I pensieri di un epurato...
Biagi: spero in una batosta per il governo
«Berlusconi ha fatto tante promesse, ma non le ha mantenute. La gente normale che tira la cinghia a fine mese se n’è accorta»
Maria Novella Oppo
Enzo Biagi, anche se licenziato dalla tv per decreto di Berlusconi, non ha certo perso il vizio di lavorare. Così lo troviamo anche di sabato nel suo studio, disponibile a commentare, come dice «da vecchio cronista», i fatti del giorno. Di una giornata particolare come quella che potrebbe cambiare molte cose nel Paese.
Dottor Biagi, ma sa che Berlusconi dal seggio, col solito senso della responsabilità istituzionale, ha continuato a fare campagna elettorale? Ha detto di aver votato per un partito liberale e anticomunista…
«E che cosa gli hanno fatto i comunisti, se gli hanno permesso di diventare, con l’aiuto di Craxi e qualcun altro, uno degli uomini più ricchi del mondo? Che cosa ha sofferto?».
Poi ha anche dichiarato che la sconfitta (la sua) è impossibile. E ha invitato di nuovo gli elettori a non votare per i partiti piccoli.
«Eppure c’è stato un signore con un partito piccolissimo, che aveva solo 12 iscritti (di cui due incerti) e ha capovolto il mondo. Berlusconi dovrebbe studiare un po’. La Storia è piena di esempi. Anche quelli che hanno fatto l’Italia non erano mica in tanti».
Ora in compenso la disfano. Ma basta parlare di Berlusconi, parliamo di qualcun altro, per esempio di Prodi.
«È un po’ che non lo sento. Deve avere molto da fare. Si è scatenata la campagna contro di lui, con invenzioni come Telekom Serbia. Non ho qualità divinatorie, ma avevo previsto che avrebbero tentato di tutto. Prodi però è un italiano da esportazione. Ce n’è, per fortuna».
Come vede i suoi colleghi televisivi candidati al Parlamento europeo?
«Della Gruber penso che sia una donna intelligente e poi sono contento quando si candidano le donne. Santoro si batte per ragioni politiche e anche perché il lavoro era la sua vita. Pensare che, dopo il licenziamento bulgaro, ha vinto 5 cause, ma non è più andato in onda».
E lei rimpiange di non aver potuto andare in onda in questa campagna elettorale?
«Devo dire che non sono disponibile a fare il fesso per conto terzi. Magari in proprio si può. Non c’è niente che mi leghi a questo governo. Non ho mai creduto alla vocazione politica di Berlusconi. Lui è sceso in campo per ragioni, anzi per interessi personali. Lo so per certo, perché me lo ha detto lui».
Insomma, lei continua con suoi atteggiamenti criminosi.
«Sì, e sono recidivo, perché rifarei tutto.Voglio bene a Benigni e lo considero un genio. Per il resto sono solo un vecchio cronista e sono stato fatto fuori per ordine superiore dal funzionario Saccà. Il quale, si figuri, mi ha mandato una raccomandata con ricevuta di ritorno per annullare ogni mio impegno con la Rai. Ma quello che mi ha offeso di più è stata la ricevuta di ritorno. Con me sarebbe bastato un sospiro».
Per tornare a oggi, che cosa si aspetta, anzi che cosa possiamo aspettarci tutti, da questa tornata elettorale?
«Bisognerebbe che la gente avesse un po’ di senso critico. Speriamo che queste elezioni siano la rivelazione di una misura nuova».
Saremo mai un Paese normale?
«È una delle cose più difficili del mondo essere normali, ma uno che si presenta come unto del Signore, va in tutt’altra direzione, mi pare. È la dimostrazione che volere è potere. Altro che Beautiful».
Che cosa si augura?
«Mi auguro un Paese che non abbia bisogno di prodigi, che viva delle sue risorse umane, che sono infinite. Tutto dipende da questo popolo, considerato uno dei più intelligenti al mondo. Ma, come dicono al mio paesello, l’ora del coglione prende a tutti. Berlusconi ha fatto tante promesse, ha detto che avrebbe tagliato le tasse e non lo ha fatto. C’è sempre una ragione per non fare, ma di ragioni ne avevano anche gli altri. Ora vedo che per gli italiani purtroppo il mese è diventato di tre settimane e la quarta non sanno come tirare a campare».
Lei si augura che questo governo prenda una batosta elettorale?
«Io sì. Vorrei un altro governo, che rappresentasse davvero la gente e che non avesse certi ministri, come Tremonti, che si presentano con un’aria severa come a dire: la torta non l’ho mangiata io. Perché fanno quella faccia? Non gli abbiamo fatto niente».
Bèh, lei sì, qualcosa gli ha fatto.
«Già, dimenticavo».
Non si può dire che gli italiani abbiamo cambiato idea su di lei. Riceve continue manifestazioni di stima. Martedì le sarà consegnata una laurea honoris causa all’Università di Torino. Qualcosa dimostra.
«Dimostra che i torinesi sono molto generosi. Del resto è la terza laurea che ricevo. Sono uno dei più laureati. I miei nipoti dicono: guarda il nonno, non studia niente, eppure…».
Che cosa pensa degli Sms?
«Avrei speso meglio i soldi. Parlano di innovazione nella comunicazione, ma in quella telefonata non c’è colloquio: è pura propaganda elettorale».
Chi le piacerebbe votare?
«Mi piacciono Fassino e Prodi, che però non sono candidati».