Il Consiglio dei ministri europei dell'Agricoltura, che si è tenuto nei giorni scorsi a Lussemburgo, non ha raggiunto una maggioranza qualificata lasciando così alla Commissione europea la decisione sulla commercializzazione del mais Bt-11, una varietà geneticamente modificata dalla multinazionale svizzera Syngenta. Una decisione "irresponsabile" denuncia Greenpeace quella di non bloccarne chiaramente l'approvazione soprattutto se si considera che la Commissione ne aveva già proposto la commercializzazione che ne farebbe così il primo ogm autorizzato dopo la caduta della moratoria stabilita nel 1998.

Nonostante le forti obiezioni di Austria, Belgio e Francia che hanno denunciato gravi lacune nella documentazione redatta in sede europea per garantire la sicurezza del mais ogm Bt-11, la Spagna che nella precedente votazione di dicembre aveva votato a favore si è astenuta, ma a sorpresa l'Italia ha votato a favore. "Non vorremmo trovarci di fronte ad un cambio di rotta della nostra politica. Quello che è accaduto oggi è molto grave e può segnare un punto di non ritorno per la biosicurezza e la tutela dei consumatori. I cittadini non possono fare da cavie per gli esperimenti di qualche multinazionale" - ha commentato Federica Ferrario, responsabile campagna Ogm di Greenpeace. Ancor più duro il giudizio di Legambiente che definisce "vergognosa" la "strategia da banderuola" dell'Italia in sede di Consiglio europeo. "A seconda di chi rappresenta il nostro Paese in Consiglio, l'Italia cambia la sua posizione sugli Ogm" - ha commentato il direttore generale di Legambiente, Francesco Ferrante sul voto a favore espresso dal Ministero per l'agricoltura per il nuovo mais BT11 della Syngenta.

Una "politica ballerina", quella dell'Italia, che si dimostra anche nella decisione odierna sul mais transgenico Monsanto NK603. "È inspiegabile - commenta Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente - il voto italiano di stamane per l'autorizzazione al consumo umano del Mais transgenico Monsanto NK603". "La confusione in cui brancola il nostro governo è inquietante se si pensa che lo scorso 18 febbraio l’Italia si è opposta per l'autorizzazione al solo consumo animale sempre del mais transgenico Monsanto NK603: perché mai ha votato a favore per il consumo umano dello stesso prodotto? - chiede Ferrante. Il voto del Comitato regolamentare "Catena Alimentare" non ha riunito la maggioranza qualificata e quindi il voto andrà in Consiglio dei ministri Ue.

E Greenpeace ha deciso di passare ai fatti abbordando ieri a Malaga la nave la Winner mentre portava migliaia di tonnellate di soia ogm in Spagna. "La soia Ogm non solo non sfama il mondo, come invece suggerisce il marketing di multinazionali come la Monsanto ma distrugge l'ambiente in Argentina, dove viene coltivata, ed arriva in Europa solo per nutrire i nostri maiali, mucche e polli" - ha commentato Federica Ferrario, responsabile campagna Ogm di Greenpeace. La Winner portava dall'Argentina 9.000 tonnellate di soia e circa 11.000 di mais di cui non si è ancora stabilita la natura. La Spagna è il secondo importatore di soia in Europa, con 6 milioni di tonnellate l'anno da Stati Uniti, Argentina e Brasile: di queste, si stima che 4 milioni di tonnellate siano ogm o contaminate da ogm. In Argentina il 98% della soia coltivata è ogm ed il disastro ambientale e sociale sta diventando sempre più evidente. Anche la nave ammiraglia di Greenpaeace "Rainbow Warrior" sta bloccando in Australia navi che portano soia dagli Stati Uniti, mentre la "Arctic Sunrise" sta cercando di intercettare navi in partenza dal Brasile. [GB]

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