E' sempre la stessa storia, tutto compreso. Volpi, peli e vizietti. Come negli anni Settanta, quando l'omologazione era praticamente completata. Case editrici, proprietà di giornali, intellettuali organici, teatri stabili, Rai e università e da ultimo una maggioranza di governo talmente vasta da far paura. L'asfalto copriva tutto, o quasi. Pochissimi pensatori, all'interno di limitati circuiti, denunciavano un opprimente sistema della menzogna. Ma il silenziatore attutiva quelle isolate grida. LA facevano da padroni la neonata Repubblica e le articolesse su Rinascita. Per i più addentro, comunisti delle Frattocchie o cattolici della scelta religiosa, c'era il Rodano-pensiero della Rivista trimestrale. Il gioco di sponda lo facevano con quelli della Lega democratica, no al divorzio e sì allo storico incontro coi comunisti.
Tutto era maledettamente grigio e plumbeo. Una noia mortale, come alla periferia di Berlino est dopo il tramonto. Magari qualcuno si disperava, ma non era un regime quello che tentavano di costruire, nè lo sarebbe diventato.
Sembravano cronache di stagioni lontanissime. Invece, basta leggere l'UNITA' (quotidiano dei post-comunisti diretto dal post-liberale () Furio Colombo) per imbattersi in un anatema d'altri tempi. Modello Togliatti versus Vittorini. All'indice stavolta è finita la raccolta ITALIANE, 247 ritratti di donne, voluta dal ministero delle Pari Opportunità.
L'onta? Aver inserito tra le connazionali illustri, figure di donne fasciste quali Rachele Mussolini e Claretta Petacci, rispettivamente moglie e amante del duce. Come quando il Migliore chiamava pidocchi gli eretici del Pci. Secondo l'Unità chi ha scelto di pubblicare quelle brevi biografie, ha fatto <<goffa e spregiudicata captatio benevolentiae nei confronti dei settori estremi di una destra che alla memoria vorrebbe sostituire un'antistorica nostalgia>>. Tutta l'operazione, è la sentenza, <<puzza di stantio, puzza di elezioni>>.
Certo, tale sacro furore avrebbe meritato di rappresentarsi in un'altra epoca. Come quella dello stalinismo che plagiava le intelligenze e plasmava gli animi della sinistra italiana. O, almeno, la stagione del terrorismo italiano che trasformava in grandi e tragiche vicende anche storie marginali di disperata follia.
Adesso siamo alla farsa irrimediabilmente fuori tempo. Storia da ricomporre? Memoria da condividere? Per l'Unità nulla è meglio degli antichi steccati e dei vecchi muri. Quando storiografi ed iconografi ufficiali sostituivano pagine, sbianchettavano ritratti di burocrati del Cremlino, a seconda delle rispettive sorti post mortem. Dentro Stalin, fuori Trotskij. E in Italia? Ma sì, via le brutti mogli dirigenti diventate scomode per Longo e Togliatti. Dentro le compagne giovani, ambiziose, intelligenti....storie di epurazioni, come quella dei titini Cucchi e Magnani. Storie di attacchi feroci contro riformisti, revisionisti, socialtraditori.
Da quel pulpito oggi viene la predica. Con l'accusa di avere scritto alcune pagine sulla vita di Rachele Mussolini, moglie e madre suo malgrado sotto i riflettori della storia italiana. O d'avere raccontato (l'ho scritto io, quel ritratto) l'amor tragico della bella Petacci innamorata del suo Ben al punto di morirgli accanto.
C'è da scommettere che se non fosse figlia della penna d'una scrittrice, la mannaia sarebbe scattata anche per la protagonista di "Non ti muovere", romanzo di successo della Mazzantini. La poveretta, infatti, s'innamora dell'uomo sbagliato, che la respinge e l'attrae. Lei lo rincorre con l'unica speranza di raccogliere brandelli di felicità. Gli va dietro, nonostante tutto e fino in fondo, a cercare la bella morte. Meriterebbe di essere messa all'indice dell'Unità, se solo esistesse davvero. Con quel nome poi....(la poveretta si chiama Italia)
MAURO MAZZA, direttore del Tg2
ps: che belle figure che fa il nostro giornale pseudo liberale![]()
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) Furio Colombo) per imbattersi in un anatema d'altri tempi. Modello Togliatti versus Vittorini. All'indice stavolta è finita la raccolta ITALIANE, 247 ritratti di donne, voluta dal ministero delle Pari Opportunità.
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