Giudici in sciopero. Pagati lo stesso
di RENATO FARINA
Il ministro chiede i nomi di chi non ha lavorato. Le toghe si rifiutano. Più che la libertà temono di perdere un giorno di stipendio. Come capita ai comuni mortali
In punta di Costituzione, molti sostengono che uno sciopero dei magistrati sia illegale. Visto che però alla fine sono i giudici che stabiliscono che cosa sia legale e che cosa no, ci asteniamo dal dibattito. Anzi siamo persino favorevoli, forse simpatizzanti. In fondo, così dimostrano di essere magistrati davvero italiani. Perché tutti dovrebbero scioperare meno loro? Dunque: incrociate pure le braccia, come i metalmeccanici, anzi le manette, gli ermellini o le pandette, fate vobis. A noi turba un'altra cosa: e c'entra proprio con i metalmeccanici e le restanti categorie di lavoratori. Lo sciopero è un diritto. Ma se l'operaio si astiene dal lavoro, salta anche una fetta di busta paga . In Italia ci sono molti trucchi. Qualcuno ha dimostrato che parecchi ferrovieri saltando un paio d'ore, poi ci guadagnavano di più, con l'inghippo degli straordinari e del lavoro notturno. Ci aspetteremmo dai magistrati un comportamento un pochino diverso. Accadrà? I precedenti non sono incoraggianti. Negli scioperi finora organizzati, c'è stata discrepanza tra il numero di adesioni vantato dall'Associazione nazionale magistrati rispetto al risparmio sugli stipendi totalizzato dallo Stato. . Andò così nel 1992, è capitato la stessa cosa nel 2002. I furbi allignano su e giù per i rami di qualsiasi arte e mestiere. Ma per i magistrati i maligni suggeriscono sia una specialità della casa, anzi del palazzo. E persino con il sigillo dell'etica. Vediamo. A Milano, il dottor Camillo Davigo ha annunziato, con la gioia che gli abbiamo visto sul bel volto solo ai tempi in cui rivoltava l'Italia come un calzino, una percentuale di scioperanti superiore all'88 per cento. In altri distretti si arriva quasi al 100 per cento (il record pare sia a Salerno). Complimenti. Nelle cronache però si registra uno strano fenomeno. Scrive www.repubblica.it: «I magistrati occupano regolarmente i loro uffici a Palazzo di Giustizia, ma le aule processuali sono quasi tutte deserte». . Quanti oltre che dalle aule, si asterranno dalla paga? Di Davigo siamo sicuri: vuole tutti in galera, ma sulla questione di denari è adamantino. Gli altri? Il dubbio ci sorge costatando la vis polemica con cui hanno accolto una semplicissima richiesta del ministro Castelli, e che cioè si dichiarassero scioperanti, onde almeno far risparmiare un po' i cittadini. I magistrati si sono inalberati sostenendo si trattasse di controllo politico. Figuriamoci. In realtà, come andrà non è chiaro per nulla. Le toghe hanno un codice di autoregolamentazione. Sono tenuti a prestare servizio quando ci siano pratiche che riguardino la libertà personale o siano implicati detenuti in attesa di giudizio, o vi siano atti civili urgenti. Nel caso, il magistrato può certificare su se stesso: «Sono in servizio e aderisco allo sciopero». La maggioranza così finisce per essere in servizio ma senza lavorare: espleta un piccolo atto, una firmetta, e via, la paga arriva.Vi pare giusto? A noi piacciono di più gli scioperi alla metalmeccanica.




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l potere non sciopera.