Pagina 1 di 7 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 68

Discussione: opposizione

  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito opposizione

    La lista unitaria "Divisi nell'Ulivo" si spacca anche su Barroso

    Non “leggerà Socrate durante le vacanze” il presidente della prossima Commissione europea, José Manuel Durao Barroso, come invece gli augurava il leader verde Daniel Cohn-Bendit.
    I 413 voti a suo favore al Parlamento europeo – 21 più di Romano Prodi nel ’99, ma in un Pe allargato – confermano la scelta dei capi di Stato e lo costringono a un’estate di lavoro straordinario per riuscire a presentare entro il 23 agosto la composizione del nuovo collegio, con i nomi dei commissari e la distribuzione dei portafogli. I 251 europarlamentari contro Barroso – 179 meno di Prodi – non hanno accettato la proposta di “complicità positiva con il Pe” avanzata “per poter dire di no ai governi”.
    Ma non ne è scoraggiato il presidente, che, “onorato di diventare un servitore dell’Unione”, vuole ora costruire “una coalizione dinamica” anche con i gruppi che gli sono ostili, socialisti in primis. Ma dentro il Pse il candidato del Cav. può già contare sul sostegno degli amici del Cav.: l’ottantina di voti in più ottenuti da Barroso provengono dai laburisti britannici e dai socialisti spagnoli e portoghesi, segnano la sconfitta dell’intransigenza franco-tedesca dentro il Pse e potrebbero prefigurare un’inedita maggioranza Ppe-lib-lab dentro al Parlamento.
    Brutte notizie per l’asse franco-tedesco anche sul fronte del supercommissario all’economia.
    Per affermare la sua indipendenza dagli Stati membri, e ancor più dai grandi paesi, Barroso ha chiarito al Pe che non intende nominare supercommissari, rassicurando sul fatto che sarà lui a “distribuire i portafogli, senza imposizioni da parte dei governi”.
    I posti economici sono ambiti da troppi, su competitività e politica industriale l’esecutivo comunitario ha solo poteri di coordinamento, i promotori del supercommissario
    – Londra, Parigi e Berlino - sono troppo divisi sulle azioni da condurre, e soprattutto la Francia preferisce l’opzione “Mister euro” in seno all’Ecofin, togliendo così poteri alla Commissione. Per accontentare i tedeschi, Barroso non esclude di affidare a qualche commissario un incarico di coordinamento. Günter Verheugen all’Economia? “Il presidente della Commissione ha compreso una cosa che i grandi Stati non hanno ancora capito”, risponde il presidente liberale Graham Watson.
    “In un’Europa a 25 siamo tutti minoranze”.

    La spaccatura nell’elezione del presidente del Pe, con i Ds schierati con lo spagnolo Josep Borrell e la Margherita a favore del polacco Bronislaw Geremek, si è ripetuta nel voto su Barroso. Un imbarazzato Massimo D’Alema inizialmente finge di “non credere” che i compagni di lista prodiani possano votare il candidato che “rappresenta un’idea dell’Europa opposta a quella per cui mi sono presentato alle elezioni”.
    Per Claudio Fava “si tratta di un passaggio dolente che avremmo dovuto neutralizzare per tempo”, mentre il correntone dice che non ha senso “parlare di federazione o di partito unico” quando la lista unitaria costruita per l’Europa si divide.
    Corrono ai ripari Lapo Pistelli e Enrico Letta: “Nei Ds è prevalsa una lettura politica, noi abbiamo dato una connotazione istituzionale”, dice il primo; “non c’è nessun entusiasmo per Barroso e non potevamo rompere la continuità di Prodi”, gli fa eco il secondo.
    Unica consolazione, non tutto il centrodestra ha sostenuto il candidato del Cav. La Lega, spiega Mario Borghezio, ha votato infatti contro Barroso.

    saluti

  2. #2
    Iscritto
    Data Registrazione
    10 Jun 2004
    Messaggi
    341
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Quando si tenta di tenere assieme 12 partiti questo è normale...

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito L'Unità censura Clinton che...

    ...elogia la Guerra

    L' Unità si è potuta permettere, alla convention dei Democratici a Boston, un inviato di nome: Piero Fassino.
    Il segretario dei Ds, nell'occasione sgravato da impegni politici, si è dedicato con grande umiltà alla cronaca dei dibattiti, redigendola con la cura e la passione di un esordiente. Di solito ai novizi si impone di astenersi dal commento e di attenersi ai fatti. Ma Fassino è Fassino, e giustamente ha ottenuto dal direttore - Furio Colombo - libertà di interpretare. Nell'edizione di martedì ha puntigliosamente riportato la relazione di Joseph Biden, probabile nuovo segretario di Stato nel caso John Kerry dovesse succedere a George Bush.
    Fra l'altro, Biden ha detto: «Non sperate in un'America che voglia essere sola. Non ci sarà più l'alibi di un'America isolazionista, di un Bush guerrafondaio. Con Kerry anche i nostri alleati dovranno assumersi responsabilità».
    Fassino ha esultato intuendo nelle frasi di Biden «la sfida che Kerry lancia non solo a se stesso,ma anche agli alleati», e cioè «uscire dal pantano iracheno » e «assicurare all'Iraq una prospettiva democratica ».
    Biden non ha mai usato la parola «pantano», ma si sa com'è il mondo della stampa: si tira sempre un po' d'acqua al proprio mulino.
    Niente di grave. Più grave che Fassino, politico di un certo rango, abbia trascurato una seconda lettura delle parole di Biden. Per esempio, Biden poteva intendere che la guerra al terrorismo prosegue, agli Stati canaglia pure, magari sotto la stupendissima
    «egida dell'Onu», magari collaborando più con l'Europa, magari con modalità e priorità nuove, ma prosegue. E i partiti e i Paesi europei, affezionati a un pacifismo di cui viene automatico sospettare la vigorosa spinta ideologica e romantica, dovranno prendersi le loro responsabilità.
    Non potranno più infilare la testa sotto la sabbia sventolando l'alibi del petroliere Bush, del fascista Bush, del boia Bush, del guerrafondaio Bush.
    È soltanto un sospetto, un'ipotesi, ma forse Biden avverte che lo slogan «no alla guerra senza se e senza ma», al cui grido anche Fassino ha marciato, perderà l'unico senso di cui è portatore, quello propagandistico.
    Con Kerry alla Casa Bianca, si dovrà dire «no alla guerra», ma ci potranno essere i se e i ma.
    L'Unità e Fassino hanno trascurato la chiave, e non è reato.
    Ma che cosa diranno ai loro lettori e ai loro elettori quando Kerry - come ha promesso e farà, in caso di elezione - manterrà le truppe in Iraq, il budget sugli armamenti, l'impegno spietato contro i terroristi, compresi quelli palestinesi, e contro chi ai terroristi tende la mano?

    Molti sono dell'opinione che la sinistra italiana, incapace di scegliersi o di allevare un buon leader, si aggrappi al Kerry di passaggio: poche settimane fa Zapatero, prima il brasiliano Lula, prima ancora Tony Blair.
    Poi li dimentica, li molla quando è evidente la distanza fra la realtà e le aspettative molto gonfiate, spesso con il dolo.
    Ieri, per esempio, alcuni hanno pubblicato l'intervento dell'ex presidente Bill Clinton alla convention democratica. Clinton ha rassicurato gli americani timorosi di scoprire in Kerry un leader incapace di opporsi ad Al Qaeda.
    Ha detto: «Durante la guerra del Vietnam molti giovani uomini avrebbero potuto andare in Vietnam ma non lo fecero. John Kerry proveniva da un ambiente privilegiato e anch'egli avrebbe potuto evitare di andarci. Invece disse, mandate me. Quando inviarono quelle corvette a risalire il fiume in Vietnam, dicendo che il loro compito era attirare il fuoco nemico, John Kerry disse, mandate me...». Queste frasi appaiono sul Riformista.
    Sull'Unità - che pure ha stampato in prima pagina il discorso di Clinton - sono state tagliate.
    E così altre frasi in cui si dice che Bush «sbaglia» ma a Kerry è accomunato da un pregio e un sentimento:
    «Sono due uomini forti, ed entrambi amano il nostro paese». Clinton è questo, Kerry è questo, l'America è questa. Nasconderselo, o nasconderlo, non cambierà le cose.

    Mattia Feltri su Libero....sì, quello del padre

    saluti

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Bertinotti versus...

    ...Prodi

    Roma. “Ma Bertinotti non aveva detto che il candidato naturale era Prodi?”, “piuttosto che Bertinotti voterei un operaio di Mirafiori”, “Bertinotti si dimostra un nemico di Prodi”, “adesso in qualche stanzino di Bruxelles qualcuno starà pregando Prodi di desistere da quest’idea balzana delle primarie”, “allora io candido Luca Casarini”, “allora candidiamoci tutti”.
    Il tripudio attorno alle primarie è finito in fretta, e dentro i Ds c’è chi spera in un “passo indietro”, cioè nell’insabbiamento della sfida.
    Gavino Angius, capogruppo dei Ds al Senato, dice al Foglio che “le primarie non servono a nulla: se, come sembra, c’è un problema all’interno del gruppo dirigente del centrosinistra, non sarà certo
    questa mossa a risolverlo”.
    E Piero Fassino già teme che la sfida diventi “il tormentone del prossimo millennio”. (Presuntuosetto il Pierino)
    Pareva che fino a ieri filasse tutto liscio, le primarie piacevano
    o comunque faceva piacere dirlo, il Correntone temeva il
    plebiscito, qualcuno auspicava una “gara vera”, uno scontro
    esaltante e innovativo, poi è arrivato Bertinotti, ha detto semplicemente:
    “Ci vorrebbe un altro candidato. Potrei essere io” ed è parso un poco scandaloso.
    Soprattutto pericoloso, per tutti: per la sinistra alternativa, che si suiciderebbe consegnandosi in blocco al segretario di Rifondazione (ed ecco perché Paolo Cento, dei Verdi, dice al Foglio che “se proprio si vogliono fare queste primarie, allora per rappresentare l’area alternativa si scelga una personalità di prestigio, non una figura di partito. Meglio Casarini, e comunque noi siamo pronti a convergere su Prodi”).
    Pericoloso “per noi Ds”, dice un dalemiano, “che perderemmo tutti quelli che ci votano con un po’ di mal di pancia, e non solo il Correntone ma anche pezzi importanti del sindacato che potrebbero guardare dall’altra parte”, e per Prodi, che sarebbe costretto a radicalizzare il programma per non far apparire Bertinotti il vero rivoluzionario, e rischierebbe una magra figura nonostante la vittoria.
    “Se Prodi è il candidato sostenuto da tutti i gruppi, e anche da Rifondazione, a chi giovano le primarie?” si chiede Angius.
    Di certo a Bertinotti, che secondo qualche diessino molto sincero potrebbe “fare il pieno di voti, arrivare al trenta per cento e crearsi un grande trampolino di lancio per le regionali”.
    Marco Rizzo è sicurissimo: “Non avrà mai il mio voto, preferisco un operaio Fiat a uno che va nei salotti a parlare di Fiat. Lo scriva: Bertinotti è molto narciso e poco comunista”. Meglio Prodi di Bertinotti, quindi? “Meglio un moderato che fa politica di sinistra di un ex comunista che fa il moderato” dice Rizzo.
    Per troppo salotto o per troppa rivoluzione, Bertinotti non va giù, nemmeno dentro il suo partito, dove l’opposizione è forte e si dice “per nulla soddisfatta” del modo di procedere “maggioritario” del segretario: “bisogna prima parlare del programma, chiederci che cosa andremmo a fare noi in un futuro governo di centrosinistra” dice Claudio Grassi, della segreteria nazionale di Rifondazione.
    E Alfonso Pecoraro Scanio, che era così concentrato sul proprio ruolo di investitore di Prodi, ma accettava le primarie per “fugare ogni dubbio”, dice adesso che “le primarie devono riguardare il programma e non la leadership”, e che comunque il candidato è Prodi, e basta: “sennò tutti i leader di partito”.
    Oliviero Diliberto addita al pubblico “il nemico di Prodi”, quello che già nel ’98 lo fece cadere, “e adesso è entrato definitivamente nel centrosinistra”.

    Il Correntone elogia “l’ex subcomandante”
    Non solo fischi (e preoccupazione): la Margherita acconsente, “è il segno di una maturazione del centrosinistra – dice Enrico Letta – è segno di una spinta unitaria”, mentre il Correntone esulta, dalle pagine di Aprile: “Anche questa volta, Bertinotti ha ragione: non avremmo mai pensato di fare in un colpo solo tanti elogi all’ex subcomandante Fausto”.
    Una consacrazione suffragata da Fabio Mussi, che ritiene questa candidatura “giusta e naturale”. Aprile proprio pochi mesi fa chiedeva: “Cari compagni, vogliamo lasciare la nuova sinistra a Bertinotti per inseguire la Terza Via, il Neue Mitte, la Left of Center, il Riformismo che si avviano al crepuscolo?”, e adesso chissà cos’hanno in mente.
    Pietro Folena assicura: “Noi comunque sosteniamo Prodi”, ma la tentazione di Bertinotti esiste, e allora cresce il fronte di quelli che: “queste primarie non convengono a nessuno, abbiamo scherzato, c’è il programma da scrivere”, mentre Angius ricorda: “Ci sono stati tonfi elettorali clamorosi preceduti da primarie democratiche, e sempre con gruppi dirigenti dilaniati, oppure divisi: pensiamoci bene”.

    ci capite qualcosa in questo "casino"?

    saluti

  5. #5
    Registered User
    Data Registrazione
    25 May 2004
    Messaggi
    918
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Bertinotti versus...

    In origine postato da mustang

    ci capite qualcosa in questo "casino"?

    saluti
    ..e pensa che alle europee per non parlar di amministrativa avete perso contro questo "casino"

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: Bertinotti versus...

    In origine postato da Come no!
    ..e pensa che alle europee per non parlar di amministrativa avete perso contro questo "casino"
    --------------------------------------------
    La "tua" vittoria alle europee rischia di diventare la leggenda metropolitana dell'anno.

  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito I "garanti" di...

    ....sinistra

    LA SIGNORA UN MILIARDO E ROTTI di MARCELLO VENEZIANI
    su Libero


    Un patto segreto con la Rai garantisce all'Annunziata un super-stipendio anche dopo le dimissioni. Ma c'è dell'altro...
    Cari lettori di "Libero", vorrei rivelarvi in esclusiva una storia esemplare.
    Riguarda la Rai e soprattutto il suo sottofondo.
    Ho avuto molti dubbi prima di renderla pubblica, ma il dovere della verità per un amministratore e un giornalista e l'indignazione di un cittadino mi hanno spinto a farlo.

    Dovete sapere che i consiglieri della Rai se si dimettono dal loro mandato prima della scadenza prevista, non percepiscono più un euro.
    La presidente di garanzia Lucia Annunziata aveva invece firmato un accordo segreto, («le parti reciprocamente obbligano a mantenere la massima riservatezza in ordine a tutte le circostanze che hanno caratterizzato lo svolgimento e la risoluzione del rapporto della dott. Annunziata») all'insaputa degli altri colleghi consiglieri, in cui si garantiva alla presidente che in caso di sue dimissioni avrebbe ricevuto l'indennità per tutto il mandato (pari a circa un miliardo di vecchie lire all'anno) più una liquidazione, non prevista per i consiglieri della Rai, pari a un sesto per ogni anno di presidenza (ovvero altri 350 milioni di vecchie lire per 2 anni).
    Ma la cosa che più sconcerta è la motivazione. La presidente di garanzia avrebbe ricevuto la sua liquidazione se le sue dimissioni fossero state motivate da una delle seguenti ragioni:
    «delibere del CdA che attraverso la messa in minoranza in sede deliberante determinino il sostanziale isolamento del presidente in seno all'Organo collegiale »,
    oppure «grave deterioramento dei rapporti con il direttore generale che si evidenziano (sic) attraverso il succedersi di comportamenti continui e univoci».
    Traduco. L'Annunziata aveva diritto al paracadute e alla liquidazione se andava in minoranza o se entrava in conflitto con Flavio Cattaneo.
    Non ho mai sentito di una democrazia che garantisce il risarcimento economico a chi va in minoranza, rientra nella normale dialettica democratica e nelle sue regole; ho passato una vita in minoranza e ho sempre pagato di tasca mia.
    Ora apprendo che l'opposizione di sinistra o comanda in Rai, perlomeno in forme consociative, oppure, se non le stanno bene le decisioni assunte a maggioranza, ha diritto al rimborso a pie' di lista. Sono allibito.
    Il contratto segreto è firmato dalla presidenza di Rai Holding e dalla Annunziata.
    Ora capisco molte cose. Non capivo per esempio perché negare che per tutto il 2003 abbiamo votato quasi sempre (al 98 per cento) le delibere all'unanimità; ma l'Annunziata insisteva nel sostenere che lei era stata messa costantemente in minoranza. Sono isolata, ripeteva come da contratto.
    Ora capisco perché ogni scontro con il direttore generale, come sempre ce ne sono stati in Rai e nel mondo, finiva sulle prime pagine dei giornali ed era enfatizzato dalla presidente come un atto di guerra. Questo incentivo a dimettersi, questo scivolo con abbuono e liquidazione, favoriva la fine anticipata del CdA, auspicata da alcune forze politiche.
    Ora capiamo cosa volesse dire la formula "presidente di garanzia": l'Annunziata era garantita con una bella polizza all inclusive.
    Mi spiace dirlo perché le volevo bene, sono terrone e giornalista anch'io come lei, passionale come lei e avevo instaurato con lei, prima che fosse presa dai sacri furori giacobini, un buon rapporto, leale e costruttiv o.
    Ho appreso di questo contratto ora che l'Annunziata ha battuto cassa per chiedere alla Rai la liquidazione prevista, annunciando dichiarazioni di fuoco in caso contrario.
    Non so se il contratto sia valido o no, lo lascio dire ai legali.
    Ma lasciate che io renda pubblico agli utenti e ai cittadini che votano, lo strano caso di un consiglio d'amministrazione che o si allinea alla presidente di sinistra o devono risarcirla se le delibere non sono di suo gradimento.
    A suo insindacabile giudizio.
    E non basta: il consiglio - in base ai precetti dell'Udc e alle precettazioni della commissione vigilanza - dovrebbe ora dimettersi (a proprie spese, naturalmente) perché l'Annunziata ha deciso di dimettersi e di passare alla cassa.
    Vi leggo, per rendere omaggio alla trasparenza e alla lingua italiana, l'ultima lettera che il presidente della commissione vigilanza, il diessino Claudio Petruccioli, ci ha inviato:
    «Signori Consiglieri, Nell'Ufficio di presidenza della commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, ci si è chiesti se il Consiglio di amministrazione della Rai abbia compiuto particolari atti in considerazione del fatto che - dopo le dimissioni della presidente Annunziata - esso non è più integro e dall'altra parte - non sono disponibili procedure volte a reintegrarlo nella forma precedente. Alcuni membri dell'Ufficio di presidenza vorrebbero sapere se dopo le suddette dimissioni sono stati compiuti sulla base dello Statuto della società atti formali. E in caso contrario perché. Vi chiedo dunque di mettermi nelle condizioni di poter rispondere a queste domande anche nel caso in cui la risposta sia completamente negativa».
    Punto, punto e virgola e due punti, come diceva Totò quando dettava la lettera a Peppino (mi pare che fosse Totò, Peppino e la malafemmina).
    Scusate ma non l'abbiamo capita; ci spiegate che vuol dire, oltre la chiara pressione a dimetterci?
    Il presidente Petruccioli era al corrente di quel contratto segreto e cosa ha da dire in proposito?
    Altri che erano al corrente, presidenti e leader, che dicono?
    Se fossi di sinistra mi sentirei ancor più tradito e arrabbiato. Secondo il presidente Petruccioli il CdA della Rai avrebbe perso l'integrità da quando l'Annunziata ha deciso di dimettersi e di passare alla cassa.
    Lei si fa due conti e preferisce andar via e noi dobbiamo lasciare la Rai prima della scadenza e priva di vertici.
    Mi ricorda il film di Woody Allen dei cinque evasi che erano legati a una stessa catena e se uno aveva voglia di far pipì, tutti gli altri dovevano andare insieme in bagno.
    Lamento finale del consigliere errante. Ma dove sono capitato? Anzi, cari lettori e cani sciolti di Libero, in che razza di democrazia siamo capitati, con che razza di servizio pubblico stiamo combattendo?
    Per quel che mi riguarda sono pronto a rendere pubblica la mia indennità di consigliere imparagonabile all'indennità per la presidente), confrontandola con le mie entrate precedenti, per dimostrare che ci sto rimettendo.
    A differenza d'altri, non ne faccio una questione di soldi ma di dignità e di rispetto, non solo per la Rai e per il Consiglio, ma anche e soprattutto per gli italiani che pagano il canone e per la democrazia che da Pericle a Tocqueville giù giù fino ai governi dell'Ulivo, non ha mai previsto il rimborso a chi va in minoranza.

    saluti

  8. #8
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito La riforma e ....

    …la gazzarra

    La riforma delle pensioni, che si discute da un anno e mezzo, è arrivata al traguardo dell’approvazione definitiva della legge delega in una situazione politica difficile per la maggioranza.
    Aver deciso, anche da parte di chi, come la Lega, aveva pensato di tergiversare per ottenere garanzie sui propri obiettivi prioritari, di procedere all’approvazione, è un forte segno di responsabilità. La riforma, che incide sul più consistente centro di spesa dello Stato e che rischiava di andare fuori controllo, ha un carattere strutturale, decisivo per ottenere fiducia dai mercati.
    Era stata richiesta più volte dalla Commissione europea, che la considera il perno di una politica di risanamanto e stabilità.
    Tutti, insomma, perfino Prodi per non parlare dell'ex leader D'Alema, sanno che su questa materia si doveva intervenire, e che ogni ritardo rende poi la soluzione più costosa.
    Si può discutere, naturalmente, delle singole misure, e in realtà lo si è fatto, anche in un confronto diretto con i sindacati, molte delle cui proposte segnano la distanza fra la proposta di legge originaria e quella presentata al voto finale.
    E’ del tutto comprensibile che, quando il governo deve affrontare un tema difficile, controverso e impopolare, l’opposizione punti a metterlo in difficoltà. Capita in tutti i parlamenti del mondo. Tuttavia si ha l’impressione che i toni apocalittici, la gazzarra ostruzionistica, il ditino alzato di Luciano Violante, oltre che a sostenere un’azione propagandistica, servano a nascondere un fatto evidente.

    Che l’opposizione non ha e non può avere proposte alternative per risolvere la questione del rischio di collasso del sistema previdenziale.

    Sarebbe stato facile, altrimenti, visto che la legge entrerà in vigore nel 2008, spiegare come il centrosinistra, se andasse al governo, intenderebbe modificarla.
    Su questo punto cruciale, invece, si sono sentite solo le voci della sinistra radicale, che parla di abrogarla punto e basta, e un silenzio impressionante da parte dei soci di maggioranza dell’Ulivo, per non parlare di Romano Prodi (forse per il parere favorevole che aveva espresso da Bruxelles).
    Così, per non dare la risposta - che dovrebbe essere data da chi si candida a governare - su cosa bisognava fare invece di quel che fa l’esecutivo, si mette in scena lo spettacolino dell’oltraggio al parlamento.
    Resta il fatto che, di fronte a un nodo strutturale, il centrodestra ha dato una risposta, giusta o sbagliata che sia.
    E il centrosinistra no.

    non voglio "annoiarmi" ripetendomi sul colossale casino imperante nell'Ulivo

    saluti

  9. #9
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da antonio
    ti informo che la Signora Annunziata ha gia' provveduto a querelare il noto intellettuale della destra bananiera...
    e conoscendo la disonesta' intellettuale dell'occhialuto foulardato credo che l'esponente dell'intellighenzia aennina perdera' la causa.
    -----------------------
    Perchè, tu pensi che Veneziani non se l'aspettasse?
    Ma sei proprio un sempliciotto o ti diverti a fare il bamboccetto?

  10. #10
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Convention...

    ….flop

    Chissà come e se ce la racconteranno Piero Fassino e Francesco Rutelli, nei loro entusiastici resoconti da Boston.
    La novità, registrata da commentatori meno interessati, è che la grande convention democratica, a quel che pare, non scalda i cuori degli americani.
    Uno dei pezzi forti della manifestazione, l’applauditissimo discorso di Bill Clinton, non ha attirato i telespettatori, meno di uno su venti l’ha seguito, con uno share complessivo nettamente inferiore a quello che ottenne, quattro anni fa, la convention che candidò Al Gore.
    Non è il solo segnale poco incoraggiante.
    I sondaggi elettorali, che solitamente premiano i candidati in momenti di grande visibilità, hanno invece registrato, proprio in questi ultimi giorni, un vantaggio di George W. Bush su Kerry di due punti, 48 a 46.
    La notizia, per gli strateghi democratici che si aspettavano di distanziare il presidente durante la convention, è pesante, anche perché questa volta l’area degli incerti, solitamente assai estesa a cento giorni dal voto, è invece piuttosto contenuta.
    Infine è arrivato un dato che non sembra direttamente legato alla sfida presidenziale, ma che potrebbe avere un certo peso.
    La fiducia dei consumatori nelle prospettive economiche dei prossimi sei mesi, un indice calcolato con grande precisione per gli effetti che ha sull’economia, è cresciuto in modo eccezionale a luglio, passando dal 102,8 del mese precedente a 106,1.
    Se fra gli americani si consolida la convinzione di una ripresa economica robusta e permanente, una delle prinicpali critiche dell’opposizione democratica perde mordente.
    La sfida, comunque, resta apertissima.
    Ma con un cambiamento di tono nella propaganda.
    I democratici sono ormai convinti che non serve continuare ad attaccare Bush, ma che bisogna invece far conoscere John Kerry e il suo programma, visto che da questo punto di vista l’effetto mediatico della convention è stato un mezzo flop.
    In America se ne sono accorti tutti, tranne forse i nostri politici entusiasti, che per il Manifesto “hanno trovato la luce sulla via di Boston”.
    O forse l’anno persa.

    saluti

 

 
Pagina 1 di 7 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Per il Tg1, Fli sta all'opposizione!
    Di Florian nel forum Lista Bonino
    Risposte: 29
    Ultimo Messaggio: 06-08-10, 19:32
  2. L'opposizione deve fare opposizione, non dialogare
    Di sisifo68 nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 13-07-09, 12:30
  3. E ora OPPOSIZIONE
    Di Monsieur nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 42
    Ultimo Messaggio: 21-12-08, 22:26
  4. L'opposizione di....
    Di mustang nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 24-05-03, 19:02
  5. Opposizione? Ma non...
    Di mustang nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 28-05-02, 16:25

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito