E se mandassimo le teste di cuoio?
GIGI MONCALVO
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Lo avevamo scritto a chiare lettere fin dal primo momento: il "suggeritore" del rapimento dei nostri connazionali in Iraq, si trova in Italia, opera nel nostro Paese. Ora, dopo aver letto il delirante messaggio di ieri, ne siamo ancor più convinti: la cabina di regìa di questo rapimento, o meglio, la regia della gestione di questo rapimento e, in particolare, delle trattative in corso sul versante di chi ha in mano gli ostaggi, si trova indubitabilmente in Italia.
Vediamo perché. Nel primo messaggio subito dopo la cattura dei quattro ostaggi e prima dell'uccisione del povero Fabrizio Quattrocchi, lo ricorderete, c'era una richiesta tra le quattro che venivano avanzate e che non a caso, e stranamente, veniva indicata al primo posto: e cioè che il nostro Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, "chiedesse scusa" all'Islam e al popolo islamico con un messaggio televisivo diffuso via-satellite.
Chiunque può facilmente immaginare che nessun gruppo terroristico composto da gente con un minimo di sale in zucca possa concepire da solo una richiesta del genere, e soprattutto metterla al primo posto di una lista di richieste. Men che meno nessuno, al di fuori delle polemiche che sono scoppiate mesi fa in quella circostanza nel nostro Paese, può ricordare o aver memorizzato in maniera così indelebile ciò che accadde parecchio tempo fa allorché il nostro Presidente del Consiglio fece la sua famosa, condivisibile, legittima e sacrosanta dichiarazione che riguardava l'inferiorità della civiltà islamica rispetto alla nostra. Con tutto quello che poi ne derivò e con le successive precisazioni e puntualizzazioni da parte del capo del nostro governo.
Solo qualcuno nel nostro Paese poteva e può aver tenuto bene a mente quel particolare che, comunque, è stato sovrastato, superato, cancellato da ben altri avvenimenti e da ben altri accadimenti per quanto riguarda i rapporti col mondo islamico. Quindi solo una mente che operava e opera in Italia e che conosce bene le vicende di casa nostra poteva e può concepire, suggerire o indicare alla "Brigate Verdi di Maometto", cioè ai rapitori dei nostri connazionali, quella condizione per le trattative ponendola addirittura al numero uno della lista.
Ora siamo di fronte al "Comunicato n. 2" di questi terroristi islamici, che nel frattempo hanno le mani sporche del sangue di Fabrizio Quattrocchi, e che probabilmente hanno anche picchiato duramente gli altri tre ostaggi, almeno a giudicare da un grosso ematoma scuro che si vede sulla parte destra della fronte di Salvatore Stefio (l'uomo al centro delle immagini video di ieri). Leggendo questo comunicato emergono ulteriori elementi che ci portano alla convinzione che la "cabina di regìa" si trovi nel nostro Paese. Lo si può vedere dalle definizioni e dal modo in cui vengono chiamati i tre ostaggi italiani: "servi del servo (di Bush) Berlusconi", "spie", "soldati mercenari" e così via. Non crediamo che le "Brigate Verdi di Maometto" abbiamo un ufficio stampa così attrezzato e fornito da consentire loro di leggere molti dei giornali italiani, o di vedere le immagini dei nostri Tg, o di conoscere le sfumature delle polemiche che si sono sviluppate a proposito del ruolo, della presenza e dei contorni esatti della missione, di tipo professionale, degli uomini finiti nelle loro mani che grondano sangue.
Ma il particolare che rende chiara ed evidente la presenza di un ispiratore, di un suggeritore, di un regista che opera nel nostro Paese e che dà informazioni su quelli che sono i nervi scoperti che fanno da contorno a questa vicenda, è quello relativo alla richiesta di "una grande manifestazione che si svolga nelle vie della capitale per chiedere il ritiro delle nostre truppe in Iraq".
Sembra quasi che quei terroristi islamici sappiano, conoscano, abbiano quotidianamente esaminato con attenzione il dibattito politico che si è sviluppato nel nostro paese sul dopo-attentato di Madrid dell'undici marzo, sull'harakiri del governo Aznar, sulla vittoria elettorale di Zapatero in Spagna, sull'annuncio del ritiro delle truppe spagnole. Con le conseguenze, le ripercussioni, le polemiche che tutto questo ha avuto a casa nostra da parte della sinistra dopo ciascuna fase di quella escalation.
Ed ecco quindi arrivare la proposta, anzi il ricatto: quei terroristi islamici vogliono una grande manifestazione pacifista per le vie di Roma che faccia pressione sul governo e - notate bene - "su Berlusconi", che viene chiamato senza alcuna qualificazione, né onorevole, né Presidente del Consiglio, né capo del governo, né premier. Sembra di ascoltare qualche ospite di talk-show televisivo, o di leggere qualche giornale o sito Internet e compare lo stesso meccanismo: il premier Berlusconi viene chiamato, quasi con disprezzo, solo col cognome. E qui, in più, abbiamo un ulteriore elemento che conferma la presenza di uno o più "suggeritori" italiani: "Il servo Berlusconi", un modo di definire il nostro capo del governo che non appartiene certo al linguaggio di terroristi islamici ma semmai a collaboratori di riviste tipo "Micromega" o a "girotondini" e giornalisti dall'occhio torvo che stanno per candidarsi alle europee e che, nel nome del loro odio verso Berlusconi e a corto di argomenti o stretti nell'angolo della politica vera, potrebbero aver suggerito o consigliato di tentare questa carta della follìa.
Sì, senza voler colpevolizzare nessuno, queste "Brigate Verdi di Maometto", le loro utopistiche e impraticabili richieste, la loro follia senza senso, ci sembrano una sorta di scheggia impazzita di simil-"girotondini" di casa nostra che hanno perso la bussola e ogni speranza di vittoria e che, per questo, sono ancor più pericolosi e che stanno provando con quest'incredibile arma della disperazione.
Chi può concepire infatti una così folle e improbabile richiesta come quella del "corteo", delle "manifestazioni" per risolvere il problema? Chi può pensare che una "manifestazione" possa rappresentare e consentire la base di una trattativa seria a reale? Soltanto dei matti. Come quelli che in questi due anni e mezzo di lotta paranoica al governo abbiamo visto ostinatamente e irresponsabilmente, irrealisticamente e pateticamente cercare di convincerci che Berlusconi non sia legittimato a governare, che questa maggioranza non sia il frutto di un libero e democratico voto popolare, ma sia niente altro che un regime.
La stupidità, la irrealizzabilità, la insostenibilità di una richiesta come quella della "manifestazione" non può che arrivare da pericolosi utopisti che risiedono all'interno dei nostri confini e che tentano, dopo il fallimento delle loro progettazioni politiche, il colpo spettacolare al solo scopo di tentare di abbattere il governo Berlusconi. Tentano cioè il perseguimento, il raggiungimento, la realizzazione del loro pazzesco "sogno" fatto di odio e di sovvertimento delle regole democratiche.
Esaminiamo un po' più approfonditamente l'assurdità della richiesta della "manifestazione". E, scusateci, se faremo dell'ironia, nonostante la situazione che riguarda i tre poveri ostaggi. Di grazia, da quante persone - come minimo - deve essere composto il corteo? Quanto deve essere lungo? A chi dev'essere affidato il servizio d'ordine? Ad aprire il corteo devono essere le bandiere della pace oppure gli striscioni marxisti leninisti e le bandiere rosse? Pietro Fassino ci può, o ci deve essere, oppure può restarsene a casa? E, nel caso andasse e venisse menato come l'altra volta, il corteo è da considerarsi valido o verrà annullato e bisognerà rifarlo? Chi lo deve organizzare? Paolo Cento va bene oppure sono più graditi Pancho Pardi e Flores d'Arcais? I sindacati possono partecipare oppure, almeno per quanto riguarda Cisl e Uil, dopo la vicenda di Melfi, non offrono sufficienti garanzie? Pecoraro Scanio può esserci e deve avere un ruolo di primo piano oppure è meglio che non salga sul palco? Occhetto e Di Pietro sono graditi? Il mortadella può prendere parte oppure il casino delle sue contraddittorie dichiarazioni su Zapatero, che conferma il suo stato di confusione, consiglia di farlo rimanere a Bruxelles? Lilli Gruber e Santoro sono graditi oppure è meglio che vada solo Gad Lerner, in maniera da poter, al tempo stesso, rappresentare Mortadella? Nanni Moretti può esserci o deve andare al cinema? Veltroni può sparare qualcuna delle sue consuete e quotidiane sciocchezze o deve starsene finalmente zitto? E, per le modalità organizzative, chi paga il biglietto dei pullman e dei treni, e soprattutto i cestini con la colazione? E, visto che le "Brigate Verdi" sono così attente al discorso mediatico, quale rete-tv deve trasmettere in diretta la manifestazione? Basta "La 7" oppure sono richieste le reti unificate? Se la Annunziata dice sì e Cattaneo no, o viceversa, le "Brigate Verdi" manderanno un altro comunicato con nuove disposizioni? Per la telecronaca chi è gradito ai terroristi? E, in studio, gli andrà bene il solito Sandro Curzi oppure sarà preferibile il compagno Giulietto Chiesa?
Sono stati concessi cinque giorni di tempo, a partire dal 25 aprile, e quindi venerdì 30 è il termine ultimo: è un ulteriore conferma che il suggeritore delle "Brigate Verdi" opera in Italia visto che probabilmente vuole allungare il "ponte" del primo maggio facendo in modo che venerdì non si lavori. A proposito, va bene lo stesso se, ciurlando nel manico, facciamo credere alle "Brigate Verdi" che il corteo e i cortei del primo maggio non sono quelli tradizionali della Festa del Lavoro ma sono da considerarsi a tutti gli effetti come prova che abbiamo eseguito quanto richiesto dal "Comunicato n. 2"? E poi, a manifestazione terminata, le "Brigate Verdi" quale dato numerico sui partecipanti prenderanno in considerazione? Quello della Questura, solitamente sparagnina sui numeri, o quello degli organizzatori che in genere moltiplicano per dieci? E, nell'uno e nell'altro caso, il numero verrà considerato adeguato oppure no?
Ci stringe il cuore sapere che quei tre ragazzi sono in mano a questi pazzi. Saremmo più lieti se i rapitori chiedessero un riscatto, si comportassero da quello che sono, dei banditi, rispettassero le regole della malavita e andassero a lezione dall'Anonima Sequestri per avere buoni consigli. Il fatto è che questi delinquenti non ti mandano il lobo di un orecchio o una falange di un dito della mano: questi ti sparano alla nuca, filmano e mandano la video-cassetta e trovano dei disgraziati, loro complici, disposti a mandare in onda quelle immagini. Gli americani ne hanno fatti tanti di errori in questa sporca guerra, ma il più grave è quello di non aver ancora bombardato Al Jazeera e Al-Arabiya.
Questa marmaglia vuole umiliare il nostro governo, vuole condizionarne la politica estera, vuole usare la vita di tre uomini per ricattare e dettare condizioni. Questi sono anche i risultati di un tale che in Spagna ha vinto le elezioni e che la sinistra nostrana nemmeno conosceva fino al giorno prima. Presidente Berlusconi, non si faccia né intimidire, né condizionare, né umiliare. E, per favore, se i servizi riescono a individuare il luogo in cui i tre nostri uomini sono tenuti prigionieri, mandi le nostre teste di cuoio a risolvere il problema, riportando in libertà sani e salvi i tre ostaggi.
Gigi Moncalvo
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Un'altra conferma: il suggeritore è in Italia
[Data pubblicazione: 27/04/2004]




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