Il menefreghismo, il "chi me lo fa fare", è sempre stato un tratto distintivo del carattere della stragrande maggioranza di noi italiani. Siamo un popolo di pantofolai, di panciafichisti. Non partecipiamo, non scendiamo in campo, non manifestiamo, non ci impegnamo in prima persona. Oggi come nel 1944-45 o negli anni 70. Amiamo delegare. Del resto abbiamo un governo, brutto o buono che sia, abbiamo dei leaders, onesti o ladri che siano, facciano un po' quello che vogliono e ci lascino sbrigare i nostri affari in pace. Tanto per noi, che ci sia Franza o Spagna è indifferente. Per noi basta che ci stia 'o sole e ' o mare...
Fortunatamente non tutti gli italiani pensano ed agiscono cosi.

Nei momenti cruciali, quando la Patria o la democrazia sono in pericolo, questa piccola minoranza di nostri connazionali, appartenenti alle più diverse professioni e classi sociali bisogna dirlo, si rimbocca le maniche e "fa". Fa per sé e facendo per sé fa anche per gli altri, quelli che son rimasti a casa a guardare. Quelli che per codardia, o menefreghismo, o perché tengono famiglia, non fanno, non agiscono.
Ma se non muovono le chiappe costoro certamente muovono la lingua. Ed allora è tutto un calunniare, uno schernire i "poveri fessi" che sfilano in piazza, che salgono in montagna, che scendono in sciopero contro chi minaccia democrazia e libertà. E' tutto uno sminuire i loro sforzi, le loro battaglie, il loro rischiare in prima persona: noi, solo noi che siamo rimasti in casa in silenzio siamo i veri patrioti! Siamo noi che ci siam alzati ogni mattina alle 5 per andare a bottega gli unici ad aver fatto sacrifici!
E se nel mentre loro stavano in casa in silenzio o andavano a bottega i nazifascisti o i terroristi delle BR prendevano il potere non è cosa che li riguardi.

E' facile indovinare per chi votino oggi i silenziosi e chi sia il loro campione. Del resto lui si è sempre fatto vanto di essersi alzato ogni mattina alle 5.

g. guelfi