L'Italia detiene uno stravagante primato: è l'unica nazione al mondo ad aver promosso al rango di festa nazionale la ricorrenza di una sconfitta bellica.![]()
Alcuni anni fa vennero soppresse varie festività, tra le quali la ricorrenza della vittoria italiana nella 1° guerra mondiale, quando tornarono alla patria Trento, Trieste, l'Istria e alcune terre dalmate.
Il 4 novembre potrebbe rappresentare la festa nazionale per eccellenza, ma si è preferito sopprimerla, conferendo al 25 aprile un valore quasi sacrale dimenticando però che non solo rappresenta una sconfitta militare, ma anche il drammatico epilogo della guerra civile, oltre ad essere, ovviamente, la data d'inizio della triste guerra privata partigiana.
La retorica resistenziale ha sempre cercato di riscrivere la storia attribuendo al vincitore un ruolo che non ebbe, e riducendo gli sconfitti sia nella terminologia che nella dimensione ("poche migliaia di giovani aderirono all'esercito repubblichino")![]()
Ma in verità i partigiani furono meno numerosi di quanti a guerra finita si schierarono dalla parte dei vincitori., traendone tutti i benefici del caso ( vedi le false pensioni di guerra elargite agli imboscati).
Tappando la bocca delle verità storiche, e mantenendo così la storia della resistenza come unica ed inconfutabile verità, ancora oggi si nega il fatto che il 25 aprile non rappresenta la fine delle ostilità, bensì l'inizio.
Da quel triste giorni infatti cominciano "le radiose giornate", quando gli alleati permettono ai partigiani rossi di compiere le propie vendette personali, macchiandosi di attroci ed ingiustificati delitti.
Da quel 25 aprile cominciarono le epurazioni e la criminalizzazzione sistematica degli sconfitti, con la conseguente occupazione del potere da parte dei vincitori.
Per questo dovrebbe risultare difficile comprendere i motivi di una ricorrenza della guerra civile come festa di tutti gli italiani.
SARA' SEMPRE E SOLTANTO UN'INUTILE FESTA DI PARTE.
Potranno passare altri mille anni, ma il nefasto 25 aprile non sarà mai motivo di gioia per tutti.
I tentativi, fra l'altro un po tardivi, svogliati (da parte della sinistra diessina) ed ipocriti (da parte della destra di Fini) di "riappacificazione" saranno inutili fino a quando continueranno a negare l'importanza di revisionare e riscrivere la storia, e ridefinire certi tristi meventi con il loro nome: GUERRA CIVILE e non resistenza.
Per troppo tempo è stato vietato (e nei fatti lo è tutt'ora) alle istituzioni e ai cittadini portare anche un semplice fiore al campo dei caduti della RSI nel cimitero di Milano, o nel campo di Coltano.
Per questo penso che sarebbe meglio, molto meglio, cancellare questa assurda "festività" e ripristinare il 4 novembre.
Sperando un giorno di trovare una nuova festa per TUTTI gli italiani orgogliosi di esserlo.




Rispondi Citando