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nuvolarossa
La tregua
Calderoli, mano tesa per raffreddare i bollenti spiriti
L'intervista del senatore Calderoli al "Corriere della Sera" è una riconferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, della sensibilità democratica e del senso di responsabilità a livello nazionale - sottolineiamo nazionale - di cui la Lega Nord è stata capace negli anni passati, proponendosi come tale anche per il futuro.
E per la verità non ne abbiamo mai avuto dubbio, anche quando i toni usati dal Carroccio erano tali da suscitare più di un imbarazzo. Ma siamo sempre stati convinti che chi ha nelle sue origini il richiamo a Carlo Cattaneo non possa che dare un contributo fondamentale allo sviluppo e alla crescita del paese nel suo complesso, quale che sia la sua indole, il suo linguaggio, i suoi sbandamenti. Il radicarsi nelle espressioni alte del pensiero democratico italiano alla fine dà i suoi frutti. La Lega lo ha dimostrato in un momento molto particolare.
La vittoria ottenuta da Berlusconi e dai suoi alleati è di dimensioni tali da poter, se non giustificare, per lo meno spingere a comportamenti di autosufficienza al limite dell'arroganza. Se li permise Prodi all'indomani di un voto in cui pure aveva prevalso di strettissima misura, e nemmeno in tutte e due le Camere. Ma comportamenti di tal genere non sono utili. Ha fatto bene dunque Calderoli a raffreddare gli spiriti bollenti e poi a porgere la mano a chi vorrà collaborare per affrontare una situazione che non si presenta affatto facile.
Il forte radicamento popolare della Lega aiuta a comprendere bene i problemi. Quelli che riguardano la società italiana sono gravi e la loro soluzione appare ancora più complicata se si considera il contesto economico, interno ed internazionale, nel quale ci troviamo. Certo, si può pur sempre indicare un capro espiatorio per tutte le difficoltà. Ad esempio, il presidente degli industriali
Montezemolo pareva averlo individuato nei sindacati: e la polemica con il sindacato - noi ne siamo da anni protagonisti - oggi è molto di moda. Ma un conto è chiedere che i sindacati si rinnovino e si adeguino, un conto è lasciar pensare che senza sindacato si potrebbe vivere meglio. Perché in questa maniera ci si prepara solo ad uno scontro che potrebbe paralizzare la società italiana, non certo farla progredire.
E non vogliamo nemmeno dire che forse qualche manchevolezza del mondo industriale, in materia di sicurezza del lavoro, legittima una certa aggressività sindacale. E' stato importante quindi che Calderoli difendesse il sindacato da un attacco forsennato di cui non c'era bisogno, considerando che tale attacco proveniva da chi fino a ieri il sindacato lo ha blandito. E per di più, essendo sua diretta controparte, non dispone della sufficiente indipendenza di giudizio. Ma in generale non servono capri espiatori, quali che siano le responsabilità che pure si hanno nei ritardi del Paese. Ci ricordiamo ancora di un ministro del primo governo Berlusconi, nel lontano ‘94, dire: non faremo prigionieri. Sono passati molti anni da allora e le parole di Calderoli hanno testimoniato che non si ripeteranno gli errori che quella coalizione e quel governo avrebbero poi pagato a duro prezzo.
Roma, 22 aprile 2008
tratto da
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