Osama bin Laden e la sua al-Qaida non ci hanno mai convinto. Innanzitutto perché il saudita è stato in affari con la famiglia Bush fino alla vigilia dell’11 settembre, perché la sua organizzazione è stata finanziata e coccolata dagli Usa in Afghanistan in chiave anti russa, ma soprattutto perché le azioni della formazione terroristica sono sempre state “troppo tempestive” ed hanno sempre coinciso proprio con gli interessi atlantici. Anche questa volta è stato così. Il mondo intero era inorridito dalle foto delle torture perpetrate dai “liberatori” a danno degli iracheni, finalmente l’opinione pubblica mondiale (tardivamente e solo emotivamente) cominciava a premere sui governi per il disimpegno da una guerra ingiusta ed ecco arrivare l’azione shock di al.Qaida.
Il ruolo di al Qaida nella resistenza irachena è certamente ambiguo e comunque marginale, perché la spina dorsale dell’esercito di liberazione nazionale è composta dal partito Ba’ath, una formazione socialista panaraba laica, che non ha mai gradito commistioni con ogni fanatismo religioso. La resistenza ha poi mostrato di conoscere bene la realtà politica occidentale e di sapersi muovere anche sul piano comunicazionale, ovviamente con le difficoltà che l’embargo delle informazioni attuato dai media addomesticati produce. Invece, improvvisamente e fuori da ogni logica politica e comunicazionale, proprio al Qaida ha diffuso, tramite internet, un filmato che sposta nuovamente l’orrore dell’opinione pubblica dalla parte degli invasori.
La decapitazione di Nick Berg è stata un’azione inutilmente violenta ed il collegamento, apertamente dichiarato nel filmato, con le torture della prigione di Abu Ghraib fa apparire quegli atti barbari un po’ meno barbari. La faccina sorridente della soldatessa americana che dileggia i prigionieri iracheni nudi, che ha fatto il giro del mondo e stava per diventare l’immagine simbolo di questa sporca impresa atlantica, sarà spazzata via da quella testa sanguinante mostrata come un trofeo.
Il filmato di al Qaida possiede tutti gli elementi che stanno a cuore alla Casa Bianca per giustificare l’ingiustificabile, compreso il fanatismo religioso, la minaccia integralista islamica che dovrebbe giustificare la guerra di religione e di civiltà scatenata da Bush. Insomma sembra quasi un filmato con una regia americana, che certamente avrà buon gioco nel ricompattare l’opinione pubblica interna agli Usa e per spiazzare i vari pacifinti che, in tutto il mondo non attendevano altro per riproporre i loro strumentali “se” e “ma”.
Nessuno si domanderà più quanto barbaro sia stato uccidere i prigionieri iracheni a furia di calci sui testicoli, per non parlare di quanto barbari siano stati i bombardamenti e dodici anni di embargo: resterà solo quella testa tagliata e su quella Bush costruirà il proseguimento della guerra. Dallo studio ovale avrà trionfalmente esclamato: thank you al Qaida.
Paolo Emiliani
Fonte:www.rinascitanazionale.com
12.05.04




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