Br,Lioce zittita e cacciata da Aula
Voleva leggere un documento ideologico
E' riuscita a dire poche parole per poi essere subito zittita e poi allontanata dalla presidente della Corte di Assise. E' successo alla brigatista Nadia Desdemona Lioce alla riapertura del processo per la sparatoria sul treno Roma-Firenze. Il giudice l'aveva ammonita in merito alle dichiarazioni spontanee che dovevano essere pertinenti al processo. Il pm Giuseppe Nicolosi, ha definito l'intervento della brigatista una "sbrodolata ideologica".
Nel documento la Lioce ricostruisce per sommi capi la storia delle Brigate Rosse-Partito comunista combattente e inneggia alla "resistenza irachena", definita "lotta di liberazione delle masse popolari dall'imperialismo occidentale". Dopo la lettura delle prime 10 righe del documento la brigatista è stata interrotta dal pm, Giuseppe Nicolosi, della procura di Firenze, che ha contestato la possibilità per l'imputata di leggere un documento in cui "si fa chiara apologia di crimini".

Dopo un ammonimento del presidente della Corte di Assise di Arezzo, Luciana Cicerchia, che ha invitato Nadia Lioce ad attenersi alle accuse che le vengono rivolte nel processo, cioè omicidio, tentato omicidio con l'aggravante di terrorismo ed eversione, la lettura del documento da parte della brigatista è ripresa. Fino all'allontanamento.


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