Le Guerre dimenticate 4 - Repubblica Democratica del Congo
SI AGGRAVA IL BILANCIO DELLE VITTIME
24 Maggio 2003
La cessazione delle ostilità tra le milizie Hema e Lendu ha permesso agli operatori umanitari presenti a Bunia di cominciare a raccogliere i cadaveri sparsi per le strade della città. Il numero delle vittime cresce man mano che vengono esplorati nuovi quartieri: i cadaveri raccolti sono per ora più di 300, gli ultimi dei quali scoperti in una fossa comune.
La situazione in città è migliorata grazie al cessate-il-fuoco firmato venerdì scorso dalle due milizie etniche, ma le condizioni di vita rimangono precarie. Gli operatori umanitari sono riusciti a ripristinare l'acqua corrente e l'elettricità, mentre MSF ha allestito un ospedale da campo per curare i numerosi feriti.
La sicurezza della zona resta ancora precaria: migliaia di civili si sono ammassati vicino alla sede della missione ONU (MONUC) e nei pressi dell'aeroporto, controllato dai Caschi Blu. Nonostante i colloqui che i rappresentanti della MONUC stanno tenendo in questi giorni con i rappresentanti di Hema e Lendu per garantire un minimo di sicurezza alla città, c'è il rischio che i combattimenti riprendano da un momento all'altro.
I Caschi Blu dell'ONU infatti, sia per il loro mandato ristretto sia per il loro esiguo numero (appena 750 contro 28.000 miliziani) non possono garantire la sicurezza della zona. Inoltre, nei dintorni di Bunia resta un nutrito gruppo di miliziani, molti dei quali bambini-soldato sotto effetto di stupefacenti.
I civili in fuga dalla città sono circa 20.000: alcuni hanno trovato rifugio nei dintorni della città, altri hanno preferito provare ad attraversare la frontiera con l'Uganda, distante più di 100 km. La marcia massacrante a cui sarebbero stati costretti questi ultimi potrebbe aver provocato numerose vittime tra i bambini e gli anziani.
Nel frattempo, le trattative per l'invio di truppe nella regione proseguono a rilento: i militari francesi arrivati a Bunia per valutare la fattibilità di un'operazione di peacekeeping nella zona sono tornati in patria. Belgio, Germania e Canada, sollecitati da Kofi Annan, hanno accettato di collaborare alla missione ma solo a livello logistico.
Matteo Fagotto
Le Guerre dimenticate 5 - Repubblica Democratica del Congo
LA FORZA DI PACE TRA MILIZIANI E BAMBINI SOLDATO
14 giugno 2003
E' arrivato il giorno del battesimo del fuoco per la forza di pace in Congo: ieri, le truppe francesi sono state schierate alla periferia sud di Bunia per proteggere la popolazione civile dall'ennesimo scontro armato tra i miliziani Lendu e gli Hema dell'UPC (Unione dei Patrioti Congolesi) che controllano la zona.
Secondo fonti militari francesi, gli scontri sarebbero avvenuti a 3 km dalla città, precisamente nel villaggio di Hoho, e sarebbero durati circa un'ora. I Lendu sarebbero quindi stati respinti dall'UPC, mentre non si hanno notizie di morti o feriti. Sembra che la copertura aerea dei Mirage francesi si stia rivelando particolarmente efficace per proteggere la città dagli attacchi.
E' stato trovato ieri il cadavere di Lokolo Tambwe, un'infermiera rapita nei giorni scorsi a Bunia. Sull'accaduto stanno indagando alcuni esperti delle Nazioni Unite. Dall'8 giugno sono ben 14 le persone scomparse in città.
Prosegue intanto l'arrivo dei soldati francesi dall'aeroporto di Entebbe: ora il contingente di pace dovrebbe contare circa 400 uomini, mentre a giorni dovrebbero arrivare in Africa i contingenti promessi da Germania e Gran Bretagna.
Bambini soldato
Uno dei maggiori problemi che i militari francesi devono affrontare a Bunia è la presenza dei bambini soldato, che secondo alcune stime formano la maggioranza delle milizie Hema. Infatti, nonostante le numerose promesse, il leader dell'UPC Thomas Lubanga non sembra aver dato disposizioni di smobilitare i ragazzi, molti dei quali hanno appena 7 anni.
La presenza di questi bambini armati per le strade della città mette ovviamente in difficoltà la forza di pace: i soldati non sanno come comportarsi di fronte ad un fenomeno così diffuso, favorito dalla chiusura delle scuole e a volte incoraggiato dagli stessi genitori. Sembra che si stiano cercando delle soluzioni per favorirne la smobilitazione, o almeno per evitare di ucciderli se disgraziatamente dovesse esserci qualche scontro a fuoco.
Tregua nel Nord Kivu?
Buone notizie arrivano invece dal Nord Kivu, dove il RCD-Goma ha bloccato l'offensiva contro il gruppo ribelle filo-governativo RCD-ML, guidato da Mbusa Nyamwisi. Sembra quindi che l'appello lanciato dagli ambasciatori dei Quindici in visita nel paese abbia sortito effetto.
Ieri notte i rappresentanti di RCD-Goma, RCD-ML, MONUC (la missione ONU nel paese) e del governo di Kinshasa si sono incontrati a Bujumbura, per accordarsi su un cessate-il-fuoco. Il RCD-Goma si è detto pronto a cessare le ostilità ed a ritirarsi dai territori occupati nelle ultime settimane, ponendo però come condizione il ritiro dell'esercito congolese dall'est del paese.
I margini per un accordo sembrano quindi esserci. Rimane da capire con che coerenza i vari gruppi che si scontrano per il controllo dell'est del paese possano poi riunirsi a Kinshasa per portare avanti il processo di pace e il governo di transizione.
Matteo Fagotto