Risultati da 1 a 3 di 3

Discussione: Patetico (al maschile)

  1. #1
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,725
     Likes dati
    12,131
     Like avuti
    15,256
    Mentioned
    580 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Patetico (al maschile)

    La giornata televisiva di giovedì si è concentrata in due analoghe inquadrature:
    1) Montezemolo sul podio della Confindustria;
    2) Berlusconi sul grande palco di Assago.


    Al di là di quello che i due leader hanno detto
    (e che ha già riempito i giornali)
    qui ci limitiamo a notare le diverse modalità dei due eventi.

    Il primo, un composto insediamento, pur segnato da una forte discontinuità.
    Il secondo un’autocelebrazione su schermo gigante e tra folle (non oceaniche) veneranti e sbandieranti.

    Ma, effetto comune dei due discorsi è stato l’emergere in evidenza delle divisioni interne alla maggioranza.
    Montezemolo, attaccando il governo e la Lega, ha suscitato il consenso di Fini.
    E, quanto al cosiddetto congresso di Forza Italia, gli alleati non erano presenti, in quanto impegnati in campagna elettorale a difendersi da Berlusconi.

    Il premier infatti può tentare di arginare il proprio declino solo rubando voti ai partiti associati.
    Eppure, in una situazione così disperata, ha continuato ad accusare i «comici a senso unico» per gli attacchi lanciati contro di lui in una campagna elettorale che peraltro vinse.

    Se ne faccia una ragione:
    ora non lo attaccano più. Un po’ perché li ha fatti fuori tutti e un po’ perché ormai è patetico.

  2. #2
    Arrivederci a Tutti!
    Data Registrazione
    17 Mar 2004
    Messaggi
    1,932
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Mah!...
    Io credo che molti dei voti che FI ,purtroppo, perderà andranno comunque ad AN o al CDU...oppure alla Lega...ma alla fine dei conti : chissenefrega!
    Basta che la CDL avrà la Maggioranza...
    su questo,c'è da discutere,anche sui Sondaggi.

  3. #3
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,725
     Likes dati
    12,131
     Like avuti
    15,256
    Mentioned
    580 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito

    Sull'Orlo Di Una Crisi Di Nervi
    Pasquale Cascella

    DALL’INVIATO ASSAGO
    Alle 18,15 il grande comunicatore interrompe la sfilata dei ministri, va alla tribuna, fa mostra di voler premiare gli aficionados che resistono in platea con una lettura caricaturale dei commenti degli avversari ai «lavoratori del governo», e butta lì di star subendo un «torto». Quale? «Non ho avuto la fiducia del 51% degli italiani».
    Ergo, l'impaccio non viene dall'opposizione, ma dal resto della maggioranza, da quegli alleati di governo che gli hanno impedito di venire qui ad Assago a compiere il miracolo di far pagare «meno tasse per tutti». Nemmeno lui, come già Giulio Tremonti, dice come, quali «sprechi» tagliare e quante «spese» sacrificare. Alza la voce solo per avvertire che «noi siamo partigiani di questa soluzione», Ed è come l'annuncio della guerra prossima ventura a chi si dovesse mettere di traverso. All'opposizione? Berlusconi la liquida proclamando che «non c'è nessuna possibilità di dialogo». L'impedimento, allora, ce l'ha in casa. Sono i Gianfranco Fini, i Marco Follini, fors'anche i Roberto Maroni, i sabotatori additati al popolo del centro destra, sono gli alleati l'impaccio di cui liberarsi.
    Delle due l'una: questo o è il congresso dell'autolesionismo (oltre che della sfiga) o sono le assise della crisi, del logoramento, della china del partito del leader unico, quindi indivisibile dalla leadership della Casa delle libertà. Che bisogno avrebbe, altrimenti, Claudio Scajola di invocare «unità» e «solidarietà fra noi nel sostegno incondizionato al nostro leader»? «Incondizionato», esattamente come si pretende per i generali che scendono sul campo di battaglia.
    C'è aria di Waterloo ad Assago. È toccato al già potente ministro dell'Interno, ridimensionato a mero contabile dalla gaffe su quel «rompicoglioni» del prof. Marco Biagi, arringare i renitenti nella seconda giornata di lavori del congresso di Forza Italia dedicata al rendiconto dei fatti, o misfatti, dei singoli ministri. In attesa che il presidente del Consiglio possa - per dirla con il soprassalto di sdegno liberale dell'insofferente Alfredo Biondi - «replicare» loro quest'oggi. Ma Berlusconi non è riuscito a tenersi fino a oggi, tale e tanta deve essere stato persino ai suoi occhi lo squallore delle poltroncine vuote nelle stesse prime file del congresso. Così, è andato alla tribuna per rendere ancora più esplicito l'avvertimento di Scajola.
    Per quanto rinneghi le origini e giuri fedeltà a «un progetto che non è più, non deve essere più, democristiano, socialista, liberale o altro, ma il progetto di Berlusconi senza aggettivi», per quanto si faccia più piccolo, piccino, picciò del capo sul podietto che galleggia nel mezzo del catino ormai desertificato di Assago, per quanto spergiuri che Berlusconi sia riuscito persino nel miracolo di cambiare i parametri della democrazia «malgrado le profezie di Norberto Bobbio», Scajola resta pur sempre la vecchia volpe allevata nello scudocrociato che subodora il vento che tira. E deve annunciare tempesta nel centrodestra se, nel bel mezzo di una divagazione sul cambio di «ben tre presidenti del Consiglio» nella scorsa legislatura del centro sinistra, il ministro ha buttato lì un sinistro avvertimento. Testualmente: «La stabilità del nostro governo è il risultato di una comune assunzione di responsabilità alla quale nessuno potrebbe venire meno, se non attraverso il ritorno alle urne, e dunque il trasferimento del contrasto politico dinanzi al giudizio degli elettori».
    Se è il ministro per l'attuazione del programma a certificare un «contrasto politico» tale da poter essere affrontato solo con il ricorso anticipato alle urne, vuol dire che il fuoco alzato da Berlusconi contro l'opposizione ha la stessa funzione dei fumogeni lanciati l'altro giorno, in apertura dei lavori, sul «contratto con gli italiani» come un «impegno mantenuto». Per quanto di moda sia il reality show, non si può davvero pretendere che sia lo stesso uomo che tre anni fa l'ha sottoscritto nella commedia cara a Bruno Vespa a riconoscere la colossale mistificazione. Per dire, l'elargizione di un milione del vecchio conio solo a un sesto di pensionati al minimo non fa né equità né solidarietà, men che meno rende credibile una riforma previdenziale a effetto postumo. Tutto si tiene, in economia, nel sociale e in politica, e va da sé che un taglio alla spesa sociale per finanziare la riduzione della pressione fiscale ai ceti più alti e abbienti renda recalcitranti quegli alleati del centro destra che, a differenza di Forza Italia, hanno nei ceti medio-bassi il proprio retroterra elettorale.
    Insomma, non è che proprio non faccia, il premier: è che quel che fa non funziona più nemmeno come collante della coalizione. Rimane aggrappato, il premier, a un sogno che per gli italiani si sta trasformando nell'incubo del declino. Proprio come denunciava l'altro giorno Luca Cordero di Montezemolo a ridosso della parata forzista di Assago. Avrebbero potuto approfittarne, qui, per fare un congresso vero, chiedersi se le vecchie promesse non siano una cambiale già scaduta, se il mix di liberismo ed assolutismo corrisponda alle domande e ai bisogni delle società moderne e complesse come la nostra, se la ricetta non si stia rivelando un investimento in perdita. A ben guardare, però, questo congresso c'è stato lo stesso, nell'effetto rovesciato di un partito che - lo giurano tutti - è ad immagine e somiglianza del capo. Qui, insomma, Berlusconi non ha lacci e lacciuoli, non si muove all'ombra di un presidente della Repubblica che gli boccia la legge sulle tv, non ha da temere imboscate di franchi tiratori al coperto del voto segreto. Ma qui gli si è presentato l'amaro calice del leader di partito senza più il codazzo della coalizione nel passo del gambero. Ancora più indietro dei tempi, delle scelte, degli atti politici e di governo che pure hanno offerto la più dura e amara lezione della lunga transizione italiana.
    Nella scorsa legislatura, è vero, il conto l'ha dovuto pagare il centro sinistra. Ma questa, almeno, ha elaborato la sconfitta fino in fondo, e proprio il fatto che tanto Massimo D'Alema e Giuliano Amato quanto Francesco Rutelli, per dare un nome alle insinuazioni berlusconiane sul ritorno dell'«uomo mandato in esilio», si ritrovano nella lista unitaria attorno alla leadership di Romano Prodi, è la dimostrazione che da questa parte si cerca di supplire sul piano politico al vuoto istituzionale provocato proprio dal sabotaggio berlusconiano della Bicamerale per le riforme. La «politichetta», se c'è, ben si vede da quest'altra parte, quando Berlusconi minaccia di imporsi su una maggioranza straripante di più di 100 deputati e quasi 50 senatori o con il ricorso continuo alla fiducia o, addirittura, con il ricatto dello scioglimento anticipato della legislatura. Come se le urne non fossero già pronte. Per le europee. E questo congresso non sia stato immaginato, programmato e costruito, come un gigantesco spot per il leader pigliatutto che, appunto, capeggia le liste di Forza Italia in tutte e cinque le circoscrizioni elettorali per dimostrare (dovendo, poi, cedere il seggio a qualche oscuro sottoposto) che niente e nessuno può metterne in discussione il comando. Berlusconi avrebbe potuto, se avesse avuto nerbo politico, raccogliere la sfida di D'Alema a dimettersi nel caso di sconfitta della truffa elettorale europea. Non l'ha fatto per la semplice ragione che, nel caso, avrebbe potuto toccargli la stessa sorte del governo Prodi nella difficile congiuntura (con l'Euro alle porte e la guerra dei Balcani dietro l'angolo) del 1998. Ma l'azzardo rischia di rivelarsi un boomerang il 13 giugno. E il tarlo della sconfitta sembra trasformare il premier nell'alfiere della destra del tanto meglio tanto peggio. L'azzardo si sta rivelando un boomerang.

    (dal quotidiano "in trincea" L'Unità; 29 maggio 2004)

 

 

Discussioni Simili

  1. Patetico
    Di primo_cerchio nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 08-10-07, 23:46
  2. Patetico Lusetti
    Di Dottor Zoidberg nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 22-01-06, 17:30
  3. Patetico
    Di Dragonball (POL) nel forum Padania!
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 01-01-05, 00:24
  4. Patetico......
    Di pensiero nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 16-06-04, 23:24
  5. Solo patetico; ormai e' solo patetico.
    Di ErTigre nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 24
    Ultimo Messaggio: 12-03-02, 00:38

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito