E' assurdo che nella Padania moderna di partiti comunisti ve ne siano addirittura 3.
Quando avverra' la loro scomparsa?
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SI
NO
FORSE
NON SO


E' assurdo che nella Padania moderna di partiti comunisti ve ne siano addirittura 3.
Quando avverra' la loro scomparsa?
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CONTRO MONOTEISMO
http://www.thule-italia.net/religione/monoteismo.html
www.laliberacompagnia.org


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Il senatore Mc Carty
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quando l'etnonazionalismo sarà al potere, il comunismo sarà messo al bando in quanto ideologia sovversiva, cosmopolita ed etnocida. I comunisti riconosciuti come tali saranno invitati ad abiurare ...od emigrare in Corea del Nord.![]()


Rispetto a 30 anni fa i partiti nominalmente comunisti sono quasi scomparsi: il PCI italiano, che era arrivato al 36% dei voti nel 1976, oggi tra PRC e PdCI arriva solo al 6%, ma qui ci sono anche i DS, rimasti ancora prettamente comunisti, al 16%. In Francia il PCF, che nei primi anni settanta aveva il 30% dei voti, oggi ha solo il 3%.
Tuttavia i comunisti hanno cambiato nome ma non la sostanza della loro battaglia distruggitrice della tradizione europea.
In Germania Occidentale, ad esempio, dove il KPD (partito comunista) era fuorilegge, i comunisti e i sessantottini sprangatori si riciclarono abilmente nel partito dei Verdi, e analogamente fecero numerosi altri comunisti nordici. Quindi in quel caso i Verdi sono da condiderarsi comunisti a tutti gli effetti.
In Francia, un altro caso: qui molti comunisti si sono riciclati sotto altre sigle: Trozkisti, Radicali, Ambientalisti, ecc, e insieme raccolgono ben l'11% dell'elettorato, contro solo il 3% del PCF "originale". Ma sono comunque tutti comunisti.
E poi ci sono i comunisti extraparlamentari, i newglobal, i disobbedienti, gli anarchici...
Come vedi i confini della galassia comunista sono ben piu' complessi e vaghi dei partiti che effettivamente portano ancora sul simbolo la dicitura "comunista".
E' oramai un blob informe, un organo costituito da moltissime cellule cancerose che cresce in varie dimensioni e con vari sintomi nel tessuto sociale europeo.
Bisognerebbe sradicare tutta la pianta, non solo abbattere il tronco.
<p><center>Europa Dei Popoli!
http://www.slowplayers.org/SBSP/images/Animated_Scots_Flag.gif<p><center>


le soluzioni drastiche spesso sono le migliori. Basta col buonismo, per chi vuole la distruzione dei nostri popoli serve la mano dura, anzi durissima...Originally posted by Padanik
Bisognerebbe sradicare tutta la pianta, non solo abbattere il tronco.
La bestia comunista si ricicla in continuazione. Un grande filosofo cattolico reazionario, Augusto del Noce, scrisse, molto prima che cadesse il Muro, che il comunismo si sarebbe trasformato in un grande partito radicale di massa.
Aveva ragione.
Pannellismo+ veltronismo.![]()


bisogna eliminare la bestia rossa entro 5 anni, a qualunque costo...
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Sono d'accordo. Ariel è un comunista. Posso eliminarlo io?
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Gli zeri, per valere qualcosa,
devono stare a destra.


Analisi perfetta. Bisogna ribadire che il "comunismo" è cambiato radicalmente negli ultimi 30-35 anni, e ha poco di simile al marxismo classico e ortodosso in voga fino alla metà degli anni '60. Al punto che più di "comunismo" bisogna parlare di "progressismo sinistroide", un minestrone assurdo che racchiude all'interno anche certe cose che si proclamano "comuniste".Originally posted by Padanik
Rispetto a 30 anni fa i partiti nominalmente comunisti sono quasi scomparsi:
Tuttavia i comunisti hanno cambiato nome ma non la sostanza della loro battaglia distruggitrice della tradizione europea.
...
E poi ci sono i comunisti extraparlamentari, i newglobal, i disobbedienti, gli anarchici...
Come vedi i confini della galassia comunista sono ben piu' complessi e vaghi dei partiti che effettivamente portano ancora sul simbolo la dicitura "comunista".
E' oramai un blob informe, un organo costituito da moltissime cellule cancerose che cresce in varie dimensioni e con vari sintomi nel tessuto sociale europeo.
Bisognerebbe sradicare tutta la pianta, non solo abbattere il tronco.
E forse bisogna evidenziare un'altra componente che in questo thread non è stata messa abbastanza in rilievo: il cristianesimo-cattolicesimo, che nella sua stragrande, immensa maggioranza (più del 95%) si è trasformato a tutti gli effetti in una delle componenti di questa melassa progressista-buonista, arrivando a costituire in sè e per sè una forma di neo-comunismo...
E questo con buona pace di voi cattolici tradizionalisti, devo dire in tutta sincerità che, con tutto il rispetto per la sparuta componente sana che resta del cattolicesimo, tipo i vari Don Carandino ecc., reputo il cattolicesimo ormai irriformabile e irrecuperabile...![]()
Poi si aggiunge il discorso della moda: in quest'ultimo decennio è andato di moda tra le fascie giovanili essere di sinistra, è inutile negarselo, è una realtà sotto gli occhi di tutti, imposta da certi modelli dominanti, cantanti-attori-saltimbanchi-intellettualoidi ecc. ecc.
E, credetemi, la moda è una delle componenti più forte in assoluto che influenzano il pensiero delle masse idiote nella nostra società...
Ma le mode cambiano, e la situazione potrebbe cambiare all'opposto in futuro, così come ai miei tempi, negli anni '80, andava di moda essere paninari esteti edonisti iperconsumisti ecc., e oggi purtroppo sta andando ancora di moda essere alternativi da cesso sociale: nel volgere di breve tempo ciò potrebbe rovesciarsi, e se ne vedrebbero delle belle: esattamente come sempre negli anni '80 molti ex-sessantottini si erano trasformati così radicalmente in cultori dell'imprenditorialità, del lusso sfrenato, del supercapitalismo ecc. ecc.![]()
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In effetti parlare di comunismo "strictu sensu" è oggi piuttosto pacchiano. Tuttavia la sinistra post-moderna è ancora più pericolosa e temibile, perchè ideologicamente viscida e legata a taluni ambienti di potere morale ed economico.
Il compito del comunitarismo è sempre stato quello di superare, post-modernamente, le categorie tradizionali di destra e di sinistra aperte dalla rivoluzione francese e metabolizzate, in termini di lotta di classe, dall'ideologia marxista. Ciò anche perchè si parla di destra e di sinistra in un'epoca aperta dalla rivoluzione che ha lasciato quindi poco spazio al confronto dialettico reale fra tradizione e sovversione. La "destra", in quanto intrinsecamente moderna, è sempre "destra" di una "sinistra", e ciò spiega anche perchè queste categorie non sono che semplici chiavi di intellegibilità dell'orizzonte politico, etichette dietro cui non si nascondono visioni così dicotomiche come il richiamo alla divaricazione insanabile suggerisce.
Personalmente non mi vergogno di dichiararmi "a sinistra", se si vuol continuare a usare questi termini, in materia strettamente economica: auspico la socializzazione dei settori strategicamente importanti, la "glocalizzazione" produttiva, quindi la forte regolarizzazione del mercato (anche e soprattutto in materia ambientale ed ecologica), la fine dell'economia finanziaria, un rinnovamento e potenziamento del "welfare" in merito alle nuove necessità sociali, ossia demografiche, e sostengo anche l'opportunità di fare quanto in nostro potere per creare una maggiore perequazione fra le aree del mondo in grado di frenare i fenomeni migratori. Perchè la questione dell'immigrazione va vista anche sotto questo profilo: emigra chi costretto dalle necessità. Garantire le necessità dei paesi in via di sviluppo significa frenare il flusso migratorio.