Questo è il mio primo trip report, purtroppo senza foto.
Spero che riesca comunque a darvi un impressione generale del viaggio.
Devo recarmi negli USA per lavoro, di solito tendo sempre ad usare carrier Skyteam (AZ, AF, DL) ma purtroppo, visto che ho fissato le date del viaggio 2 giorni prima di partire, mi sparano cifre proibitive (dai 3.700 euro in su!) per qualsiasi carrier Skyteam visto che i voli sono molto pieni, soprattutto in C class. Decido che c’è un limite a tutto e, pazienza per le miglia, ripiego su KLM-Continental via Amsterdam. (Il loro MXP-EWR è ovviamente strapieno).
Il prezzo si abbassa a circa 2.700 euro, tasse e commissioni di agenzia di 60 euro comprese.
35 minuti di taxi (abito in zona fiera), 35 euro, ed eccomi a LIN verso le 10. Piove a dirotto. Percorrendo Viale Forlanini noto un 319CJ della Presidenza del Consiglio (quello coi nuovi colori).
Mercoledì 5 maggio 2004:
LIN-AMS
Flight: KL 1620
Class: C
Seat: 4F
Eqp: Boeing 737-406
Reg: PH-BDT
Scheduled: 1110-1255
Effective (Block-on, block-off): 1123-1308
In air: 1133-1259
Departure Gate: A08 – Linate
Arrival Gate: C18 – Schiphol
Il check-in è fulmineo, meno di un minuto, visto che ai banchi “Europe Select”-la business class KLM in Europa, non c’è nessuno ed ho solo carry-on luggage: un trolley la borsa del computer. Through check-in fino a Houston, anche se il Linate-Amsterdam non è un code share Continental e (stranissimo) l’Amsterdam-Houston non è un code share KLM. Mah!
La signorina mi invita ad accomodarmi alla saletta “Leonardo”, subito dopo il security check.
La saletta è piccola ma ben fornita. La usano KLM, Iberia, BMI ed altri che al momento mi sfuggono. Faccio una rapida colazione e veloce sguardo ai giornali.
Compro alcune riviste all’edicola e mi dirigo al piano terra per l’imbarco.
L’imbarco, previsto per le 105, avviene con 10 minuti di ritardo. Un classico bus Vantool (quelli che vanno in entrambe le direzioni per intenderci) ci aspetta sotto il nostro gate A08. Arriviamo all’aereo (con nuovo color scheme) e, da buoni italiani, tutti si fiondano sulla scaletta anteriore anche se un addetta spiega a fatica che si può anche accedere dal retro. Sarà forse un disonore entrare dalla parte dietro? Sembra di si.
La business KLM sui voli europei è uno scandalo: i sedili, in configurazione 3+3(!), sono gli stessi dell’economy ed il seat pitch (terribile rispetto ad AZ) pure, ho le ginocchia che toccano il tavolino. Per dividere business ed economy c’è solo una tendina spostabile a seconda dei biglietti venduti. Sul volo di oggi ci sono 39 posti business. Il load factor in business è di 34 pax, 50% italiani, molti americani, qualche olandese.
Gli annunci sono in inglese e olandese, no italiano.
Sul piazzale ci sono i soliti (pochi) aerei: 319-321 e M80 AZ, 737 AP (ad un finger c’è un 737-800 Pegasus TC-APK che vola (presumo) per AP), 320 BA, 320 VA, M80 IG e poco altro.
Decollo dalla 36R e rapida salita sopra la copertura nuvolosa che si estende fino ad Amsterdam.
A bordo ci viene servito un vassoio con salmone, pasta fredda con peperonata e torta al limone. Average direi. Nessuno acquista al Duty Free.
La discesa verso Schiphol ci fa sbucare dalle nuvole molto bassi, sorvoliamo l’aeroporto e si possono vedere una miriade di widebody KLM ai gate. Tocchiamo terra con 4 minuti di ritardo subito dietro ad un 320 BMI. Durante il taxi si scorgono tutti gli aerei posteggiati al Pier B (Schengen non KLM) e Pier C (Schengen KLM e Transavia). Non ci sono aerei AZ.
L’aeroporto di Schiphol è molto luminoso con buona vista sui piazzali e ben dotato di negozi e punti ristoro. Il sistema dei transiti è assurdo: non c’è altro sistema se non quello di andare a piedi! Allucinante! Dal Pier C al Pier G (dove partono gli intercontinentali per gli USA non KL o NW) ci ho messo (senza contare la fila di 15 minuti al controllo passaporti dove subito 5 italiani cercano di saltare la coda ma vengono giustamente respinti a suon di insulti in fono alla fila. Godo.) 21 minuti a passo spedito!!! Una persona anziana quanto ci mette: 1 ora? E poi hanno il coraggio di criticare MXP!
Mi dirigo alla saletta VIP usata da CO (quella KL-NW) al piano rialzato per godermi la vista. Ci sono davanti a me 3 DC10 NW (uno col nuovo paint scheme), 2 330 NW, 5 777 KL, 3 M11 KL, circa 8 744 KL, un 744 China Airlines, 2 767 KL, 1 767 e un 320 MP e vari altri.
La lounge è molto bella, cibo e bevande non mancano. Faccio uno spuntino veloce.
Verso le 1430 mi dirigo al Pier G dove c’è il mio 764, il 777 PeterMax della CO per EWR ed un 757 della kazaka Astana. Gli altri carrier USA (US, UA e DL) sono già partiti precedentemente.
Soliti controlli e solite domande: chi ha fatto la valigia? Quando? Hai ricevuto da altri oggetti da portare con te? Ecc, ecc… Poi metal detector e scanner al gate.
Mercoledì 5 maggio 2004:
AMS-IAH
Flight: CO 47
Class: C
Seat: 4L
Eqp: Boeing 767-424ER
Reg: N76054
Scheduled: 1550-1920
Effective (Block-on, block-off): 1553-1926
In air: 1607-1914
Departure Gate: G05 – Schiphol
Arrival Gate: D05 – Houston Intercontinental
L’imbarco è veloce, oggi siamo in 27 (contati) in business e circa 150 in economy. L’aereo è configurato C35 e Y200, in business la configurazione è 2-1-2, in economy 2-3-2. La maggior parte dei pax è made in USA.
Le poltrone sono molto comode e larghe e si reclinano a 170°. Il seat pitch è di 55”. Ci sono PTV a ogni sedile con 18 canali video, 20 canali audio e 12 giochini interattivi. L’airshow è sempre acceso sui monitor al soffitto. Le cappelliere sono molto larghe e si chiudono facilmente senza rumore.
E’ la prima volta che salgo su un 764 Continental. Ero già salito su un 764 Delta da MCO ad ATL (l’unica altra compagnia ad aver ordinato questo modello alla Boeing che è configurato in versione domestic) però non era confrontabile.
Vicino a me non c’è nessuno e questo aumenta il comfort.
La Pursuer (detta concierge) mi da il benvenuto a bordo col mio cognome e mi offre subito uno champagne. Bisogna subito scegliere sul menù cosa si desidera come main course: opto per una terrina d’anatra.
Il pushback avviene in leggero ritardo, taxi durante il quale vedo arrivare un 319AZ e successivo decollo. La spinta dei 2 GE CF6 è decisa ma non violenta. La salita molto rapida.
Il Comandante ci comunica che la rotta di oggi sarà Amsterdam-Manchester-Shannon-Gander-Ottawa-Detroit-Indianapolis-Little Rock-Houston. Quest’oggi tempo di volo previsto: 10 ore.
In cabina ci sono 6 F/A a prendersi cura di noi pax di C.
Il pasto è buono. Il vino pure. Mi guardo 3 film e dormo un po’. Quando siamo sopra Indianapolis comincio a non poterne più.
Quando manca 1ora e30 all’arrivo viene servito un altro pasto leggero e distribuiti i soliti odiosi moduli per l’immigration USA.
Durante la discesa si vedono tutti i laghi e fuimi attorno a Houston al tramonto. L’insieme di colori non è affatto male.
La pursuer si avvicina ad ogni pax e, chiamandolo per cognome senza aiuto di foglietti, lo ringrazia per aver volato con CO. Molto professionale.
Il touchdown avviene con 6 miuti di anticipo. Subito dopo un annuncio comunica che si possono accendere i cellulari durante il taxi anche se sono vietati ai banchi dell’immigration. Mah… Lo accendo e me ne frego.
Arriviamo al Gate D05, vicino a noi c’è un M80 dell’Aeromexico appena arrivato, un po’ più in là G-VIIC, 777BA.
Venerdì 7 maggio 2004:
IAH-AMS
Flight: CO 46
Class: C
Seat 3A
Eqp: Boeing 767-424ER
Reg: N78060
Scheduled: 1920-1155
Effective (Block-on, block-off): 1936-1209
In air: 2001-1201
Departure Gate: E18 – Houston Intercontinental
Arrival Gate: G07 – Schiphol
Arrivo in aeroporto verso le 1615, in largo anticipo, in macchina. Un 744 KL decolla proprio sopra la mia testa. Vedo anche ai finger un 777 AF ed un 340 LH. I cartelloni all’ingresso dei terminal indicano anche Alitalia al concourse C. Curioso: al C c’è Continental e pochi altri, ne DL (concourse A) ne AF (concourse D). Cosa vorrà dire ? Mistero.
Mi dirigo ai banchi internazionali. Ci sono voli intercontinentali CO per AMS, LGW e CDG. Anche questa volta sono senza bagaglio e quindi il check-in è fulmineo. 2 minuti. Una gentile signorina mi avvisa che il volo è previsto al gate C17 e mi indica la lounge CO dopo i security check.
La lounge è mediocre, c’è poco da bere e poco da mangiare, comunque gode di un ottima vista sui piazzali: 737, 757 e 145 CO dominano la scena.
Mezz’ora prima dell’imbarco (previsto alle 1830) ci avvisano che il gate è cambiato. Ora si partirà da E18, praticamente dall’altra parte dell’aeroporto al concourse E. 10 minuti di sfacchinata a piedi. Mi rifiuto però di prendere le Golf Car…
Arrivo al gate E18 e con mia grande sorpresa, l’aereo non c’è. Arriva dopo 10 minuti da EWR. Cazzo, minimo un ora di ritardo non ce la leva nessuno, penso. Invece con mi grande stupore il volo viene rischedulato alle 1937 o 77PM come piace dire a loro yankees (solo 17 minuti di ritardo).
Noto il tabellone sull’air bridge di fianco che indica i dati relativi al mio volo. Fanno partire il countdown a –1h15 dall’arrivo dell’aeromobile. Wow, solo 75 minuti, non ce la faranno mai, penso. Invece mi smentiscono subito perché l’imbarco avviene con soli 20 minuti di ritardo. Ci sono 2 air bridge, uno per i passeggeri C, front door, l’altro per i passeggeri Y, second door.
Il pushback avviene con un minuto di anticipo sullo schedulato. Complimenti per la velocità.
Quesa volta la C è piena: 34 posti su 35 occupati. Anche in economy il volo sembra quasi pieno dal numero di persone presenti al gate.
L’ambiente ed il servizio sono gli stessi dell’andata.
Ci sono molti olandesi, qualche francese e per il resto americani.
Il comandante ci comunica tempo di volo (9 ore circa) e la rotta che più o meno è quella dell’andata con qualche variante: passiamo su Cleveland e Toronto (visibilissime) per poi tagliare diretti verso l’Irlanda.
Cena, (trancio di salmone come main course: molto buono) guardo un film e poi dormo.
Accendono le luci quando manca un ora all’arrivo e siamo quasi sopra Dublino.
Prima colazione buona. Tocchiamo terra di fronte all’apron cargo: 3 744F KL, 2 M11F MP, 3 747F Kalitta, 1 A300F QR, 1 A300F UPS, 1 744F EK, 1 744F SQ. Meraviglia!
Al Pier G (dove attracchiamo) ci sono 330 US, 763 DL, 772 UA e 772 CO.
Riattraverso Schiphol, altri 20 minuti ed eccomi al gate C18 dove c’è già attaccato il 737-800 KLM che ci porterà a MXP.
Sabato 8 maggio 2004:
AMS-MXP
Flight: KL 1627
Class: C
Seat: 2A
Eqp: Boeing 737-8K2
Reg: PH-BXK
Scheduled: 1400-1545
Effective (Block-on, block-off): 1400-1535
In air: 1411-1527
Departure Gate: C18 - Schiphol
Arrival Gate: A01 – Malpensa
L’imbarco avviene puntuale alle 1330. A bordo saremo circa 90 pax. In business siamo 11 su 27 posti disponibili.
Durante il pushback vedo un 319AZ (I-BIMH) ed un 145AZ (I-EXML) posteggiati entrami al finger fianco a fianco. Strano che mettano l’Embraer al finger.
Decolliamo dietro ad un 330 NW in direzione nord.
Durante il volo, pasto con pollo freddo, direi che ho mangiato meglio in vita mia. Non hanno la Coca-Cola ma la Pepsi: è una cosa che mi manda in bestia.
Subito dopo le alpi il cielo si apre e sorvoliamo il lago di varese; si vedono perfettamente Venegono dal lato sx e magnificamente MXP dal lato dx. Peccato non aver la macchina fotografica!
Atterraggio sulla 35R alle 1527 con 18 minuti di anticipo.
Non vi sto a ripetere qui gli aerei che c’erano perché se non sbaglio un buon numero di voi era proprio a MXP per fare spotting! Comunque al satellite B imperava un 773 EK; assieme a lui 2 763 AZ un 763 BV (per Bangkok) un 737 AT ed un A300 SU. Da notare anche il TF-FIA di Volare (763, quello bianco) semi abbandonato ai parcheggi Golf.
Al satellite A nessuno: eravamo gli unici. Attracco a gate A01. Vicino al posteggio bus.
In conclusione che dire: cercherò di volare di nuovo CO nei miei prossimi viaggi negli USA, anche se sevo dire che mi sono sempre trovato bene (in C) anche con DL da MXP ad ATL. Se posso, però vorrei evitare AMS, abbastanza scomodo. Cercherò però la prossima volta di volare con CO MXP-EWR direttamente. KLM in business sul corto-medio raggio non ne vale assolutamente la pena!
Spero di non avervi annoiato.
Domande e commenti sono ovviamente benvenuti.
Ciao
TW843




5, avviene con 10 minuti di ritardo. Un classico bus Vantool (quelli che vanno in entrambe le direzioni per intenderci) ci aspetta sotto il nostro gate A08. Arriviamo all’aereo (con nuovo color scheme) e, da buoni italiani, tutti si fiondano sulla scaletta anteriore anche se un addetta spiega a fatica che si può anche accedere dal retro. Sarà forse un disonore entrare dalla parte dietro? Sembra di si.
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