Il senatore dell'Udc, Maurizio Ronconi, medico di Spello, ha avuto un'idea geniale:
l'Italia non deve più partecipare all'attività dell'Unione europea sin quando Romano Prodi si deciderà a lasciare la carica di presidente della Commissione.
L'ha detto ieri e l'agenzia Ansa, ravvisandovi giustamente una notizia clamorosa, l'ha rilanciata in rete.
Il senatore, del partito di Casini, Follini e Buttiglione, si vede subito che ha le idee chiare: ha invocato le dimissioni di Prodi in «quanto sta facendo campagna elettorale in Italia».
Ma non si è limitato a questa semplice richiesta che, per i suoi amici della maggioranza, è ormai uno sport popolare.
Siccome Prodi non ci pensa affatto a dimettersi e rimarrà in carica sino al 31 ottobre, Ronconi ha rilanciato:
«Sin quando le dimissioni non arriveranno, il nostro Paese si astenga da ogni presenza nelle istituzioni comunitarie», ha proclamato.
Dal governo, il senatore vuole una «indifferibile, decisa e ufficiale presa di posizione».
La proposta del senatore è sensazionale.
In termini pratici significa che Berlusconi non dovrebbe partecipare al summit Ue del 17-18 giugno quando si sceglierà il successore di Prodi, e i ministri Frattini, Tremonti, Pisanu, Castelli e così via, immaginiamo per la gioia dei partner, dovrebbero scomparire da Bruxelles sino all’autunno e astenersi dalle riunioni dei Consigli.
Insomma: per l'arguto senatore, il governo dovrebbe autosospendersi dall'Unione, magari applicando l'articolo 7 del Trattato.
Come la storiella del marito che, per vendicarsi della moglie che lo tradisce, decide di evirarsi.




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