Risultati da 1 a 2 di 2

Discussione: Il solito copione

  1. #1
    Moderatore
    Data Registrazione
    29 Mar 2009
    Messaggi
    15,772
     Likes dati
    368
     Like avuti
    3,402
    Mentioned
    6 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Il solito copione

    MARCELLO SORGI Da Milano a Napoli - sì, di nuovo Napoli, ma senza dimenticare Bari, l’Abruzzo e la Calabria -, la grande Idra continua a divorare se stessa, e l’ondata di scandali nati dall’intreccio tra amministrazioni e imprenditorie locali non accenna a fermarsi. Dalla prima inchiesta campana, che rivelò l’anno scorso una sorta di svolta manageriale nella corruzione - con cervelli e snodi ormai fuori dei partiti, soggetti a meccanismi perfezionati e lontani da qualsiasi logica politica -, il sistema pare ormai essersi diffuso dappertutto, al Nord al Centro e al Sud, con caratteristiche simili e funzionamento purtroppo collaudato. Siamo in pratica a una «napoletanizzazione» dell’Italia: ovunque i filoni del malaffare sono la sanità e la gestione ecologica (si fa per dire) dei rifiuti, ma è soprattutto nel primo, che muove localmente masse di danaro superiori a quelle amministrate direttamente dal governo nazionale, che la malversazione si fa industria.

    C’è ormai una specie di copione che prevede come protagonista un imprenditore ricco o arricchito, che è insieme appaltatore e appaltante, cioè partecipa alle gare ed è in grado di determinare la composizione della commissione che ne deciderà le sorti, e a seguire, ovviamente, la scelta di dirigenti e funzionari chiamati a realizzare i progetti, i necessari pacchetti di assunzioni, gli acquisti di macchinari, le verifiche, i collaudi e tutto quel che ci vuole.

    Che poi, com’è successo in Campania, un singolo filone d’inchiesta riveli che un partito, o un ex partito che ha la sua roccaforte in un’area ristretta, come quello di Mastella, possa tenere sotto controllo nel suo territorio un intero settore ospedaliero - dal meccanismo clientelare delle assunzioni, alle promozioni di complici e comprimari, alle rimozioni di quelli che non ci stanno -, conferma, anziché smentire, la mutazione genetica che la macchina della corruzione ha subito in periferia. Dietro gli elenchi di «segnalatori» e «segnalati», di minacce mirate a far mollare i dipendenti onesti, di valutazioni e ordinazioni mutevoli secondo convenienza, e non secondo necessità, non c’è più il deprecato metodo della lottizzazione, su cui il potere a qualsiasi livello s’era retto per decenni. Non c’è neppure logica, né equilibrio, né altra regola che non quella della prepotenza e del profitto illegale, di cui è perfino intuibile che solo una minima parte è destinata alle necessità della politica.

    Solo così si spiega come accanto al nome del maggiore fruitore politico (o «utilizzatore finale», per usare una definizione più recente), oggi Mastella, domani chissà chi, tracce grandi e piccole di benefici indirizzati ad altri leader, o ministri, o assessori, assicurino il pieno coinvolgimento di tutti o quasi tutti, destra e sinistra, maggioranza e opposizione, esponenti locali e nazionali. Come appunto a Bari, dove l’imprenditore Tarantini avviluppa nelle sue spire prima la giunta regionale di centrosinistra e poi, nientemeno, il presidente del Consiglio e leader del centrodestra. O a Napoli, dove si comincia con gli assessori della Iervolino e si finisce con Mastella, i Verdi, alcuni stretti collaboratori di Bassolino, i vertici dell’ex Forza Italia in cui è in corso da tempo una resa dei conti interna, e perfino il figlio di Di Pietro. O ancora a Milano, dove l’imprenditore che ha in mano il sistema può permettersi il lusso di gestire (e incastrare!) il potente capo della segreteria del ministro Bondi, semplicemente mettendogli tra le mani le chiavi di una Porsche.

    Quel che invece si capisce meno, a questo punto, è come possa la politica - il governo soprattutto, ma anche qualche settore dell’opposizione - avviarsi al rinnovo di gran parte delle amministrazioni locali previsto in primavera mettendo in cantiere, nel contempo, una riforma della giustizia che per il momento in cui viene proposta, prima ancora che per i contenuti, s’annuncia assai intempestiva. Che la macchina giudiziaria non funzioni e necessiti di un cambiamento, e che il protagonismo di certi procuratori sia intollerabile, non c’è dubbio. Ma è davvero incomprensibile che invece di prendersela con gli imprenditori, o sedicenti tali, che li hanno espropriati, appaltandosi in nome di interessi esclusivi gran parte del loro potere, i politici, anche in questo momento, pensino a regolare i conti con i magistrati. La politica, prima della giustizia, dovrebbe pensare urgentemente a riformare se stessa.

    Il solito copione - LASTAMPA.it

  2. #2
    Moderatore
    Data Registrazione
    29 Mar 2009
    Messaggi
    15,772
     Likes dati
    368
     Like avuti
    3,402
    Mentioned
    6 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Il solito copione

    L'emergenza meridionale

    L’inchiesta che coinvolge l’ex ministro della giustizia Clemente Mastella, alcuni suoi familiari ed esponenti dell’Udeur è l’ultimo tassello che si aggiunge alle affollatissime cronache politico giudiziarie campane. Ha scioccato tutti il caso di Castellammare di Stabia: il camorrista con tessera del Pd che ha ammazzato un consigliere comunale del suo stesso partito. Poi c’è stata la sconsolata intervista ( Corriere , 20 ottobre), di fatto una dichiarazione di impotenza, di Enrico Morando, commissario straordinario del Partito democratico in Campania. Mentre, a pochi giorni ormai dalle primarie del Pd, si discute se sospenderle o no in Campania, date le condizioni in cui versa il partito (come dimostrano i tesseramenti gonfiati dalle lotte di corrente). Una débâcle per il Pd in una regione nella quale la sinistra è dominante da decenni. Si aggiunga, per completare il quadro campano, che anche a destra, nelle fila dell’opposizione, non se la passano bene. Come mostra il conflitto, interno al Pdl, sulla candidatura alle regionali di Nicola Cosentino, a sua volta coinvolto in un’indagine per presunte relazioni con la camorra.

    Premesso che l’unico modo per salvaguardare un minimo di civiltà è tenersi abbarbicati alla presunzione di non colpevolezza per qualunque indagato, resta che i discorsi che si sentono fare sanno di vecchio. Si può continuare a guardare il dito anziché la luna e raccontarsi che il problema sono le «infiltrazioni » criminali nei partiti o il clientelismo dei politici. Ma significa prendersi in giro. I partiti, organizzati o no, pesanti o leggeri, sono strutture che si adattano all’ambiente. L’ambiente è il Paradiso? I partiti saranno composti da angeli. L’ambiente è l’inferno? Prevarranno i diavoli. L’ambiente chiede sostegno al mercato? E’ ciò che i partiti daranno. L’ambiente chiede spesa pubblica e clientelismo? I partiti soddisferanno la richiesta.

    Non è dai partiti ma dalla società che dovrebbe partire la bonifica. Il problema (che sta mettendo a rischio l’unità stessa del Paese) della Campania, come di vaste zone del Sud, è che non c’è più da decenni un progetto plausibile per lo sviluppo nel Mezzogiorno. Non ce l’ha la destra come non ce l’ha la sinistra. A meno che non si dica che il progetto per il Mezzogiorno sia il federalismo fiscale (si può immaginare l’effetto catartico del federalismo fiscale su Castellammare di Stabia). O la banca del Sud. O i piani per una «Lega Sud» (che sarebbe anche una buona idea ma solo se il suo slogan fosse «mettiamoci a fare denaro», ossia impegnamoci per lo sviluppo, anziché «dateci i denari»).

    Forse sarebbe il caso di convenire che in ampie zone del Sud (non in tutte, certo) mancano attualmente le condizioni minime che rendono praticabile la democrazia locale (comunale, provinciale, forse anche regionale) e che un commissariamento centrale si rende, per quelle zone, e per molti anni, indispensabile. In modo da coordinare interamente dal centro sia la guerra alle organizzazioni criminali sia l’imposizione (per lo più, contro le classi dirigenti locali) di progetti di sviluppo. Occorrerebbe un accordo di ferro fra maggioranza e opposizione. Siccome quell’accordo non si può fare, continueremo ad ascoltare impotenti le notizie che arrivano dalla Campania e da altre zone del Sud lamentando le solite infiltrazioni, la solita corruzione, il solito clientelismo.

    Angelo Panebianco

    L'emergenza meridionale - Corriere della Sera

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 13-06-08, 21:30
  2. Il solito copione mediatico-giudiziario
    Di Ashmael nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 38
    Ultimo Messaggio: 18-06-06, 22:00
  3. Copione!
    Di Mantide nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 28-11-05, 01:50
  4. Il Solito Colpo Del Solito Bush
    Di Liberale nel forum Politica Estera
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 24-09-05, 15:17
  5. Come Da Copione.
    Di Affus nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 02-08-03, 08:01

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito