dell'emisfero a noi visibile) da sinistra verso destra. L'asse di rotazione è alquanto inclinato verso destra, di conseguenza anche il suo equatore.


  8. #8
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    In Origine Postato da Orso Brrrrr

    Il sole in data odierna 02 maggio 2004
    La macchia che si vede è ciò che rimane dell'evoluzione di una delle due grandi macchie da me precedentemente osservate. L'altra è tramontata da qualche giorno. Il Sole gira con movimento (dell'emisfero a noi visibile) da sinistra verso destra. L'asse di rotazione è alquanto inclinato verso destra, di conseguenza anche il suo equatore.

    [/B]
    ------------------------------
    Bene, vedo che l'immagine online si aggiorna da sola.
    Forse domani o dopo domani le macchie (già modificate rispetto a ieri) saranno tramontate, a causa della rotazione solare, verso destra.
    Da sinistra dell'immagine dovrebbero apparire altre macchie: vedremo.

  9. #9
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    SOHO Daily Images



    Un'immagine solare del 26 aprile 2004 Ore 21:42:40 UT







    Altra immagine del 26 aprile 2004 ore 22:03:00 UT


  10. #10
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    Immagini splendide ma esageratamente grandi: spero non creino problemi a Jaki.

 

 
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