27/MAG/04 - 15:01
CONFINDUSTRIA, MONTEZEMOLO: ''IL DIALOGO CHIUDA LA STAGIONE DEI DISSIDI''
Roma, 27 mag. (Adnkronos) - ''Vogliamo, credo tutti insieme, chiudere la stagione dei dissidi e delle incomprensioni''. Cosi' il neo presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, tende la mano ai sindacati per avviare quell'era di pacificazione necessaria per concentrarsi sulla situazione del paese. Un riconoscimento importante del ruolo della concertazione, dunque, rivolto alle forze sociali a cui Montezemolo ha dedicato un passaggio sostanzioso nel suo dicorso di insediamento.
Una stagione di dissidi, d'altra parte, ''che non ci appartiene'', puntualizza Montezemolo. ''Cosi' facendo, non solo daremo un contributo a risolvere i nostri problemi ma potremo anche dare un segnale al Paese che e' tuttora scosso da troppe divisioni, con un ormai insopportabile tasso di litigiosita'. Un Paese, invece, che ha bisogno di fattori di convergenza''. Un progetto ''comune'', quindi, con cui ''contribuire anche noi a creare fiducia''. Ma senza con questo proporre, per Montezemolo, nessun patto dei produttori. ''Non dobbiano difenderci dal mercato -prosegue- ne' sostituire l'opera della politica, ne' tanto meno quella del governo. Vogliamo pero' essere protagonisti del nostro futuro e non semplici soggetti passivi''.
Il presidente di Confindustria, nel passaggio della sua relazione incentrato sulla concertazione, difende e riconosce la validita' dell'impianto dell'accordo del 23 luglio del '93. ''Il patto sociale del '93 e' ancora valido ed e' soprattutto valido nello spirito con cui esso venne firmato. Ha consentito al Paese -sottolinea Montezemolo- di fermare i processi inflattivi. Ha garantito ai lavoratori una difesa del potere d'acquisto delle loro retribuzioni e una crescita dell'occupazione. Ha permesso alle imprese di affrontare una stagione di stabilita' dei cambi''.
''Dobbiamo ripartire da li' per affrontare i nuovi problemi. Il valore di quell'accordo -afferma Montezemolo- non sta solo nell'aver posto fine ad una lunga stagione di tensioni. Esso ha rappresentato uno scambio tra le parti sociali che si sono fatte reciproca fiducia: uno scambio che ha fatto nascere nuove relazioni industriali, eliminando automatismi inflattivi. E' lo scambio la connotazione principale. Dopo di allora abbiamo fatto anche nuovi accordi, ma senza piu' rimetterci in gioco. Non e' questo lo spirito della concertazione''.
''Credo che dobbiamo avere il coraggio di guardare al nostro interno, di metter da parte gli estremismi, di riprendere la via del dialogo diretto, non per una questione di principio, ma perche' ci sono nodi che attendono di essere sciolti e solo noi -dice Montezemolo- possiamo farlo''.
Di seguito un appello alla politica che deve rispondere ai bisogni veri e reali del Paese. ''Siamo tutti consapevoli di questi bisogni. Spesso abbiamo anche le risorse finanziarie per soddisfarli. Perche' non riusciamo a trovare il consenso per procedere? Non e' questo il piu' alto compito della politica? A che serve la politica se deve solo seguire gli umori di qualcuno? Abbiamo bisogno di una politica che sappia costruire il consenso per progredire''.
Non usa mezzi termini poi il presidente di Confindustria quando, in una passaggio della sua relazione, si sofferma sul contesto competitivo nel quale le imprese devono operare e punta il dito contro la direzione sbagliata intrapresa dal federalismo. ''Lo spirito originale del federalismo, nato dall'idea di alcuni movimenti politici, non era sbagliato'', ammette Montezemolo. ''Muoveva da un ragionamento semplice, comprensibile ai cittadini e razionale. Per cambiare la nostra Pubblica amministrazione c'e' bisogno di una profonda riorganizzazione dei poteri, in modo da avvicinare ai cittadini le responsabilita' e le decisioni''.
Ma dopo quattro anni dalla prima riforma costituzionale e dopo molti progetti di ulteriori riforme ''dobbiamo dire che stiamo andando nella direzione sbagliata. Questo federalismo rischia di far affondare il nostro Paese, altro che liberarlo! Il localismo avrebbe dovuto esaltare le specificita' delle diverse aree, responsabilizzando i loro amministratori, aumentando la loro competitivita'''. Invece -accusa Montezemolo- il localismo ci sta uccidendo. Stanno aumentando i costi per la finanza pubblica, c'e' confuzione di competenze, c'e' una rincorsa ad occupare potere. L'autonomia fiscale avrebbe dovuto ridurre le tasse alleggerendo l'amministrazione, invece viene usata per drenare piu' risorse per pagare apparati sempre piu' costosi e privilegiati''.
''Misureremo il federalismo -sottolinea Montezemolo- sulla sua capacita' di ridurre la spesa pubblica quindi le tasse, e di accelerare le decisioni. Lo condanneremo se servira' solo a far prevalere il particolare e il locale sugli interessi generali''.
Inoltre uno sguardo alla condizione del Sud. Il Mezzogiorno sara' per la Confindustria di Montezemolo ''la nostra nuova frontiera'' dice Montezemolo, ''ma sulla questione meridionale e' sceso un imbarazzante silenzio'', ammonisce. ''Quasi che non parlandone il problema si risolva da solo. Non e' cosi'. Nel 2006 sara' ridimensionato il sostegno concesso dalla Ue per la revisione delle politiche di riequilibrio territoriale seguenti all'ingresso dei dieci nuovi paesi. E noi non possiamo farci trovare impreparati''.
Per Montezemolo, infatti, il Mezzogiorno ha un drammatico bisogno di tre interventi: infrastrutture, recupero dei centri urbani e una pubblica amministrazione efficiente. ''La sua struttura industriale e' ancora fragile -prosegue- vogliamo assistere inerti davanti a questi bisogni? Vogliamo scoprire troppo tardi di non esserci mossi in tempo?''.
''Solo se il Paese e' unito e omogeneo nelle sue possibilita' di sviluppo, noi -prosegue Montezemolo- potremo dire di essere competitivi e capaci di attrarre investimenti. Sta qui il senso della politica per il Mezzogiorno. Una politica che si fondi su un reale equilibrio. Che punti a una semplificazione delle procedure, a una efficienza della Pubblica amministrazione, a una rete di infrastrutture moderne e a una capacita' di far fruttare le risorse esistenti''.
Sugli incentivi il neo presidente di Confindustria dice ''no a una modifica volta a ridurre la spesa pubblica''. ''Se vogliamo parlare di modifica degli incentivi, parliamone, ma per renderli piu' efficienti e mirati. Se poi vogliamo ridurre le uscite dello Stato, parliamone: e' un obiettivo che condividiamo e ci sono molte aree della spesa da indagare. Se si vogliono ridurre le tasse benissimo. Il sistema produttivo puo' essere stimolato da una minore pressione fiscale, ma solo in un quadro positivo della finanza pubblica. Ma -si chiede Montezemolo- cosa c'entra tutto questo con la politica per il Mezzogiorno?''.
Infine un ''grazie ragazzi! Siamo orgogliosi di voi!'' ai soldati italiani impegnati in Iraq. Ora, per Montezemolo e' la diplomazia internazionale che deve riprendere a giocare il suo ruolo. ''Chi fara' il primo passo verso la pace, non fara' un passo indietro, ma fara' compiere un grande passo in avanti alla storia del mondo. Diamo un'opportunita' alla pace costruendo un mondo sicuro''.
Nel suo dicorso di insediamento Montezemolo ha cosi' esordito davanti a una affollatissima platea: ''Sono orgoglioso di essere stato scelto e rivolgo un grazie di cuore all'intera Confindustria che rappresentero' tutta''.
''Spendero' ogni energia per soddisfare le aspettative dei colleghi imprenditori. So di avere accettato una grande responsabilita', ma la vivo anche e soprattutto come un grande onore: quello di rappresentare le imprese che hanno contribuito a rendere grande il nostro Paese nel corso degli anni''. E questo impegno Montezemolo intende perseguirlo fino in fondo a fronte del ''momento drammatico non solo per l'economia ma per la vita di tutti noi, alle prese con eventi che sembravano ormai relegati nei libri di storia, se non in quelli di una brutta letteratura''.
Montezemolo ha cominciato a parlare e si e' subito rivolto a Ciampi. ''C'e' una voglia palpabile di vedere un segnale di ripresa, di sentire che qualche cosa si rimette in marcia, nel mondo e in Italia. Di questa voglia -dice Montezemolo- si e' fatto coraggioso interprete il capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi. Instancabile, si e' prodigato nel richiamarci alle nostre responsabilita'. A vedere quello che ancora c'e' da costruire. A rifiutare logiche rinunciatarie''. ''Grazie, signor presidente. Noi non ci tireremo indietro e lo faremo senza lasciarci andare al qualunquismo e alla protesta di chi crede che le colpe siano tutte degli altri''
Ecco le credenziali del nuovo presidente degli industriali, leggete con attenzione perchè ci aspettando in Padania tempi duri
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Rispondi Citando
che di certo non ho bisogno di prendere lezioni da te
