Sancita l'inviolabilità del domicilio e della proprietà. Non ci deve essere desistenza. Il 73% degli italiani favorevole
Più diritti per chi si difende.
Il testo amplia quanto già previsto dall'articolo 52 del codice penale e adesso dovrà affrontare l'esame dell'Aula di Palazzo Madama. Si tratta di una norma piuttosto stringata che, limitatamente ai casi di violazione di domicilio o di altra proprietà privata, prevede che chiunque sia «legittimamente presente» nel luogo violato da estranei possa usare «un'arma o altro mezzo idoneo al fine di contrastare la minaccia e al fine di difendersi».
La vera novità del ddl consiste nell'allargare la possibilità di difesa non solo all'incolumità ma anche ai «beni propri o altrui». Con due limiti ben precisi: «Non ci deve essere desistenza da parte dell'intruso e deve esserci pericolo di aggressione a una persona». In nessun caso viene giustificata l'azione di chi spara alle spalle di una persona in fuga o, per esempio, di chi insegue un ladro per colpirlo magari in strada. Inoltre nel ddl è previsto che «la difesa sia proporzionata all'offesa».
Il commento di Nando Dalla Chiesa della Margherita: il problema, per Dalla Chiesa, è che il ddl non rispetta «la cultura delle garanzie». «E' una questione di civiltà – ha detto – l'esigenza di maggior tutela non deve portare verso il modello di «giustizia fai da te» americano».
Il mio commento: che venga qualcuno di notte a casa mia … se è armato e sicuramente al 99% lo sarà … al minimo movimento “sparerò” e poi si vedrà … dite quello che volete ma preferisco sparare che finire dentro una bella bara di noce ... tra gli applausi della folla …
B.




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