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    Predefinito Bonolis intervista Donato Bilancia: scoppia il caso in Rai

    Donato Bilancia a "Domenica in"
    La Annunziata: "Terrificante"
    Il Moige preannuncia una denuncia contro il programma
    La direzione generale: "Avvertiti tardi della messa in onda"


    Donato Bilancia

    ROMA -"Sono più che perplesso e giudico che sia opinabile proporre come protagonista in questo generi di programmi un personaggio come Donato Bilancia". Questo il giudizio del ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri sull'intervista che Paolo Bonolis ha deciso di proporre a fine serata nella puntata di Domenica In a Donato Bilancia, il pluriomicida di Genova. E ancora più dura è stata la presidente della Rai che a trasmissione finita dice: "E' terrificante assistere alle confessioni televisive di un serial killer sulla rete ammiraglia del servizio pubblico nel contenitore seguito ogni domenica pomeriggio da milioni di famiglie. Questa intervista rischia di essere un punto di non ritorno per le linee culturali dell'attuale Rai".

    Nonostante le proteste delle associazioni e la perplessità del ministro Gasparri, la Rai ha comunque mandato in onda la conversazione di Bonolis con Bilancia. Fonti dell'azienda per difendersi hanno fatto presente che l'intervista, preparata e curata dal giornalista Cesare Lanza, prende lo spunto da numerosi film sui serial killer in questi giorni nelle sale, ed è stata commentata in studio da un sacerdote, padre Cantalamessa, e dal criminologo Francesco Bruno.

    "Alcune associazioni dei minori" ha spiegato il ministro Gasparri, "mi hanno segnalato la trasmissione. Ho preso informazioni dalla direzione generale della Rai e ho rappresentato le proteste in riferimento al codice di regolamentazione. Mi è stato detto che l'intervista è stata realizzata con tutta una serie di approcci, di coinvolgimenti di sacerdoti, di sociologi e del ministero della giustizia (ma che c'entra con la tv?)".
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    Vista la trasmissione Gasparri non ha cambiato idea: "Resto dell'avviso che quell'intervista non era opportuna si passa con disinvoltura dagli scatoloni alla commozione, presunta o reale, degli assassini all'insegna del 'tutto fa spettacolo'. Quindi resto molto, molto perplesso".

    Il Moige, Movimento genitori, invece, preannuncia querele contro Domenica In. La presidente dell'associazione Maria Rita Munizzi esprime, in una nota, "rabbia e delusione per l'intervista choc mandata in onda, in luogo ed orario assolutamente inadatti, episodio televisivo inaccettabile in una società democratica che paga il canone televisivo".

    "Dinanzi al delirio di onnipotenza mediatica di Bonolis e dinnanzi ad un sistema sanzionatorio televisivo del codice tv minori di fatto inesistente e inefficace - annuncia Munizzi - denunceremo il programma di Bonolis alla magistratura per inadempimento al contratto di servizio pubblico. Intanto chiediamo al presidente della Rai, Lucia Annunziata, provvedimenti severi verso il programma di Bonolis".

    E la direzione generale della Rai si difende dicendo di essere stata avvertita soltanto intorno alle 17 della decisione di mandare in onda l'intervista a Donato Bilancia. A quanto si apprende in ambienti Rai, la decisione definitiva sulla messa in onda è stata presa soltanto all' ultimo momento, intorno alle 18, quando fra l'altro non sarebbe stato più possibile mandare in onda altro, almeno all'interno del contenitore di 'Domenica in'. Alla Rai sostengono che l'intervista è stata fortemente voluta da Cesare Lanza e Bonolis e comunque fanno rilevare comunque che un eccesso di drammatizzazione su questa circostanza appare infondato.


    (25 aprile 2004)
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    Predefinito

    Serial killer a merenda, e la Rai nella bufera



    Buon pomeriggio, fra breve entreremo nel bosco tenebroso». Paolo Bonolis tiene alta la suspense, rilancia il pathos. Prima i balletti, poi - come lo definisce il conduttore di Domenica In - «un viaggio nelle radici del male».

    Lo share si gonfia, come la perplessità e lo sconcerto di molti. Alle 19.15 nel rassicurante salotto di Rai Uno va in onda l’annunciatissima intervista a Donato Bilancia, detenuto nel carcere di Padova dove sta scontando 13 ergastoli e 28 anni di reclusione per l’omicidio di 17 persone. Un’intervista realizzata dallo stesso Bonolis, lo scorso lunedì, grazie alle autorizzazioni concesse dal ministero di Giustizia. «Un punto di non ritorno per le linee culturali dell’attuale Rai - commenta il presidente Annunziata - La scelta di Raiuno dimostra una forte indifferenza culturale, in cui è permesso il sensazionalismo ma si temono i luoghi del confronto di idee».

    A nulla valgono le proteste del movimento dei genitori, dell’Osservatorio per i diritti dei minori, dell’associazione dei telespettatori Aiart, vicina alla Cei. Il dilatatissimo colloquio tra Bonolis e Bilancia, intervellato da riflessioni in studio, spot e avvertimenti del conduttore («adesso vedremo insieme una scena particolarmente drammatica»), viene trasmesso ugualmente. In fascia protetta, e all’interno di un programma dal registro «familiare».

    Una scelta messa a segno nonostante tutto, e tutti, con buona pace di Maurizio Gasparri. Il ministro delle Comunicazioni, dopo le segnalazioni delle associazioni, si dice «perplesso», giudica «opportune» le osservazioni mosse, sostiene che «forse alle 19, in un contenitore così popolare, sarebbe stato preferibile proporre altri modelli. Magari un missionario del Ruanda, o un volontario della Croce Rossa, piuttosto che un serial killer».

    Autodafè di Gasparri e della Rai, oramai votata al reality show in ogni salsa e al sensazionalismo senza frontiere. Il ministro critica, ma le telecamere della prima rete si soffermano sullo sguardo di Bilancia. Inascoltato anche il senatore di An Michele Bonatesta, membro della commissione vigilanza Rai, che invoca l’intervento del direttore generale Cattaneo. «Oltre a essere stato violato il codice di autoregolamentazione tv a tutela dei minori che è una legge dello Stato, si offendono i familiari delle vittime di questo pluriomicida», sbotta Bonatesta. Cattaneo non muove un dito, però. E Bonolis va avanti.

    Si giustifica in diretta il conduttore: «Vedremo cosa questa benedetta televisione può dire o non dire. Si può sempre ballare o cantare, ma poi non ci chiedete di fare altro e di tentare di capire i perché di ciò che ci circonda». L’intento, dunque, è quello di spiegare al Paese le ragioni di Bilancia e delle «radici del male» in generale. Impresa improba, soprattutto nel pomeriggio festivo, tra la Domenica Sportiva e uno trailer pubblicitario interpretato dallo stesso Bonolis.

    «Blu Notte di Lucarelli sulla mafia non può andare in onda perchè violerebbe la par condicio. Però può essere trasmessa l'intervista al killer Donato Bilancia - osserva il segretario nazionale dell'Usigrai, Roberto Natale - La Rai, ossessionata com'è dai problemi di controllo politico, si distrae sul resto e si espone a contraddizioni che suonano ridicole. Fra le regole che minuziosamente dice di voler applicare, l’azienda perde di vista la regola prima: quella del buon senso».

    Natale pone, inoltre, un altro problema. Non proprio da sottovalutare: «ancora una volta il contenitore della domenica pomeriggio presenta uno spazio informativo confezionato senza giornalisti. Anche da questo punto di vista, il rapporto fra le testate giornalistiche e le reti richiede la definizione di nuove norme di convivenza. Troppi sono ormai i casi di sconfinamenti e sottrazioni di ruolo a danno delle redazioni».

    La performance si tira dietro un fiume di critiche: dal Moige che parla di «episodio televisivo inaccettabile in una società democratica che paga il canone televisivo», al Codacons che bolla Bonolis come «modesto presentatore che si approfitta del pluriassassino per rincorrere audience e soldi degli sponsor», fino all’Ordine dei giornalisti che definisce quella di ieri «una domenica bestiale, senza il supporto di uno straccio di giornalista» né nella stesura nell’intervista, né dopo a commento. In un comunicato congiunto i parlamentari Bielli (Ds), Scalera (Margherita) e De Petris (Verdi)scrivono che «La Rai ricade nel solito errore di una spettacolarizzazione inopportuna che finisce per penalizzare spettatori e professionalità interne».

    E intanto Bonolis intervista Bilancia. Domande su Dio, sul rapporto col gioco, sui motivi che lo spinsero a uccidere. Siamo davanti la tv per domandarci perché, d’altraparte. Lo ha detto l’anchorman. Che, quindi, incalza: «Guardava negli occhi le sue vittime?». In studio il criminologo Francesco Bruno aggiunge: «E’ un pover uomo di fronte all’orrore di sé stesso».

    Interviene anche il difensore del pluriomicida, Giovanni Gentilini. Spiega: «Bilancia non è più la stessa persona che venne arrestata. Il problema è che non riesce a comunicare con gli inquirenti la propria revisione critica». Il salotto domenicale si trasforma per qualche minuto nell’aula di un tribunale. Parte un applauso teso. Se non bastasse va in onda anche una scheda sui crimini di Bilancia letta con dizione perfetta e voce profonda sulle note di un tango. Quando arriva il tg delle 20 sembra quasi una liberazione.
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    In Origine Postato da danny78
    Serial killer a merenda, e la Rai nella bufera
    Quando arriva il tg delle 20 sembra quasi una liberazione.

    Lo credo, ma questa gente non ha più idee, non ha più ritegno, non ha più misura. Tutto va bene pur di fare audience. Come ad esempio, l'idea di intervistare un "serial Killer", una persona cioè talmente disturbata mentalmente da aver provocato danni ingentissimi alla società e che, per le condanne che ha subito, tanto varrebbe che fosse stata condannata a morte.
    La pietà, in questi casi, non è una cosa seria: oltre che lasciato in vita, anche intervistato!

  4. #4
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    In Origine Postato da sosunturzos
    Lo credo, ma questa gente non ha più idee, non ha più ritegno, non ha più misura. Tutto va bene pur di fare audience. Come ad esempio, l'idea di intervistare un "serial Killer", una persona cioè talmente disturbata mentalmente da aver provocato danni ingentissimi alla società e che, per le condanne che ha subito, tanto varrebbe che fosse stata condannata a morte.
    La pietà, in questi casi, non è una cosa seria: oltre che lasciato in vita, anche intervistato!
    risponde a Costanzo che a domenica in mette in scena la commovente rinuncia di Pannella allo sciopero della fame!?!

    pur di fare ascolto come dici tu si fa di tutto..,ma chi ha cominciato la guerra degli ascolti per rimadiare inserzionisti e quant'altro..??
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    In Origine Postato da danny78
    risponde a Costanzo che a domenica in mette in scena la commovente rinuncia di Pannella allo sciopero della fame!?!

    pur di fare ascolto come dici tu si fa di tutto..,ma chi ha cominciato la guerra degli ascolti per rimadiare inserzionisti e quant'altro..??
    Chiunque abbia cominciato, è uno schifo.

    La RAI una volta era una cosa (quasi) seria, però.

 

 

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