Il portavoce di An va giù duro: nell’Ulivo c’è chi brinderebbe se accadesse qualche altra tragedia
«Prodi si dimostra un irresponsabile»
Landolfi: vuole rappresentare l’Italia divisa sull’Iraq, il che dà ossigeno agli integralisti
di EMANUELE CONTI
ROMA. Il partito riformista «non è mai esisitito». A sinistra piuttosto c’è «una coalizione che galleggia sull’equivoco » e «in piena regressione»:
Fausto Bertinotti, il «vero leader», ha fatto «passi indietro persino rispetto a Enrico Berlinguer».
La fotografia che Mario Landolfi fa dell’opposizione è schietta e impietosa.
In poche battute il portavoce di An annienta i sofismi di Romano Prodi e compagni, svelandone identità e aspirazioni.
Un compito peraltro facilitato dallo schianto del Triciclo sulla mozione unitaria per il ritiro del nostro contingernte dall’Iraq.
Il bizzarrro velocipede ormai è da rottamare, così come Prodi, il suo demiurgo.
Il pedalatore principe non vale nemmeno un portaborracce: «Si è rimangiato tutto.
Solo qualche mese fa aveva lanciato un manifesto nel quale ad alcune condizioni si diceva favorevole all’intervento militare in Iraq. Ora fa marcia indietro in nome dell’accordo con Bertinotti».
In questo strano matrimonio d’interesse «appare lampante chi sia a dettare le condizioni e chi a subirle».
Il vero leader della Sinistra è Bertinotti. E Prodi lo insegue.
È singolare che poi, per stessa ammissione del suo segretario, la linea di Rifondazione sia dettata dai movimenti e dai centri sociali. Insomma, c’è una specie di corsa verso l’antagonismo.
Prodi sogna Roma tappezzata di bandiere della pace in occasione della visita di Bush. Si rifugia dietro al vessillo pacifista per nascondere la propria inconcludenza e e incoerenza in politica internazionale.
Crede che la nuova risoluzione Onu faccia cambiare idea al Triciclo?Il documento è la prova provata che Berlusconi in Parlamento non ha detto bugie e che la tanto auspicata svolta inizia a prendere forma. Mi auguro un ripensamento e l’abbandono della irragionevole linea zapaterista.
Ma sarà difficile.
Le autorevoli voci che continuano a sostenere il “tutti a casa” non rischiano di apparire indulgenti verso l’estremismo islamico, come sostiene Cossiga?
La Sinistra vuole rappresentare un’Italia divisa: è un atteggiamento irresponsabile. Una cosa è prendere posizione sulle varie questioni. Altro è far capire che se governasse l’Ulivo la presenza italiana in Iraq non ci sarebbe.Alla vigilia delle elezioni qualche terrorista si può sentire autorizzato a ripetere il tragico esperimento spagnolo.
Crede che per calcolo elettorale ci sia anche chi spera nell’aggravarsi della situazione irachena?
Se accadesse qualche altra tragedia, probabilmente qualche sciacallo ululerebbe di gioia. D’altronde che cosa ci si deve aspettare dai difensori dei diritti umani a senso unico?
Chi non si indigna per le fucilazioni di Fidel Castro è capace di questo e altro.
Prodi sottolinea di non essere antiamericano e va a braccetto con i no-global. Così come Fassino, che si dice disposto a manifestare sotto l’ambasciata Usa.
Antiamericani? Questi non sono niente. Né carne, né pesce. Cercano di galleggiare sull’equivoco per tenere insieme alla meno peggio una sinistra radicale, ogni giorno più forte e più determinante, con una riformista che non è mai nata.
Mai nata?
Mai nata. E mai nascerà: una chimera.
Lei nega l’esistenza dei Morando, dei Maccanico, dei Mastella, degli Amato...
Si tratta di qualche nobile voce isolata che ogni tanto si leva a indicare una strada che la Sinistra non ha il coraggio di percorrere. A questi persone mi sento di dire una cosa sola: buona fortuna.
Veltroni punta a unire radicalità e riformismo.
La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni... In realtà c’è il tentativo di riproporre con parole nuove lo stesso accordo del ’96. Ma nella Sinistra ci sono anime che non possono convivere. Se questi si insediano a Palazzo Chigi, avremo una crisi di governo all’anno.
Avremo anche un paio di ministeri di peso per Rifondazione, a quanto pare.
La richiesta di Bertinotti è del tutto legittima. Perché dovrebbe fare il parente povero della coalizione?
Ce lo vede Nunzio D’Erme alla Farnesina?
Sarebbe legittimo sul piano formale. In quanto alla linea di politica estera ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli: Rifondazione chiederebbe l’uscita dell’Italia dalla Nato. Un passo indietro perfino rispetto a Enrico Berlinguer che negli anni Settanta dichiarò di sentirsi più sicuro sotto l’ombrello protettivo dell’alleanza atlantica.
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Comunque Prodi ha promesso che dopo il 14 giugno non si fermerà. Dice che il Listone non è solo una coalizione elettorale: andrà avanti.
No, sarà Bertinotti ad andare avanti.
Ripeto: Prodi non può proporre nulla,
ha le mani legate. È solo un cappello messo sopra delle liste che lui non guida. Ora vogliono il Professore ai comizi di tutti i partiti della Sinistra. È Mussi che lo chiede.Bene, il velo dell’ipocrisia è stato definitivamente squarciato. Dicevano che Prodi non si candidava per il suo ruolo di presidente Ue. Poi con le convention e con i manifesti è sceso in campo ugualmente .
Ora lo attende l’impegno a tempo pieno. Questa è ipocrisia. E mancanza di serietà.




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