Mandato d'arresto all'ex ministro dell'Interno a capo del complotto
Macedonia: uccisi 7 terroristi, ma erano immigrati
Sequestrati in Bulgaria, segregati un mese e fucilati dalla polizia nel marzo 2002. Motivo: far bella figura con Bush
SKOPJE - Erano pericolosi terroristi islamici, pronti a compiere attentati contro gli Stati Uniti e ambasciate straniere in Macedonia. Con un'abile operazione la polizia della Macedonia nel marzo 2002 era riuscita a sventare la minaccia, ma i sette terroristi (sei
Ljube Boskovski (Reuters)
pachistani e un indiano) erano rimasti uccisi in uno scontro a fuoco. Plauso internazionale, bella figura per il ministro dell'Interno macedone.
Ma era tutto falso. Non si trattava di terroristi, ma di immigrati prelevati con un'azione clandestina in Bulgaria, trasportati in Macedonia e fucilati. Il motivo, confessato da poliziotti durante l'inchiesta: far fare bella figura alla Macedonia nella lotta al terrorismo internazionale con l'amministrazione americana.
COMPLOTTO - Boskovski, che più volte aveva tentato di accusare la guerriglia albanese di legami con l'estremismo islamico, il 2 marzo 2002 annunciò in una conferenza stampa di aver smantellato un pericoloso gruppo terrorista: «Avevano pianificato di attaccare immobili vitali a Skopje e le sedi diplomatiche americana, tedesca e britannica», dichiarò il ministro che mostrò anche le foto di sette corpi con uniformi militari, armi e bombe. Secondo l'accusa Boskovski e un gruppo di suoi agenti fidati sequestrò in Bulgaria sette clandestini «con le sembianze di mujaheddin», trasportandoli poi a Skopje e tenendoli rinchiusi per un mese con la promessa che sarebbero stati trasferiti in Grecia dove avrebbero trovato un posto di lavoro. I sette invece vennero vestiti con uniformi militari, caricati su un furgoncino e fucilati. Ad accusare Boskosvki (che è deputato e ha anche passaporto croato) sarebbero stati alcuni ex collaboratori «ma anche evidenze tecniche e perizie balistiche».
MANDATO D'ARRESTO - L’ex ministro dell’Interno Ljube Boskovski, accusato di avere ordinato l’assassinio dei sette, non è comparso all’udienza davanti al giudice che conduce l’inchiesta ed è ora sottoposto a mandato d'arresto. Intanto potrebbe essere scappato all'estero. Secondo l’accusa, Boskovski e tre ex alti ufficiali della polizia, due agenti speciali e un uomo d’affari, hanno ordito tutto il complotto. Venerdì scorso la polizia macedone ha ammesso di aver organizzato la finta operazione antiterrorismo. Le vittime, ha spiegato la portavoce della polizia Mirjana Konteska, erano semplici immigrati clandestini e non terroristi. Se condannati gli accusati rischiano una pena detentiva che va da dieci anni di carcere all’ergastolo. Boskovski è stato anche capo della polizia nel 2001 durante il conflitto con la minoranza albanese che vive in Macedonia. I «leoni» (un corpo speciale della polizia, sciolto per presunti crimini di guerra) vennero accusati di condotta brutale e l’ex ministro ha subito un'inchiesta da parte del tribunale per i crimini di guerra dell’Aia.




Rispondi Citando
