



Leggere tutto no, eh?
Le accuse di Toffanin alla Osoppo erano di osteggiare la politica di collaborazione con i partigiani jugoslavi capeggiati da Josip Broz Tito, la non redistribuzione agli altri gruppi partigiani delle armi che venivano passate alla Osoppo dagli angloamericani e soprattutto di trattare con i soldati republichini della Xª Flottiglia MAS e del Reggimento alpini "Tagliamento" per impedire l'annessione del Friuli, della Venezia Giulia e dell'Istria alla Jugoslavia.
Secondo le direttive del Comando generale del Corpo volontari della libertà del Nord Italia, emanate nell'ottobre 1944, ogni patto con i soldati repubblichini era da considerare come tradimento e quindi, essendo in tempo di guerra, da punire con la condanna a morte per fucilazione. Nessuno dei supposti contatti della Osoppo con i fascisti e la Xª Flottiglia MAS si sarebbe comunque concluso con un accordo.
La Brigata Osoppo aveva dato rifugio a Elda Turchetti, una giovane donna che Radio Londra aveva indicato più volte come spia per i tedeschi, dopo che alcuni informatori inglesi avevano avuto segnalazioni su una sua presunta amicizia con soldati tedeschi. Dopo alcuni mesi di custodia presso i partigiani della Osoppo era stata ritenuta innocente da un processo effettuato dagli stessi l'1 febbraio del 1945. Il rifugio dato a Elda Turchetti fu il casus belli che giustificò l'azione degli uomini di Mario Toffanin.
Il comandante della Gruppo delle Brigate Est della Divisione partigiana Osoppo, era Francesco De Gregori detto "Bolla", zio del cantautore romano Francesco De Gregori, che venne subito ucciso insieme al commissario politico del Partito d'Azione Gastone Valente (detto "Enea") e ad un giovane, Giovanni Comin (detto "Gruaro", che si trovava in zona perché voleva arruolarsi nella brigata), a Elda Turchetti, l'altro comandante della formazione Aldo Bricco, pur ferito riesce a fuggire. Altri sedici partigiani furono imprigionati e fucilati nei giorni successivi dopo processi sommari: tra questi Guido Pasolini, fratello di Pier Paolo. Ne vennero assolti soltanto due che passarono poi nei GAP.
È di interesse a proposito delle motivazioni dell'eccidio la posizione assunta da monsignor Aldo Moretti, il partigiano "Lino", Medaglia d'oro al valor militare, uno dei fondatori delle Divisioni Osoppo e colui che ritroverà nel giugno 1945 i corpi dei partigiani uccisi, espressa nel 1997 in un’intervista Famiglia Cristiana. Secondo Moretti gli Alleati, pensando già al dopoguerra, temevano la collaborazione tra i partigiani cattolici e partigiani comunisti e quindi cercavano dividere questo fronte, arrivando a sacrificare la Osoppo per screditare le formazioni comuniste:
« lavorare per dividerci, anzi di sacrificarci per gettare l’ombra del discredito sulle formazioni comuniste, alle dipendenze di un esercito, quello jugoslavo, che ormai era visto come conquistatore e non più come alleato. Insomma gli Alleati erano preoccupati del loro futuro governo nella zona »
(Dichiarazioni di monsignor Aldo Moretti a Famiglia Cristiana[4])
Le stesse denunce di Radio Londra contro Elda Turchetti rientrerebbero in questa strategia, atta alla creazione di attriti tra le formazioni comuniste e quelle cattoliche. Aldo Moretti sostenne inoltre che già nell'autunno del 1944 vi erano stati attriti tra i partigiani che facevano riferimento al PCI e che erano stati messi al comando del IX Corpus jugoslavo di Tito e quelli che avevano rifiutato sia di mettersi agli ordini dei titini sia di lasciare la zona. Questi attriti e la ricerca di una politica meno rigida su come effettuare la lotta partigiana avevano dato, secondo Moretti, il via a voci di collaborazione tra il Gruppo Osoppo e le forze nazifasciste:
« Qualche intesa umanitaria, nessun tradimento. Tentavamo solo di anticipare la pace in un angolo del fronte »
(Dichiarazioni di monsignor Aldo Moretti a Famiglia Cristiana[4])
In questa atmosfera di sospetto due proposte di alleanza contro le formazioni comuniste arrivarono alla Osoppo da parte del federale fascista di Udine, per conto del tenente colonnello delle SS Von Hallesleben, ma vengono respinte subito da Moretti con due lettere, datate 28 dicembre 1944 e 10 gennaio 1945, fatte pervenire al federale di Udine tramite l'arcivescovo Giuseppe Nogara.[1]
Le voci tuttavia divennero insistenti quando un partigiano della Osoppo, Cino Boccazzi, preso prigioniero dalla Xª Flottiglia MAS, venne effettivamente mandato a Udine (secondo la ricostruzione data da Moretti sotto la minaccia di veder uccisa la propria moglie e i propri figli se si fosse rifiutato) per cercare un contatto per una possibile collaborazione nella difesa del confine orientale. Borghese, sempre secondo Moretti, voleva difendere il confine e scongiurare una possibile annessione da parte della Jugoslavia e crearsi un’immagine da patriota in vista della prossima e prevedibile fine della guerra. L’ufficiale britannico Rowort (conosciuto come "Nikolson") presente in incognito a Udine, a cui era stata riferita la proposta, attese prima di consultarsi con il comando a Londra (che rispose poi negativamente all'offerta), attesa che rese ancora più forti e credibili le voci di una possibile trattativa tra la Osoppo e la Decima Mas.[4]
I riflessi sulla Gladio [modifica]
Probabilmente è ascrivibile a questa valenza resistenziale non comunista, intensamente sentita dai componenti della brigata, il fatto che nei suoi ranghi abbia attinto la struttura Gladio: essa nei decenni successivi, almeno nella sua componente ufficiale, fu vocata all'utilizzo volontario dietro le linee di un'eventuale invasione sovietica in Italia (stay behind, proprio com'era avvenuto nella Venezia Giulia invasa dai partigiani titoisti) per operazioni di resistenza e di esfiltrazione di soggetti utili alla causa anticomunista.[5]
Insomma una storia tristissima e dubbia.


No! anzi si va in soccorso del ricco economicamente potente che li vuole tirare fuori dall'angoletto in cui erano relegati da quell'"impantanemento".
Diciamo le cose come sono state!
Il ricco imprenditore vede che c'è il rischio serio che una compagine politica gli vuole togliere tutto il potere economico che ha concnetrato e lui scende in campo diciarandosi simpatizzante per Fini e lui corre al suo capezzale per farsi tirar fuori dalla mer... in cui si trovava e così inaspettatamente arriva la governo...
Chiamalo scemo! Altro che scelta politica! Scelta opportunista!
Al diavolo ideali e tradizioni storiche se questo mi permette di arrivare al potere.
Saluti
Anche le foibe...non gli bastavano i campi di sterminio, si sono appropriati (mediaticamente) anche di quelle foibe che proprio loro furono i primi ad utilizzare sterminando famiglie intere.
Fenomeni questi...quello ciancia di 60000 e non parla dei suoi 300000.
Blattera di foibe e non dice quanti Sloveni sono stati gettati nelle stesse dalla loro folle ideologia.
Insomma...un fascio è un fascio, come lo giri lo giri tenterà sempre di rincorrere la camionetta per salvarsi il culo.


Ma gli ideali e tradizioni storiche non vorrai mica che siano la Rsi?
L'opportunismo nella politica ci sta tutto: non c'è moralità che tenga in nessun uomo poitico visto che il compromesso è sempre dietro all'angolo come forma di mediazione fra le parti sia opposte che all'interno dello stesso partito.
Cosa dovrebbe fare? Restare con gli ideali del Ventennio?
E di chi?
Di De Felice?
Della Rsi?
Quello è terreno perso...difficile che ci sia un'altra marcia su Roma e difficile pure che vi sia un altro Valerio Borghese.
I tempi sono cambiati per tutti.
La Destra deve avere il coraggio di formare uno stato democratico e veramente separato dalle questioni morali o etiche della chiesa cattolica e penso che Fini più di Berlusconi possa riuscirci, caso mai andasse un pochettino più in alto.
E se non ci riesce, beh, non è che la "sinistra" abbia fatto meglio in quel tempo che è stata al governo nell'ambito di formare uno stato laico, non perché non abbia voluto, ma è perché le forze in campo in Italia sono "inquinate" quando si tirano in campo le questioni religiose vaticane.




Certo! Armate comuniste, cattoliche, liberali ed altro si utilizzarono a vicenda ognuno con mire diverse. Tutte però raggiungibili dopo la sconfitta dei nazifascisti.
Questo li costrinse ad essere alleati per il fine supremo. I comunisti non poterono conquistare il paese con al forza e provarono ad arrivarci con i mezzi democratici senza mai riuscirvi.
Saluti



