La giornata televisiva di giovedì si è concentrata in due analoghe inquadrature:
1) Montezemolo sul podio della Confindustria;
2) Berlusconi sul grande palco di Assago.
Al di là di quello che i due leader hanno detto
(e che ha già riempito i giornali)
qui ci limitiamo a notare le diverse modalità dei due eventi.
Il primo, un composto insediamento, pur segnato da una forte discontinuità.
Il secondo un’autocelebrazione su schermo gigante e tra folle (non oceaniche) veneranti e sbandieranti.
Ma, effetto comune dei due discorsi è stato l’emergere in evidenza delle divisioni interne alla maggioranza.
Montezemolo, attaccando il governo e la Lega, ha suscitato il consenso di Fini.
E, quanto al cosiddetto congresso di Forza Italia, gli alleati non erano presenti, in quanto impegnati in campagna elettorale a difendersi da Berlusconi.
Il premier infatti può tentare di arginare il proprio declino solo rubando voti ai partiti associati.
Eppure, in una situazione così disperata, ha continuato ad accusare i «comici a senso unico» per gli attacchi lanciati contro di lui in una campagna elettorale che peraltro vinse.
Se ne faccia una ragione:
ora non lo attaccano più. Un po’ perché li ha fatti fuori tutti e un po’ perché ormai è patetico.




Rispondi Citando