vi metto qui uno spunto per una riflessione, che va fatta, sulla importanza di definire velocemente e con molta attenzione, i punti chiave della scuola padana, e sulla grande importanza che ha nella società che piano piano, fra un problema e l'altro, stiamo costruendo.
Ho trovato in rete una intervista ad un professore di storia sociale, Piero Brunello, fatta da poco, che cita gli orsetti padani e l'etnopedagogia , in rapporto alle possibilità di applicazione che la riforma Moratti da a questa splendida intuizione brasiliana.
Mi sembra che nelle pieghe della risposta del professore vi sia il riconoscimento di un nostro successo, anche se mediato dalla diplomazia ( l'intervista è pubblicata su un sito di insegnanti di sinistra).
trovate la biografia e l'intervista, nonchè il link al sito di insegnati su:
http://www.orsettipadani.org/forum/t...p?TOPIC_ID=483
mentre qui di seguito vi pubblico la domanda e la risposta che ci interessano direttamente.
DOMANDA - Nel sito web degli “Orsetti padani”, gli scout della Lega (v./cfr www.orsettipadani.org/educazione/scuola.htm) si può leggere – radicata nelle aperture della riforma Moratti – l’utopia trepidante della presidente dell’associazione: “La riforma all'articolo 2 recita: b) sono promossi il conseguimento di una formazione spirituale e morale anche ispirata ai princìpi della Costituzione, e lo sviluppo della coscienza storica e di appartenenza alla comunità locale, alla comunità nazionale ed alla civiltà europea […] Si potrà cominciare a parlare in modo serio di etnopedagogia, cioè del metodo educativo che parte dalla cultura locale per insegnare ai bambini la storia, la geografia e anche, come nel caso dell'etnomatematica, le regole scientifiche. L'etnomatematica è l'insieme dei metodi utilizzati per insegnare le regole matematiche utilizzando la cultura locale, partendo ad esempio dalle conte, dalle filastrocche, ma anche metodi utilizzati per i calcoli nella astronomia popolare.”
Cosa pensi di queste discipline, del loro eventuale impiego nella scuola?
RISPOSTA - Non si capisce cosa siano “comunità locale”, “comunità nazionale”, “civiltà europea”. Detto così, i termini suonano, per esempio: “Val Brembana”, “Padania”, “Cattolicesimo”. In questo brano si stabilisce una equazione tra “comunità locale”, “etnia” e “popolo” (quando si parla di “astronomia popolare”). Chiederei agli insegnanti se è questo che vogliono.
ma vi assicuro che anche il resto della intervista è estremamente interessante, specialmente per i veneti.
ps: ( a parte che ovviamente a me non importa nulla di quello che vogliono gli insegnanti che non sono della mia etnia...)


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