Cambiata in un decennio di rivoluzione culturale e mediatica?
"Gli anni Novanta si sono consumati tra due eventi dopo i quali si è detto che sarebbe cambiato il mondo: la caduta del muro di Berlino e l'11 settembre. Che cosa è effettivamente successo nell'arte e, più largamente, nella cultura in quel decennio? Quali effetti si possono registrare e quali tendenze si sono rese più visibili? O bisogna concludere che l'arte, e, in generale la cultura, hanno vissuto l'ultimo decennio del Novecento, ed anche i postumi, senza avvertirne le scosse?". Con queste parole Gino Agnese, Presidente della Quadriennale Romana, ha aperto oggi il Convegno Internazionale su "Arte e cultura negli anni Novanta". Il tema del convegno è riassunto nelle frasi di apertura dell'intervento di Agnese. Ma perché sono stati presi a riferimento proprio gli ultimi dieci anni del secolo scorso?
Secondo Agnese, nessun periodo, come l'ultimo decennio del Novecento, ha visto una proliferazione di musei, gallerie e mostre di arte contemporanea. Un fenomeno in espansione in tutta Europa e, soprattutto, in Italia, accompagnato da una rinnovata attenzione dei media e da una crescente partecipazione del pubblico. Con un risvolto negativo, però, per l'Italia, che rischia di "musealizzare il contemporaneo a scapito della creatività. Tutto questo, ha spiegato Agnese, ha per sfondo trasformazioni di eccezionale portata, come la fine dei blocchi, la rinnovata speranza di pace, la globalizzazione dei mercati, l'espansione dei trasporti e tra molte altre cose la diffusione di Internet e della telefonia cellulare.
Ma come possono eventi storici ben precisi aver cambiato l'espressione artistica e fino a che punto? Una risposta cerca di darla Riccardo Notte, Docente di Antropologia culturale all'Accademia di Belle Arti di Brera. "Oggi - commenta - si vive in un contesto prevalentemente mediatico, in una una rivoluzione che influisce sulla sensibilità con la quale si coglie la realtà. La grande affermazione del web e di Internet, ormai fenomeno di massa, ha radicalmente trasformato gli assetti estetici e l'esposizione a questo tipo di mezzo produce effetti a catena che influenzano il modo di comunicare e di percepire il reale. Un effetto non ancora visibile dal punto di vista psicodinamico, anche se è visibile la potenza mediatica della rete".
Secondo il prof. Riccardo Notte il mondo dell'arte è sensibile, ma limitatamente, a tutto questo in quanto l'espressione artistica deve ancora rispondere alla sua storia che orienta ancora, in qualche modo, la visione della realtà.
------------------------------------------------------------
Questo convegno, si è tenuto circa due settimane fa, ma tratta un mutamento rapido e "indolore", dato che pochi si sono accorti degli eventuali cambi di tendenza...come giustamente scriveva skorpion sulla pop-art, è giusto che ci sia stata per caratterizzare un decennio e non solo, oltre alla pop-art, si sono aperte più canali d'arte tra i più vari...
Hieronimus




Rispondi Citando
