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Discussione: Il male radicale

  1. #1
    suum cuique
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    Post Il male radicale

    Condivisivile in vari punti:


    Il male radicale
    di MASSIMO CACCIARI

    ECCOCI a ripetere per l'ennesima volta la medesima domanda: com'è possibile? Per carità di patria, fingiamo pure di ignorare quante Abu Ghraib siano perfettamente attive nel mondo in questo stesso momento, in quante cosiddette carceri si consumino i delitti incidentalmente e ingenuamente fotografati in Iraq. Come se non avessimo letto i resoconti di Amnesty International. Come non sapessimo tutti i motivi, anche quelli inconfessati e inconfessabili, per cui alcune potenze non hanno aderito alla Corte penale internazionale.

    La Corte penale internazionale dovrebbe avere giurisdizione sui criminali di guerra, sui genocidi, sui delitti contro l'umanità. Ipocrisia sconfinata: mai si è chiacchierato tanto di diritti umani e mai si è forse così alacremente lavorato a costruire un mondo inumano.
    Inumano? La retorica offende le vittime più dei torturatori. La realtà cruda è un'altra: solo quando lo scopriamo in tutta la sua oscenità, solo quando è sbattuto in prima pagina, ci ridestiamo al male radicale che ci affligge, che è proprio esclusivamente di noi uomini. Ma per volgerne via subito lo sguardo e consolarci dicendo che mai saremmo capaci di quegli atti. Che essi, appunto, non appartengono all'umano. E a chi allora? All'animale, forse? Assolutamente no. Agli angeli? Neppure, credo. Guardiamo allora in faccia l'orrore di queste immagini, se vogliamo tentare di conoscere noi stessi. Allora soltanto potremo sperare di oltrepassare la condizione che rende possibile l'orrore, per cui continuamente esso fa ritorno.

    È la condizione della paura, dell'ignoranza che genera paura. Della paura che genera odio. Tutto ciò che lo istiga e ispira, tutto ciò che dissimula sotto la maschera di intolleranze liberatrici la prepotenza del credersi e proclamarsi superiori, tutto ciò che ritiene nemico ogni prossimo che non si identifichi a noi, sta oggettivamente dalla parte dei torturatori. Tutto ciò che combatte il terrore con le armi del terrore non ha alcun diritto di giudicare i criminali di Abu Ghraib. Ma proprio per questo, pietà per i torturatori. Non solo perché non sanno quello che fanno e si fanno. Pietà anche per la nostra natura che in loro si disvela secondo la più perfetta misura della sua miseria. Essa consiste essenzialmente nel credere che la propria superiorità (e perciò la propria stessa sicurezza) si esprima nella capacità di abbassare l'altro, di umiliarlo. Che la nostra vittoria consista nella totale sconfitta di chi ci ha affrontato. In questa fede trova fondamento il nostro male radicale. I torturatori di Abu Ghraib non sanno che la tortura innalza, invece, la vittima; che il terrore che infliggono non rifletterà, alla fine, che la loro stessa angoscia impotente. Quando i vincitori vedono nell'annichilimento del nemico la misura della propria forza, la loro vittoria è destinata a trasformarsi in impotente prosecuzione della guerra.

    Forse anche a loro nelle scuole e nelle accademie tutto ciò era stato insegnato. Umano, troppo umano: comprendere ciò che sarebbe bene, e tanto a parole esaltarlo quanto contraddirlo nei fatti.


    (7 maggio 2004)

  2. #2
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito Re: Il male radicale

    In origine postato da Otto Rahn



    Il male radicale
    di MASSIMO CACCIARI



    miseria. Essa consiste essenzialmente nel credere che la propria superiorità (e perciò la propria stessa sicurezza) si esprima nella capacità di abbassare l'altro, di umiliarlo.

    Quando i vincitori vedono nell'annichilimento del nemico la misura della propria forza, la loro vittoria è destinata a trasformarsi in impotente prosecuzione della guerra.

    (7 maggio 2004)
    Mah...Solitamente Cacciari è più lucido.

    Se lo fosse stato anche in questa occasione, avrebbe dovuto ricordare che questo costume data, ad es., dal processo di Norimberga. Avrebbe dovuto ricordare che uno dei più grandi popoli del mondo, quello tedesco, è stato umiliato e continua ad essere umiliato/ricattato da decenni. Avrebbe dovuto ricordare queste ed altre cosette. Ricordare quando, dove e come sia nata questa tendenza ad annichilire il nemico.

    E soprattutto avrebbe dovuto ricordare che anche lui ha partecipato, certo con toni e modi ben diversi, alla perpetuazione di questo ''male radicale'' [ad esempio in una agghiacciante prefazione ad un libro di Moriani...]

  3. #3
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    E tanto per esprimermi ancora meglio, Cacciari avrebbe dovuto ricordare che ''male radicale'', ''male assoluto'' e altra roba simil-moralistica [che almeno Kant era pensatore geniale, quindi è meglio non tirarlo in ballo] sono le classiche locuzioni usate per definire il...''nazifascismo''. E, mi ripeto, a questo giochino patetico lui non si è sottratto di certo...

  4. #4
    suum cuique
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    In effetti hai ragione; poi a me Cacciari non é mai stato molto simpatico

  5. #5
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Sarebbe il caso che il fine intellettuale Cacciari leggesse un pò di libri. Quelli di Schmitt li ha letti di sicuro, ma non ha il coraggio intellettuale per riportarne ''in toto'' la lezione. Ma potrebbe leggere qualche libro''ripugnante'' [ad es. di un revisionista]. Potrebbe già andare bene ''Il Piano Morgenthau'' di David Irving.


    E a proposito

    ''In America c'è dunque ora un potente impero che occupa e domina noi Europei. Quale cittadino della Germania occupata, dominata e totalmente sconfitta, ho avuto a che fare con il potere del potente impero americano. Sono stato arrestato, privato della mia proprietà più intima, la biblioteca, rinchiuso in cella con criminali comuni, per farla breve: sono finito nelle mani del potente impero americano. Ero curioso di conoscere i miei nuovi signori. Ma fino ad oggi non ho mai parlato con un americano, bensì solo con ebrei tedeschi, con i signori Loewenstein e Flechtheim, e con altri che non mi giungevano affatto nuovi e che anzi conoscevo bene già da tempo. Un signore del mondo quanto mai strano, questo povero yankee, così alla moda coi suoi vecchi ebrei. Non ho avuto a che fare né con indiani o puritani, né con messicani, né con aztechi o incas, ma sempre e solo con ebrei tedeschi. Signori del mondo quanto mai originali. Forze ordinatrici globali alla Truman, cioè alla Roosevelt. Morgenthau-Loewenstein-Ebenstein'' [C. Schmitt, ''Glossarium'', annotazione del 17/8/1949].

  6. #6
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    Predefinito

    In origine postato da Paul Atreides

    ''Il Piano Morgenthau'' di David Irving.


    Non sapevo che avesse scritto un libro anche su questo. Da chi è stato pubblicato?

  7. #7
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    In origine postato da Vahagn
    Non sapevo che avesse scritto un libro anche su questo. Da chi è stato pubblicato?
    Settimo Sigillo, 2004. Libro da non perdere, a mio parere. Diviso in due parti: nella prima Irving fa la storia del ''piano'', la sua genesi e, soprattutto, la sua finalità. La seconda è documentaria. Inoppugnabilmente documentaria...

 

 

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