Agguato "rosso" a segretario leghista
Nel Vercellese esponente del movimento malmenato da estremisti di sinistra. Cinque i giorni di prognosi decisi dai sanitari
ercole fossale*
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Il nostro segretario provinciale è stato vigliaccamente aggredito dai "soliti noti" di sinistra. Dopo la tradizionale cena, presso la pizzeria sotto la sede della Lega Nord di Vercelli in via Duomo angolo via Gioberti, in compagnia del segretario federale Umberto Bossi seguita al comizio del Ministro svoltosi nella serata di sabato scorso, il segretario provinciale Francesco Borasio è stato aggredito con la moglie ed il figlio Filippo, consigliere della Costituzione del Centro Storico, da un gruppo di giovani aderenti alla sinistra giovanile. All'uscita dal ristorante alle ore 02,30 di domenica 01 febbraio cinque /sei giovani hanno apostrofato il segretario, moglie e figlio, con epiteti del tipo "leghisti di merda", "razzisti" ecc. strappando manifesti che alle 19,30 del giorno prima avevano portato molti vercellesi a partecipare alla fiaccolata "per accendere le luci su problemi locali della città" cui era seguita una più che partecipa abbuffata di "panissa", il piatto per eccellenza dei vercellesi in attesa dell'affollato comizio del Ministro Bossi che ha parlato di risparmio tradito, di riforme, di federalismo e di nient'altro. Il nostro segretario non si è fatto intimidire e ha affrontato con l'aiuto del figlio i "disturbatori". Dopo aver ricevuto spintoni Borasio, scivolato a terra, ha ricevuto diversi calci sul corpo. Poco dopo sono sopraggiunti, richiamati dalle urla, altri sostenitori leghisti e tre pattuglie delle forze dell'ordine: un paio dei "coraggiosi comunisti" sono riusciti a scappare facendo perdere le proprie tracce.
In seguito all'agguato, il nostro segretario è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari, che dopo una visita all'ospedale S. Andrea gli hanno diagnosticato 5 giorni di prognosi.
Quanto successo ci spinge ad alcune considerazioni.
1) Già all'epoca della nostra festa dell'agosto scorso, il sedicente coordinatore dei giovani comunisti vercellesi con altri ben noti dei centri sociali si "distingueva" per la sua democratica presenza: se 20-30 cosiddetti giovani (alcuni con la barba bianca e sicuramente in gran parte venuti da fuori come da foto di domenica su di un giornale) costringono a blindare una città per una "panissa", se si continuerà a farli vivere di pubblicità riflessa perché sono "contro", se associazioni di qualsiasi ispirazione partecipano sotto qualsiasi forma con qualsiasi gesto simbolico ad aiutarli a contrapporli ai "razzisti" della Lega, nessuno si tiri fuori dalle proprie responsabilità se mai dovesse accadere qualcosa di peggio.
Né le forze dell'ordine (il cui compiuto non finisce con la partenza di Bossi da Vercelli), né i partiti di governo di Vercelli da cui costoro trovano "ristoro", manovalanza elettorale e "alloggio perenne gratuito" a spese della collettività sotto le vesti di centri culturali.
2) Francesco Borasio, con grandissime possibilità di essere il prossimo sindaco di Vercelli, rappresenta per questi vili aggressori il pericolo più grave, in quanto prebende ed alloggio a spese dei contribuenti per questi strani giovani attempati saranno oggetto di profonda "verifica".
*(Cons. Naz. Lega Nord - Piemont)
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.......SONO QUESTI QUA CHE FANNO GLI ESPONENTI DELLA SOCIETA' CIVILE A CUI VUOLE PARLARE L'ULIVO?




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