Non mi permetto di ribattere a tutto il post, anche perchè obiettivamente tratta in più punti argomenti riguardo ai quali sono completamente ignorante.
Ad un paio di punti, però mi permetto di rispondere:
Falso. O Quantomeno questionabile. Non approfondisco qui il discorso ma studi (neppure troppo recenti e quindi, devo desumere, volutamente ignorati) di meccanica quantistica (cfr il principio di indeterminazione nella forma energia/tempo) hanno dimostrato come anche nel vuoto si manifesti la continua comparsa/scomparsa di particelle virtuali. L'energia non può essere creata ne distrutta nei suoi stati normali di esistenza, ma qui stiamo parlando di singolarità.Big Bang
Per cercare di spiegare le origini dell'intero universo, con tutto quello che contiene, e le leggi che lo governano, gli evoluzionisti hanno postulato un evento noto come "Big Bang" (letteralmente, "grande esplosione").
Secondo questa teoria - di cui esistono diverse varianti - tutta la massa e tutta l'energia dell'universo erano un tempo situate in uno stesso punto, ridotte a un volume infinitesimamente piccolo; o, per usare la definizione di un evoluzionista: "l'intero universo osservabile era più piccolo di un singolo atomo" (Crowell).
Questa condizione viene definita "Singolarità"; essa sarebbe poi esplosa dando origine alle galassie, ai singoli astri e pianeti, e in ultima analisi alla vita. Inoltre, l'esplosione avrebbe creato il tempo e lo spazio, che, stando a questa teoria, non esistevano prima del Big Bang.
Come si può notare, la condizione di Singolarità richiede - eppure non soddisfa - la nozione di ordine perfetto.
Per cercare di giustificare la tremenda densità della massa, si è ipotizzato che quest'ultima sia esistita sotto forma di idrogeno estremamente compresso; ciò, naturalmente, non spiega da dove e in che modo sia apparso l'idrogeno. Si può costatare che, in effetti, nessuna delle tante variazioni della teoria del Big Bang spiega in che modo abbia avuto origine la Singolarità, che costituisce una chiara violazione della legge della conservazione della materia e dell'energia (la prima legge della termodinamica stabilisce che l'energia e la materia non possono essere né create né distrutte: il loro stato può mutare, ma la loro quantità totale nell'universo è costante).
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(Aggiungo inoltre, che l'idrogeno era lungi dall'esistere ai tempi del Big Bang. Non esisteva neppure la materia..)
Come sopra. Lo scrittore di questo articolo sembra fermo alla meccanica deterministica. L'equilibrio può essere turbato da fluttuazioni 'causali' di energia. E poi, sarei curioso di sapere cosa intende l'articolista con 'stabilità'.Affermare poi che la condizione di Singolarità si sia verificata perché lo spazio e il tempo non esistevano prima del Big Bang è mera tautologia definizionale. L'idea stessa che né lo spazio né il tempo siano potuti esistere prima del Big Bang, implica una condizione di stabilità; non essendovi alcuna possibilità di cambiamento, il Big Bang stesso non può essersi verificato.
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Nulla di più falso. Il secondo principio della termodinamica (se vogliamo restar fermi alla fisica classica) postula che l'universo si muove verso un aumento dell'entropia, un'aumento UNIVERSALE.Se all'espansione dell'ipotetico Big Bang va ascritta la formazione di galassie, stelle, pianeti, e la creazione di proteine, DNA, microrganismi in grado di replicarsi, fino alle forme di vita che sono conosciute oggi, è implicito un continuo incremento di organizzazione e complessità, di nuove informazioni; ciò è in netta contraddizione con le più elementari leggi della scienza.
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La singolarità del Big Bang concentrando tutta l'energia dell'universo in uno spazio virtualmente nullo prevede un entropia pari a zero, perciò l'entropia dell'universo stà a tutti gli effetti aumentando. Ciò non toglie che 'localmente' l'entropia possa diminuire. E' quello che succede tutti i giorni in un qualunque frigorifero. Diminuendo la temeratura al suo interno ne state diminuendo l'entropia della zona di 'frigorifero' e nel contempo, buttando fuori calore, aumentate l'entropia di tutto il resto dell'universo.
Per quanto riguarda il redshift e il moto di allontanamento delle galassie, esistono effettivamente discussioni e critiche in merito.
Sottolineo comunque come queste non sarebbero le uniche prove a favore di una teoria inflazionaria, e aggiungo che a differenza di quanto si possa credere, la scienza continua a ritenere valido modello di studio anche il modello statico di universo (che era, per la cronaca, quello sostenuto da Einstein).
Ah, e quanto tempo sarebbero durati questi esperimenti? Un anno? Dieci? Mille? Sarebbero comunque inconcludenti (non dimostrano ne l'una ne l'altra ipotesi) dal momento che i tempi di sviluppo di forme di vita anche molto semplici sarebbero di diversi ordini di grandezza maggiori.Questa ipotesi è contraria alla legge della biogenesi di Pasteur, la quale prova che la vita può nascere soltanto dalla vita - e non, quindi, dalla materia inerte. Inoltre, la generazione spontanea della vita da materia inorganica non è mai stata osservata, indipendentemente dalle condizioni dell'ambiente o dalla quantità di tempo trascorso.
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Grave errore. La teoria dell'evoluzione non sostiene assolutament che negli organismi avvenga un aumento di complessità, bensi un adattamento, in seguito a mutazione, all'ambiente.Un esempio è lo sviluppo di resistenza da parte dei batteri verso antibiotici come la Streptomicina. Molti, erroneamente, ritengono che tale resistenza sia frutto della "evoluzione" del batterio in risposta all'antibiotico. Questo tipo di mutazione consiste in modifiche nella superficie del ribosoma del microrganismo, una perdita di specificità che impedisce alla molecola dell'antibiotico di "agganciarlo" e produrre i suoi effetti. Non si tratta, quindi, di "evoluzione", ma di perdita di informazioni.
Dunque in questo caso, anche la 'perdita di informazione' è evoluzione a tutti gli effetti.
Concetto pretestuoso.La selezione non produce nuove funzioni, organi, o caratteristiche, né è in grado di giustificare il vertiginoso incremento di informazioni necessario per la macroevoluzione, in quanto implica sempre una perdita di informazioni, e mai un guadagno.
La selezione consa nello scegliere il più adatto ad un determinato ambiente. Se il più adatto è anche il più semplice, verrà favorito quello, se il più adatto è il più complesso, sarà lui ad essere 'scelto'.
Difatti le mutazioni portano nel 99.99999% dei casi ad organismi incapaci di sopravvivere o inadatti, i quali verranno 'scartati' dalla natura. Ma dove sta scritto che quel 0.00001% non possa mai verificarsi? E' come dire che il lotto è un gioco senza senso, perchè le probabilità di beccare cinque numeri di fila sono praticamente nulle. Ed è così. Eppure ogni tanto qualcuno vince.L'effetto delle mutazioni è casuale: possono non produrre alcun effetto, o produrre effetti impercettibili, oppure avere effetti significativi sull'organismo.
Si tratta comunque di errori genetici, casuali, imprevedibili, non in grado di generare nuove caratteristiche.
Tralascio la parte sulla Termodinamica che, come già detto in precedenza, non stà in piedi.
L'estrema somiglianza degli embrioni di pesci, anfibi, rettili, mammiferi, è sotto gli occhi di tutti. Dire che Ernst ha falsificato i suoi dati ed i moderni libri di testo si affidano ancora a quelli sarebbe come dire che le uniche foto scattate ad embrioni simili di specie diverse siano solo quelle di Ernst stesso....Le somiglianze tra alcuni embrioni e le forme adulte degli animali più semplici non sono più considerate dagli embriologi come prova dell'evoluzione. Questo metodo fu ideato e diffuso da Ernst Haeckel, che falsificò deliberatamente i suoi schemi; essi appaiono ancora oggi nei moderni libri di testo, diffondendo una falsa idea dell'evoluzione.
Esatto. Le probabilità che su un pianeta si sviluppi una forma di vita intelligente sono infime.La velocità di rotazione della Terra, ad esempio, è quella che regola l'apparire del giorno e della notte. Se essa fosse inferiore a quella attuale, la durata del giorno e della notte aumenterebbero, distruggendo la vita durante il giorno a causa del calore intenso, e di notte a causa del freddo prolungato. Se la distanza tra il sole e la Terra o il calore emesso fossero maggiori o minori, la Terra sarebbe troppo calda o troppo fredda per permettere la vita. Se la luna fosse più vicina alla Terra, le maree inonderebbero ogni luogo. Se l'atmosfera fosse meno spessa, milioni di meteoriti anziché essere distrutti cadrebbero sulla Terra, devastandola. Se l'ossigeno disponibile nell'atmosfera e assorbito dall'acqua fosse molto di meno, la vita non potrebbe esistere. Se la Terra fosse piccola, la forza di gravità sarebbe troppo debole per consentire la presenza dell'atmosfera; se fosse grande, la gravità schiaccerebbe ogni essere vivente al suolo. Se lo strato di ozono fosse troppo spesso, la Terra non riceverebbe sufficiente calore; se fosse troppo sottile, i raggi ultravioletti distruggerebbero ogni forma di vita. Le cellule viventi contengono migliaia di sostanze diverse che reagirebbero tra di loro se non esistesse un intricato sistema di barriere chimiche e altri apparati che non possono essersi evoluti, o devono averlo fatto al momento giusto e con grande precisione, per evitare dannose reazioni chimiche. Se le cariche elettromagnetiche fossero leggermente più deboli o più forti, non potrebbero formarsi i legami chimici; nel primo caso di avrebbe il decadimento dei protoni, e nel secondo sarebbe impossibile l'esistenza di qualunque elemento chimico, ad esclusione del solo idrogeno.
Sulla Terra è successo, e ora lo scettico chiede: 'Com'è possibile che tante coincidenze si siano verificate insieme?'.
La risposta è tanto semplice quanto logica: Perchè se non fosse accaduto, lo scettico non sarebbe qui a domandarselo.
Saluti




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