Da Liberazione, 5 maggio 2004
In una telefonata il Cavaliere sospetta Mangano per l'attentato alla Fininvest
La voce di Berlusconi al processo Dell'Utri
Colpo di scena ieri a Palermo durante la settima udienza dedicata alla requisitoria dei pm nel processo a carico del senatore di Forza Italia, Marcello Dell'Utri, accusato di concorso in associazione mafiosa. I sostituti procuratori Domenico Gozzo e Antonio Ingroia, infatti, hanno "mandato in onda" una telefonata, fra Silvio Berlusconi e Dell'Utri, intercettata il 29 novembre del 1986 dopo l'attentato alla sede della Fininvest di via Ravani a Milano.
I pm hanno ritenuto opportuno far ascoltare ai giudici il tono della conversazione ed in particolare il passaggio in cui Berlusconi ipotizza che l'autore dell'attentato potrebbe essere Vittorio Mangano, l'ex capomafia del mandamento di Palermo-Centro fatto assumere come stalliere da Dell'Utri ad Arcore nella villa dell'attuale presidente del Consiglio.
«Avrei potuto leggere in aula il contenuto delle 6 intercettazioni telefoniche tra Berlusconi e Dell'Utri - ha spiegato alla Corte il pm Gozzo - ma ho preferito portare in aula la viva voce dei diretti interessati, e non certo per stupirvi con effetti speciali, ma perché a mio avviso è importante sentire le voci. Secondo me queste intercettazioni dicono molto di più di quello che potrebbe offrire la voce del pm».
La requisitoria, poi, si è incentrata sulle 22 Holding che costituiscono il consolidato Fininvest. Nel corso del processo, infatti, i rappresentanti della difesa non hanno mai spiegato da dove provenivano i capitali che hanno consentito alla società di proprietà di Berlusconi, durante il 1979, di elevare il capitale sociale da 20 milioni a 52 miliardi, equivalenti oggi a circa 200 miliardi delle vecchie lire.
«Avremmo voluto concludere questo dibattimento con la prova che alla Fininvest non è arrivata alcuna somma di denaro che proveniva da Cosa nostra e, invece, non è stato possibile dimostrarlo - ha affermato il pm Gozzo - Purtroppo abbiamo dovuto constatare, anche dalla consulenza di parte, che c'è stata una schermatura sui conti di trent'anni fa delle holding Fininvest. Perché tante barriere? - si è chiesto il pm - Per non fare capire cosa? Si tratta di conti di 30 anni fa, per i quali i reati finanziari sono prescritti. Ci chiediamo dunque - ha concluso Gozzo - da dove arrivarono i capitali che costituirono le holding? Una domanda a cui la difesa e il suo consulente non hanno saputo rispondere».
Toni Baldi




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