Al tesoro qualcuno si augura che Alitalia fallisca... E il governo è diviso. Scrive oggi il Corsera




Il Corriere della sera lancia oggi l'allarme sul futuro di Alitalia: "In qualche stanza del Tesoro c'è chi si augura che lo stallo conduca all'inevitabile fallimento di Alitalia. Il crac consentirebbe di risolvere, come nel caso della Swissair, tutti i problemi sindacali. Peccato però - si legge ancora sul quotidiano di via Solferino - che sia impraticabile, oltre che politicamente, anche per il destino di quei 1.400 miliardi di bond emessi per ricapitalizzare la compagnia, che scadono nel 2007. Allora qualcuno ipotizza la liquidazione volontaria". Il Corsera avanza altre ipotesi, come il ricorso al decreto Parmalat, con tanto di commissario. "Ma a un mese dalle elezioni chi si prenderà una simile responsabilità? Così è destinata a prendere corpo la solita soluzione all'italiana, pasticciata. Che non risolverà un bel nulla". Una situazione che prende spunto da un governo diviso. "Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti a tutto pensa tranne che mettere mano al portafoglio. Anche perché a Bruxelles - si legge ancora - una massiccia ricapitalizzazione non la passerebbe liscia. Per Alleanza nazionale, invece, Tremonti deve intervenire e senza lesinare risorse. Questa posizione è resa ancora più rigida dall'intransigenza del governatore del Lazio, Francesco Storace, che ha stretto un patto con il sindaco di Roma, il diessino Walter Veltroni, entrambi convinti che il salvataggio dell'Alitalia salvaguarderà il ruolo dell'aeroporto di Fiumicino. Al Carroccio, invece - sottolinea il Corriere - di Fiumicino non importa nulla: il problema del partito di Umberto Bossi si chiama Malpensa e la Lega è persuasa che solo l'esistenza in vita della compagnia possa garantirne lo sviluppo