Caro Berto,
ottima analisi. I miei complimenti![]()
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Questo thread sta diventando sempre più bello e ricco di spunti di riflesione.
Complimenti anche a tutti coloro che vi hanno dato il loro contributo.
Augustinus


Caro Berto,
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Augustinus


Caro Augustinus,
ti ringrazio dei complimenti, ma l'articolo non è farina del mio sacco. L'ho trovato a questo indirizzo:
http://www.kattoliko.it/leggendanera/rete/passion.htm
Cari saluti
Berto


ALMENO QUEL FILM ci fa vergognare. La impressione che io ho avuta assistendo alla proiezione di quel film, è stata di vergogna.
Si discuta nei termini che si vuole, tuttavia mi pare doveroso ricordare come tante volte Iddio ci chiede di soffrire un po' e noi facciamo delle storie. Il film se non altro, sottolinea bene di come Cristo -che noi dobbiamo alla perfezione imitare- abbia sofferto in silenzio, in silenzio.
Può darsi che a noi Iddio non chieda di andare in croce, ma se lo facesse, andiamoci e basta senza fare storie, per la salvezza di tutti, di tutti!
IO comunque la penso come la gloriosa Catherina da Siena, santa domenicana, la quale diceva che nulla immagine più che la MEDITAZIONE sulla passione di Cristo le recava conforto e l'era di edificazione...
Preghiamo, preghiamo contemplando il Cristo che ci redime. Impariamo la ascesi e la penitenza e la obbedienza.
OBBEDIENZA, senza la quale non vi è santità!!
MINORETTI


Qualche tempo fa fu aperto questo thread dedicato al fortunato film di Mel Gibson sulla Passione di Cristo.
Come evidenziato in precedenza, tale opera cinematografica traeva spunto dalle visioni della Venerabile Anna Katharina Emmerich.
Per ricordare questa figura di mistica tedesca, posto la sua vita.
Venerabile Anna Caterina Emmerich
Dülmen (Germania) 8 settembre 1774 - 9 febbraio 1824
Anna Caterina Emmerich (Anna Katharina) nacque l’8 settembre 1774 a Flamsche, una località nei pressi di Dülmen in Vestfalia (Germania), in una famiglia molto povera di devoti contadini. Era la quinta di nove figli.
Di lei si dice che sapesse distinguere gli oggetti sacri da quelli profani, che potesse leggere nel pensiero delle persone e che avesse visioni di fatti che avvenivano nel mondo: vide per esempio dettagli della rivoluzione francese. Previde la caduta di Napoleone, dodici anni prima che avvenisse. Le sue esperienze mistiche erano spesso accompagnate da fenomeni di levitazione e bilocazione.
Anche nella sua infanzia i fenomeni soprannaturali di cui era protagonista erano per lei talmente normali che nella sua innocenza di bambina era convinta che anche tutti gli altri bambini godessero degli stessi suoi favori, per esempio pensava che anche loro potessero conversare familiarmente con il bambino Gesù, come lei faceva abitualmente. Fin dall’età di 9 anni le apparivano la Madonna con Gesù Bambino, l'angelo custode e diversi santi. Mostrava straordinari doni di conoscenza: quando gli ammalati si recavano da lei in cerca di aiuto era in grado di sapere le loro malattie e prescriveva loro rimedi che si rivelavano sempre efficaci.
Nel 1789 le apparve Gesù che le offrì la corona di spine, lei accettò ed ebbe così sulla fronte le prime stigmate. In seguito le si aprirono le ferite anche alle mani, ai piedi e al costato.
Nel 1802 entrò nel convento delle agostiniane ad Agnetenberg (Dülmen). Qui veniva considerata l'ultima dalle sue consorelle, e Suor Anna non solo non se ne lagnava ma ne era anzi contenta, perché questo le permetteva di esercitare con maggior profitto la virtù dell'umiltà. Il suo zelo era malvisto dalle anime più tiepide, che rimanevano sconcertate e infastidite dai suoi carismi e dalla sua salute cagionevole. Queste suore, nonostante le sue frequenti estasi in chiesa, nella sua cella o sul lavoro, la trattavano con una certa sufficienza e mostravano antipatia nei suoi confronti.
Malgrado la sua estrema fragilità, svolse sempre scrupolosamente e con spirito gioioso i suoi doveri. Ma dopo qualche tempo la sua salute declinò rapidamente e fu costretta a letto.
Le sue ferite, che si aprivano e sanguinavano periodicamente, furono studiate da religiosi e scienziati. Il Vicario Generale, dopo una rigorosa indagine condotta da una commissione medica, si convinse della santità della suora e dell’autenticità delle sue stigmate.
Nel 1818, quando Anna Caterina aveva 45 anni, attirato dalla sua fama, venne a visitarla il famoso scrittore e poeta Clemens Maria Brentano, uno dei più importanti rappresentanti del romanticismo tedesco. Appena le si presentò la veggente lo riconobbe, perché lo aveva già visto nelle sue visioni. Sapeva che era l'uomo scelto da Dio per raccogliere e mettere per iscritto ciò che lei vedeva. Sapeva anche che, se era vissuta fino a quel giorno, era per aspettare lui.
Brentano, che era venuto per trattenersi pochi giorni, non se ne andò più: rimase a Dülmen sei anni, per collaborare alla missione di Anna Caterina. Giorno dopo giorno, annotò ciò che lei gli narrava: dodicimila pagine che descrivono nei dettagli la vita di Gesù e di Maria Vergine.
Le visioni della Emmerich erano del tutto particolari: lei si separava dal corpo dopo essere stata "chiamata" dal suo angelo custode e il suo spirito si recava in Terra Santa dove assisteva agli episodi evangelici come se stessero avvenendo in quel momento; il giorno dopo li descriveva a Brentano. Né la monaca né il poeta erano mai stati in Terra Santa, eppure Anna Caterina ha descritto con sorprendente precisione i luoghi della vita di Gesù e della Madonna, gli abiti, le suppellettili, i paesaggi. Sulla base delle descrizioni della Emmerich è stata ritrovata a Efeso la casa dove la Vergine visse dopo la morte di Gesù. Era una casa rettangolare di pietra, a un piano solo, col tetto piatto e il focolare al centro, tra boschi al margine della città perché la Vergine desiderava vivere appartata. Il ricercatore francese Julien Dubiet, dando credito a queste visioni, andò in Asia Minore alla ricerca della casa descritta da Caterina. Dubiet effettivamente trovò i resti dell’edificio, nonostante le trasformazioni subite nel tempo, a nove chilometri a sud di Efeso, su un fianco dell'antico monte Solmisso di fronte al mare, esattamente come aveva indicato la Emmerich.
La validità delle affermazioni di Caterina venne confermata anche dalle ricerche archeologiche condotte nel 1898 da alcuni ricercatori austriaci. Gli archeologi ebbero modo di appurare che l’edificio - almeno nelle sue fondamenta - risaliva al I secolo d.C.. Oggi davanti alla casa della Madonna, visitabile ad Efeso e custodita dai cappuccini, c'è un cartello che spiega che ciò che ne restava, cioè le mura perimetrali col focolare centrale, era stato ritrovato grazie alle visioni della monaca stigmatizzata Anna Caterina Emmerich.
Anna Caterina Emmerich morì a Dülmen il 9 febbraio 1824. Durante cinquant’anni di vita le sue visioni quotidiane avevano coperto tutto il ciclo della vita di Gesù, di Maria e in gran parte anche degli apostoli.
Sei settimane dopo la sua morte la tomba di Caterina venne riaperta. Il suo corpo venne trovato incorrotto senza alcuna traccia di decomposizione. Nel 1892 il Vescovo di Münster diede inizio al processo di beatificazione.
Brentano visse fino al 1842, dopo aver dedicato tutti gli anni che gli restavano alla stesura del suo libro "Vita di Gesù Cristo secondo le visioni della monaca Anna Caterina Emmerich". La suora aveva predetto che anche lui sarebbe morto quando il suo compito fosse terminato.
Dagli scritti di Brentano riguardanti le visioni di Caterina Emmerich vennero pubblicati, oltre al libro suddetto, anche: "La dolorosa Passione di Nostro Signore Gesù Cristo secondo le meditazioni di Anna Caterina Emmerich" (1833), "La vita della Beata Vergine Maria" (1852), "La vita di Nostro Signore" (1858-80 e 1981).
Gabriel von Max (1840-1915), Estasi di Katharina Emmerich, 1885, Neue Pinakothek, Monaco


Dagli ANTIDOTI dello scrittore RINO CAMMILLERI
Caviezel
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Una delle tante coincidenze legate al film The Passion di Mel Gibson è costituita dalle iniziali del protagonista, Jim Caviezel, che sono le stesse di Jesus Christ (in inglese) o Jesus Christus (in latino). Poi c’è il fatto che al tempo del film aveva trentatré anni. Infine, è ebreo. Ma non di religione, naturalmente, perché, come ormai tutti sanno, è cattolico. Cattolico di famiglia, lui, e cattolica sua moglie, alla quale è molto legato (tanto da rifiutarsi di girare scene spinte nei suoi film). E’ diventato particolarmente devoto dopo un incontro con una delle veggenti di Medjugorje e due col papa.
Ma non è su questo che voglio intrattenervi, oggi, bensì su un’intervista da lui rilasciata al quotidiano spagnolo «ABC» e ripresa dal mensile «Studi cattolici». In essa l’attore, a un certo punto, dichiara: «Però da quando abbiamo iniziato a girare la Passione i giornali hanno cominciato a chiamarmi “il devoto cattolico Jim Caviezel”, mentre allo stesso tempo non si dice “il devoto scientologo Tom Cruise” o “il devoto ebreo” di un qualsiasi altro attore. In questa professione essere cattolici significa portare sulla schiena un bersaglio con sopra scritto: “Sparatemi”».
Già, si tratta dell’Ultimo pregiudizio accettabile, come recita il titolo di un famoso libro del sociologo americano Paul Jenkins.
Infatti, l’attore John Travolta, per esempio, è talmente “devoto” di Scientology da aver voluto produrre, dirigere e interpretare il flop Attacco alla Terra, tratto da una delle opere fantascientifiche del fondatore di Scientology, Ron Hubbard. Nel film l’attore fa la parte dell’alieno malvagio. Però questa sua «devozione» è trattata sempre in modo marginale dai media, così come accade al già citato Tom Cruise e alla sua ex moglie Nicole Kidman.
La cantante-attrice Madonna si è recentemente convertita all’ebraismo cabalistico, di cui segue con fervore le scuole. Ma nessuno lo dice, essendo, giustamente, affari suoi. Un’altra cantante-attrice, Barbra Streisand, nei suoi film ha sempre interpretato parti di ebrea militante e progressista, e in Yentl, da lei prodotto, diretto e interpretato, impersonava un’ebrea (realmente esistita) che si finge maschio per poter frequentare una scuola rabbinica. Richard Gere è buddhista «tibetano» militante e potremmo continuare con Goldie Hawn, seguace convinta di Sai Baba (tanto da inchinarsi al bacio dei piedi quando va a incontrarlo in India), Uma Thurman, figlia di un bonzo (si chiama così per via della «Aum», la sillaba mantrica che viene ripetuta durante la meditazione), e la famosa Soldato Jane che ha trasformato la sua casa in un ashram indù. L’elenco è davvero lungo e ci fermiamo qui. Però, eccoli tutti a guardare Gibson e Caviezel, cattolici, intenti a scrutare con la lente d’ingrandimento qualche loro minima, supposta, incoerenza.


23 Giugno 2004
PAKISTAN
“The Passion” supera Titanic
Faisalabad (AsiaNews) – “The Passion ha avuto più spettatori di Ben Hur e di Titanic. È la prima volta che un film sulla fede cristiana ha avuto così spazio nei media pachistani.”. Padre Pascal, sacerdote nella parrocchia del Santo Rosario a Warispura, ha commentato così ad AsiaNews le reazioni a “The Passion of The Christ” in Pakistan, sottolineando il fatto che “molte riviste laiche hanno pubblicato diversi articoli sul film e un buon numero di musulmani è andato a vederlo”.
Il film è uscito durante il mese di aprile: “L’effetto della visione del film è cresciuto dall’uscita durante la quaresima” ha commentato padre Patrick, della parrocchia Warus Pura a Faisalabad. “La gente ha veramente riconosciuto la passione di Cristo e ha sentito in profondità tutto il suo dolore”.
Padre Patrick è stato colpito dal personaggio di Giuda e dal modo nel quale è stato rappresentato dopo aver ricevuto il denaro per il tradimento di Cristo: “Sembrava un uomo posseduto e si è impiccato vicino al cadavere di un animale. Una grande visualizzazione simbolica della colpa e del rammarico” ha commentato. “La Passione è un film molto bello che nutre la fede di un buon cattolico. Il film ha attirato l’attenzione di tutta la gente sulla vera fede del cristianesimo” ha commentato.
Numerosi i commenti degli spettatori sull’eccessiva violenza del film: “La sofferenza e la passione sono molto forti, toccano chiunque. Io sono stato così coinvolto che ho sentito troppo esibita la sofferenza di Gesù”, afferma padre Patrick. James Lal, direttore scolastico, afferma che nel film c’è troppa violenza e che è esagerata: “Alcune scene violente, come quella del corvo o di Giuda che si impicca, non sono presenti nella Bibbia”.
Ma il film ha infuso anche un rinnovato fervore evangelico: “Dopo aver visto questo film, sento che la mia fede è diventata ancora più forte per annunciare la morte e la resurrezione di Gesù” afferma p. Patrick. (QF)
Fonte: Asia News
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20 Marzo 2004
ITALIA
Jim Caviezel: Dietro l’immagine, un uomo di fede
Roma (AsiaNews) - Al centro della controversia che circonda il film “La Passione di Cristo” c’è un uomo sereno, che ama la recitazione e la sua fede cattolica. Jim Caviezel, 34 anni, interpreta Gesù nel colosso diretto da Mel Gibson. Ora è nella Città Eterna con la sua famiglia, per ottenere la benedizione del Santo Padre.
Per Jim, interpretare questo ruolo non è stato facile, ma, come per qualsiasi altro film, ha prima sentito dentro di sé come una “vocazione”. Trasportarla sullo schermo, ha detto, “è stata una vera esperienza spirituale”. Domenica sera, invitati da p. Thomas Williams, del movimento cattolico dei Legionari di Cristo, Jim e la sua famiglia, di fede cattolica, hanno partecipato alla S. Messa in inglese nella Chiesa di San Giovanni Battista de’ Fiorentini, con gli studenti di alcune università pontificie di Roma.
Al termine del rito religioso, l’attore si è fermato a pregare, mentre un piccolo gruppo di fan e cattolici aspettavano fuori per incontrarlo.
All’uscita, Jim, oltre ad intrattenersi con gli studenti e altre persone, rimasti colpiti dalla sua modestia, ha risposto anche alla domanda sul come abbia fatto a conciliare la recitazione con le sue convinzioni religiose. Oltre a ribadire di aver già parlato a diverse conferenze cattoliche, ha precisato che egli è in primo luogo un attore, non un oratore pubblico, e continuerà a ricostruire quella cultura nel suo ambito di lavoro. Ha inoltre sostenuto che c’è un forte bisogno che i giovani di oggi affrontino il flagello dell’aborto nel mondo (soprattutto negli Stati Uniti) e si impegnino a favore della dignità della vita. Ha infine sottolineato l’importanza di combattere il male con la forza del rosario.
“Possiamo farci una foto con te?”, ha chiesto qualcuno dei giovani più coraggiosi. “Si”, ha detto con un raro sorriso, “ma ognuna ti costerà un rosario!”, ha aggiunto, trasformando la sua fama in “profitto” spirituale.
È noto che Jim Cavezial evita qualsiasi ruolo che comprometta i suoi valori morali e si rifiuta di nominare Dio invano in qualsiasi copione. Durante le riprese di “La Passione di Cristo”, Jim ha sofferto per le proprie ferite mentre rappresentava le sofferenze del Signore. Egli ha resistito al dolore e all’assideramento durante le ore delle riprese, mentre stava appeso per ore sulla croce, senza protezione dalle intemperie dell’inverno. Due volte è stato colpito durante dalla frusta durante la scena della flagellazione di Gesù alla colonna. Si è slogato la spalla destra nella scena in cui Cristo stesso si sloga la sua mentre i soldati gli tirano la mano per inchiodarla alla croce. E’ stato inoltre colpito sul set da un fulmine, senza però riportare gravi danni. Oltre a questo, Jim ha accettato le critiche che ha ricevuto da Hollywood e le domande costanti sulle ragioni del film, come una sua condivisione dell’agonia redentrice di Cristo. Nell’interpretare quel ruolo, Caviezel ha spesso detto a se stesso: “Non voglio che la gente veda me, ma che veda invece solo Gesù”. Per raggiungere questo scopo, ha spiegato Caviezel all’agenzia Zenit, “ho cominciato con la recita del rosario, a cui è seguita la confessione e poi la Messa, ogni giorno, ed ogni volta dopo avevo preso l’Eucarestia, mi sono sentito maggiormente nei panni di Cristo”.
Nonostante continuino in tutto il mondo le controversie sul film, la drammatizzazione di Mel Gibson della crocifissione di Gesù è stata un grande successo al botteghino per l’industria cinematografica, avendo incassato 264 milioni di dollari negli Stati Uniti e in Canada dopo soli 19 giorni dall’uscita nelle sale cinematografiche. “Se La Passione continua su questa strada, è probabile che superi negli incassi Star Wars (461 milioni di dollari) ed anche Titanic (600,8 milioni di dollari) e diventare così il record di incassi di tutti i tempi”, ha detto Paul Dergarabedian della Exhibitor Relations Inc., che si occupa dei risultati dei film al botteghino.
Fonte: Asia News
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Circa un anno fa usciva negli USA questo bellissimo film.
Riporto dunque all'interesse dei forumisti questo bel thread, segnalando anche - vista l'occasione della pima festa liturgica della Beata A. K. Emmerick - il link all'apposito thread su questa mistica.
Augustinus![]()
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9 Febbraio 2005
FILIPPINE
Mons. Capalla: The Passion, strumento per vivere bene la Quaresima
Il presidente dei vescovi filippini: Il film di Gibson è un potente aiuto per evocare il dolore causato dal peccato.
Manila (AsiaNews) – Le pratiche penitenziali della Quaresima devono aiutare i cattolici a “comprendere la malizia del peccato” per arrivare a “pentirsi e evocare” quel dolore che porta alla confessione. Lo scrive mons. Fernando Capalla, arcivescovo di Davao e presidente della Conferenza episcopale filippina, nel messaggio per la Quaresima che inizia oggi.
Il vescovo sottolinea i duplice effetto che la Quaresima può produrre: “la trasformazione della vita personale” e il “rinnovamento della società”. Ma entrambi gli effetti partono da un “risveglio” che è appunto il pentimento. Per giungere a questo oltre ai gesti abituali - come la via crucis, la preghiera, la meditazione delle Scrittura, le mortificazioni e il digiuno –, mons. Capalla invita i fedeli a “vedere di nuovo e ancora una volta” il film La Passione di Cristo di Mel Gibson. Anche se è “fragile una rappresentazione umana della sofferenza di Cristo”, il film di Gibson resta – secondo mons. Capalla - “un potente aiuto per suscitare la tristezza” causata dal peccato e che conduce alla confessione sacramentale.
Ma il periodo in preparazione alla Pasqua - sottolinea mons. Capalla - deve anche condurre a “sperimentare la misericordia e il perdono di Dio”: “Il Signore ha abbracciato i nostri peccati nel suo corpo sofferente. E anche se il peccato lo ha portato alla morte, egli lo ha sconfitto risorgendo a nuova vita”.
Solo sull’esempio di Gesù – conclude il vescovo – è possibile “privarci di quei piaceri che indeboliscono lo spirito, e preferire Dio sopra tutto e tutti”. In questo modo si diventa “un altro Cristo, una nuova creazione: questo è ciò che ci insegna la Pasqua e ciò a cui deve portarci la Quaresima”. (LF)
Fonte: Asia News

