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  1. #1
    Ribelle
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    Predefinito ''Dove lo stato non osa entrare''

    Non so se qualcuno ha già messo questo articolo perché è un po' vecchio, ma è comunque un articolo interessante sul cancro in Italia.

    L'immigrazione minaccia tutti (entrambi gli italiani e gli stranieri) in vari modi....

    http://www.panorama.it/italia/immigr...-A020001024039

    L'ITALIA AGLI ITALIANI

  2. #2
    Fiamma Rossa
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    VA bhè che abiti in USa, quindi non conosci bene la realtà italiana. Da sempre nel bel paese le classi dominanti hanno generato nelle metropoli - alle loro periferie soprattutto - "sacche di sotto-proletariato" (che comprendono ladri, immigrati, disoccupati etc.) definibili con tanti nomi, il più celebre: borgate. OccidenteEterno, devi sapere che il "Cancro" fa comodo a molti personaggi, soprattutto a coloro che hanno creato queste sacche, cioè a politici, imprenditori e diversi speculatori (il colore politico è relativo, qui si parla di interessi e guadagni enormi). Considerare nemici persone che occupano palazzi (Italiano o non) significa non aver compreso il rapporto di causa-effetto, che poi genera competizione tra lavoratori nazionali e stranieri. L'immigrato in se è un prodotto, la conseguenza più rilevante di un processo economico (Lo straniero è sottopagato o sfruttato come pusher) culturale (ciò a danno dell'identità del ns popolo e dell'immigrato stesso, sacrificando entrambi all'altare del mondialismo) e infine, politico (Fini & c. guadagnano consensi tra la media borghesia che vuole accaparrarsi "fette" di immigrati da inserire nel mercato del lavoro Legale ed Extra-Legale). Francamente, io non vedo l'immigrato un nemico. La criminalità, la mafia è esclusa da differenziazioni etniche, è un male da estirpare comunque.

  3. #3
    Ribelle
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    In origine postato da Rebel
    VA bhè che abiti in USa, quindi non conosci bene la realtà italiana. Da sempre nel bel paese le classi dominanti hanno generato nelle metropoli - alle loro periferie soprattutto - "sacche di sotto-proletariato" (che comprendono ladri, immigrati, disoccupati etc.) definibili con tanti nomi, il più celebre: borgate. OccidenteEterno, devi sapere che il "Cancro" fa comodo a molti personaggi, soprattutto a coloro che hanno creato queste sacche, cioè a politici, imprenditori e diversi speculatori (il colore politico è relativo, qui si parla di interessi e guadagni enormi). Considerare nemici persone che occupano palazzi (Italiano o non) significa non aver compreso il rapporto di causa-effetto, che poi genera competizione tra lavoratori nazionali e stranieri. L'immigrato in se è un prodotto, la conseguenza più rilevante di un processo economico (Lo straniero è sottopagato o sfruttato come pusher) culturale (ciò a danno dell'identità del ns popolo e dell'immigrato stesso, sacrificando entrambi all'altare del mondialismo) e infine, politico (Fini & c. guadagnano consensi tra la media borghesia che vuole accaparrarsi "fette" di immigrati da inserire nel mercato del lavoro Legale ed Extra-Legale). Francamente, io non vedo l'immigrato un nemico. La criminalità, la mafia è esclusa da differenziazioni etniche, è un male da estirpare comunque.
    Rebel, hai proprio ragione. Ho paura della situazione demografica e le cose che vedrò quest'estate quando tornerò. Siccome abito negli stati uniti non posso veder bene la situazione. Invece, io posso solamente senitre e leggere le cose sull'immigrazione altrui. Penso come te.... non è la colpa degli immigrati, ma è la colpa dei politici e capi economici. Il "cancro" non è l'immigrato se stesso, ma è tutta la situazione demografica, cioè l'immigrazione, la crisi di meno bambini, ecc.

  4. #4
    Fiamma Rossa
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    Giusto. E' il sistema che va combattuto, coloro che sono i rappresentanti e gli artefici della crisi.

  5. #5
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    Condivido, anche se l'effetto non si può lasciare agire indisturbato e deve essere combattuto politicamente. Ciò può inoltre essere fatto su piccola scala,mentre rimuovere la "causa" impone la creazione di una nuova coscienza europea sottratta (e questo è purtroppo difficile) a ogni cultura utilitarista, che sembra essere ahinoi antropologicamente destinante.

  6. #6
    Fiamma Rossa
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    combattere politicamente...Cioè?

  7. #7
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    In origine postato da Rebel
    combattere politicamente...Cioè?
    Leggi severe sull'immigrazione, pene dure per chi favoreggia, anche indirettamente, la clandestinità, creazione di reparti specializzati in presidio, controllo ed espulsioni. Insomma, nessun lassismo e nessuna connivenza...

  8. #8
    Fiamma Rossa
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    Credi che un sistema che per sua natura (capitalistica , quindi legato all'universalismo liberalista, che in economia si traduce nella produzione su scala mondiale etc.) sia in grado di fronteggiare ciò che fomenta?! Il tuo discorso è inutile e banale.

  9. #9
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    In origine postato da Rebel
    Credi che un sistema che per sua natura (capitalistica , quindi legato all'universalismo liberalista, che in economia si traduce nella produzione su scala mondiale etc.) sia in grado di fronteggiare ciò che fomenta?! Il tuo discorso è inutile e banale.
    E quindi? Sua eminenza cosa propone, nel breve periodo? Di farci sommergere dall'immigrazione? Se il populismo può aiutare ad alzar le prime barriere contro questa "bomba demografica", cosa dovremmo fare? So bene anch'io che il capitalismo necessita dei mali dell'attuale sistema, ma in mancanza di un progetto alternativo non vedo alternativa alla pragmaticità. Se poi sostieni che l'Occidente dovrebbe assumersi la responsabilità storica di aiutare il terzo mondo, o almeno una parte di esso, a crescere, ridiscutendo le politiche del fondo monetario e del WTO, sfondi una porta aperta. So bene che l'immigrazione si combatte riducendo le cause che la inducono. Ma dato che su scala mondiale il principio etno-nazionale non ha ormai alcun valore e sostegno, rimanendo patrimonio delle comunità locali e nazionali, non vedo da dove poter incominciare a dire "no" all'attuale sistema.

  10. #10
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    In origine postato da Rebel
    Credi che un sistema che per sua natura (capitalistica , quindi legato all'universalismo liberalista, che in economia si traduce nella produzione su scala mondiale etc.) sia in grado di fronteggiare ciò che fomenta?! Il tuo discorso è inutile e banale.
    La risposta oggettiva e neutra alla tua domanda è questa: sì, un sistema "universalista" e "liberista" può fronteggiare l'immigrazione. Salvo diventare per ciò stesso un pò meno universalista e liberista. Mi pare che storicamente sia avvenuto. Ciò nulla toglie ovviamente al fatto che un sistema come quello che dici tu è comunque deplorevole.
    Il problema delle analisi come la tua, non è che siano prive di senso, chè anzi un senso ce l'hanno, ma che valgono come rilievo puramente "sociologico" o descrittivo; sottovalutano invece in modo inopinato la possibilità di decisione politica, che è l'altro corno del problema: poichè un dato sistema si impone come dato immanente all'attuale stato di cose, non si può fare nulla, decidere nulla, se non influendo sistematicamente e organicamente sui cardini del sistema stesso. Ciò è vero teoricamente, ma in pratica mi sembra che nella storia abbiano sempre influito di più le martellate che non le operazioni di sofisticata ingegneria. Questo è anche logico dal momento che il principio che regge l'agire umano è la volontà e non il meccanicismo.
    Dopodichè il fatto di considerare l'immigrato, il forestiero, come un "nemico" non significa, o non dovrebbe significare, mancare di rispetto per la sua dignità umana che non è in discussione. Riporto questo piccolo stralcio di un racconto di viaggio -si tratta di una spedizione Himalaiana- che ben esprime a mio avviso il giusto senso della distanza che ancora si conservava in certe regioni del mondo fino a non nolti anni fa: "La gente si mantiene sempre ad una certa distanza; stanchi del cibo in scatola, inutilmente cerchiamo di comprare uova e polli che qui hanno in abbondanza. Il rifiuto è cortese, ma irrevocabile. In virtù di questo sospettoso riserbo, le migrazioni umane penetrate da secoli, forse da millenni, nel cuore dell'Imalaia si sono protette da connubi e mescolanze; naufragate in un mare di razze diverse, esse si sono mantenute incontaminate. Non c'è dubbio che i comuni antenati, se ancora sopravivessero più in loro che in noi si riconoscerebbero".

 

 
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