MARIO DEMICHELA*
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Sabato Torino ha pagato l'ennesimo tributo di sangue: tre vittime innocenti di una guerra che gli amministratori "pacifisti" ci hanno portato in casa senza neppure chiedere il nostro parere. Altre persone strappate all'affetto dei loro cari, in un girono che avrebbe dovuto essere di festa e di gioia per tutti loro. Uno degli innumerevoli balordi che, grazie alla politica "buonista" della amministrazione, cattocomunista, imperversano per le strade cittadine convinti di essere intoccabili, ha commesso un errore e a pagare sono stati come sempre i cittadini indifesi. Torino si trova al 102° posto su 103 Province italiane in ordine alla sicurezza, ma il nostro sindaco con il suo smagliante sorriso dice che va tutto bene e che abbiamo fatto dei notevoli passi avanti (forse intende verso il baratro), Lui per dimostrare il contrario di ciò che la gente subisce sulla propria pelle quotidianamente, si inventa le partite di pallone con gli extracomunitari e dichiara con orgoglio che la "sua" città e il "laboratorio multietnico" più importante del Paese. Mi scusi signor sindaco, se oso porle questa domanda: ma in questo laboratorio le cavie a suo avviso sono per caso i cittadini torinesi? Perché se così fosse, oltre ad aver dimostrato a tutti i non avere più il controllo della situazione, mi verrebbe da pensare che ha anche perso il senso della ragione.
* Segretario provinciale Lega Nord Torino
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