Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna stanno chiedendo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di trasferire il potere amministrativo all'Iraq mentre trattengono il potere sovrano che appartiene legittimamente agli iracheni. É questa la critica principale che viene mossa alla mozione proposta lunedì 23 maggio. La bozza di risoluzione di cinque pagine presentata dagli alleati prevede la formazione di un "governo sovrano ad interim" e la creazione di una forza multinazionale guidata dagli Stati Uniti che provveda alla sicurezza del personale amministrativo dell'ONU e delle elezioni nel paese occupato. Ma la risoluzione glissa sulla questione cruciale di quale e quanta reale sovranità sarà consegnata agli iracheni, il cui paese continuerà ad essere militarmente occupato dalle forze statunitensi, britanniche e di altri paesi della coalizione sino almeno al 2005.
"Non è mai esistita una sovranità 'leggera'", ha detto Kenneth Roth, direttore dell'Osservatorio sui Diritti Umani. "Essere sovrani è come essere incinta: lo sei o no, non ci sono vie di mezzo", ha aggiunto Roth in un comunicato uscito lunedì. "Se il nuovo governo iracheno (configurato come nella risoluzione di Stati Uniti e Gran Bretagna) non ha l'autorità definitiva e la responsabilità per la sicurezza del popolo iracheno, non c'è sovranità". Roth ha detto che la risoluzione è insoddisfacente per due ragioni: non solo Washington continua ad avere l'ultima parola sulla sicurezza dell'Iraq, ma il governo interinale non sarà in grado di promulgare nuove leggi o di modificare quelle imposte durante l'occupazione iniziata con l'attacco delle forze della coalizione contro il regime dell'ex prersidente iracheno Saddam Hussein nel marzo del 2003.
"Tutta ipocrisia" è il commento dal Canada di Joan Russow del Global Compliance Research Project. "Si vuole che il Consiglio di Sicurezza ceda alla pressioni americane e inglesi e che, in sostanza, assolva i due paesi per la loro aggessione preventiva contro l'Iraq: una evidente violazione delle leggi internazionali". "Se questa risoluzione venisse adottata", ha aggiunto,"si verrebbe a creare un pericoloso precedente - che l'ONU tolleri distorsioni dei fatti per giustificare interventi di questo tipo"
Jim Paul del Global Policy Forum dice che la bozza di risoluzione offre solamente una scusa per attribuire "una specie di legittimazione all'odiosa occupazione dell'Iraq". "Il Consiglio di Sicurezza dovrebbe affermare le responsabilità sull'occupazione dell'Iraq, non condonarle", detto Paul in una intervista. Mentre la comunità internazionale ha in larga maggioranza condannato l'occupazione dell'Iraq come illegale, "le Nazioni Unite diventerebbero qualcosa che istituzionalmente sancisce la legalità dell'Occupazione" ha proseguito.
Ci sono due particolari significativi nella bozza di risoluzione, ha precisato Paul, il cui gruppo si occupa di monitorare le politiche ONU. Per prima cosa, la risoluzione "auspica" una "partnership tra la forza multinazionale proposta e il governo sovrano ad interim dell'Iraq". Il concetto di 'partnership' indica chiaramente una divisione di sovranità tra la forza multinazionale e il popolo iracheno. Questo è inaccettabile, in particolare se la reale sovranità deve essere restituita alla popolazione.
In secondo luogo, ha aggiunto Paul, la risoluzione chiede l'appoggio della comunità internazionale nella "condanna di tutti gli atti di terrorismo in Iraq" "Questo qualifica la resistenza all'occupazione militare come terrorista", ha detto. "É chiaro che vi sono atti di resistenza di diversa entità e natura in Iraq, che possono o no sembrare accettabili. Ma la risoluzione tenta di caratterizzare l'intero movimento di resistenza come terrorista, e questo è intollerabile"
Egualmente inaccettabile, secondo Paul, è il fatto che la risoluzione non preveda un limite di tempo entro il quale la forza multinazionale debba dare un termine all'occupazione dell'Iraq, "in modo che se il Consiglio di Sicurezza dovesse proporre la chiusura della missione, Stati Uniti e Gran Bretagna possano apporre il diritto di veto su questa e altre proposte del genere"
Oltre a Stati Uniti e Gran Bretagna, gli altri paesi con diritto di veto alle Nazioni Unite sono Cina, Russia e Francia. Secondo gli osservatori, non hanno intenzione di usare immediatamente i loro diritti contro la bozza di risoluzione per evitare uno scontro con gli Stati Uniti.
Joan Russow ha affermato anche che la risoluzione avrebbe l'effetto di condonare le violazioni della legge internazionale, compresa la Convenzione di Ginevra, che regola il trattamento dei prigionieri e dei civili durante la guerra. Sia gli Stati Uniti che la Gran Bretagna sono nell'occhio del ciclone a causa degli abusi sui prigionieri in loro custodia in Iraq (ma anche in Afghanistan, per quel che riguarda Washington). Queste pratiche, molte delle quali provate da fotografie e filmati e viste in tutto il mondo nelle ultime settimane, costituiscono violazioni della Convenzione.
A questo proposito, Joan Russow sostiene che la decisione sulla proposta di Stati Uniti e Gran Bretagna non debba essere lasciata al solo Consiglio di Sicurezza. La Millennium Declaration adottata dall'assemblea generale dell'Onu nel 2000 contiene un impegno a rafforzare il ruolo dell'Assemblea. "Questo è il momento di dare corso a quell'impegno: solo l'Assemblea Generale può impedire il discredito che verrebbe causato all'ONU se si piegasse a stabilire un pericoloso precedente internazionale" ha affermato la Russow. Ed ha aggiunto che è fondamentale che l'Assemblea tenga una sessione speciale nel più breve tempo possibile sulla situazione dell'Iraq e sul futuro di quel paese.
Secondo Jim Paul, ci sono poche prospettive di partecipazione alla forza multinazionale proposta dalla bozza di risoluzione. "In questo momento, i paesi stanno cercando una via d'uscita" ha detto. La Spagna, che ha ritirato le sue truppe settimana scorsa, non tornerà in nessun caso, ha aggiunto. Francia, Germania, Canada e Russia hanno già annunciato che non forniranno truppe - "indipendentemente di quale risoluzione venga adottata dal Condsiglio di Sicurezza", secondo Paul.
La bozza di risoluzione dice anche che allo scioglimento dell'Autorità Provvisoria (la CPA), il 30 giugno, il nuovo governo interinale avrà il controllo delle riserve petrolifere. A partire dall'inizio dell'occupazione, il paese è stato controllato dalla CPA presieduto dall'ambasciatore americano Paul Bremer.L'inviato delle Nazioni Unite Lakdhar Brahimi è in Iraq, per negoziare con i leader di numerosi gruppi etnici e religiosi la formazione di un governo con un primo ministro e due vice presidenti. Le Nazioni Unite vengono impegnate nella risoluzione a condurre il paese a elezioni generali nel dicembre di quest'anno "se possibile, ed in ogni caso non oltre il 31 luglio 2005". Ma a dispetto del trasferimento del potere agli iracheni, gli Stati Uniti hanno già affermato che le loro truppe, più di 130.000 uomini, resteranno in Iraq per tutto il 2005.
Thalif Deen
responsabile dell'InterPress Service dal 1992 per le questioni ONU. Si è occupato di informazione per la Segreteria delle Nazioni Unite ed è stato delegato dello Sri Lanka all'Assemblea Generale per una sessione. Attualmente è redattore del Giornale del Gruppo dei 77, pubblicato in collaborazione con InterPress Service.
Fonte:www.socialpress.it
25 maggio 2004.




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