Vi segnalo una rivista che può suscitare l'interesse di alcuni di voi.
Saluti a tutti
Paolo
Mandato da Il Legno Storto Lunedì, 05 aprile 2004, 03:52 uur.
Nel primo numero del 2004 di élites, il focus è interamente dedicato ad uno straordinario scienziato delle scienze sociali: Karl Ludwig von Mises. Un numero da non perdere, prenotabile via internet o acquistabile nelle migliori librerie.
FOCUS – Le idee e il metodo di Karl Ludwig von Mises
Il lascito intellettuale di Mises di Carlo Lattieri
Mises e il mestiere dello scienziato sociale di Dario Antiseri
L’uomo agisce perché insoddisfatto. Azione significa consapevole impiego di mezzi per il raggiungimento di fini scelti. Difatti, “un uomo perfettamente soddisfatto del suo stato di cose non avrebbe incentivo a cambiarle. Egli non avrebbe né voglie né desideri; sarebbe semplicemente felice. Non agirebbe, vivrebbe libero da ogni cura” (Mises)
L’azione è sempre prodotta da individui e l’idea di una società che possa operare e manifestarsi separatamente dall’azione degli individui è assurda. Gli eventi sociali sono esiti di comportamenti di individui e quel che pone in moto l’azione non sono affatto forze misteriose e destini ineluttabili, sono idee: idee prodotte dalla mente di alcuni individui e trasmesse ad altri individui.
Mises e le scienze sociali del XX secolo di Lorenzo Infantino
Quando le decisioni su cosa e come produrre non sono più guidate dalla ricerca del profitto da parte di proprietari e imprenditori ma dalla ragione di Stato, siamo in pieno socialismo anche se nominalmente la proprietà privata resta in vigore. Anche Keynes riteneva la proprietà formale dei mezzi di produzione per uno stato che regola l’economia con altri mezzi. Molti i contributi di Mises nelle scienze sociali, ottenuti con una straordinaria forza morale che gli ha consentito di vivere contro il proprio tempo, quando venivano ridotti a vittime designate tutti coloro che vedevano nella libertà l’habitat di ogni possibile avanzamento umano.
Ecco il profilo di uno scienziato autentico e indipendente che ha tenuto fede alla propria missione e che ha trasformato la sua preoccupazione per il futuro in energia chiarificatrice.
Mises in America di Luigi Marco Bassani e Joerg Guido Hulsmann
“Mi pento della mia volontà di compromesso, non della mia intransigenza” (von Mises)
L’incontro tra Mises e l’America è quello fra uno dei maggiori economisti del XX secolo e la più grande società capitalista della storia umana. Tra il massimo esponente intellettuale di una scuola che non considera affatto gli individui interscambiabili e il Paese che ha creduto maggiormente nella libertà delle persone.
Mises è stato il più formidabile propellente del mondo intellettuale libertario e non può essere considerato l’economista dei conservatori, anche se fu sempre il più intransigente nemico dei progressisti e dell’intellighenzia socialisteggiante. A onore della sua memoria si riafferma il suo scandaloso radicalismo liberale nel sostenere la libertà economica, di fronte a ogni interferenza e limitazione dei privati e della politica.
Lo Stato onnipresente di Nicola Iannello
Stato e guerra si legano in una spirale che impedisce di comprendere quale sia la causa e quale l’effetto; per Charles Tilly: “la guerra fece lo Stato e lo Stato la guerra”. Dopo il conflitto mondiale lo Stato realizza un irregimentazione e una forte gerarchizzazione dell’intera società umana prima inimmaginabili. Se la II Guerra Mondiale è figlia del totalitarismo, il totalitarismo è figlio della I, a sua volta derivata da quello statalismo e da quell’uniformismo centralista e anticlericale che nel corso dell’800 ha sostituito il liberalismo.
Leggiamo oggi nella lezione di liberalismo di Mises un nucleo forte di concetti che permette un’analisi prassiologica delle istituzioni tale da aprire scenari inediti e fecondi.
ITINERARI DELL’ANIMA
Immagini senza funzioni individuanti di Andrea Sparaco
INTERVENTI
Sulla intolleranza di Mauro Maldonado
Tolleranza è un termine chiave sospeso tra relazioni umane pacifiche e un senso di indulgenza e moderazione che proviene dalla fraternità evangelica (agape) e verrà travolto dall’intolleranza giacobina, dalla contrapposizione amico/nemico, degli universi.
Totalitari L’odierno multiculturalismo di Stato in voga presso una certa intellighenzia progressista (e cattocomunista) si rivela in tutta la sua distanza dalla tolleranza e dal pluralismo. Assolutizzando il relativismo culturale scardina gerarchie di valori e, attraverso la sua retorica della diversità culturale e identitaria, diventa omologazione egualitaria. I sentieri del pluralismo e dell’autentica libertà prendono altre strade: il pensiero di Levinas sul “faccia a faccia” tra gli uomini oltrepassa le totalità e la comunione del noi, inaugura una etica della relazione fra l’io e l’altro.
LETTURE
Di Edward Feser di Carlo Lattieri
Bruno Leoni di Antonio Masala
Anthony De Jasay di Alberto Mingardi
Julian Simon di Carlo Stagnaro
PAGINE CHIAVE
Max Nordau e la scoperta dello Stato di Alessandro Vitale
Dal parassitismo politico allo Stato di Max Nordau
La civiltà si fonda su un certo numero di principi ultimi: il rispetto per la vita umana, la punizione dei crimini contro le persone e la proprietà, l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, o, in una sola parola, sulla giustizia”. Max Nordau (1849-1923)
Élites è sul Legno Storto
IL DIRITTO NATURALE NEL PENSIERO CONTRORIVOLUZIONARIO DI VON HALLER
di Guglielmo Piombini - http://www.legnostorto.com/node.php?id=13558
L’ORIGINE NATURALE DELLA PROPRIETÀ di Karl Ludwig von Haller - http://www.legnostorto.com/node.php?id=13557
élites Anno II, n. 1 - L'ordine della diversità e del molteplice
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