LA STORIA / Da anni è l’unico animale del parco: svogliato, sempre stanco. Finché non sono arrivati due volontarie e gli studenti di una scuola media
Arance e canzoni per consolarlo. Ora lascerà Livorno per essere trasferito in Olanda e poi in Spagna

Livorno si prepara a salutare Bingo, che domani parte per Almere, Olanda. Qui dopo un po’ conoscerà Anthony, che è di temperamento bonario e dovrebbe riuscirgli simpatico. Quindi, nel giro di qualche mese, i due dovrebbero trasferirsi in Spagna dove trascorrere la terza età, dal momento che l’Aap (Apen Adoptie & Protectie) sta aprendo laggiù un nuovo centro europeo per la riabilitazione e tutela dei primati. Vasti spazi verdi, assistenti specializzati e soprattutto niente isolamento, che rappresenta la maggior tortura possibile per uno scimpanzè. Di tale specie Bingo è infatti esponente, e di solitudine ha vasta esperienza. Un metro e venti di altezza per circa 70 chili, viene donato già adulto nel 1974 dal Circo Americano allo zoo di Livorno, che chiude una quindicina di anni fa. Così, all’epoca, nel Parco Comunale Pertini oltre a lui rimangono solo tre animali esotici: un macaco, una femmina di babbuino di nome Francesca e un leone. Un giorno, per errore, il ragazzo che fa le pulizie nella gabbia del felino dimentica di chiudere la grata di sicurezza ed è attaccato e ucciso; il leone viene abbattuto dalla polizia nel tentativo di liberare il corpo. Il macaco e Francesca finiscono nello stesso alloggio. Dal momento che uno scimpanzé maschio nel fiore degli anni dispone di tre volte la forza di un uomo, Bingo diventa un sorvegliato speciale; confinato in 30 metri quadrati spogli e lontani da tutto, protetti da sbarre e cancelli. Per oltre un decennio l’unico contatto è con l’inserviente che gli porta da mangiare, e la depressione più nera s’impadronisce di lui.
Svogliato, perennemente stanco, a stento si dondola sulla ruota appesa al soffitto, unico strumento a disposizione a parte una mensola su cui torvo si arrampica. Il tempo passa. Dopo infinite proteste e pressioni, gli animalisti livornesi ottengono che il Comune chieda accoglienza per i tre reclusi del parco all’Aap. Gli olandesi acconsentono, ma la struttura è piena di ospiti e richieste; bisogna aspettare che si liberi un posto. L’attesa può durare anni. Nel frattempo il macaco muore, Francesca passa in testa alla lista e a un certo punto per lei si aprono le porte di Almere.
Nel 2000 a seguire le pratiche e soprattutto a impugnare l’umore di Bingo viene interpellato il Jane Goodall Institute Italia, presieduto dalla biologa Daniela Di Donno. Prende il via quello che si chiama un programma di «arricchimento» emozionale, sociale e ambientale.
Innanzitutto a Bingo viene consegnata ogni sera una bracciata di fronde. Fin dalla prima volta, entusiasta, egli sa perfettamente cosa farne: il proprio nido. Gli scimpanzè sono difatti soliti realizzarsi con cura giacigli validi per una sola notte. Quindi due volontarie in alternanza incominciano a tenergli compagnia per 4 ore quotidiane; si chiamano Maria Rotelli e Cinzia Bellumori. Gli portano nuove cose da mangiare: arance, peperoni, riso, pane, yogurt. Miele e uva passa lo mandano al settimo cielo, come pure il cosiddetto «grooming», pulizia reciproca praticata dagli scimpanzè. Bingo appoggia la schiena alle sbarre e Maria lo gratta e gli controlla la pelliccia. Gli permette poi di fare un po’ lo stesso con la sua chioma ma deve stare in campana, perché se mai lui individua un neo tenta di rimuoverlo, ritenendo si tratti di una pulce o qualche altro sgradevole parassita. Benché lei sostenga che Bingo sarebbe attento a non farle male, visto come la guarda preoccupato appena si rende conto di aver gridato troppo forte, a Maria non è concesso di entrare a giocare con lui dentro la gabbia. Però si rincorrono da un lato all’altro, e quando lei canta lui batte le mani e piroetta.
In natura uno scimpanzè ha un mucchio di cose da fare, a tener desta la sua intelligenza: vita sociale, procurarsi il cibo, spostamenti, piccoli a cui badare. In prigionia è necessario supplire creandogli diversivi; a tale proposito il Jane Goodall Institute ha coinvolto la scuola media di Barberino di Mugello. Sotto la guida del loro professore Enrico Masi gli studenti hanno realizzato per Bingo vari oggetti, come una calza annodata alle due estremità e colma di semi e arachidi, o un finto termitaio.
Domani Bingo parte. Dopo una quarantena in compagnia di umani verrà gradualmente avvicinato a Anthony, scimpanzè anzianotto e cordiale. Sarà il suo amico per la vita, che in cattività può arrivare anche fino a 65 anni. Partito lui, in Italia di scimpanzè ne rimangono ufficialmente 54. Quelli in peggiori condizioni sono bloccati allo zoo di Napoli in disarmo e il Jane Goodall Institute (www.janegoodall-italia.org) lancia un appello: che venga fatta domanda anche per loro all’Aap. Non c’è tempo da perdere, le richieste giungono da tutto il continente. Solo in Germania attendono il proprio turno 60 esemplari; vengono dalla sperimentazione.

Margherita d’Amico
Corriere della Sera
19.04.04